Santena

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Santena
comune
Santena – Stemma
Piazza Martiri vista dal campanile della Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
Piazza Martiri vista dal campanile della Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Amministrazione
Sindaco Ugo Baldi (lista civica) dal 7/5/2012
Territorio
Coordinate 44°57′00″N 7°47′00″E / 44.95°N 7.783333°E44.95; 7.783333 (Santena)Coordinate: 44°57′00″N 7°47′00″E / 44.95°N 7.783333°E44.95; 7.783333 (Santena)
Altitudine 237 m s.l.m.
Superficie 16,2 km²
Abitanti 10 848[1] (31-12-2010)
Densità 669,63 ab./km²
Frazioni Carolina, Case Nuove, Gamenario, Luserna, San Salvà, Tetti Agostino, Tetti Busso, Tetti Giro
Comuni confinanti Cambiano, Chieri, Poirino, Trofarello, Villastellone
Altre informazioni
Cod. postale 10026
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001257
Cod. catastale I327
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti santenesi
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santena
Localizzazione del Comune di Santena nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Santena nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Santena (pronunciare Sàntena; Santna in piemontese) è un comune italiano di 10.848 abitanti della provincia di Torino, in Piemonte.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Santena è un comune di pianura situato a sud-est di Torino, alla destra del fiume Po. È attraversato dal torrente Banna che divide in due la città.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Periodo romano[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del comune è molto antica. In questo luogo vennero recuperate alcune suppellettili funerarie e alcune monete di rame appartenenti al periodo di Antonino Pio dimostrando che il territorio santenese era abitato fin dai primi secoli dell'era cristiana.

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La nascita dei primi gruppi rurali risale all'Alto Medioevo. Durante il periodo carolingio e post-carolingio il villaggio era considerato parte integrante della corte o curtis chierese. Il primo documento storico in cui troviamo menzionato il paese risale al 1029 ed è l'atto con cui il marchese e conte di Torino Olderico Manfredi II e suo fratello vescovo di Asti, Alrico, fanno donazione del villaggio, piccolo e povero ai canonici di Salvatore di Torino. Tale atto fu riconosciuto come valido sia dall'imperatore Enrico III nel 1047, sia da Federico Barbarossa nel 1159.

Tuttavia i chieresi mal tollerarono che un loro territorio passasse in mani altrui. Da qui derivò una lunga e grave disputa giuridica che costrinse i canonici ad appellarsi al Vescovo di Torino, il quale nel 1184 stabilì che Chieri dovesse rispettare i diritti acquisiti dai canonici. Questo responso non fu certo sufficiente ai chieresi che ottennero comunque un nuovo processo ma la cui sentenza fu ancora una volta a favore dei canonici. Tuttavia benché avessero vinto furono costretti a vendere Santena ad un gruppo di facoltosi chieresi.

Così nel 1191 Pietro Gribaldi, Guido di Mercadillo e i figli di Oberto Merlo, Guido Grasso e Guglielmo Benso diventarono condomini di Santena. In pratica significava che il paese tornava ad essere parte della corte chierese benché fosse formalmente riconosciuta dal vescovo di Torino. Solamente agli inizi del XIV secolo Chieri riuscì ad affermare la sua autorità politica su Santena.

Negli statuti del 1311 Santena risulta come terra chierese. Quando però nel 1351, Chieri passò sotto la dominazione del conte di Savoia, pur riconoscendo i nuovi signori, riaffermarono la loro dipendenza feudale dal vescovo.

Il 22 aprile 1345 presso Gamenario, una località compresa fra Santena e l'attuale località Rivera tra le forze guelfe degli Angiò e quelle ghibelline facenti capo al marchese Giovanni II del Monferrato, si svolse la Battaglia di Gamenario, in cui Giovanni II Paleologo riportò un esaltante vittoria.

