Enrico II di Montmorency

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Enrico II

Enrico II, duca di Montmorency e di Damville (Chantilly, 30 aprile 1595Tolosa, 30 ottobre 1632), fu ammiraglio di Francia, Maresciallo di Francia, Viceré della Nuova Francia (Canada) dal 1620 al 1625[1], governatore della Linguadoca. Fu giustiziato a Tolosa per lesa maestà, avendo promosso e sostenuto la rivolta secessionista dei nobili della Linguadoca contro il potere del re. Fu membro del potente Casato di Montmorency.

La vita militare al servizio del re[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Enrico I di Montmorency (1534 – 1614) e di Luisa di Budos, sposata dal padre in seconde nozze, figlioccio del re Enrico IV, partecipò giovanissimo alle guerre di religione contro gli ugonotti. Nominato ammiraglio di Francia all'età di 17 anni, il 15 settembre 1625 sconfisse la flotta di Beniamino di Rohan-Soubise davanti a La Rochelle e strappò ai difensori ugonotti le antistanti isole di e di Oléron. Successivamente combatté con successo in Piemonte, fece prigioniero il generale Doria[2] e per tutto ciò nel 1630 ottenne il bastone di Maresciallo di Francia. Sposò Maria Felicia Orsini (15991666), figlia del principe Virginio Orsini, dalla quale non ebbe figli.

La congiura contro Luigi XIII[modifica | modifica sorgente]

Antefatto[modifica | modifica sorgente]

Ducato di Montmorency
Montmorency
Coa fam FRA montmorency.jpg

Anne
Figli
  • Francesco
  • Enrico
  • Carlo
  • Gabriele
  • Guglielmo
  • Eleonora
  • Giovanna
  • Caterina
  • Maria
Francesco
Enrico I
Figli
Enrico II
Carlotta Margherita
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Dopo l'Editto di Nantes che concedeva libertà di culto agli ugonotti e lasciava loro alcune fortezze per la loro difesa, i protestanti di Linguadoca ricevettero le piazzeforti di Montpellier ed Aigues Mortes. Dopo l'assassinio di Enrico IV i protestanti della regione si raggrupparono sotto Enrico II, duca di Rohan e ripresero la lotta. Nel 1622, per porre fine ai combattimenti, Luigi XIII firmò la pace di Montpellier, con la quale confermava ai protestanti i diritti dell'editto di Nantes. Ma il duca di Rohan, perseguendo le proprie ambizioni personali, proseguì la lotta. Il cardinale Richelieu, risolto con la resa della città, il problema della prima, per importanza, piazzaforte ugonotta in Francia, La Rochelle, si rivolse alla Linguadoca che fu presto sottomessa dalle truppe realiste. Il 27 giugno del 1629 il Re, dietro suggerimento del Richelieu, firmava un “atto di grazia” ad Alès, con il quale venivano graziati i ribelli, consentititi il loro culto, ma eliminati i loro privilegi politici quali, principalmente, quello di detenere proprie piazzeforti.

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Nel 1630 Gastone d'Orleans, fallita la congiura detta della Giornata degl'ingannati, per tentar nuovamente di eliminare Richelieu e poter così scalzare il fratello dal trono, tentò di provocare una sollevazione nel regno scegliendo la Linguadoca per i precedenti di ribellione ed approfittando del malcontento dei nobili locali per tentativo di Richelieu di sottrarre loro il diritto di istituire autonomamente le imposte. Enrico II di Montmorency, dietro consiglio della regina Maria de' Medici, sostenne Gastone. Il 22 luglio 1632 la provincia di Linguadoca, guidata da Enrico, proclamò la secessione dal regno di Francia, con un seguito costituito da una parte della piccola nobiltà locale, mentre la città di Tolosa restava fedele al re. Un piccolo esercito francese agli ordini del Maresciallo Enrico, conte di Schomberg (15741632), composto di circa 2.500 uomini, si scontrò con gli insorti, circa 1.500 nobili, a Castelnaudary il 1º settembre e dopo meno di un'ora questi ultimi vennero sonoramente sconfitti. Il duca di Montmorency, gravemente ferito, venne catturato e trasferito a Tolosa, ove il Parlamento lo processò, a porte chiuse, per lesa maestà e lo condannò a morte, nonostante la sua richiesta di clemenza al re e la restituzione del bastone di Maresciallo e del cordone dell'Ordine di Santo Spirito del quale il re l'aveva a suo tempo insignito. La sentenza fu eseguita nel cortile del Municipio di Tolosa. Con la sua morte il ramo diretto dei Montmorency si estinse ed i suoi beni furono trasferiti ai Condé.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In suo onore fu dato il suo nome alle cascate dell'affluente del fiume San Lorenzo fra la città di Québec e di Boischatel.
  2. ^ Il 9 luglio, in bassa Valle di Susa, in uno scontro che vide da parte francese le truppe del Montmorency e del marchese d'Effiat e da parte piemontese il reggimento comandato dal futuro duca di Savoia Vittorio Amedeo I. Il Montmorency ebbe uno scontro diretto con il duca Doria che ferì e prese prigioniero.
Predecessore Duca di Montmorency Successore Armoiries Montmorency.png
Enrico I di Montmorency
15791614
16141632 titolo estinto

Controllo di autorità VIAF: 12461620 LCCN: nb98027070

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