San Giovanni Suergiu

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San Giovanni Suergiu
comune
San Giovanni Suergiu – Stemma
Chiesa di Santa Maria di Palmas
Chiesa di Santa Maria di Palmas
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Carbonia-Iglesias-Stemma.png Carbonia-Iglesias
Sindaco Federico Palmas (Lista Civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 39°07′00″N 8°31′00″E / 39.116667°N 8.516667°E39.116667; 8.516667 (San Giovanni Suergiu)Coordinate: 39°07′00″N 8°31′00″E / 39.116667°N 8.516667°E39.116667; 8.516667 (San Giovanni Suergiu)
Altitudine 16 m s.l.m.
Superficie 70,63 km²
Abitanti 6 040[1] (31-12-2010)
Densità 85,52 ab./km²
Frazioni Matzaccara, Is Urigus, Palmas.
Comuni confinanti Carbonia, Giba, Portoscuso, Sant'Antioco, Tratalias
Altre informazioni
Cod. postale 09010
Prefisso 0781
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 107017
Cod. catastale G287
Targa CI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona B, 766 GG[2]
Nome abitanti sangiovannesi (santuannesus)
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
San Giovanni Suergiu
Posizione del comune di San Giovanni Suergiu all'interno della provincia di Carbonia-Iglesias
Posizione del comune di San Giovanni Suergiu all'interno della provincia di Carbonia-Iglesias
Sito istituzionale

San Giovanni Suergiu (Santu Juanni Sruexu in sardo) è un comune italiano di 6.040 abitanti della provincia di Carbonia-Iglesias, nella regione del Sulcis[3].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

San Giovanni Suergiu si trova nel Sulcis, a circa 70 km a ovest di Cagliari e a circa 5 a sud di Carbonia. Dal punto di vista morfologico il territorio è pianeggiante, il comune si trova infatti nella piana che termina nella vicina laguna di Sant'Antioco (alcune frazioni, come Matzaccara e Santa Caterina, sorgono proprio a ridosso di essa). I pochi modesti rilievi che si riscontrano nel territorio comunale si trovano a Nord-Est dell'abitato: la punta maggiore è quella del monte San Giovanni (332 m), al confine con Carbonia, poi il Pizzo Bianco (315 m) al confine col comune di Tratalias e Punta 'e Mesu (276 m). Tra i fiumi da segnalare il rio Palmas, che sfocia non lontano dalle saline di Sant'Antioco.

Cale, coste e spiagge del Comune[modifica | modifica sorgente]

Nel litorale del Comune di San Giovanni Suergiu, partendo da nord verso sud, si hanno le seguenti cale, coste e spiagge più conosciute[5]:

  • Costa e porticciolo Bruncu Teula (cioè: Promontorio di Tegola)
  • Costa Corongiualis (cioè: Rialti o Terreni gibbosi)
  • Costa Su Piccinnu Mortu (cioè: Il Piccino Morto)
  • Spiaggia Porto Botte
  • Costa S'Aqua 'e Ferru (cioè: L'Acqua di Ferro)
  • Costa Punta Sa Guardia de Sa Perda (cioè: Punta La Guardia della Pietra)
  • Costa S'Ega Manna (cioè: La Valle [acquitrinosa] Grande)
  • Spiaggia esterna di Punta Trettu (cioè: Punta Dritta)
  • Spiaggia interna di Punta Trettu (cioè: Punta Dritta)
  • Costa Punta Trettu (cioè: Punta Dritta)
  • Costa Guardia Craboni (cioè: Guardia del Carbone)
  • Costa S'Aqua Salida (cioè: L'Acqua Salata)
  • Costa Sa Terredda (cioè: Piccola Terra)
  • Spiaggia Su Cadelanu o Su Caderanu (cioè: La Blatta)

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio sangiovannese fu abitato già in era prenuragica, punica e romana, come dimostrano vari siti e reperti rinvenuti nell'area. Di particolare interesse sono le domus de janas di Is Locci Santus, sull'omonimo colle che si affaccia sulla laguna. Sono ancora visibili anche le tracce della civiltà nuragica con i nuraghi di Is Meurras (punto di confine dei territori comunali di Tratalias e Giba) e di Craminalana (Tratalias). In quest'ultimo sito sono presenti anche diverse tombe dei Giganti, attualmente non visitabili. Il località Sa Guardiedda, sul litorale della laguna in posizione intermedia fra Solki e la fortezza di Monte Sirai, nel periodo fenicio-punico venne costruito un attracco ancora visibile.

