Armand-Jean du Plessis de Richelieu

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(FR)
« Savoir dissimuler est le savoir des rois. »
(IT)
« Saper dissimulare è la scienza dei re. »
(Richelieu, da Testament politique)
« Era Armand-Jean du Plessis, cardinale di Richelieu, il potente uomo di stato che faceva tremare con la sua politica la Francia e l'Europa»
(A. Dumas, I tre moschettieri, VI capitolo, Il signor Bonacieux)
Armand-Jean du Plessis de Richelieu
cardinale di Santa Romana Chiesa
Cardinal Richelieu (Champaigne).jpg
Ritratto del cardinale Richelieu, dipinto di Philippe de Champaigne (1640), National Gallery, Londra
Coat of Arms of Cardinal Richelieu.svg
Candorem purpurae servat et dirigit et firmat
Nato 9 settembre 1585, Parigi
Consacrato vescovo 17 aprile 1607 dal cardinale Anne de Perusse d'Escars de Giury
Creato cardinale 5 settembre 1622 da papa Gregorio XV
Deceduto 4 dicembre 1642, Parigi

Armand-Jean du Plessis, noto soprattutto come cardinale Richelieu, duca di Richelieu (Parigi, 9 settembre 1585Parigi, 4 dicembre 1642), è stato un cardinale, politico e vescovo cattolico francese. Fu nominato primo ministro dal re Luigi XIII di Francia.

Cardinal Richelieu Signature.svg

Era figlio di François du Plessis, signore di Richelieu, militare e cortigiano che prestò servizio come Grand prévôt de France,[1] e di Susanna de La Porte, figlia di un noto giurista. Quarto di cinque figli,[2] era destinato ad una carriera militare ma si trovò ad affrontare invece una carriera ecclesiastica, nel 1605, al posto del fratello Alfonso che l'aveva rifiutata.[3]

Tra i propositi di Richelieu alla guida dello stato, c'erano il rafforzamento del potere del re transalpino[4] e la volontà di fare della Francia la più grande potenza d'Europa[5]. Per raggiungere il primo obiettivo, Richelieu si scontrò sia con i nobili sia con i protestanti, e cioè con i calvinisti francesi chiamati Ugonotti. I nobili infatti volevano aumentare il loro potere: contro di essi Richelieu usò, quando necessario, la forza. Per fare della Francia la più grande potenza d'Europa Richelieu, seguendo la sua raison d'Etat, decise di far intervenire l'esercito francese nella guerra dei trent'anni contro la Spagna e l'Austria ottenendo numerosi successi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Re Luigi XIII e il cardinale Richelieu

Il padre morì il 10 giugno 1590 di una "febbre perniciosa" lasciandolo orfano di padre a soli 5 anni[6] con gli altri fratelli e sorelle, anch'essi in tenera età, essendo tutti nati fra il 1578 ed il 1585.[7] Cominciò a vent'anni i suoi studi in teologia per essere nominato già l'anno successivo vescovo di Luçon da parte del re Enrico IV ed ottenere la stessa investitura anche dal Papa Paolo V pochi mesi dopo, il 17 aprile 1607.

Per conferirla gli venne elargita una dispensa speciale per permettere una nomina a così alta prelatura già prima dei 21 anni. Nel 1614 iniziò anche la sua carriera politica, quando riuscì a farsi eleggere deputato, diventando anche in breve il portavoce dell'assemblea[8]. Nel novembre dello stesso anno venne nominato dalla reggente Maria de' Medici Gran cerimoniere alla corte della regina Anna d'Austria, cosa che gli permise di entrare nel consiglio del re di Francia e assumere il compito di Segretario di Stato per l'interno e la guerra[9].

Triplo ritratto del cardinale de Richelieu, di Philippe de Champaigne (1637 o 1642), National Gallery, Londra
Richelieu trascina i suoi prigionieri sul Rodano, di Hippolyte Delaroche (1829), Wallace Collection, Londra

In presenza della sopracitata Maria fece il suo primo discorso importante, elogiando il governo, il 23 febbraio 1615. L'assassinio di Concino Concini (1617), il favorito di Maria de Medici, istigato dal re Luigi XIII e preparato dal suo favorito Charles de Luynes, portò ad un periodo di isolamento di Richelieu dalla vita politica, avendo egli seguito la regina madre confinata dal figlio a Blois ed essendo poi ritirato ad Avignone per dedicarsi agli studi di teologia.