Il Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del XIV secolo la storia di Santena fu segnata da eventi drammatici a causa delle disastrose conseguenze della guerra che a lungo contrappose il Principe d'Acaia al Marchese del Monferrato.

A partire dai primi anni del secolo XV la città poté godere di un lungo periodo di pace e prosperità, che caratterizzo quasi tutto il secolo. Il secolo XVI invece fu caratterizzato da numerose guerre, cui si accompagnarono continue epidemie di peste, inondazioni, carestie, in particolare per Santena quelle del 1517 e del 1521.

Durante il conflitto che contrappose l'imperatore Carlo V a Francesco I re di Francia, la zona di Santena e di Chieri subirono lunghi periodi di assedio e violenti saccheggi, il più grave dei quali fu effettuato dall'esercito francese nel 1536.

La volontà di ampliare i confini del nuovo regno, costituito da Emanuele Filiberto costrinse suo figlio, Carlo Emanuele I, ad una guerra contro i francesi per il possesso del Monferrato (1627). Nonostante l'appoggio degli spagnoli quando il duca Carlo Emanuele morì nel 1630 il suolo piemontese venne occupato completamente da truppe nemiche.

Molte altre invasioni caratterizzarono il corso del XVII secolo e Santena come gli altri paesi vicini e subì effetti rovinosi. Chieri cercò inoltre di recuperare quella parte di territorio che nella prima metà del Quattrocento Santena aveva sottratto al suo dominio.

Tempi moderni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1728 una sentenza della dei conti accolse le rivendicazioni dei chieresi. Da allora in poi Santena si trovò "chiusa" in un territorio altrui e perse il pratica tutta la sua autonomia. Nel 1809 durante l'occupazione napoleonica Santena subì ingenti danni a causa di una drammatica inondazione, che determinò lo studio di un piano regolatore per le opere di arginamento del torrente Banna e di ampliamento dei suoi alvei.

Restaurata la monarchia dei Savoia, i santenesi tentarono di erigere Santena a comune autonomo. Tuttavia le loro legittime aspirazioni andarono più volte deluse fino al 1878, quando, grazie all'opera del marchese Compans di Brichanteau, Santena fu eretto in comune.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni '60 del '900 subisce l'influsso di una forte emigrazione degli abitanti di Riace, comune in provincia di Reggio Calabria.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del comune ha origini latine: la maggior parte degli studiosi sostiene che derivi dal latino Santula. Il toponimo è conosciuto dal 1176 e trova riscontro in una variante ritrovata nel 1182 con Santana.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il cuore dell'abitato sorge lungo le sponde del torrente Banna. L'urbanistica è caratterizzata da due piazze principali: la prima, simmetrica ed elegante si trova di fronte al castello che fungeva da dimora estiva dei marchesi Benso di Cavour. La seconda situata di fronte alla chiesa di Santi Apostoli è dedicata alla memoria del marchese Compans di Brichanteau.

La parrocchiale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

L'attuale parrocchiale dei Santi Apostoli Pietro e Paolo fu costruita in stile neobarocco, nel 1921 dall'impresa edile di Matteo Cavaglià su progetto dell'architetto Giuseppe Gallo.[2] poi completata dal figlio Bartolomeo nel settembre 1927.

Il castello[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Santena.
Facciata secondaria di Villa Cavour in piazza Visconti Venosta. La Villa, con l'annesso parco, era la residenza estiva di caccia dei Benso di Cavour

La dimora dei Cavour a Santena è uno dei castelli più importanti del Piemonte soprattutto perché costituisce un unicum straordinario, ricco di memorie storiche, arredi, biblioteca e archivi.

Edifici e monumenti nei dintorni[modifica | modifica wikitesto]

I dintorni di Santena sono luoghi ricchi, oltre che di bellezze naturali, anche di opere architettoniche di grande valore artistico.

