Tomba dei giganti

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Coordinate: 39°56′13″N 8°54′46″E / 39.936944°N 8.912778°E39.936944; 8.912778[1]

Le tombe dei giganti (tumbas de sos gigantes in lingua sarda) sono monumenti funerari costituiti da sepolture collettive appartenenti alla età nuragica (II millennio a.C.) e presenti in tutta la Sardegna. Sono delle costruzioni a pianta rettangolare absidata, edificate mediante dei monoliti di pietra di grandi dimensioni conficcati nella terra.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Modello 3D della tipologia di tomba dei giganti ad esedra con arco centinato.
Modello 3D della tipologia di tomba dei giganti ad esedra con arco centinato.
Modello 3D della tipologia di tomba dei giganti ad esedra con arco centinato.
Modello 3D della tipologia di tomba dei giganti ad esedra con arco centinato.
Modello 3D della tipologia di tomba dei giganti ad esedra con arco centinato (sezione).

Questi particolari sepolcri consistono essenzialmente in una camera funeraria lunga sino a 30 metri e alta sino a 3 metri. In origine l'intera struttura veniva ricoperta da un tumulo somigliante più o meno ad una barca rovesciata. La parte frontale della struttura è delimitata da una sorta di semicerchio, quasi a simboleggiare le corna di un toro, e nelle tombe più antiche, al centro del semicerchio è posizionata una stele alta in alcuni casi fino a 4 metri, finemente scolpita e fornita di una piccola apertura alla base che - si suppone - veniva chiusa da un masso, e tramite la quale si accedeva alla tomba. In quella età pensavano che il toro e la madre natura si accoppiassero per poi dare vita ai defunti nell'aldilà. Nelle vicinanze dell'ingresso veniva eretto un betilo (o betile) a simboleggiare - si pensa - gli dei o gli antenati che vegliavano sui morti.

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei secoli la tomba dei giganti mantenne inalterata la pianta a protome taurina o a nave capovolta, ma per la sua costruzione furono progressivamente applicate le tecniche architettoniche impiegate nello sviluppo di pozzi sacri e nuraghi. Il primo tipo di tomba dei giganti è il cosiddetto "tipo dolmenico" dotato della tipica stele centinata raramente monolitica e più sovente bilitica. Successiva a questa tipologia è il tipo a filari con esedra non più caratterizzata dalla presenza della stele e delle ali dell'esedra con massi conficcati a coltello, ma di una muratura a filari orizzontali; in questo caso i massi sono lievemente squadrati. La successiva evoluzione consiste nella applicazione della isodomia rilevata già in vari nuraghi e pozzi sacri. A questa tipologia appartengono due sottotipi: la tomba con portello centrale architravato e la tomba con portello ricavato in una lastra trapezoidale.[2]

Funzione[modifica | modifica wikitesto]

Dorgali, tomba dei giganti di Sa Ena 'e Thomes

I membri della tribù, del clan o del villaggio, venivano a rendere omaggio ai morti della comunità, senza distinzione di rango, senza particolari privilegi e senza apportare offerte di valore. Erano infatti degli ossari nei quali depositare le spoglie dei defunti una volta che queste erano divenute degli scheletri. Molto probabilmente venivano scarnificate prima della sepoltura (sono state rinvenute tracce di questa pratica sulle ossa), e venivano seppellite quando raggiungevano un numero consistente. I culti legati alle tombe di giganti sono da collegarsi al dio Toro e alla dea Madre e, secondo alcune ipotesi[3], la forma della costruzione richiama sia ad una testa bovina sia ad una partoriente (la morte era infatti legata alla nascita secondo il principio della rinascita)[4]. I sepolcri e le necropoli divennero - nel tempo - sempre più grandi e solo successivamente la tradizione popolare sarda le ha definite domu 'e s'orcu ossia "casa dell'orco", poiché si pensava che il grosso quantitativo di ossa rinvenute al loro interno fossero i resti dei banchetti di un gigante. Il nome è stato poi italianizzato.

Siti principali[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione geografica delle Tombe dei giganti in Sardegna

Si possono trovare disseminate in tutta la Sardegna con una particolare concentrazione nella parte centrale dell'isola dove se ne contano circa la metà; fino all'ultimo censimento del 2003, quelle conosciute sono 800.[5]

Di particolare interesse sono quelle di Capichera, Li Lolghi e Coddu Vecchju, nei pressi di Arzachena, quelle di Madau, vicino Fonni, quelle di Tamuli, con i betili mammellati, nei pressi di Macomer. La più antica tomba dei giganti esistente in Sardegna, è la tomba denominata Su Cuaddu 'e Nixias, sita nel territorio di Lunamatrona (VS). Raro esempio di tomba dei giganti con stele centinata nel centro-sud dell'isola, la sua costruzione è databile ai secoli 1700-1600 a.C.

Le principali tombe di giganti sono:


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Coordinate tratte da OpenStreetMap (node ID)
  2. ^ Caterina Bitichesu, Le tombe di Giganti. URL consultato il 14 novembre 2009.
  3. ^ Montalbano
  4. ^ Le tombe di Giganti. URL consultato il 14 novembre 2009.
  5. ^ Isabella Atzeni, Aspetti e problematiche del rituale funarario di età nuragica in Univ. Sassari, Corso di laurea magistrale in Archeologia e Scienze dell'antichità, www.Accademia.edu, 2012, p. 6. URL consultato il 21 dicembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]