Richiamato a Parigi con l'incarico di negoziare un accordo tra regina-madre e figlio, riuscì a riavvicinare Luigi XIII e la madre nel 1620, acquisendo fama di abilissimo negoziatore e ricevendo, in cambio dei servizi forniti, la nomina a cardinale[10]: la nomina fu ratificata ufficialmente a Lione il 12 dicembre 1622[11], ma Armand non si recò mai a Roma per ritirare la berretta ed il titolo.

Il 29 aprile 1624 rientrò a far parte ufficialmente del consiglio del re e quindi primo ministro, iniziando subito ad operare per il perseguimento dei suoi obiettivi politici[12]. La sua abilità gli consentì di mantenere un certo equilibrio fra i filo-spagnoli, guidati da Maria de' Medici ed il cui nucleo era detto Parti devot (il partito dei devoti), e gli anti-spagnoli come lo stesso re, guidati da Langlois de Fancan, operando così in modo da ridurre lo strapotere delle famiglie dell'alta nobiltà francese, sempre gelose della loro indipendenza dalla corona e del corrispondente potere.

Affrontò il problema della Valtellina, intimando al papa lo sgombero delle truppe dai relativi castelli, ma per non urtarsi troppo con i filo-spagnoli, finì con lasciare che la valle diventasse autonoma e le truppe spagnole alleate del papa continuassero a presidiarle[13]. Per eliminare il problema dell'autonomia degli ugonotti che, resi forti dalla disponibilità delle piazzeforti concesse loro ancora dall'Editto di Nantes, costituivano una specie di stato nello stato, seguì gli indirizzi del partito dei devoti[12] e pose l'assedio alla piazzaforte più munita, quella di La Rochelle, associata ad un porto sull'atlantico, che venne conquistata nel 1628 dopo un assedio durato 14 mesi, a cui egli prese parte[14]: per interrompere il flusso di aiuti che giungevano agli assediati via mare dall'Inghilterra, Richelieu fece costruire una grossa diga che sbarrava la baia naturale antistante, bloccando così l'accesso delle navi al porto e quindi distruggendo anche l'intensa attività commerciale che aveva fatto la fortuna degli abitanti di La Rochelle[15].

Nel marzo del 1629, d'accordo con il re Luigi XIII, intervenne militarmente in Italia per sostenere i diritti di Carlo di Nevers e Rethel sul Ducato di Mantova (Guerra di successione di Mantova e del Monferrato), andando così contro il volere di Maria de' Medici. Nello stesso anno tuttavia affrontò la ribellione ugonotta in Linguadoca, sottomettendo i ribelli ma facendo loro concedere dal re la grazia con la pace di Alais, che sanciva la supremazia della corona e toglieva definitivamente le ultime piazzeforti, ed i relativi privilegi politici, agli ugonotti[16].

Costrinse quindi il duca di Savoia a lasciare l'alleanza con la Spagna ed a schierarsi con i francesi. Nel 1631 concluse un'alleanza con il re di Svezia Gustavo Adolfo II in funzione antimperiale, costringendo l'imperatore a concedere Mantova ed il Monferrato a Carlo I di Gonzaga-Nevers ed alcuni territori al duca di Savoia. Con il trattato di Cherasco (7 aprile 1631) al Duca di Savoia Vittorio Amedeo I furono assegnati i territori di Trino e di Alba. Quest'ultimo aspetto della politica del cardinale si rivelò contrario alla politica di Maria de' Medici, poiché rovesciava l'alleanza spagnola fino ad allora consolidata e Maria cercò di opporsi in ogni modo, ricorrendo anche ad un complotto, che non riuscì, contro il Richelieu[17].

