Villasalto

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Villasalto
comune
Villasalto – Stemma
Villasalto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Cagliari-Stemma.png Cagliari
Amministrazione
Sindaco Leonardo Usai (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 39°30′00″N 9°24′00″E / 39.5°N 9.4°E39.5; 9.4 (Villasalto)Coordinate: 39°30′00″N 9°24′00″E / 39.5°N 9.4°E39.5; 9.4 (Villasalto)
Altitudine 502 m s.l.m.
Superficie 130,72 km²
Abitanti 1 144[1] (31-12-2010)
Densità 8,75 ab./km²
Frazioni Rioni: Bracuccia, Concia, Corea, Cott' e Ois, Forreddu, Funtana de Josso, Su Battumeo, Su Cuccuru, Su Occili, Terrepedis, Terrapieno, Ziu Antini
Comuni confinanti Armungia, Burcei, Dolianova, San Nicolò Gerrei, San Vito, Sinnai, Villaputzu
Altre informazioni
Cod. postale 09040
Prefisso 070
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 092098
Cod. catastale M016
Targa CA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti villasaltesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villasalto
Posizione del comune di Villasalto nella provincia di Cagliari
Posizione del comune di Villasalto nella provincia di Cagliari
Sito istituzionale

Villasalto (Biddesatu[2] in sardo) è un comune di 1.144 abitanti[1] della provincia di Cagliari.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il paese si trova nella regione denominata Gerrei (fino all'Ottocento era anche usato l'antico nome di Galilla) ed è situato ad un'altitudine di circa 500 metri sopra il livello del mare.

Il territorio di Villasalto si affaccia a nord-est sul Flumendosa, fiume fondamentale perché rende l'area fertile e adatta all'agricoltura, e si estende oltre il corso d'acqua, verso il Salto di Quirra, nella zona chiamata Barigau (il nome sta a indicare la sua posizione oltre il fiume).

Sa Grutta Manna

Il territorio si allarga poi a Sud verso monte Genis (979 m, alle cui falde meridionali è situato il confine comunale) luogo a sua volta compreso nel territorio del comune e famoso per le sue sorgenti d'acqua pura e ottima per qualsiasi consumo. Sulle cime del monte Genis, inserito nel Parco dei Sette Fratelli - Monte Genis, si gode di un'ottima vista che permette di scorgere un ampio panorama che va dai monti dell'Ogliastra e del Gennargentu a nord, fino ai monti del cagliaritano a Sud (Serpeddì, i Sette Fratelli ecc.). Sempre sul monte, è presente una imponente costruzione nuragica, formata da una torre centrale e da diverse torri a corona, con muraglie imponenti che le congiungono. In mezzo alla fitta boscaglia di lecci, corbezzoli, ed alta macchia mediterranea, è possibile scorgere delle bizzarre figure scolpite dal tempo, dall'acqua e dal vento sulla roccia, come ad esempio l'aquila (vedi foto sottostante) che si trova in prossimità della cima del monte, subito dopo aver abbandonato il bosco.

Achili

A est il territorio è delimitato dal monte Lora, rinomato per la caratteristica e suggestiva sfinge formata dai suoi promontori calcarei, e che segna il confine col territorio di San Vito.

Dalla cittadina si possono scorgere le vette del Gennargentu, da quella più vicina, vale a dire il monte Santa Vittoria di Esterzili, la Punta La Marmora, le cime dell'Ogliastra (Sa Perda Liana di Gairo, i Tacchi di Jerzu, i monti di Tertenia, monte Cardiga di Perdasdefogu), fino al mare della costa orientale della Sardegna, raggiungibile in auto in pochi minuti.

Nella zona sono presenti alcune grotte, come "Sa Grutta Manna" o "Sa Grutta 'e Scusi" dove vive il geotritone sardo, una particolare specie di anfibio (ordine: caudati o urodeli; nome scientifico: Hydromantes genei) ormai in via d'estinzione.

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

La zona è ricca di lecci, olivi, lentischio, corbezzolo, cisto, asparagi e funghi.

Numerosi sono gli animali che vengono preservati dall'incolume territorio: cervi e mufloni nel territorio di monte Genis, aquile reali, falchi, sparvieri, cinghiali, martore, gatti selvatici.

