Serramanna

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Serramanna
comune
Serramanna – Stemma
Serramanna – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Medio Campidano
Amministrazione
Sindaco Sergio Murgia (lista civica) dall'11/06/2012
Territorio
Coordinate 39°25′22″N 8°55′18″E / 39.422778°N 8.921667°E39.422778; 8.921667 (Serramanna)Coordinate: 39°25′22″N 8°55′18″E / 39.422778°N 8.921667°E39.422778; 8.921667 (Serramanna)
Altitudine 38 m s.l.m.
Superficie 83,90 km²
Abitanti 9 333[1] (31-12-2010)
Densità 111,24 ab./km²
Comuni confinanti Nuraminis (CA), Samassi, Sanluri, Serrenti, Villacidro, Villasor (CA)
Altre informazioni
Cod. postale 09038
Prefisso 070
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 106018
Cod. catastale I647
Targa VS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti serramannesi
Patrono san Leonardo
Giorno festivo 6 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Serramanna
Posizione del comune di Serramanna all'interno della provincia del Medio Campidano
Posizione del comune di Serramanna all'interno della provincia del Medio Campidano
Sito istituzionale

Serramanna è un comune italiano di 9.333 abitanti[1] della Provincia del Medio Campidano, in Sardegna.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Serramanna è situata nella zona centroccidentale della pianura del Campidano all'affluenza tra il fiume Flumini Mannu e il rio Leni. Il paese confina a nord col comune di Samassi e col comune di Sanluri, a sud col comune di Villasor, a ovest troviamo il comune di Villacidro con i suoi monti mentre a nord-est troviamo il comune di Serrenti e a est quello di Nuraminis.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Periodo prenuragico[modifica | modifica sorgente]

I primi insediamenti nel territorio, documentati soprattutto grazie alla scoperta del villaggio di Cuccuru Ambudu (Coordinate Gauss-Boaga fuso Ovest: E=1495032 N=4367798), risalgono ad un periodo individuabile tra l'epoca della Cultura di Ozieri e della Cultura di Monte Claro. Di notevole importanza storica è il menhir Perda Fitta, un masso in granito rappresentante la Dea Madre (h. m. 1,45; appena sbozzato con 10 coppole realizzate in rilievo negativo a rappresentare le mammelle), rinvenuto nella zona omonima (coordinate Gauss-Boaga fuso Ovest: E=1488531 N=4364920).[3]

Periodo nuragico[modifica | modifica sorgente]

Il ritrovamento più significativo risalente all'età nuragica è il nuraghe rinvenuto durante gli scavi per la ristrutturazione della sagrestia della chiesa campestre di Santa Maria. Di minore interesse i nuraghi individuati nelle zone di Santa Luxeria (coordinate Gauss-Boaga fuso Ovest: E=1491428 N=4361588), Su Muntonali (Coordinate Gauss-Boaga fuso Ovest: E=1491732 N=4365184) e Bruncu Gattus (Coordinate Gauss-Boaga fuso Ovest: E=1494726 N=4368152).[2]

Periodo romano[modifica | modifica sorgente]

Durante la dominazione romana anche il territorio di Serramanna fu intensamente abitato, numerosi erano i villaggi e testimonianze dei loro insediamenti sono sparse ovunque nel territorio. Tutti i reperti rinvenuti, sono al Museo archeologico nazionale di Cagliari.

Periodo giudicale e medievale[modifica | modifica sorgente]

Intorno al 1000 d.C. la Sardegna fu divisa in 4 Giudicati a loro volta divisi in Curatorie; Serramanna faceva parte della Curatoria di Gippi (o Parte Ippis) del Giudicato di Cagliari. Nel periodo medioevale Serramanna non aveva un unico nucleo abitato ma era diviso in numerose ville; le principali erano Bangiuludu, Saboddus - San Pietro, Saboddus - Santa Giuliana, Saboddus - Santu Deus, Santa Maria di Monserrato (già nel 1584 questi villaggi erano ormai da tempo spopolati e si andava verso un unico centro abitato). Nel 1257 Serramanna venne annessa al Regno di Arborea al quale rimase sino al 1297, anno in cui venne ceduta alla Repubblica Pisana. Nel 1323 con lo sbarco delle truppe dell'Infante Alfonso a Palma del Sulcis anche Serramanna passò sotto il dominio catalano. Nel 1363 Pietro IV di Aragona (detto “il Cerimonioso”) la diede in feudo a Giovanni Civiller. Più tardi passò alla famiglia dei De Besora e nel 1455 Aldonsa De Besora riconobbe al paese libertà e franchigie. Fu un atto di eccezionale importanza che anticipò di molto le concessioni che solo nel XVIII secolo i signori concedettero ai loro sudditi nel resto dell’Italia e della Francia. Per la prima volta i rurali erano definiti popolo o abitante e non vassallo. Nel 1460 Aldonsa Siviller de Besora rimasta vedova vendette il feudo a Emanuele Ribelles. Emanuele Ribelles a sua volta vendette il feudo a Raimondo Boter nel 1461. Nel 1465 Galcerando De Besora, con la dote della moglie Angela Beltran, riscattò il feudo. Con l’estinzione della famiglia De Gerp, il feudo tornò al Fisco con Atto Notarile del 14 gennaio 1583 del Demanio della Regia Corona. Il Fisco lo vendette per 100.000 Lire Aragonesi a Giovanni Gerolamo Brondo il 24 settembre 1594. Giovanni Gerolamo Brondo reso Cavaliere Ereditario il 27.5.1586 diventerà il primo Signore Feudale di Villacidro e Serramanna, in Parte Hyppis, per investitura del 4.6.1594. Il 29 novembre 1617, Antonio Brondo y de Ruecas, ottenne il titolo di Conte di Serramanna da Re Filippo III di Spagna, divenendo quindi il I Conte di Serramanna (il suo emblema a strisce argento-nere, è ora riportato nello stemma del Comune di Serramanna).[4]

