Torri costiere della Sardegna

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Le torri costiere della Sardegna, sono un complesso di strutture fortificate che dall’alto medioevo sino alla metà del diciannovesimo secolo, hanno costituito il sistema difensivo, di avvistamento e di comunicazione della fascia costiera dell'isola.

Indice

[modifica] Le origini

Le incursioni corsare e piratesche contro la Sardegna ebbero inizio nell'ottavo secolo. Il primo attacco documentato risale al 705, periodo della dominazione bizantina, nel quale vi furono due incursioni degli arabi ai quali il presidio bizantino, poco numeroso e piuttosto improvvisato non poté in nessun modo opporsi. