Giba
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| Giba | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | Carbonia-Iglesias | ||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Superficie: | 34,65 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 60,40 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Villarios | ||||||||
| Comuni contigui: | Masainas, Piscinas, San Giovanni Suergiu, Tratalias | ||||||||
| CAP: | 09010 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0781 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 092026 | ||||||||
| Codice catasto: | E022 | ||||||||
| Nome abitanti: | gibai | ||||||||
| Santo patrono: | San Pietro | ||||||||
| Giorno festivo: | 29 giugno San Pietro Martire Seconda domenica di settembre Madonna del Rimedio | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Giba è un comune italiano di 2.093 abitanti della provincia di Carbonia-Iglesias.
Indice |
[modifica] Posizione Geografica
Giba si trova nella zona sud-occidentale della Sardegna, nella regione del Sulcis-Iglesiente. Il comune comprende i centri abitati di Giba e Villarios, è vasto 31.65 km.q e conta circa 2300 abitanti. Confina con i territori di Masainas a Sud, Piscinas ad Est, Villaperuccio a Nord-Est, Tratalias a Nord e San Giovanni Suergiu a Nord-Ovest. Giba si snoda principalmente attorno a due importanti statali; la 293 che inizia dal bivio Villasanta della SS 131 e si conclude al centro del paese, e la SS 195 meglio conosciuta come la Sulcitana, l’antica via di congiunzione tra Karalis e Solki; dista 70 km da Cagliari e pochi chilometri dalle spiagge del Basso Sulcis, come la spiaggia di Porto Pino o la Costiera di Teulada.
Villarios si trova su un'altura a 5 km ad ovest di Giba, dalla quale si può ammirare l'intero arcipelago del Sulcis e il Golfo di Palmas.
[modifica] Territorio e ambiente
Il centro abitato di Giba si trova su una pianura a 60 m sul livello del mare, circondato da basse colline in un territorio vocato all'agricoltura e all'allevamento, attività fondamentali dell'economia locale.
A nord dell'abitato si trova il lago artificiale di Montepranu, costruito negli anni cinquanta per scopi irrigui, dove è possibile praticare la pesca d'acqua dolce, mentre a sud-est del paese, in prossimità del confine con Masainas, si trova la località di Semuras, zona collinosa su cui si estende la macchia mediterranea e sono presenti olivi secolari.
Nel Golfo di Palmas vi è una piccola spiaggia (Porto Botte) e la zona palustre, la terza in Sardegna per vastità e habitat naturale di animali come il fenicottero rosa, gli aironi, il cavaliere d'Italia, la garzetta, l'avocetta, il pollo sultano e il falco di palude.
[modifica] Storia
Il territorio venne frequentato dall’uomo sin da epoche neolitiche e nuragiche, come testimoniano le Domus de Janas, i vari Nuraghi e le Tombe dei Giganti presenti sulla zona. Fra i siti di maggiore interesse vi è il complesso nuragico di Meurra che segna i confini tra Giba, Tratalias e San Giovanni Suergiu. Oltre al nuraghe Meurra vi sono numerosi nuraghi, molti dei quali diroccati e prevalentemente monotorre.I Fenici durante i loro spostamenti da Karalis (Cagliari) verso Sulki (S. Antioco) percorrevano una strada che corrisponde all'incirca all’attuale statale 195 La Sulcitana, e i Cartaginesi con i loro drappelli armati attraversavano il paese, provenienti da Monte Sirai e diretti verso Pani e Loriga dove avevano costruito delle cittadelle fortificate per controllare la viabilità principale; i romani sfruttarono i fertili terreni per produrre grano e cereali.
In seguito alla caduta dell’impero romano la Sardegna passò sotto il controllo dei Vandali, che depredavano il territorio e utilizzavano le coste come porti per controllare la zona; secondo una leggenda la fondazione di Giba sarebbe da attribuire proprio a Genserico, re dei Vandali, intorno al 500 d.C.
Verso fa fine del I millennio Monaci Benedettini diedero nuovi impulsi alla comunità, insegnarono nuove tecniche per lo sfruttamento terriero e si proposero come guide spirituali costellando il territorio di monasteri e costruirono varie chiese, tra cui la chiesa di Santa Marta a Villarios (alcuni scritti ne testimoniano l'esistenza già nel 1068) e la chiesa di San Giorgio di Tului, completamente distrutta. Nel 1122, a causa delle incursioni piratesche, il vescovo dovette fuggire da Sant’Antioco e dimorò in un primo periodo presso la chiesa di Santa Maria di Palmas (risalente all’XI secolo come la chiesa di Santa Marta) poi a Tratalias in seguito alla costruzione nel 1213 della chiesa di Santa Maria.
Nel periodo in cui rimase interdetto il porto di Sant’Antioco venne allestito e frequentato un porto nella località di Porto Botte, il Porto Sulcitanum, dove nel 1323 approdarono gli Aragonesi con una poderosa flotta guidata dall'infante Alfonso D'Aragona, cinsero d’assedio Villa di Chiesa e Cagliari Castrum, sconfissero i Pisani e iniziarono il loro dominio sulla Sardegna che durò 400 anni. Nel censimento stilato dagli Aragonesi nel 1323 Giba contava 60 fuochi (famiglie) per un totale di circa 300 abitanti; nel 1355 Giba inviò i suoi rappresentanti all’assemblea parlamentare tenuta dagli Aragonesi a Cagliari, alla quale parteciparono i rappresentanti degli ecclesiastici, i feudatari e i rappresentanti delle città regie e degli altri centri abitati.
In seguito al trasferimento della sede vescovile a Iglesias nel 1503 il Vescovo trasferì la sua sede ad Iglesias la zona entrò in un periodo di decadenza del quale non si hanno molte notizie; nel XVI secolo a Villarios venne costruita una torre d’avvistamento, per controllare eventuali scorrerie del Golfo di Palmas, che si può ancora ammirare nei pressi del paese. Giba e Villarios, in seguito, vennero più volte infeudati ai vari Baroni e Marchesi dell’epoca. Nel 1891 il territorio di Giba venne attraversato da una ferrovia che trasportava carbone e distillati del legno che venivano prodotti nella Foresta Pantaleo (Santadi) dalla società francese “Forges”; nel molo di Porto Botte venivano caricati i velieri che facevano la spola con Marsiglia e Tolone. Giba entrò a far parte del comune di Villarios nel 1853; nel 1858 Giba possedeva una chiesa parrocchiale e ottenne un sussidio di 300 lire dal governo per la realizzazione di una scuola. Nel 1875 Masainas diventò sede municipale e Giba divenne frazione del nuovo comune. Il 30 marzo 1928, con atto deliberativo del podestà, Giba divenne comune accorpando Villarios, Masainas, Sant’Anna Arresi e Piscinas, (Masainas diventò comune autonomo nel 1975 e Sant’Anna Arresi nel 1965). Una parte dell’antica Giba si trovava più a nord rispetto alla posizione attuale, in una zona denominata Tului che ora appartiene al comune di Tratalias, e che in precedenza era parte della baronia di Villaperuccio.
Gli scritti pisani attestano la presenza di una chiesa dedicata a San Giorgio, risalente all’XI secolo come la chiesa di Santa Marta, e un castello andati ormai completamente distrutti. Verso la fine del 1800 alcune famiglie cominciarono a trasferirsi nel paese attuale, in zona San Pietro, ma qualche famiglia ha continuato a vivere a Tului sino alla fine degli anni 50; dell’antico paese ormai restano solo pochi ruderi, alcuni dei quali sommersi dall’acqua.
[modifica] Santa Marta
La chiesa di Santa Marta si trova a Villarios, nella zona dove prima sorgeva l'antico paese. Risale all'II secolo (alcuni scritti ne testimoniano l'esistenza già nel 1068) e faceva parte delle chiese del vescovato del Sulcis come la chiesa di Santa Maria di Palmas, la chiesa di Santa Maria di Flumentepido e la chiesa di San Giorgio di Tului.
[modifica] Archeologia
Nel territorio di Giba sono presenti parecchie testimonianze della presenza dell’uomo sin da epoche neolitiche e nuragiche; molte di queste testimonianze sono andate perdute, e nonostante la rilevante importanza di tali reperti non si è ancora provveduto a eseguire approfonditi studi e a recuperane almeno una parte.
In territorio di Giba sono presenti i seguenti siti archeologici:
- le Domus de Janas risalenti al 3000 a.C., di cui una non visitabile perché ricoperta in seguito ad alcuni studi, per evitare saccheggi e atti di vandalismo;
- i vari Nuraghi risalenti al 1600 a.C., all'incirca una decina, tra cui il complesso nuragico di Meurra;
- le Tombe dei giganti, una vicina al Nuraghe Meurra e altre due, probabilmente tre, nel territorio di Villarios.
Numerose anche le tracce dei Fenici e dei Cartaginesi: parecchie le tombe ritrovate nelle campagne, ormai non più visitabili, i cui reperti sono stati catalogati e conservati nei musei oppure saccheggiati da privati.
Del periodo romano restano il basamento di un ponte, i resti di una strada e due ville con terme, una in località Bettiani, denominata Sa Cresiedda, e l’altra in località Is Concias.
[modifica] Nuraghe Meurra
Il complesso nuragico di Meurra segna i confini tra Giba, Tratalias e San Giovanni Suergiu; è un nuraghe complesso, in ottime condizioni, risalente al XII secolo a.C. attorniato dai resti di un villaggio nuragico, pozzo sacro e Tomba dei giganti, parzialmente distrutti dai lavori di distribuzione dell’acqua nell’invaso di Montepranu.
Pur essendo un monumento di grande interesse, è ancora in attesa di essere valorizzato con futuri scavi e studi.
[modifica] Economia
L’economia si basa su pastorizia e agricoltura: il comparto zootecnico e caseario produce formaggi e carni di pecora e agnello, quello agricolo produce carciofi e, grazie alla gran diffusione delle serre, ortaggi e, in particolare, il pomodoro da mensa. Alla produzione agricola concorre anche l'olivicoltura e, soprattutto, la viticoltura; dall'uva del vitigno Carignano del Sulcis si produce l'omonimo vino conosciuto a livello internazionale.
[modifica] Gastronomia
La cucina locale si caratterizza per i dolci, il pane, i formaggi, gli ortaggi, soprattutto pomodori e carciofi, e il vino.
Per quanto riguarda i primi piatti troviamo vari tipi di pasta: Mallareddusu, Curroxionis (ravioli di ricotta e bietola) Sappueddusu (pasta di farina integrale) Pillusu (pasta ottenuta dagli avanzi della pasta dei ravioli) Macciamurru (zuppa di pane Civraxiu tagliato a fette ammorbidito con brodo di carne e pecorino grattugiato e cotto al forno) e i legumi, soprattutto fave. Per i secondi piatti, arrosti di vari tipi di carne (agnello, pecora, maiale, cinghiale) o pesce, agnello in umido con i carciofi e pollo ripieno.
Il pane è ancora preparato con i forni tradizionali; molte famiglie possiedono un forno a legna tradizionale e preparano il pane in casa. Esistono vari tipi di pane, diversi in base alla stagione e all’occasione in cui erano preparati.
Su Civraxiu era il pane giornaliero, preparato con la semola o con la farina integrale (Civraxiu Nieddu). Su Coccoi, pane di semola lavorato con delle punte, veniva preparato in occasioni di festività come Natale, Pasqua, battesimi e matrimoni; più era importante l’occasione più veniva decorato, e prendeva il nome di Coccoi Pintau.
Per Pasqua si preparava Su Coccoi Cun S’Ou, pane Coccoi con un uovo al centro, e Sa Pippia Cun S’Ou, bambolina di pane con un uovo in corrispondenza della pancia (era un simbolo di maternità, di buon auspicio per le donne).