Età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Nel XIX secolo l'economia fu concentrata quasi esclusivamente sull'attività agricola, eccezion fatta per il tentativo di industrializzare il paese con la costruzione della Cantina Sociale del Campidano di Serramanna (che fino al 1988, anno in cui è stata chiusa, produceva degli ottimi vini ed era una delle Cantine più grandi d’Europa)[5] e della CASAR (industria conserviera), ancora attiva nonostante in passato abbia avuto notevoli problemi.

Stemma e gonfalone[modifica | modifica sorgente]

Stemma di Serramanna

Lo stemma è stato disegnato dall'artista serramannese Flaviano Ortu dopo un lavoro di ricerca dello storico Stefano Pira.

Presenta sulla sinistra il campanile della chiesa di San Leonardo, di particolare interesse in quanto a canna ottagonale anziché quadrata come in tutto il Campidano e in tutto il territorio della Sardegna meridionale;

sulla parte destra in alto, lo stemma araldico (fondo nero con tre pali d'argento) di Aldonsa de Besora, che con le franchigie del 1455 concesse numerosi privilegi ai serramannesi;

sulla parte destra in basso lo stemma del I° Conte di Serramanna, Antonio Brondo de Ruecas (lo stemma dei Brondo ha come simbolo araldico un albero affiancato da due teste di moro con benda sulla fronte; per motivi tecnici sorti in sede di approvazione da parte del Presidente della Repubblica appaiono solamente le teste di moro).

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • San Leonardo - La chiesa parrocchiale di San Leonardo, patrono del comune, fu costruita in due epoche differenti e perciò presenta una fusione di forme gotico-catalane, aragonesi e tardo-barocche; la navata longitudinale e il campanile furono costruiti tra il XV e XVI secolo, mentre la cupola e l'abside tra il XVII e XVIII. È caratterizzata dalla pianta a croce latina e dal campanile a canna ottagonale di notevole altezza, opera dell’architetto Antonio Calabrès. L’interno della Chiesa si presenta numerose decorazioni (realizzate tra il 1954 e il 1956) dal pittore serramannese Giuseppe Carcangiu.
  • Sant’Ignazio – La parrocchia di Sant'Ignazio fu fondata dal parroco Don Bruno Pittau nel 1971 in onore di Sant'Ignazio da Laconi.
  • Santa Maria - La chiesetta campestre di Santa Maria risale all'anno 1000 d.C.; risulta citata già nel 1089 in una donazione fatta dal Giudice Costantino ai monaci benedettini dell'Ordine di San Vittore. È stata restaurata negli anni successivi alla seconda guerra mondiale e nel 1999 è stata dichiarata santuario da Monsignor Ottorino Pietro Alberti, divenendo meta di pellegrinaggio per il Giubileo del 2000.
  • Sant’Angelo – La chiesetta di Sant’Angelo risale al XVI secolo d.C. ed è dedicata all’Angelo Custode di cui conserva una statua lignea del XVII d.C.
  • San Sebastiano - La chiesa di San Sebastiano venne eretta per un voto dopo una pestilenza. Dal 1631 ospitò i frati domenicani fino al 1854, anno in cui per effetto del regio decreto che imponeva la riduzione di tutti gli ordini religiosi minori e la conseguente confisca dei loro beni, fu abbandonata e in seguito sconsacrata. Il caseggiato attiguo, che ospitava il convento divenne sede del municipio, mentre la chiesetta che rimase sotto la giurisdizione della parrocchia di San Leonardo passò alla Confraternita del Rosario (frati bianchi). Per alcuni anni dopo un primo restauro ha ospitato rappresentazioni teatrali, musicali e mostre di pittura.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Dai dati ISTAT risulta:

  • Anno 2002 --> Abitanti censiti: 9.545
  • Anno 2003 --> Abitanti censiti: 9.536
  • Anno 2004 --> Abitanti censiti: 9.463
  • Anno 2005 --> Abitanti censiti: 9.443
  • Anno 2006 --> Abitanti censiti: 9.386
  • Anno 2007 --> Abitanti censiti: 9.403
  • Anno 2008 --> Abitanti censiti: 9.344
  • Anno 2009 --> Abitanti censiti: 9.328
  • Anno 2010 --> Abitanti censiti: 9.315

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo delle memorie e delle tradizioni religiose di Serramanna - Il museo è allestito all'interno della chiesa Sant'Angelo, e vanta varie sezioni tematiche che comprendono una serie di arredi preziosi, non più utilizzati nelle funzioni liturgiche, sculture, statue, suppellettili, arredi sacri, oggetti d'argento di arte sacra ed ex voto.