Costume tradizionale di San Giovanni Suergiu

Nel periodo bizantino si insediarono tre comunità di monaci che vi costruirono tre conventi: a Palmas, a Suergiu e a Matzaccara, dei quali non restano tracce evidenti. È a quel periodo che si può far risalire la nascita di Villa di Palmas di Sols, poi appartenente alla curatoria del Sulcis del giudicato di Cagliari. È però del 1066 il primo documento esistente negli archivi che attesta la presenza dei monaci nel territorio. In quell'anno infatti, Vera, la moglie di Torchitorio giudice di Cagliari, offrì ai monaci benedettini di Monte Cassino, sei chiese del Sulcis, fra cui Santa Maria di Palmas. Da cui si può dedurre che sia Palmas che la chiesa di Santa Maria siano state costruite in date antecedenti il 1066. Successivamente la Chiesa fu donata ai monaci di San Vittore di Marsiglia (1098), dal Giudice Costantino, figlio di Torchitorio, che la tolse ai cassinesi senza l'assenso del Vescovo. Solo una decina d'anni dopo, il Papa Pasquale II la restituì al Vescovo diocesano. Causa le ripetute incursioni barbaresche che terrorizzavano e depredavano di ogni bene tutto il territorio che si affacciava al golfo di Palmas, la villa fu popolata da tante famiglie che abbandonarono la vicina Sulcis-Sant'Antioco. Nel 1258 la villa passò sotto il controllo di Ugolino della Gherardesca, e successivamente alla sua morte fu oggetto di vari passaggi di proprietà e di contese che ne provocarono la decadenza.

Ripopolatasi progressivamente dal Settecento, nell'area della vecchia Palmas di Sols si formarono vari medaus e furriadroxius, piccoli borghi che divennero il nucleo della Palmas conosciuta sino alla seconda metà del Novecento. Il territorio nel corso degli anni continuò a popolarsi, sino a diventare comune nel 1853.

A pochi chilometri di distanza da Palmas intanto altri medau si stavano progressivamente unendo intorno a quello di Suergiu (all'epoca frazione di Palmas), boddeu sorto anch'esso presumibilmente nel periodo bizantino attorno alla chiesa ai piedi dell'omonimo colle, intitolata a San Giovanni Battista, mentre non resta traccia della chiesetta di San Pietro, presente soltanto nelle testimonianze orali di qualche anziano vissuto nella zona. Significativa, in tal senso è però la presenza in quella zona di attuali toponimi come S'Arriu de Santu Perdu (rio San Pietro) e anche "Su campusantu de Santu Perdu (il cimitero di San Pietro), in uso sino alla prima metà del Novecento e successivamente abbandonato. Mentre resta da stabilire dove fosse ubicato il convento, anche se appare logico localizzarlo in quell'areale per la presenza del fiume, indispensabile per l'utilizzo agricolo dei terreni da parte dei monaci. Dopo il cosiddetto ripopolamento avvenuto alla fine del Settecento, con l'unione dell'abitato costituito dall'antico boddeu e dal vicino medau di Is Mereus (dove attualmente c'è la via Regina Margherita) e la costruzione di nuove abitazioni lungo la nuova strada reale denominata "Obbligatoria" per S.Antioco, si formava progressivamente l'attuale centro cittadino, dove il Re trasferì con decreto dell’11 marzo 1863 la sede del Comune. Tale atto poté compiersi però concretamente solo nel 1889, anno di ultimazione del nuovo municipio. Da allora il Comune prese il nome di Palmas Suergiu.

La stazione FMS di Palmas Suergiu durante l'attività. I treni attraversarono il centro sulcitano sino al 1974

Nella prima metà del Novecento Palmas Suergiu fu interessata a un rapido sviluppo industriale, che interruppe la monoeconomia agro pastorale sino ad allora presente. Nacquero così la centrale elettrica di Santa Caterina e gli impianti di raffinazione del carbone e di lavorazione del magnesio della SAMIS (trasferiti però a Sant'Antioco negli anni trenta). Oltre a ciò la costruzione della rete delle Ferrovie Meridionali Sarde fece della stazione di Palmas Suergiu il principale scalo ferroviario del Sulcis dell'epoca, in quanto da qui si diramavano le linee per Iglesias, per Siliqua e per Calasetta (linee poi chiuse nel 1974). Dal punto di vista agricolo l'INPS bonificò una larga fetta di territorio paludoso nella zona tra Suergiu e Palmas (divenuta frazione), stabilendovi un'importante azienda agraria. Tutti questi insediamenti produttivi portarono a un incremento della popolazione, con un flusso migratorio proveniente anche da oltre Tirreno, facilitato inoltre anche dal grande sviluppo che i vicini bacini carboniferi sulcitani stavano vivendo in quell'epoca.