Il Cardinale Richelieu sul suo letto di morte, di Philippe de Champaigne (1642)

Anche nel campo della politica interna Richelieu non fu affatto tenero: per ottenere l'ubbidienza della nobiltà, riottosa ad assoggettarsi agli editti reali, non esitò a far eseguire condanne capitali ai danni di molti nobili. Fece anche distruggere più di 2.000 castelli che non riteneva fondamentali per la difesa del territorio francese, sostituì molti coronati presenti nel consiglio del re con personaggi di più umile estrazione, ed infine vietò i duelli, molto frequenti in quel periodo.

Tomba di Richelieu scolpita da François Girardon (1675-1694), Cappella della Sorbona, Parigi

In definitiva il carattere assolutista della monarchia venne molto accentuato sotto la direzione del cardinale. Oltre che della direzione politica del regno si occupò anche della parte economica ristabilendo l'ordine nelle finanze reali, aumentando la pressione fiscale soprattutto della "taglia", imposta che gravava quasi unicamente sulle campagne.

Accelerò inoltre l'espansione coloniale, spingendo la Francia a proseguire l'occupazione del Canada meridionale (Nouvelle France), varie isole nelle Antille (Martinica, la Guadalupa, Saint-Domingue), la Guyana ed il Senegal. Durante la sua direzione nacque anche una forte marina militare e, dal punto di vista della cultura, bisogna ricordare la fondazione dell'Accademia francese delle scienze nel 1635, la creazione di una preziosa biblioteca nel suo palazzo di Place Royale in Parigi (assorbita poi dalla Biblioteca nazionale francese) e ricche collezioni d'arte, andate successivamente disperse fra diversi proprietari ed in parte perdute.

Nel 1631, all'apice della sua carriera politica, riuscì ad ottenere dal re anche l'autorizzazione a costruire un castello ed un borgo con il suo nome, considerato ancor oggi come un capolavoro dell'urbanistica europea del XVII secolo. Nel 1635 fu nominato Abate commendatario dell'Abbazia di Cluny e dell'Abbazia di Citeaux, cariche che tenne fino alla morte[18]. Prima di perire nel 1642, non molto amato dal suo popolo, nel 1642 riuscì anche a raccomandare al re la scelta del cardinale Mazarino come suo successore.

Genealogia episcopale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Le congiure[modifica | modifica sorgente]

Richelieu, particolare del romantico Assedio di La Rochelle di Henri-Paul Motte (1881)

Durante il lungo periodo di esercizio del potere il Richelieu fu oggetto di numerosi tentativi di venir esautorato od addirittura fisicamente eliminato.

  • Nell'agosto 1626 fu ordita una cospirazione ai suoi danni dal fratello del re, Gastone d'Orléans, dal conte di Chalais, Henri de Talleyrand-Perigord, e da altri detta Cospirazione di Chalais, che terminò con il perdono del re al fratello e la esecuzione capitale del conte di Chalais.
  • A novembre del 1630 Maria de' Medici insieme al figlio Gastone d'Orléans e ad altri membri della nobiltà (il cosiddetto Parti dévot, cioè Partito devoto), contrariata dalla politica anti-spagnola del cardinale, ordì un complotto che consisteva nel far disapprovare al re il piano di alleanze con i paesi protestanti contro gli Asburgo, per far cadere l'autore in disgrazia di fronte al re stesso. La congiura parve riuscire in un primo momento ma successivamente il Richelieu, venutone a conoscenza, riuscì in un colloquio con Luigi XIII a convincere il re a ritornare sulle sue decisioni ed a punire i congiurati. L'epilogo si ebbe l'11 novembre 1630, quando la posizione dei nemici del cardinale fu rovesciata, Richelieu fu confermato nella sua carica di primo ministro e la regina madre mandata in esilio. Quel giorno passò alla storia con il nome di giornata degl'ingannati (journée des dupes).[19]
  • Subito dopo Gastone d'Orléans ordì un'altra congiura contro di lui ed il fratello, cercando di sollevare contro il potere centrale la provincia di Linguadoca ed utilizzando come suo esecutore il Governatore duca di Montmorency, che il 22 luglio 1632 proclamò la secessione della Linguadoca dal regno di Francia. Anche questa congiura, chiusasi dopo un breve scontro militare fra le truppe realiste ed i ribelli,[20] finì a favore del cardinale: Gastone d'Orléans dovette andare in esilio a Nancy ed il duca di Montmorency fu processato e giustiziato per lesa maestà.
  • Nel 1636 ebbe luogo un'altra congiura, organizzata dal duca di Montrésor, da Luigi di Borbone-Soissons e dal duca di Guisa, ancora con Gastone d'Orléans come comprimario. La congiura fallì: il Borbone-Soissons ed il duca di Guisa si rifugiarono a Sedan, principato di cui era signore Federico Maurizio de La Tour d'Auvergne, duca di Bouillon. Questi aveva ottenuto dall'imperatore un esercito di mercenari contro i quali si mosse un'armata francese inviata da Luigi XIII. I francesi furono sconfitti alla piana di Marfée (6 luglio 1641) presso Sedan, ma il duca di Bouillon dovette scendere a patti con il re e gli si sottomise. Il Soissons perse la vita in battaglia ed il duca di Guisa riuscì a rifugiarsi nelle Fiandre.
  • Nel 1642 vi fu ancora una congiura, che vedeva dietro le quinte sempre il fratello del re, Gastone. Lo scopo era quello di ripristinare i rapporti con la Spagna sbarazzandosi del Richelieu. Il principale attore fu il marchese di Cinq-Mars e la Spagna ne era informata, tanto da ammassare un esercito per intervenire a sostegno dei congiurati. Intercettata una lettera del Cinq-Mars dalla polizia del Richelieu, il complotto fu sventato ed il Cinq-Mars fu processato e decapitato a Lione il 12 settembre di quell'anno.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore dell'Ordine dello Spirito Santo - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dello Spirito Santo

