Buggerru

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Buggerru
comune
Buggerru – Stemma Buggerru – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Carbonia-Iglesias-Stemma.png Carbonia-Iglesias
Amministrazione
Sindaco Silvano Farris (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 39°24′00″N 8°24′00″E / 39.4°N 8.4°E39.4; 8.4 (Buggerru)Coordinate: 39°24′00″N 8°24′00″E / 39.4°N 8.4°E39.4; 8.4 (Buggerru)
Altitudine 51 m s.l.m.
Superficie 48,23 km²
Abitanti 1 090[1] (31-08-2012)
Densità 22,6 ab./km²
Comuni confinanti Fluminimaggiore, Iglesias
Altre informazioni
Cod. postale 09010
Prefisso 0781
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 107001
Cod. catastale B250
Targa CI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti buggerrai
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Buggerru
Posizione del comune di Buggerru nella provincia di Carbonia-Iglesias
Posizione del comune di Buggerru nella provincia di Carbonia-Iglesias
Sito istituzionale

Buggerru (Bugerru o Bujèrru in sardo) è un comune italiano di 1.090 abitanti[1] della provincia di Carbonia-Iglesias in Sardegna.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il comune si trova sulla costa occidentale della Sardegna, nella sub-regione dell'Iglesiente. Il paese, caratterizzato da casette disposte a ventaglio, si trova sullo scenografico sbocco a mare di un impervia valle, il canale Malfidano, che ha dato il nome alla più importante miniera della zona.

Cale, coste e spiagge del comune[modifica | modifica sorgente]

Nel litorale del Comune di Buggerru, partendo da nord verso sud, si hanno le seguenti cale, coste e spiagge più conosciute[2]:

  • Spiaggia di Portixeddu - Riu Mannu (cioè: Porticciolo - Rivo Grande)
  • Spiaggia Is Compingius o Is Compinxius (cioè: I Pini)
  • Spiaggia Is Compingieddus o Is Compinxeddus (cioè: I Piccoli Pini)
  • Spiaggia di San Nicolao o San Nicolò
  • Costa di San Nicolao o San Nicolò
  • Cala o Caletta dell'Acquedotto
  • Punta Nido dell'Aquila con alte falesie (fino a 36 m.) e i Fariglioni
  • Costa Nido dell'Aquila
  • Cala o Spiaggia di Buggerru
  • Marina e Porto di Buggerru
  • Costa di Pranu Sartu (cioè: Piano dell'Agro) con alte falesie (fino a 122 m.) e i Fariglioni
  • Grotta Azzurra
  • Costa Punta Su Zippiri (cioè: Punta del Rosmarino) con alte falesie (fino a 111 m.)
  • Costa Punta Toppi Vacca o Punta Toppi Bacca (cioè: Punta Pube della Vacca) con alte falesie (fino a 104 m.)
  • Caletta di Cala Domestica o Sa Caletta
  • Cala Domestica spiaggia

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia mineraria della Sardegna e Eccidio di Buggerru.

La sua nascita, nel 1864, è legata alle vicende minerarie della Sardegna sud-occidentale.

Guardando l'evoluzione demografica del paese si può notare come, agli inizi del XX secolo, la popolazione di Buggerru fosse addirittura cinque volte quella attuale; questo perché in quegli anni la cittadina viveva il periodo più florido delle sue miniere. In quel periodo il paese veniva chiamato «petite Paris» ovvero "piccola Parigi" in quanto i dirigenti minerari che si erano trasferiti nel borgo minerario con le rispettive famiglie avevano ricreato un certo ambiente culturale[3]. Fra questi Achille Georgiades, un greco di Costantinopoli arrivato in Sardegna nel 1903 per dirigere le miniere della Societé des mines de Malfidano di Parigi, la cui Sede operativa in Sardegna era Buggerru. C'era anche il francese Georges Perrier che gestiva un cinema; inoltre in paese vi erano anche un teatro ed un circolo riservato alla ristretta élite dei dirigenti della società francese. Dall'altra parte c'erano i minatori che lavoravano in condizioni disumane, sottopagati e costretti a turni di lavoro massacranti, spesso vittime di incidenti mortali sul lavoro; questi erano organizzati nella Federazione dei minatori. Nel 1904, a seguito dell'inasprimento del trattamento imposto dal Georgiades, i minatori si rifiutarono di lavorare e presentarono le loro istanze alla società francese; per tutta risposta questi chiamarono l'esercito che fece fuoco sugli operai uccidendone tre e ferendone molti altri. Quella domenica 4 settembre 1904 sarà ricordata come la data dell'Eccidio di Buggerru, per il quale sarà fatto il primo sciopero generale in Italia[4].

