Orroli
| Orroli comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Antonio Orgiana (lista civica) dal 31/05/2010 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 39°42′0″N 9°15′0″E / 39.7°N 9.25°ECoordinate: 39°42′0″N 9°15′0″E / 39.7°N 9.25°E | ||||
| Altitudine | 550 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 75,67 km² | ||||
| Abitanti | 2 430[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 32,11 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Escalaplano, Esterzili, Goni, Nurri, Siurgus Donigala | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 08030 | ||||
| Prefisso | 0782 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 092118 | ||||
| Cod. catastale | G122 | ||||
| Targa | CA | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | orrolesi | ||||
| Patrono | san Vincenzo Martire | ||||
| Giorno festivo | 21 gennaio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Orroli nella provincia di Cagliari |
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| Sito istituzionale | |||||
Orroli (Arròli in sardo) è un comune italiano di 2.430 abitanti passato nel 2006 dalla provincia di Nùoro a quella di Cagliari, nella regione del Sarcidano.
Il territorio di Orroli ospita uno tra i più importanti nuraghi della Sardegna, il nuraghe Arrubiu, (l'unico pentalobato presente in Sardegna), una delle due dighe del Flumendosa e la diga del Mulargia, lago artificiale. Nel paese sono presenti numerose attività ricettive quali bed and breakfast e alcuni hotel molto originali costruiti secondo l'antica tradizione dei rifugi dei pastori e nell'assoluto rispetto ambientale.
Indice |
[modifica] Storia
Siti abitativi e necropoli ipogeiche del Neolitico finale e della prima Età dei metalli, monumenti dell'Età del Bronzo e del Ferro, unitamente a testimonianze dell'Età Romana e Altomedievale, sono variatamente distribuite nel territorio. Insediamenti all'aperto del Neolitico Recente sul bordo dell'altopiano di Pranemuru sovrastano la necropoli a Domus de Janas del parco comunale Su Motti, in cui in mezzo al boschetto di roverelle, che caratterizzano lo stesso parco, si possono contare una quindicina di ipogei, scavati sia nella parete rocciosa che in grossi massi erratici di basalto. L'intero altopiano è inoltre letteralmente costellato da decine di monumenti della Civiltà Nuragica che danno un'impronta caratteristica all'intero paesaggio. Fra tutti, per la maestosità e la vastità delle strutture e per la sua notevole rilevanza scientifica, il più importante è certamente il Nuraghe Arrubiu, il più imponente complesso monumento megalitico fra tutti quelli presenti nell'Isola e fra i più importanti di tutto l'occidente europeo. Oggi il Nuraghe Arrubiu, malgrado la ricerca archeologica sia ancora in corso, è divenuto un importante polo di attrazione turistica, dotato delle più moderne infrastrutture ricettive e didattiche gestite a tempo pieno tutto l'anno da una società giovanile (Is Janas a.r.l.) e costituisce un raro esempio di corretta fruizione di un bene culturale del territorio circostante. Un altro importante esempio della frequentazione umana nel passato del territorio orrolese e data dalla chiesa di S. Nicola. Situata nella periferia del rione più antico dl paese, al centro di una vasta area ricchissima di emergenze archeologiche, delle quali allo stato attuale è visibile solo il nuraghe omonimo, parzialmente interrato e inglobato nell'antico tessuto urbano, nel corso dei lavori di restauro ha restituito una grande quantità di informazioni che consentono di ricostruire la storia del paese. La rimozione del pavimento, infatti, ha consentito di conoscere tutte le varie fasi di occupazione dl sito, dall'Età Nuragica ininterrottamente fino ai giorni nostri. Ai resti di capanne di un villaggio nuragico dall'Età del Bronzo recente e finale si sovrappongono strutture di Età romana, pertinenti forse ad un edificio di incerta funzione. Nell'area presbiteriale sono venuti alla luce le fondazioni di un edificio di culto di piccole dimensioni, costruito su precedenti resti preistorici, forse ad opera di anacoreti verso la fine del V secolo d.C. nelle prime fasi di evangelizzazione di questa parte dell'Isola. La struttura fu ampliata nel secolo successivo e trasformata in una minuscola chiesa cimiteriale a croce greca, con un piccolo nartece e un protiro davanti all'ingresso. In seguito, in età romanica la navata centrale fu notevolmente allungata; processo che fu ripetuto anche in periodo aragonese, mentre soltanto nel secolo scorso furono aggiunte le due navate laterali che conferiscono all'edificio il suo attuale assetto architettonico.