Massimiliano di Béthune

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sully verso il 1630

Massimiliano di Béthune (Rosny-sur-Seine, 13 dicembre 1559Villebon, 22 dicembre 1641) pari di Francia, principe sovrano di Henrichemont e di Boisbelle, barone e poi marchese di Rosny, marchese di Nogent-le-Rotrou, conte di Muret e di Villebon, visconte di Meaux, duca di Sully, fu Ministro delle Finanze del re Enrico IV di Francia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

In battaglia con Enrico di Navarra[modifica | modifica sorgente]

Blasone del Casato di Béthune

Secondo figlio di Francesco di Béthune e di Carlotta Dauvet, Massimiliano di Béthune apparteneva al ramo cadetto di una famiglia non molto fortunata e calvinista, discendente dai conti d'Artois e imparentata con i conti delle Fiandre. Nel 1575, la morte del fratello maggiore fece di lui l'erede del titolo di Barone di Rosny. Nel 1572 era allievo del collegio di Borgogna, a Parigi, quando sfuggì al massacro di San Bartolomeo, divenendo compagno di Enrico di Navarra, che diventerà poi re di Francia con il nome di Enrico IV e che lui seguirà in tutte le guerre di religione francesi e, a fianco del quale, si disse per la sua audacia. Nel 1576 combatté nelle armate protestanti in Olanda per il duca di Angiò, al fine di recuperare i possedimenti di Rosny.

Nel 1583 sposò, nel castello di Bontin, la ricca ereditiera Anna di Courtenay. Speculazioni commerciali fortunate, quali il commercio di cavalli per l'esercito francese, e la spoliazione di città conquistate dai protestanti lo resero in breve tempo molto ricco. Nel 1580 divenne ciambellano semplice e poi membro del Consiglio di Navarra. Fu incaricato di negoziare con Enrico III per far causa comune contro la Lega cattolica, ma il trattato di Nemours del 7 luglio 1585, concluso fra il re e la Lega cattolica, riavvicinò Enrico III di Guisa al re a spese del Navarra. Il 20 ottobre 1587, combatté a fianco di Enrico di Navarra nella battaglia di Coutras, poi di fronte a Parigi, quindi dal 15 al 29 settembre 1589 nella battaglia di Arques e poi, il 14 marzo 1590, nella battaglia di Ivry, nel corso della quale venne ferito. Fu nuovamente ferito nel 1591, a Chartres. Divenuto vedovo, sposò nel 1592 la ricca vedova di lord Chateaupers, Rachele di Cochefilet.

Ministro delle Finanze[modifica | modifica sorgente]

Nel 1593 consigliò il re di Navarra a convertirsi al cattolicesimo per diventare re di Francia e pacificare il regno, ma lui rifiutò personalmente di abiurare la fede calvinista. Negoziò quindi il riavvicinamento a qualche capo della Lega cattolica: Carlo I di Guisa, il marchese di Villars. Nell'assedio di Amiens del 1597, contro gli spagnoli, ebbe un ruolo di primo piano quale comandante dell'artiglieria.

Nel 1596 fu nominato da Enrico IV membro del Consiglio delle Finanze e, nel 1600, Sovrintendente alle Finanze, equivalente a Ministro. Egli rimise ordine nei conti dello stato e creò, nel 1601, un tribunale destinato a combattere le malversazioni finanziarie. Riuscì a far rientrare un quantitativo considerevole di crediti arretrati, pagò debiti schiaccianti, fece fronte alle spese delle guerre in Spagna e in Savoia ed all'acquisto delle piazze ancora in mano ai capi della Lega cattolica. Nel 1598 fece annullare tutte le nobilitazioni decretate negli ultimi vent'anni. Soppresse gli uffici finanziari e giudiziari troppo piccoli, creò il sistema dei grandi approvvigionamenti per la guerra, lottò contro gli abusi e le prodigalità ed ammassò un ammontare di oltre 30 milioni di livre, potendo così diminuire le imposte. Nel 1599 fu nominato Gran Maestro di Artiglieria e grande Addetto alla viabilità, assumendo così il controllo delle grandi vie di comunicazione. Le strade principali furono rettificate, rinforzate e pavimentate. In previsione delle necessità di legno per le costruzioni e per la marina, fece piantare olmi lungo i lati delle strade, che divennero noti come gli olmi di Sully. L'arrivo in Europa dei metalli preziosi dalle Americhe gli permise di riequilibrare il bilancio statale. Nel 1602 si fece nominare governatore della Bastiglia, ove depositò una parte del tesoro regale, che ammontava a 12 milioni di livre.

A fine 1604 instaurò la paulette, una tassa, pagando la quale si consentiva ai funzionari degli uffici di stato di trasferire agli eredi la propria carica.

Egli incoraggiò molto l'agricoltura. Soleva dire:

(FR)
« Pâturage et labourage sont les deux mamelles dont la France est alimentée, les vraies mines et trésors du Pérou »
(IT)
« Pascolo e agricoltura sono le due mammelle che alimentano la Francia, le vere miniere e tesori del Perù »
(Massimiliano di Béthune)

A questo scopo, proclamò la libertà di commercio del grano, abolì un gran numero di barriere daziarie fra le province, aprì grandi vie di comunicazione, facendo scavare numerosi canali navigabili, fra i quali il canale di Briare, che collega la Senna alla Loira, iniziato nel 1605 e terminato nel 1652.