Nel dopoguerra, nel 1952 al comune fu data l'attuale denominazione di San Giovanni Suergiu. L'attuale toponimo unisce il nome del patrono cittadino, a cui era intitolata l'antica chiesa di San Giovanni Battista, con quello di Suergiu, uno dei medau attorno al quale si era sviluppato il centro, che a sua volta traeva il suo nome dal vicino monte Suergiu, così chiamato per la presenza di querce da sughero sul colle in passato[6]. La costruzione dell'invaso di Monte Pranu, nella vicina Tratalias, portò nel 1962 all'abbandono dell'originaria Palmas da parte dei suoi abitanti (trasferitisi a pochi chilometri di distanza nell'omonima nuova frazione), a causa delle infiltrazioni d'acqua che dalla diga avevano minato le fondamenta delle abitazioni (successivamente demolite) di questo e di altri borghi vicini.

La progressiva crisi del settore estrattivo e industriale sulcitano costrinse a emigrare molti sangiovannesi, fenomeno in parte placato con la costruzione del polo industriale di Portovesme.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Giovanni Battista (1959): l'attuale chiesa del centro sangiovannese fu costruita nella piazza 4 novembre, di fronte al municipio. Opera dell'architetto Di Tomassi, si distingue per lo stile moderno e per il campanile a pianta quadrata. Su una facciata è presente un mosaico realizzato da Filippo Figari.
  • Chiesa di Santa Maria di Palmas (XII secolo): chiesa romanica pisana, sita in campagna a poca distanza dalla Statale 195, nell'area di Palmas Vecchia, di cui era il principale luogo di culto.
  • Vecchia Chiesa di San Giovanni Battista (XIV secolo): situata in via Garibaldi, questa chiesa, di cui oggi rimangono soltanto la facciata e un muro, fu costruita in stile tardo-romanico. Attorno ad essa si sviluppò il nucleo originario di quello che oggi è l'abitato principale di San Giovanni Suergiu, e fu attiva come chiesa parrocchiale sino al 1936.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Castello di Palmas (XI secolo): castello, di cui oggi restano solo alcuni ruderi, fatto erigere dai giudici di Cagliari nei dintorni della allora Palmas di Sols a scopi difensivi.
  • Postazioni contraerea (XX secolo): resti di alcune fortificazioni antiaeree utilizzate nella seconda guerra mondiale, site ai piedi dei colli a ovest dell'abitato, a poca distanza dal nuraghe Craminalana.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Domus de janas della necropoli di Is Loccis Santus

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

  • Punt'e Trettu: promontorio sulla laguna di Sant'Antioco dotato inoltre di un'ampia pineta.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Azienda Agraria INPS
  • Bruncu Teula
  • Campu Frassoi
  • Is Achenzas
  • Is Collus
  • Is Cordeddas
  • Is Gannaus
  • Is Imperas
  • Is Loccis
  • Is Loccis Diana
  • Is Loccis Santus
  • Is Massaius
  • Is Melonis
  • Is Pes
  • Is Pistis
  • Is Pitzus
  • Is Pusceddus
  • Is Scarteddus
  • Is Urigus: Località posta al confine con la frazione carboniense di Is Gannaus, a circa 3 km a nord del centro sangiovannese.
  • Luxia Collu
  • Matzaccara: Frazione distante circa 8 km da San Giovanni Suergiu, e poco distante da Punt’e Trettu
  • Palmas: Borgo sorto negli anni sessanta per accogliere gli abitanti dell'omonima frazione demolita in seguito al dissesto causato dalle infiltrazioni d'acqua proveniente dall'invaso di Monte Pranu, sorge a circa 3 km di distanza dal centro principale.
  • Piscinì
  • Sa Carabia
  • Santa Caterina

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia del comune è ancora basata in buona parte sull'agricoltura e sull'allevamento. Tuttavia un importante ruolo rivestono la piccola industria (sebbene non più presente come nei decenni precedenti) e il settore terziario.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

San Giovanni Suergiu è raggiungibile attraverso:

Autolinee[modifica | modifica sorgente]

Il collegamento con il resto della provincia, coi capoluoghi di quest'ultima e con Cagliari dagli autobus dell'ARST. Quest'azienda effettua anche le autolinee sostitutive delle linee ferroviarie che sino agli anni settanta collegavano San Giovanni Suergiu col resto del Sulcis.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Francesco Floris (a cura di), La Grande Enciclopedia della Sardegna - 8° volume (PDF), Sassari, Editoriale La Nuova Sardegna, 2007, p. 216. URL consultato il 27 febbraio 2010.
  4. ^ Classificazione sismica, Protezione Civile. URL consultato il 14 gennaio 2009.
  5. ^ Salvatore Colomo, Sardegna - Guida alle Coste, Cagliari, Società Editrice L'Unione Sarda, 2010.
  6. ^ San Giovanni Suergiu. URL consultato il 27 gennaio 2009.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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