Verso levante, lungo la strada che porta a Poirino sorge l'antico castello di San Salvà. Il nome dell'edificio deriva da quello dei canonici del Santo Salvatore di Torino, i quali ebbero il dominio su Santena tra il 1029 ed il 1191. Il castello a pianta quadrata si eleva su un'altura ed è adornato da tre piccole torri e da una più grande porta a nord-est incoronata a bertesca, con ballatoio e merli. Su di esso è incastonato un orologio. Un grande scalone all'interno porta agli appartamenti con una galleria degli antenati di famiglia e con una preziosa biblioteca.

Lungo la strada statale che da Torino porta ad Asti, poco oltre gli svincoli autostradali in direzione Fontaneto, sorgono i resti del castello di Ponticelli: si tratta in pratica di una piccola torre a pianta circolare oggi inglobata in una cascina. La tradizione indica tale castello come dimora estiva del ramo cadetto dei marchesi Benso, divenuti in seguito conti di Cavour. In esso fecero testamento Manfrino Benso nel 1351 e Manfredo nel 1362. L'antica chiesa di Ponticelli viene nominata in una bolla di papa Alessandro III del 1176.

Verso Villastellone sorge invece la frazione della Trinità. Il nome della località deriverebbe da quello di una graziosa cappella dedicata alla Santissima Trinità e costruita nel XVII secolo.

Persone legate a Santena[modifica | modifica wikitesto]

Feste[modifica | modifica wikitesto]

  • 10 agosto: festa di San Lorenzo, patrono della città.
  • 26 settembre: Festa di San Cosma e San Damiano: festa esportata dalla comunità emigrata di Riace (RC)

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La rivoluzione industriale del XIX secolo non ha prodotto mutamenti dell'economia di questa città che ancora a fine Ottocento fondava la sua ricchezza sulla produzione agricola. Oggi i santenesi coltivano soprattutto pesche e asparagi, rinomati in tutta Italia per la loro elevata qualità.

Nel corso del XIX secolo si è registrato un notevole incremento della popolazione. Nella prima metà del Novecento la crescita demografica ha subito una battuta di arresto, mentre si è assistito ad un vero e proprio boom demografico a partire dagli anni sessanta. Un aumento così grande del numero degli abitanti è stato determinato dalla crescente offerta di lavoro da parte della vicina area industriale torinese: nel 1960 a Santena, su 4.388 abitanti, ben 1.500 risultavano essere operai.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2007 2011 Benedetto Nicotra lista civica sindaco
2011 2012 Giuseppe Zarcone - commissario prefettizio
2012 in carica Ugo Baldi lista civica sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della Santenese
  • 2002-03 - 1° in Prima Categoria. Promossa in Promozione.
  • 2003-04 - 5° nel girone D di Promozione.
  • 2004-05 - 10° nel girone D di Promozione.
  • 2005-06 - 16° nel girone D di Promozione. Retrocessa in Prima Categoria.
  • 2006-07 - Si fonde con il CirièVauda militante in Eccellenza.
  • 2007 - in estate si scioglie la CirièVauda Santena. La Santenese si iscrive in Promozione.
  • 2007-08 - 12° nel girone C di Promozione.
  • 2008-09 - 14° nel girone C di Promozione. Vince i play out contro il Tre Valli.
  • 2009-10 - 9° nel girone C di Promozione.
  • 2010-11 - 1° nel girone D di Promozione. Promossa in Eccellenza.
  • 2011-12 - 14° nel girone B di Eccellenza. Retrocessa in Promozione.
  • 2012-13 - 13° nel girone D di Promozione. Vince i play out contro il Roero.
  • 2013-14 - 16° nel girone C di Promozione. Retrocessa in Prima Categoria.

Immagini storiche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2011.
  2. ^ Giuseppe Lisa Santena nella Storia, 1961, Pinerolo, Alzani Editrice.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Lisa Santena nella Storia, 1961, Pinerolo, Alzani Editrice.
  • Il Piemonte paese per paese, Ed. Bonechi. 1993.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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