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Ordonnances synodales (1610)
  • Brève et facile instruction pour les confesseurs (1610)
  • La défense des principaux points de la foi catholique contre la lettre des quatre ministres de Charenton (1617)
  • Œuvres théologiques (1647)
  • Succincte narration des grandes actions du Roy Louis XIII
  • Mémoires
  • Testament politique

Richelieu al cinema[modifica | modifica sorgente]


Anno Film Attore Note
1911 The Three Musketeers: Part 2 Marc McDermott Cortometraggio
1912 La rivale de Richelieu Auguste Volny  
Les trois mousquetaires Philippe Garnier  
1914 Cardinal Richelieu's Ward James Cruze  
Richelieu Murdock MacQuarrie  
1916 I tre moschettieri (The Three Musketeers) Walt Whitman  
1919 Madame du Barry Fred Immler  
1920 Il carnefice rosso (Der rote Henker) Magnus Stifter  
Ninon de Lenclos Hans Lackner  
1921 I tre moschettieri (The Three Musketeers) Nigel De Brulier  
Les trois mousquetaires Édouard de Max  
1922 Vingt ans après  
1923 Under the Red Robe Robert B. Mantell  
1926 Bardelys il magnifico (Bardelys the Magnificent) Edward Connelly  
1929 La maschera di ferro (The Iron Mask) Nigel De Brulier  
1932 Les trois mousquetaires Samson Fainsilber  
1935 Il cardinale Richelieu (Cardinal Richelieu) George Arliss  
I tre moschettieri (The Three Musketeers) Nigel De Brulier  
1937 Il manto rosso (Under the Red Robe) Raymond Massey  
1939 D'Artagnan e i tre moschettieri (The Three Musketeers) Miles Mander  
L'uomo dalla maschera di ferro (The Man in the Iron Mask) Nigel De Brulier
Howard Brooks
 