Si è costituito in comune autonomo nel 1960 con la frazione omonima staccata dal comune di Fluminimaggiore.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

  • Canyon di Malfidano
  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista.
  • Dopolavoro minerario
  • Galleria Henry.
  • Grotta de S'Aqua Gelada
  • Miniera di Malfidano.
  • Museo civico e multimediale del minatore.
  • Palazzina della direzione mineraria.
  • Palazzina Beni Beni o Villa degli Ospiti.
  • Piani inclinati, decauville e sentieri minerari.
  • Scavi di Planu Sartu.
  • Torre di Cala Domestica.
  • Torretta Ex Bà.
  • Vecchia centrale elettrica.
  • Vecchio villaggio minerario di Caitas (ruderi).
  • Vecchio villaggio minerario di Malfidano (ruderi).
  • Vecchio villaggio minerario di Planedda (ruderi).
  • Vecchio villaggio minerario di Monte Regio (ruderi).

Miniere[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale di Buggerru sono presenti le seguenti miniere dismesse:

  • Miniera di Canalgrande.
  • Miniera di Cumpingeddus.
  • Miniera di Genna Arenas - monte Regio (monte Rexi o Rexio).
  • Miniera di Lisandrus-San Nicolò.
  • Miniera di Malfidano.
  • Miniera di monte Segarino.
  • Miniera di Nanni Frau.
  • Miniera di Pira Roma.
  • Miniera di Piscina Morta.
  • Miniera di Planu Dentis (Pranu Dentis).
  • Miniera di Planu Sartu (Pranu Sartu).
  • Miniera di San Luigi.
  • Miniera di Scalittas.
  • Miniera di Su Solu (Su Sollu).

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Febbraio o marzo: Carnevale.
  • Venerdì Santo nel mese di marzo o di aprile.
  • Sagra del Pesce, giugno-luglio. Si svolge durante la stagione turistica ed è possibile gustare i pesci della pesca locale.
  • Festa di San Giovanni Battista, 24-26 giugno (festa patronale). Manifestazioni civili e religiose con un'interessante processione nel paese.
  • Festa di San Pietro, 29-30 giugno. Barcheggiata di San Pietro. Oltre alle manifestazioni religiose prevede un'interessante processione di barche a mare.
  • Ferragosto Buggerraio, 15 agosto. Comprende manifestazioni con attività culturali, sportive e folkloristiche.
  • Commemorazione eccidio di Buggerru (1904), 4 settembre.

Persone legate a Buggerru[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale sono presenti le frazioni e località di Cala Domestica, Grugua (o Salto di Gessa), Malfidano, Planu Sartu (o Pranu Sartu), Portixeddu, San Nicolao (o San Nicolò) e Scalittas.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Nei mesi estivi Buggerru è una meta turistica molto apprezzata grazie agli ex siti minerari ed alle sue rinomate spiagge.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Buggerru che milita nel girone B sardo di 2ª Categoria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b [1] - Popolazione residente al 31 agosto 2012.
  2. ^ Salvatore Colomo, Sardegna - Guida alle Coste, Cagliari, Società Editrice L'Unione Sarda, 2010.
  3. ^ Storia del paese. URL consultato il 15 agosto 2008.
  4. ^ Giuseppe Farris, Bloody Sunday a Buggerru in il manifesto, 3 settembre 2004. URL consultato il 24 ottobre 2012.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • F. Fois, Torri spagnole e forti piemontesi in Sardegna, Cagliari, La Voce Sarda, 1981.
  • G. Montaldo, Le torri costiere in Sardegna, Sassari, Carlo Delfino, Sassari 1992.
  • F. Russo, La difesa costiera del Regno di Sardegna dal XVI al XIX secolo, Roma, Stato maggiore dell'Esercito, Ufficio storico, 1992.
  • S. Mezzolani-A. Simoncini, Sardegna da salvare. Paesaggi e architettura delle miniere, Nuoro, Archivio fotografico Sardo, 1993, pp. 194-212.
  • F. Masala, "Gli insediamenti minerari. Forme, architetture, problemi", in Le città di fondazione in Sardegna, a cura di A. Lino, Cagliari, Cuec, 1998, pp. 36-50.
  • M. Rassu, Guida alle torri e forti costieri, Cagliari, Artigianarte, Cagliari 2000.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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