Scorcio del luogo

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome Villasalto deriva dal latino "saltus" (campagna) e in lingua sarda il paese vien chiamato Biddesartu, letteralmente "paese di campagna".

La zone era già frequentata in età nuragica. A darne testimonianza vi sono diversi nuraghi, come il monotorre detto "Corrolia" o "Corrulia" ubicato presso la valle del Flumendosa; il nuraghe "Serra Madau" anche esso monotorre, aggrappato ad uno sperone di terra nella confluenza dei fiumi Flumendosa e S'acqua Callenti'. A 700 metri sul monte Genis vi è un complesso di circoli di diverse dimensioni, chiamato Sa dom'e sa nì (nome che significa "la casa della neve"), la cui funzione non è ancora chiarita: si pensa che una di queste costruzioni fosse legata al culto delle acque o che in generale questi circoli fossero le cappanne di un villaggio nuragico.

La zona passò sotto il dominio punico ovvero sotto il comando Cartaginese, per poi passare ai Romani dal II al V secolo d.C.

Il paese è stato a lungo sotto il dominio gallilense (antica popolazione sarda stanziata nelle zona di Esterzili ), il cui popolo ha protetto il territorio da numerosi tentativi di invasione, tra cui quelli romani che avevano insediato coloni per sfruttarne il territorio. Resti di epoca romana sono presenti presso la necropoli di Cea Romana a Monte Arrubiu.

Strumento della miniera oggi in mostra nel centro urbano

Testimonianze di questi avvenimenti sono documentate dalla Tavola di Esterzili.[3]

La zona fu quindi meta delle scorribande vandaliche e bizantine. In seguito a questi avvenimenti si formò il primo vero centro abitato in una zona protetta e ricca d'acqua, per trovare rifugio dai banditi provenienti dalla Barbagia.

Nel Medioevo la zona passò sotto la Giurisdizione di Cagliari fino a essere governata dalla Gallura.

Con la conquista della Sardegna da parte degli Aragonesi la zona divenne dominio spagnolo e nel 1681 il centro urbano fu inserito nella "contea di Villasalto", un feudo della nobile famiglia Cappai.

Nel 1708 la zona passò per un breve periodo in mano agli austriaci per poi arrivare nel 1718 al Duca di Savoia.

In tempi moderni, in particolare durante la seconda guerra mondiale, il paese ha subito un forte incremento della popolazione grazie alla presenza della miniera di Su Suergiu, oggetto d'interesse già dalla metà del XIX secolo, dalla quale veniva estratto e lavorato l'antimonio[4].

Con la fine della guerra anche le attività della miniera sono andate scemando, fino alla chiusura, negli anni ottanta, portando così un progressivo spopolamento del paese.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo - È il patrono del paese e si festeggia il 29 settembre. La festa viene però celebrata solo religiosamente e raramente vengono organizzate manifestazioni a livello civile.

Santa Barbara - La festa maggiore del paese è quella di santa Barbara, celebrata il primo lunedì del mese di giugno. La festa si prolunga per almeno 4 giorni e in questa occasione il paese si popola di pellegrini provenienti dalla Barbagia, dal Sarrabus e da tutte le zone più o meno vicine al paese.

La stessa festa, ma in maniera meno importante viene organizzata la prima domenica di luglio per dare la possibilità ai turisti e agli emigrati di partecipare.

Sa Cruxi Santa

Le celebrazioni vengono organizzate a livello religioso con processioni che si snodano per tutta la cittadina, e a livello civile con canti e balli.

San Cristoforo - A pochi chilometri dal paese si trova la chiesa dedicata a san Cristoforo. La sua festa, celebrata tra il 13 e il 14 agosto, prevede una processione che parte dalla chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo e a piedi arriva fino alla chiesetta campestre.

Il rientro del santo alla chiesa patronale viene invece accompagnato da una processione di automobili che si conclude con la benedizione degli automobilisti.

Sant'Antonio e san Sebastiano - La festa di questi due santi si tiene rispettivamente il 17 gennaio e il 20 gennaio. Per entrambe le celebrazioni vengono organizzati dei falò notturni nella piazza del paese e vengono distribuite arance o pane alla popolazione, a seconda del Santo festeggiato.

Is Animeddas - Festa per grandi e piccini, la mattina del 31 ottobre i bambini si recano fin dall'antichità di casa in casa a ricevere le cibarie (per lo più dolci o frutta) che gli abitanti del paese donano ai bimbi in onore delle anime dei morti.

Sinnadroxiu - La festa si tiene nelle campagne che circondano il paese, nel giorno dell'Ascensione. Su sinnu ("il segno" e da qui il nome sinnadroxiu) è il marchio padronale che viene apposto al bestiame per il riconoscimento ed è proprio l'apposizione di questo marchio che viene festeggiata in quest'occasione. Durante la manifestazione viene offerto in un fazzoletto il formaggio cagliato fresco prodotto dai pastori. Oltre alle varie degustazioni la Proloco offre anche un pranzo a base di carne di pecora.

Durante le varie festività il gruppo folk "San Cristoforo", composto da alcuni villasaltesi, si esibisce nel tipico costume del luogo ballando il caratteristico ballo sardo.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il paese si divide principalmente in due parti: La parte bassa e la più antica si sviluppa intorno alla neoclassica chiesa di san Michele arcangelo, mentre la nuova si sviluppa intorno alla prima chiesa del paese, risalente al Cinquecento, dedicata a santa Barbara.

I principali rioni del paese sono così denominati dai cittadini: Corea, Terrepedis, Concia, Su Cuccuru, Terrapieno, Bracuccia, Funtana de josso, Forreddu, Su occili, Su Battumeo, Cott' e ois, Ziu Antini

Percorrendo il lastricato in pietra che attraversa il centro storico del paese, si trovano la Casa museo (che custodisce soprattutto antichi strumenti da lavoro tipici del luogo) e numerose abitazioni costruite con la tipica pietra del posto.

Poco distante dal centro urbano si trova una base eliportuale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna, operante durante la campagna antincendi boschivi.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Piazzetta Nera

Numerosi sono i villasaltesi (così si chiamano gli abitanti del luogo) che si dedicano alla pastorizia nei territori che circondano il centro abitato, dedicandosi in particolar modo all'allevamento di animali da fattoria quali capre, pecore, mucche e buoi, maiali, cavalli, galline.

In alcuni casi, gli imprenditori che hanno deciso di dedicarsi a questo settore hanno scelto di utilizzare macchinari in grado di alleggerire il proprio lavoro e di permettere una maggior rendita e produzione in particolare del latte vaccino e pecorino.

L'agricoltura, grazie al terreno fertile (in particolare nei pressi del Flumendosa), è abbastanza sviluppata e permette una discreta produzione di frutta, verdura, legumi e cereali a utilizzo privato e alla vendita.

Grazie ad alcuni contributi dedicati all'imprenditoria giovanile, il paese si è arricchito di punti vendita dedicati agli alimentari, all'oggettistica e alla produzione di prodotti locali.

Seppur in quantità minore, una discreta parte dei villasaltesi è impiegata nel settore terziario.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Toponimo ufficiale in lingua sarda ai sensi dell'articolo 10 della Legge n. 482 del 15-12-1999, adottato con Delibera del Consiglio Comunale n. 21 del 22-09-2009 [1]
  3. ^ Si tratta di una iscrizione, incisa su una lastra di bronzo e ritrovata a Esterzili nel 1866, che contiene il testo di una sentenza emessa il 13 marzo 69 d.C. dal proconsole L. Elvio Agrippa, nella controversia tra pastori indigeni ed i contadini campani. Il documento è stato pubblicato per la prima volta da Theodor Mommsen nel 1883 nel X volume del Corpus Inscriptionum Latinarum
  4. ^ Tale miniera, cui si è tra l'altro interessato Quintino Sella, richiamò anche l'attenzione geologica nazionale, in quanto vi si rinvennero fossili di cefalopodi che hanno reso possibile la datazione (e con essa di documentarne la presenza) del Devoniano superiore in Sardegna. Cfr. in tal senso la scheda online del sito Archeologia mineraria in Sardegna. Vi ha condotto ricerche e studi, con particolare riferimento alla presenza di scheelite, anche il mineralogista Traverso. Su ciò cfr. S. Padovan, Giovanni Battista Traverso (1843-1914), in M. Venturino Gambari - D. Gandolfi (a cura di), Colligite fragmenta. Aspetti e tendenze del collezionismo archeologico ottocentesco in Piemonte, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera 2009, pp. 391-394.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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