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Nel centro abitato sono presenti numerose abitazioni padronali, realizzate in gran parte secondo i canoni tipici tradizionali sardi (casa di proprietari terreri con portale d'ingresso ad arco, cortile interno e annesso magazzino). La "Omu Axiu" della famiglia Vargiu attualmente adibita a museo-ristorante-albergo sulla Via Roma; la "Casa Carrus" e "Casa Sirigu", acquisite recentemente dal Comune e adibite a laboratori artigianali sulla Via d'Arborea e sulla Via Nuraghe; la padronale "Casa Schirru", residenza privata sulla Via Roma; l'ottocentesca villa della famiglia Anedda, la cui configurazione attuale a seguito di ampliamenti e modifiche strutturali risale ai primi del '900, residenza privata, sita in pieno centro storico sulla Via d'Arborea, il cui stile mostra affinità con il neogotico diffuso nelle abitazioni signorili e nelle ville costruite tra XIX e XX secolo: tra gli elementi caratterizzanti si ricorda il rivestimento decorativo in cotto a vista nella cornice delle finestre del piano terreno e nella ghiera dell'arco a sesto acuto della monofora centrale al primo piano e la lunga scalinata in pietra per l'accesso al giardino sopraelevato antistante l'abitazione; la villa dei cavalieri Demuro e la villa, ora disabitata, del sig. Beniamino Anedda, entrambe non distanti dalla chiesa di San Vincenzo Ferrer. Di rilevante interesse inoltre, vi è il caratteristico "S'Arcu S'Impiccu", sul Largo Boi, utilizzato nel passato per le pubbliche esecuzioni.
[modifica] Le Chiese
- Chiesa Parrocchiale di San Vincenzo Martire: l’attuale chiesa parrocchiale dedicata a San Vincenzo Martire (patrono di Orroli) e Sant’Anastasia conserva in buona parte i caratteri architettonici gotico-aragonesi del Cinquecento (per la precisione 1582 come da iscrizione sul capitello destro dell’arcone gotico) anche se realizzata su preesistenti strutture cultuali databili al XII secolo. Sempre del Cinquecento è l’imponente torre campanaria a canna quadrata, realizzata in porfido rosso e dotata di monofore a sesto acuto ornate da archetti pensili. La facciata, che si configura con terminale piano su cui poggia un’interrotta teoria di merli lanceolati, è tipizzata dal bel portale impreziosito da fregi di gusto moresco. Anticamente, nel sagrato della chiesa c’era un cimitero ed un ossario. La chiesa ospita al suo interno una bellissima esposizione di paramenti sacri.
- Chiesa di San Vincenzo Ferreri: al santo spagnolo è dedicata la chiesa in stile aragonese-rustico che nasce nel 1704 per volontà del teologo Salvatore Pisano. La chiesa di San Vincenzo Ferreri, per titolo di fondazione, possedeva il diritto di Patronato e lo “jus sepeliendi”, cioè il diritto di sepoltura, per cui all’interno della chiesa potevano costruirsi le tombe per i soli discendenti ed ascendenti della famiglia del fondatore. La facciata presenta un portale con antichi fregi oramai deteriorati e falsa lunetta lavorata a modanature. Nella parte alta del prospetto frontale, unico elemento ornamentale è un rosone a sguanci inserito in un semplice fastigio ricurvo alle cui estremità sono posti due monoliti sferici sormontati da cuspide. Un interessante campanile a vela biluce, con monofore a sesto acuto e linea superiore definita da una cornice modanata, è posizionato su un’opera muraria affiancata al lato destro dell’edificio. Nel sagrato è stata individuata un’area cimiteriale ed un ossario.
- Chiesa di Santa Caterina: Chiesa rurale a 2 km dal paese, edificata nel Cinquecento è di stile gotico-catalano attardato nutrito di elementi vernacolari. Esterno è in pietra a vista, facciata essenziale con un portale centrale sormontato da un piccolo rosone, abside cupolato, monofore con arco a tutto sesto lungo i fianchi. La prima domenica di giugno arriva al culmine la sagra campestre di Santa Caterina D'Alessandria: nei tre giorni della festa si canta, si balla e si dorme sui carri e nei loggiati.
- Chiesa di San Nicola: un altro importante esempio della frequentazione umana nel passato del territorio orrolese e data dalla chiesa di S. Nicola. Situata nella periferia del rione più antico dl paese, al centro di una vasta area ricchissima di emergenze archeologiche, delle quali allo stato attuale è visibile solo il nuraghe omonimo, parzialmente interrato e inglobato nell'antico tessuto urbano. La tradizione vuole che la chiesa sia stata la prima chiesa parrocchiale di Orroli, mantiene questo ruolo fino al Cinquecento quando con l’aumento demografico e l’espansione dell’abitato non è più in grado di assolvere alle sue funzioni. A questo periodo infatti risale la costruzione dell’attuale parrocchiale S. Vincenzo Martire. Nel XVI secolo la chiesa con un una ristrutturazione viene modificata in alcune parti essenziali per assumere l’aspetto finale: la facciata, sormontata da un campaniletto, dotata di tre ingressi, è caratterizzata da un ampio protiro. All’intero, la chiesa si articola in tre navate abbastanza amplie, dotate di copertura lignea a capriate e delimitate da arconi a tutto sesto; il presbiterio, leggermente rialzato rispetto al piano delle navate, ha un altare semplice impreziosito dalla presenza dei simulacri di due leoni di pregevole fattura, poste alla base dello stesso. Nel corso degli ultimi interventi di restauro lo smantellamento della pavimentazione ha permesso l’individuazione di strutture preesistenti: un edificio di epoca altomedioevale realizzato su costruzione murarie del periodo nuragico, per poi arrivare all’individuazione del perimetro di un primo tempio cristiano del VI secolo da cui con successivi ampliamenti è derivata la struttura attuale.
[modifica] Il Nuraghe Arrubiu
Il Nuraghe Arrubiu, il più imponente complesso monumento megalitico fra tutti quelli presenti nell'Isola e fra i più importanti di tutto l'occidente europeo. Oggi il Nuraghe Arrubiu, malgrado la ricerca archeologica sia ancora in corso, è divenuto un importante polo di attrazione turistica, dotato delle più moderne infrastrutture ricettive e didattiche gestite a tempo pieno tutto l'anno da una società giovanile (Is Janas a.r.l.) e costituisce un raro esempio di corretta fruizione di un bene culturale del territorio circostante. Il Nuraghe Arrubiu, una delle più importanti testimonianze della Preistoria sarda è l'unico esempio di nuraghe pentalobato, originariamente sormontato da una torre alta circa 30 metri. "Il Gigante rosso": Con questo appellativo si rende onore ad uno dei monumenti megalitici più grandi della Sardegna preistorica. L'Arrubiu spicca sull'altopiano di "Su Pranu" e racchiude un bastione Pentalobato risalente al XIV secolo a.C. Esternamente è circondato da un antemurale dotato di 12 torri e ricopre, nel suo insieme, una superficie di 10.000 m².
[modifica] Geografia
Il comune di Orroli è situato a 550 m.s.l.m., alle pendici dell'altopiano basaltico di Pranemuru formatosi con le ultime eruzioni vulcaniche Plio-Pleistoceniche che hanno interessato questo estremo lembo del Sarcidano, in una parte di questa regione storica della Sardegna in cui sono fortemente marcati i segni lasciati dalla presenza dell'uomo fin dalla preistoria remota. Tutto il territorio, infatti, ha subito più che in altre parti, marcate trasformazioni ad opera della continua attività umana, fino ai nostri giorni. Le profonde e spettacolari gole in cui scorreva il fiume Flumendosa sono oggi in gran parte sommerse dall'omonimo lago artificiale, mentre nel lato opposto del territorio grandi porzioni di superfici pianeggianti sono ricoperte dall'invaso artificiale del Mulargia. Questi due laghi realizzati alla fine degli anni 50, che hanno così profondamente mutato l'ambiente, sono oggi divenuti un'importante risorsa turistica.
[modifica] Il Parco su Motti
Situato sopra il centro abitato, il parco comunale Su Motti, racchiuso da un naturale anfiteatro basaltico, è ricco di rovereti e caratterizzato da massi erratici nei quali sono scavate delle domus de janas. Ricoperto in prevalenza da lecci e roverelle, molte delle quali secolari, il territorio del parco è caratterizzato da grossi massi erratici di basalto compatto e poroso di scontata natura vulcanica. Il parco si sviluppa lungo un pendio nel quale si succedono avvallamenti ai quali fa da cornice una lussureggiante vegetazione. Dall'alto del monte "Pizziogu" partono lunghi strapiombi rocciosi di intenso color ruggine che, precipitando a valle contribuiscono a rendere suggestivo il paesaggio circostante. Dall'alto dello stesso monte, e dal belvedere lungo il quale si sviluppa il percorso ambientale, è possibile ammirare tutto il territorio del parco. Dagli stessi punti su può spaziare con lo sguardo verso