1945 Los tres mosqueteros Miguel Moya  
1946 Spade al vento (Le capitan) Georges Marny  
1947 Monsieur Vincent (Monsieur Vincent) Aimé Clariond  
1948 I tre moschettieri (The Three Musketeers) Vincent Price  
1950 Cirano di Bergerac (Cyrano de Bergerac) Edgar Barrier  
"The Three Musketeers", episodio della serie The Magnavox Theatre Paul Cavanagh  
1952 I figli dei moschettieri (At Sword's Point) Reginald Sheffield  
"The Three Musketeers", episodio della serie How Does It End? William Devlin  
1953 Les quatre mousquetaires Edmond Tamiz Cortometraggio
Fate largo ai moschettieri! (Les 3 Mousquetaires) Renaud Mary  
1954 Versailles (Si Versailles m'était conté) Maurice Tillier  
Madame du Barry (Madame du Barry) Denis d'Inès  
The Three Musketeers William Devlin Serie TV
1956 Si Paris nous était conté Jacques Dumesnil  
1957 Os três Mosqueteiros Turíbio Ruiz Serie TV
1959 Les trois mousquetaires Pierre Asso Film TV
1960 Family Classics: The Three Musketeers Vincent Price Film TV
1961 I tre moschettieri (Les trois mousquetaires: Première époque - Les ferrets de la reine) Daniel Sorano  
La vendetta dei moschettieri (Les trois mousquetaires: Tome II - La vengeance de Milady)  
1962 Il colpo segreto di d'Artagnan Massimo Serato  
"La conjuration de Cinq-Mars", episodio della serie La caméra explore le temps Pierre Asso  
1963 I quattro moschettieri Peppino De Filippo  
Zorro e i tre moschettieri Nerio Bernardi  
1964 Biblioteca di Studio Uno: I tre moschettieri Gino Cervi Film TV
Cyrano e d'Artagnan (Cyrano et d'Artagnan) Rafael Rivelles  
1967 The Three Musketeers Richard Pasco Serie TV
1967 "Le fabuleux grimoire de Nicolas Flamel", episodio della serie Le tribunal de l'impossible Georges Riquier  
1968 De drie Musketiers François Bernard Film TV
1969 The Three Musketeers Leo Ciceri Film TV
"Les ferrets", episodio della serie D'Artagnan Raymond Jourdan  
1971 Los tres mosqueteros Alejandro Ulloa Serie TV
I diavoli (The Devils) Christopher Logue  
1973 I tre moschettieri (The Three Musketeers) Charlton Heston  
1974 Milady - I quattro moschettieri (The Four Musketeers)  
Più matti di prima al servizio della regina (Les quatre Charlots mousquetaires) Bernard Haller Film commedia
"Cyrano", episodio della serie ABC Afterschool Specials John Stephenson  
Les trois mousquetaires Philippe Clay (voce) Film d'animazione
Cinque matti alla riscossa (Les Charlots en folie: À nous quatre Cardinal!) Bernard Haller Film commedia
La cité crucifiée Jacques Maury Film TV
1976 Panache Joseph Ruskin Film TV
Les mystères de Loudun Jean-Marie Galey Film TV
1977 D'Artagnan amoureux" Henri Virlojeux Serie TV
Rubens, schilder en diplomaat Martin Van Zundert  
Richelieu Pierre Vernier Serie TV
1978 Ce diable d'homme Georges Descrières Serie TV
Mazarin Pierre Vernier Serie TV
1979 Les trois mousquetaires ou L'escrime ne paie pas Jean Danet Film TV
D'Artanyan i tri mushketyora Aleksandr Trofimov Film TV
1981 Cinq-Mars Georges Marchal Film TV
1983 Richelieu ou La journée des dupes Didier Sandre Film TV
La loca historia de los tres mosqueteros Antonio Ozores Film commedia
1986 I tre moschettieri (The Three Musketeers) Noel Ferrier (voce) Film TV d'animazione
1987 D'Artagnan e i moschettieri del re (Anime san jushi) Nobuo Tanaka (voce) Serie TV d'animazione
1989 La comtesse de Charny Bernard Dhéran Miniserie TV
1991 I tre moschettieri Sergio Vastano Film TV
D'Artagnan Yann Babilée Film TV
1993 I tre moschettieri (The Three Musketeers) Tim Curry  
1999 Three Musketeers Tobias Anderson Uscito in home video
2000 M.K.3 Peter Woodward Film TV
2001 Young Blades Ben Cross  
D'Artagnan (The Musketeer) Stephen Rea  
2003 3 musketiers - De musical Stanley Burleson Uscito in home video
2004 Milady Martin Lamotte Film TV
2005 D'Artagnan e i tre moschettieri (D'Artagnan et les trois mousquetaires) Tchéky Karyo  
De tre musketerer Niels Olsen (voce) Film d'animazione
2009 La regina e il cardinale (La reine et le cardinal) Rufus Film TV
Louis XV, le soleil noir François Berland Film TV
2011 I tre moschettieri (The Three Musketeers) Christoph Waltz  
2014 Richelieu, la pourpre et le sang Jacques Perrin Film TV
The Musketeers Peter Capaldi Serie TV