Per la giornata dei morti, veniva preparato Su Pani De Saba, pane condito con Sa Saba (marmellata di uva) farcito con noci e mandorle, e guarnito con Saba e palline di zucchero colorate (Tragera). In base al periodo si preparavano dei tipi di pane conditi con ortaggi e prodotti di stagione: Pani Cun Tamatiga (pomodoro), Pani Cun Oria (olive), Pani Cun Fa (fave), Pani Cun Gerda (pezzetti di carne di maiale), Pani Cun Arriscottu (ricotta), Pani Cun Cipudda (cipolla), Pani Cun Casu (formaggio fresco), Pani Cun Pabassa (uva passa).
I dolci tipici sono: Amaretti, Pistoncus (dolci ricoperti di glassa) Gatteaux, Pabassinas (dolce con marmellata d’uva), Gueffusu (dolci di mandorla e zucchero), Piricchittus (dolci ricoperti di glassa al limone) e le Pardulas, con ripieno di formaggio e dalla particolare forma "a rosa"; fatta una striscia di pasta, si mette sopra il ripieno e si avvolge il tutto su se stesso sino ad ottenere una forma che ricorda vagamente una rosa.
[modifica] Artigianato
L'artigianato è diffuso a livello familiare. È particolarmente sviluppato l’artigianato tessile: moltissime persone possiedono un telaio artigianale e vengono confezionati bellissimi tappeti, arazzi, cuscini, coperte e asciugamani, conosciuti e apprezzati in tutto il mondo.
Vi sono molti artigiani che producono coltelli, cestini e bravissime ricamatrici; si producono anche oggetti particolari e interessanti come Is Pippiasa de Canna, bamboline con il corpo di canna vestite con il costume tradizionale, oppure le zucchine decorate
a fuoco, utilizzate dagli uomini come borraccia con il costume. Esiste inoltre un tipo d’artigianato che riguarda la confezione del costume: sono poche, infatti, le sarte capaci di confezionare un intero abito tradizionale.
Vi è però un buon numero di persone capaci di produrre pizzi a mano, ricami e confezionare a mano elementi particolari del costume.
[modifica] Sagre e feste
[modifica] A Giba
[modifica] 29 giugno
San Pietro Martire Un tempo la festa si svolgeva con la processione dalla Chiesa nuova alla vecchia chiesa campestre verso il Lago di Monte Pranu. Da ormai molti anni invece i festeggiamenti religiosi si svolgono interamente nella chiesa nuova e il Santo viene però portato in processione passando per un piccolo tratto per la piazza -dedicata al Santo- che porta al lago per ricordare proprio il vecchio tragitto.
Si celebra una messa di mattina e una di pomeriggio, seguita da una solenne processione che accompagna il Santo Patrono per le vie del paese, seguita da un corteo di persone in costume tradizionale, gruppi folkloristici, cavalieri e banda musicale. Il Santo viene portato in spalla da quattro uomini vestiti in costume. I festeggiamenti civili possono durare da uno a tre giorni e consistono in spettacoli serali di tipo folkloristico e musicale, e si svolgono in Piazza San Pietro, in prossimità della chiesa.
[modifica] Prima decade d’agosto
Sagra del Pane
[modifica] Seconda domenica di settembre
Beata Vergine del Rimedio festeggiamenti articolati in tre giornate: sabato sera (S.Messa alla Santa), domenica sera (S. Messa e prima processione per una parte del paese) e lunedi sera (S. Messa e seconda processione per le vie del centro). Nei tre giorni (alcuni anni i festeggiamenti civili vengono prolungati anche al martedì) nella piazza del paese hanno luogo i festeggiamenti civili.
[modifica] Nella frazione di Villarios
- 19 marzo: San Giuseppe sposo della Beata Vergine
- 29 luglio: Santa Marta
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Learco Fois (lista civica) dal 10/05/2005
Centralino del comune: 0781 964023
Posta elettronica: non_disponibile
[modifica] Collegamenti esterni
- Comune di Giba Sito del comune
- Giba, Tradizioni e Folklore Sito del gruppo folk.
- Biblioteca Di Giba Biblioteca Comunale.