il lago Mulargia, e si arriva sino alle catene montuose dei "Sette Fratelli" nel cuore del Sarrabus, del Linas Manganai nel Guspinese e finanche i monti del Gennargentu. Le particolari caratteristiche morfologiche del territorio fanno sì che il parco "Su Motti" si presti ad escursioni non eccessivamente impegnative, per chiunque voglia inoltrarvisi, utilizzando dei sentieri. Il parco offre al visitatore attento la possibilità di osservare oltre alle numerose testimonianze storico archeologiche, anche interessanti presenze del mondo vegetale e animale. Il microclima umido favorisce lo sviluppo di una rigogliosa vegetazione e, a volte selvaggia e impenetrabile, soprattutto nelle zone più ripide del parco. Lecci e roverelle prevalgono sulle altre specie tipiche della flora mediterranea che qui risulta particolarmente ricca per la presenza di Fillirea, Corbezzolo, Olivastro e Lentischio. Il Pungitopo, con le bacche rosso-vivo, l'Asfodelo con le sue abbondanti fioriture primaverili, la Ferula con i tipici fiori gialli a forma di ombrello conferiscono al territorio un aspetto particolarmente variopinto. Le pareti rocciose basaltiche, tipiche del parco, specialmente nel tratto su Crast'e Abori sono, così come i grandi massi, ricoperti da licheni e da vistosi tappeti rossi di Sedum coeruleum. I prati ospitano bellissime Orchidee, Pratoline, Ranuncoli e, nei tratti meno soleggiati i Ciclamini. Anche la fauna si presenta altrettanto interessante e vasta. Vivono nel parco in numero considerevole cinghiali, volpi, lepri, conigli, donnola, riccio e gatto selvatico. Tra i volatili possiamo annoverare colombacci, pernici, quaglie, merli, tordi, pettirossi e picchi (tra i quali il rarissimo picchio rosso) e il Corvo Reale. A rappresentare i rapaci diurni troviamo il falco pellegrino e la poiana, mentre il barbagianni e la civetta dominano incontrastati nelle ore notturne. Nel parco sono presenti due monumenti nuragici: il nuraghe "Is Allonis" e il nuraghe "Su Motti". Il primo, costruito su un pianoro sovrastato da una imponente e suggestiva parete rocciosa chiamata "Sa Corona Arrubia" è inserito in un ambientale caratterizzato prevalentemente dalla macchia mediterranea, risulta in buona parte interessato da crolli. L'ampiezza di questi ultimi fanno pensare ad una costruzione ciclopica, più specificamente ad un monumento polilobato. Nuraghe Su Motti Del nuraghe si legge appena il perimetro esterno ed interno di una torre di pianta circolare ed alcuni tratti di cortile. Il nuraghe è circondato da molteplici tombe neolitiche. Il nuraghe "Su Motti" è l'unico del territorio realizzato con pianta a corridoio unita ad un cortile, il tutto protetto da un antemurale. Ai suoi piedi si sviluppa un piccolo villaggio pre-nuragico. Una rigogliosa vegetazione, in prevalenza roverella e leccio, e una particolare morfologia del territorio, caratterizzata dalla presenza di suggestivi massi basaltici e tombe neolitiche fanno da cornice al nuraghe.
[modifica] I due Laghi
Le profonde e spettacolari gole in cui scorreva il fiume Flumendosa sono oggi in gran parte sommerse dall'omonimo lago artificiale, mentre nel lato opposto del territorio grandi porzioni di superfici pianeggianti sono ricoperte dall'invaso artificiale del Mulargia.
[modifica] Sport
- Corrorroli Memorial "Mariano Leoni Corre". Manifestazione internazionale di corsa su strada
Manifestazione internazionale di corsa su strada, con la Partecipazione di atleti di: Kenia, Marocco, Etiopia, Ruanda, Tunisia e tutti i migliori atleti sardi.
- Regata di Canottaggio. Il 12 giugno 2005, nel Lago Mulargia si è disputata la Regata Regionale di Canottaggio della Coppa Montù (una delle tre regate valide per la qualificazione al Campionato Nazionale). Nella Manifestazione hanno partecipato 6 società per un totale di 143 atleti (in gran parte ospitati nelle strutture ricettizie di Orroli) con regate di Singolo, Doppio e Quadruplo (fino a 2 km). Si Ringraziano i volontari che con la loro partecipazione hanno contribuito notevolmente alla Realizzazione della gara. Il Campo di Canotaggio sul Lago Mulargia si presta a qualsiasi sport acquatico sia per l'ampiezza dello specchio d'acqua (superiore ai 2 km) sia per l'assenza di correnti che increspano l'acqua (essendo protetta dai venti), oltreché per la limpidezza dell'acqua.
- A luglio, nel Campo Sportivo di Orroli, si disputa il tradizionale Torneo di Calcio Giovanile Internazionale, con la partecipazione della squadra giovanile locale.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Antonio Orgiana (lista civica) dal 31/05/2010 (2º mandato)
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
[modifica] Collegamenti esterni
- Pro Loco Orroli. URL consultato il 02-09-2010.