Federico Maurizio de La Tour d'Auvergne-Bouillon

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il duca di Bouillon, scultura di Pierre Legros

Federico Maurizio de La Tour d'Auvergne visconte di Turenna, duca di Bouillon (Sedan22 ottobre 1605 – Pontoise9 agosto 1652) è stato un generale francese, uno dei leader della Fronda.

Figlio di Enrico de La Tour d'Auvergne, visconte di Turenna, duca di Bouillon, primo gentiluomo di camera di Enrico IV, e della sua seconda moglie Elisabetta di Nassau-Orange.[1]Cresciuto nel credo protestante, ricevette la sua educazione militare in Olanda sotto gli zii Maurizio di Nassau-Orange e Federico Enrico di Nassau-Orange.
Divenne duca di Bouillon e principe di Sedan alla morte del padre, nel 1623. Nel 1625, grazie al suo comportamento nell’assedio di Bois-le-Duc, fu nominato governatore di Maastricht e nel 1634 sposò, contro il volere della sua famiglia, la fervente cattolica Eleonora van Berg's Heerenberg sotto la cui influenza si convertì al cattolicesimo.

Nel 1635 prese servizio nell’esercito del re di Francia Luigi XIII che lo nominò Maresciallo di campo, il che gli valse due anni dopo l’esclusione dalle sue cariche in Olanda. Prese parte alla rivolta dei Principi della Pace, guidata da Gastone d'Orleans, fratello del re, contro il cardinale Richelieu e contro lo stesso Re. Allorché quest'ultimo inviò un esercito, agli ordini del duca di Châtillon, contro i ribelli, egli ne prese il comando a Sedan insieme a Ligi di Borbone-Condé, duca di Soissons sconfiggendo le truppe reali alla piana della Marfée presso Sedan (6 luglio 1641) ma la vittoria non fu sufficiente ed egli venne a patti con Luigi XIII con il quale concluse il 4 agosto 1641 un accordo: in cambio del comando dell’armata d’Italia si sarebbe sottomesso al Re.

Nominato luogotenente generale con il comando delle truppe dell’armata d’Italia, riprese già nel 1642 a cospirare contro il Re compromettendosi con il Cinq-Mars: arrestato presso Casale, dovette cedere alla corona di Francia, in cambio della vita, il suo principato di Sedan e Roncourt e fu liberato solo quando la moglie minacciò i francesi di aprire le porte di Sedan agli spagnoli. Ottenuta la libertà nel 1644, si recò a Roma, ove il Papa gli affidò il comando dell'esercito pontificio. Tornato in Francia nel 1649, si mise a capo dell'armata dei principi della Fronda, ma il Mazzarino lo convinse a ritirarsi offrendogli, in cambio del principato di Sedan e Roncourt, i ducati di Albret e di Château-Thierry, le contee di Auvergne e di Évreux, ed altre terre. Lasciò un testo di memorie che fu pubblicato ad Amsterdam nel 1693.

[modifica] Note

  1. ^ Era fratello maggiore del Grand Turenne, Henri de La Tour d'Auvergne-Bouillon, Maresciallo di Francia.
Strumenti personali