Persone legate a Serramanna[modifica | modifica sorgente]

  • Vico Mossa, (Serramanna, 15 ottobre 1914 – Sassari, 23 marzo 2003) architetto e scrittore.
  • Franco Putzolu, (Serramanna, 4 ottobre 1936 - San Gavino Monreale, 3 aprile 2011) illustratore, disegnatore e fumettista, definito il "Forattini sardo".
  • Gianfranco Dettori, (Serramanna, 25 aprile 1941) ex fantino.
  • Francesco Rais, (Serramanna, 16 aprile 1940) politico e funzionario italiano.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Nel 1909 fu fondata la Società Ginnastica "Gialeto", ora Polisportiva Gialeto, su modello della Società Ginnastica Amsicora di Cagliari. Le discipline in cui si cimentava erano:

  • Ginnastica
  • Sollevamento pesi
  • Salita alla fune
  • Pugilato
  • Ciclismo
  • Calcio
  • Pallavolo
  • Atletica (fino al 1979)
  • Tiro a Volo

Nel 1978 è stato fondato il Gruppo Sportivo Serramanna, che disputa attualmente il Campionato di calcio di Eccellenza.

Nel 1979 è stata fondata la Polisportiva Atletica Serramanna, attualmente i settori che svolgono attività federale sono l'Atletica leggera, il Basket, ciascuno dotato di un proprio Centro di Avviamento allo Sport (per i più piccoli).

Nel 1992 dalle ceneri del gruppo ciclistico Polisportiva Gialeto è nata la G.S. Pool Bike.

Nel 1998 viene fondata la terza società calcistica l'A.S.D. Dopolavoro Ferroviario Serramanna che attualmente milita in Terza Categoria.

Nel 2005 è nata la squadra di Calcio a 5 A.S.D. C'È CHI CIAK che attualmente disputa il Campionato di Serie C1.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Gli impianti sportivi serramannesi sono principalmente cinque:

  • Campo sportivo "Fausto Coppi" - Via XXV Aprile
  • Campo sportivo "Campu sa Lua" - Corso Italia
  • Centro sportivo "Bia Nuraminis"
  • Centro sportivo Via Cagliari
  • Centro sportivo Corso Italia

Le attività indoor sono invece praticate presso le palestre scolastiche:

  • Scuola Media Superiore "M. Buonarroti" – Via Svezia
  • Scuola Media "G. Deledda" – Via Sicilia
  • Scuola Elementare – Via Sicilia
  • Scuola Elementare – Via S. Pellico

Campo sportivo "Fausto Coppi"[modifica | modifica sorgente]

Situato in via XXV Aprile fu costruito nel 1955, ed è considerato lo stadio di Serramanna. È tutt’oggi la struttura sportiva principale del paese, l'unico dotato di manto erboso e sede delle partite casalinghe della Gialeto e del G.S. Serramanna.

Campo sportivo "Campu sa Lua"[modifica | modifica sorgente]

Situato in Corso Italia con manto erboso sintetico.

Centro sportivo "Bia Nuraminis"[modifica | modifica sorgente]

Situato lungo l'omonima via è composto dalla Pista di Atletica Leggera, un campo di calcio in terra battuta e il palazzetto dello sport ancora in fase di costruzione. La pista di Atletica è sede degli allenamenti della Polisportiva Atletica Serramanna mentre il campo di calcio ospita il G.S. Serramanna che milita nel Campionato regionale di Promozione.

Centro sportivo Via Cagliari[modifica | modifica sorgente]

è dotato di campi da Tennis e un campetto polivalente normalmente utilizzato per il Basket.

Centro sportivo Corso Italia[modifica | modifica sorgente]

è un campo polivalente utilizzato normalmente per il Basket.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b Giovanni Battista Melis - Cenni storici sugli insediamenti e il territorio 1993 Tipografia Atlante – Villasor
  3. ^ Paolo Casti "Serramanna insolita - Fatti, curiosità e ricerche" anno 2010 EAN 2-1200055-54099. pag. 133
  4. ^ Paolo Casti "Serramanna insolita - Fatti, curiosità e ricerche" anno 2010 EAN 2-1200055-54099. pagg. 11-49
  5. ^ Paolo Casti "Serramanna insolita - Fatti, curiosità e ricerche" anno 2010 EAN 2-1200055-54099. pag. 157
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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