Armando di Borbone-Conti

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Armando di Borbone-Conti
Ritratto (miniatura) di Armando di Borbone-Conti
Ritratto (miniatura) di Armando di Borbone-Conti
1º Principe di Conti
Trattamento Principe
Nascita Parigi, 1629
Morte Pézenas, 1666
Dinastia Borbone-Conti
Padre Enrico II di Borbone-Condé
Madre Carlotta Margherita di Montmorency
Consorte Anna Maria Martinozzi
Religione cattolicesimo

Armando di Borbone, principe di Conti (Parigi, 11 ottobre 1629Pézenas, 12 febbraio 1666), iniziò il ramo collaterale dei Borbone-Conti da quello dei Borbone-Condé.

Secondo figlio maschio (terzogenito) di Enrico II di Borbone-Condé (1588 – 1646) e di Carlotta Margherita di Montmorency, fu il primo principe di Borbone-Conti, titolo istituito appositamente per lui nello stesso suo anno di nascita. Ebbe come padrino di battesimo il cardinale Richelieu e come madrina la duchessa di Montmorency. Suo fratello maggiore fu Luigi II di Borbone-Condé, detto il Gran Condé.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli studi[modifica | modifica sorgente]

Cagionevole di salute, leggermente gobbo, fu destinato dai suoi genitori alla carriera ecclesiastica e compì la sua formazione presso il collegio dei gesuiti di Clermont, ove ebbe come compagno il commediografo Molière.

Dal 12 dicembre 1641 ricevette la commenda dell'abbazia di Saint-Denis e l'anno seguente fu nominato abate di Cluny e successivamente riceverà ancora le commende di sette altre abbazie e di cinque priorati.

Il 6 agosto 1643 ebbe il diploma di "maestro delle arti" e nel 1646 il baccalaureato in teologia dell'università di Bourges.

Alla morte del padre, nel 1646 il suo destino fu sottoposto ad un consiglio di famiglia che decise, con suo gran rammarico, la sua ulteriore permanenza di un anno presso i gesuiti.

Partecipazione alla Fronda[modifica | modifica sorgente]

Nel mese di gennaio 1649 insieme al cognato, duca di Longueville, prese parte alla Fronda parlamentare della quale divenne il capo. L'8 febbraio dello stesso anno fu sconfitto a Charenton dal fratello maggiore Luigi II, rimasto fedele alla corona. Quest'ultimo tuttavia, dopo la pace di Rueil, si legò alla Fronda, e i due fratelli insieme al duca di Longueville ne divennero i capi. Essi furono arrestati al Palais-Royal il 16 gennaio 1650 ed imprigionati dapprima nel castello di Vincennes, quindi in quello di Morcoussis ed infine nella fortezza di Havre.

L'anno successivo il cardinale Mazzarino fu costretto all'esilio ed il principe di Conti fu liberato il 7 febbraio.

Suo fratello, diventato troppo importante nella direzione dello Stato per non venir consultato, gli impedì di sposare Carlotta di Lorena (16271652), figlia della duchessa di Chevreuse e confidente di Anna d'Austria.

Nel 1653 il principe di Conti, che si era ritirato a Pézenas nella Linguadoca, fece atto di sottomissione al re e, riconciliatosi con il Mazzarino, ne sposò il 21 febbraio 1654 la nipote Anna Maria Martinozzi (1639 – 1672).[1]

Attività politica e militare[modifica | modifica sorgente]

Dal giugno 1654 assunse il comando dell'armata che invase la Catalogna e nel 1656 aprì gli stati di Linguadoca a Montpellier.

Nella primavera del 1657 condusse l'esercito francese ad invadere la Spagna e successivamente assunse il comando dell'armata d'Italia con la quale pose nel maggio 1657 l'assedio, senza successo, alla città di Alessandria. Il 28 marzo dello stesso anno era stato nominato gran maestro di Francia, avendo egli rinunciato alla sua vita libertina a seguito di una malattia venerea di cui soffriva.

Il 16 gennaio 1660 Luigi XIV gli concesse una pensione di 60.000 lire ed il 26 febbraio fu nominato comandante in capo della Linguadoca.

Ritiro e morte[modifica | modifica sorgente]

Installatosi nel castello di Granges-des-Prés si dedicò agli studi ed al misticismo fino alla morte. Il suo corpo fu inumato nella certosa di Villeneuve-lés-Avignon. La sua tomba fu profanata durante la Rivoluzione francese. Le sue ossa furono trasferite nel 1906 nella cripta dell'oratorio di Port-Royal-en-Champ.

Nel 1666 pubblicò un Trattato sulla commedia e sugli spettacoli, nel quale condannava le tragedie di Corneille e le commedie di Molière, del quale tuttavia era stato protettore dal 1653 al 1656. Fu anche autore di un'opera dal titolo: "I doveri dei Grandi".

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Dal matrimonio con Anna Maria Martinozzi nacquero due figli:

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Armando di Borbone-Conti Padre:
Enrico II di Borbone-Condé
Nonno paterno:
Enrico I di Borbone-Condé
Bisnonno paterno:
Luigi I di Borbone-Condé
Trisnonno paterno:
Carlo IV di Borbone
Trisnonna paterna:
Francesca d'Alençon
Bisnonna paterna:
Eleonora di Roucy
Trisnonno paterno:
Carlo di Roye
Trisnonna paterna:
Maddalena di Mailly
Nonna paterna:
Carlotta Caterina de La Trémoille
Bisnonno paterno:
Luigi III de La Trémoille
Trisnonno paterno:
Francesco II de La Trémoille
Trisnonna paterna:
Anna di Laval
Bisnonna paterna:
Giovanna di Montmorency
Trisnonno paterno:
Anne de Montmorency
Trisnonna paterna:
Maddalena di Savoia
Madre:
Carlotta Margherita di Montmorency
Nonno materno:
Enrico I di Montmorency
Bisnonno materno:
Anne de Montmorency
Trisnonno materno:
Guglielmo di Montmorency
Trisnonna materna:
Anna Pot
Bisnonna materna:
Maddalena di Savoia
Trisnonno materno:
Renato di Savoia
Trisnonna materna:
Anna Lascaris di Tenda
Nonna materna:
Antonietta de La Marck
Bisnonno materno:
Roberto IV de La Marck
Trisnonno materno:
Roberto III de La Marck
Trisnonna materna:
Guglielmina di Sarrebruck
Bisnonna materna:
Francesca di Brézé
Trisnonno materno:
Luigi di Brézé
Trisnonna materna:
Diana di Poitiers

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Anna Maria Martinozzi-Mancini era una "mazarinette", come furono chiamate le cinque nipoti, quattro figlie della sorella Geronima Mazarino-Mancini, e la quinta, dell'altra sorella Laura Margherita Martinozzi Mazarino (1608 – 1685), che il cardinale si era portato dall'Italia alla corte di Francia. Belle ed intriganti, sposarono tutte e cinque degli ottimi partiti.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

separatore

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titolo creato
1629
Armando
Coat of arms of the Prince of Conti.png
Principe di Borbone-Conti
16291666
Luigi-Armando I
16661685
Predecessore Gran maestro di Francia Successore Pavillon royal de la France.png
Tommaso di Savoia-Carignano 1656-1660 Enrico III Giulio di Borbone-Condé

Controllo di autorità VIAF: 36960887 LCCN: n84136050

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