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Grand prévôt de France (Gran preposto di Francia) era a capo della polizia e delle truppe di corte, e faceva parte degli alti ufficiali della Casa Reale
  2. ^ I figli di François du Plessis e di Susanna de La Porte furono: Francesca, nata nel 1578, Enrico, nato nel 1580, Alfonso, nato nel 1582, Armando medesimo, nato nel 1585, e Nicoletta, nata nel 1587.
  3. ^ La carriera spettava alla famiglia Du Plessis da una cinquantina di anni. Il fratello vi rinunziò per chiudersi in un convento di certosini, anche se poi venne nominato prima arcivescovo di Aix-en-Provence, poi di Lione e quindi nominato cardinale da papa Urbano VIII nel 1629.
  4. ^ Perez Zagorin, Rebels and Rulers, 1500–1660. Volume II: Provincial rebellion: Revolutionary civil wars, 1560–1660, Cambridge: Cambridge University Press, 1992, pag. 9
  5. ^ C. V Wedgwood, The Thirty Years' War, London: Methuen, 1981, pag. 188
  6. ^ (FR) Philippe Erlanger, Richelieu, p. 19
  7. ^ (FR) Philippe Erlanger, Richelieu, p. 18
  8. ^ Joseph Bergin, The Rise of Richelieu, Manchester: Manchester University Press, 1997, pag. 130
  9. ^ Joseph Bergin, The Rise of Richelieu, Manchester: Manchester University Press, 1997, pag. 135
  10. ^ Geoffrey Parker, Europe in Crisis, 1598–1648, London: Fontana, 1984, pag. 199
  11. ^ Gregory, pag. 219
  12. ^ a b Sir Richard Lodge e Henry Ketcham, The life of Cardinal Richelieu, A.L. Burt, 1903, pag. 85
  13. ^ C. V Wedgwood, The Thirty Years' War, London: Methuen, 1981, pag. 188
  14. ^ Perez Zagorin, op. cit., pag. 15
  15. ^ Perez Zagorin, op. cit., pag. 16
  16. ^ Perez Zagorin, op. cit., pag. 18
  17. ^ Julia Pardoe, The Life of Marie de Medici, volume 3, BiblioBazaar, 2006, pag. 176
  18. ^ James Breck Perkins, Richelieu and the Growth of French Power, Ayer Publishing, 1971, pag. 273
  19. ^ L'espressione è stata coniata da Guglielmo Bautru, conte di Serrant (1588 – 1665) con l'esclamazione: "Ma questa è la giornata degl'ingannati!"
  20. ^ Battaglia di Castelnaudary, 1º settembre 1632

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carl Jacob Burckhardt, Richelieu, a cura di Bruno Revel, Mondadori, Milano 1983.
  • (FR) Philippe Erlanger, Richelieu, Paris, Ed. Perrin, 2004, ISBN 2-262-02483-9
  • Amedeo Benedetti, Sul Testamento politico del cardinale di Richelieu, in "Rivista di Studi Politici Internazionali", a. 78, fasc. 311, luglio-settembre 2011, pp. 417–430.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Vescovo di Luçon Successore BishopCoA PioM.svg
François Ier Yver 1607-1624 Nicolas de Colbert
Predecessore Priore di Saint-Martin-des-Champs Successore Prepozyt.png
Louis II de Nogaret de La Valette d'Epernon
22 febbraio – 7 novembre 1633
16331642 Amador-Jean-Baptiste de Vignerot du Plessis de Richelieu
16421652
Predecessore Abate di Cluny Successore TerritorialAbbotCoA PioM.svg
Jacques du Vény d'Arbouze
1622-1635
(Abate commendatario)
1635-1642
Giulio Mazarino
1654-1661
Predecessore Abate di Citeaux Successore TerritorialAbbotCoA PioM.svg
Pierre III Nivelle
1625-1635
( Abate commendatario)
1635-1642
Claude Vaussin
1643-1670

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