Spinse i contadini a produrre più del necessario per poter vendere i loro prodotti ad altri paesi e per questo fece aumentare le superfici coltivabili, facendo bonificare numerose paludi. Impedì il pignoramento degli strumenti di lavoro e fece condonare agli agricoltori molti debiti arretrati di tasse. Fece poi cessare lo sfruttamento devastante delle foreste ed estendere la coltura della vite.

Come sovrintendente alle fortificazioni fece istituire un arsenale e fortificò le frontiere. Nel 1606 fu creato duca di Sully e pari di Francia.

Il progetto di pace europeo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grand dessein.

Propose un progetto di pace europea dove affermava che le tre religioni dominanti in Europa - cattolicesimo romano, luteranesimo e calvinismo - sono ormai tanto consolidate tra i popoli europei da non esserci più ragione che l'una distrugga l'altra. Sono le tre religioni europee che creano le divisioni maggiori. I principi avevano il diritto di sostenere la propria religione e nei paesi con più di una confessione avrebbero cercato di definire lo statuto, ognuno in nome della tolleranza. Il piano di pace ambiva ad estirpare i germi dell'invidia e della paura ancora presenti in Europa, riducendo il potere asburgico a beneficio degli altri stati. L'Europa doveva essere divisa tra sei grandi monarchie ereditarie: la Lombardia, la Francia, la Svezia, la Spagna, la Danimarca e l'Inghilterra. La Francia, tra queste, era la potenza maggiore e gli altri stati, riconoscendone la sua potenza, avrebbero dovuto garantirne l'assoluta leadership. Chiaramente l'idea di Sully era distruggere il potere degli Asburgo, nemici della Francia, e salvare l'Europa dal pericolo turco.

Il tramonto politico[modifica | modifica sorgente]

Il castello di Rosny-sur-Seine, fatto erigere dal duca di Sully

Dopo la morte di Enrico IV, avvenuta nel 1610 per mano di François Ravaillac, fu nominato membro del Consiglio di Reggenza e predispose il bilancio di previsione del 1611. Entrato in forte disaccordo con Maria de' Medici, si dimise dalla carica di Ministro delle Finanze e di governatore della Bastiglia, ma conservò quella di governatore del Poitou. Egli era diventato impopolare sia fra i suoi correligionari protestanti, per la sua fedeltà al re, e fra i cattolici, perché era calvinista. Inoltre, le notevoli fortune da lui accumulate destarono le invidie di colleghi ministri ed altre persone della Corte. Inoltre, le tasse levate per sostenere la guerra contro la Spagna non giovarono certo alla sua popolarità. Nel 1616, lasciate praticamente tutte le cariche, si ritirò a vita privata sulle sue terre di Sully (nome che prese dopo l'acquisto da parte di Massimiliano), dedicandosi alla stesura delle sue Memorie.

Tuttavia, nel 1621, intervenne nelle lotte fra i protestanti e la corona di Francia, durante l'assedio di Montauban da parte di Luigi XIII, e nel 1627-1628 durante l'assedio di La Rochelle. Nel 1634 fu nominato maresciallo di Francia. Nello stesso anno acquistò e fece completare l'Hôtel de Sully (nome che fu attribuito al palazzo dopo l'acquisto da parte di Massimiliano), a Parigi, ove abitò praticamente fino alla morte.

Dopo la morte la sua salma fu inumata a Nogent-le-Rotrou (Eure-et-Loir).

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica sorgente]

  • da Anne de Courtenay (1564 – 1589), figlia di François, Signore di Bontin, ebbe un solo figlio:
    • Maximilien, Marchese di Rosny (1587 – 1634)
  • da Rachel de Cochefilet (1562 – 1659), la vedova di François Hurault, Signore di Chateaupers, che egli sposò nel 1592 e che diventò protestante per compiacerlo, ebbe invece nove figli, sei dei quali morirono in giovane età. Rimasero:
    • François, (1598–1678) creato primo duca di Orval
    • Marguerite, andata sposa ad Enrico II di Rohan
    • Louise, che sposò nel 1620 il maresciallo di Foi, Alexandre de Lévis, Marchese di Mirepoix

Note[modifica | modifica sorgente]


Cultura popolare[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

in francese:

  • Bernard Barbiche et Ségolène de Dainville-Barbiche, Sully, l'homme et ses fidèles, Paris, Fayard, 1997
  • Marie Madeleine Martin, Sully, Éditions du conquistador, 1958
  • Auguste J. Bouvet de Cressé, Sully, Rigaud, Paris 1878
  • Joseph Chailley, Sully, économies royales, Alcan, Paris 1858
  • L. Dussieux, Étude biographique sur Sully, Lecoffre, Paris 1887
  • Jules Gourdault, Sully et son temps. La mémoires et documents du XVI. siècle, Mame, Tours 1876
  • Ernest Legouvé, Sully, Didier, Paris 1873

in tedesco:

  • Moritz Ritter, Die Memoiren Sullys und der große Plan Heinrichs IV., Franz, München 1871

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 95208305 LCCN: n50012951

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie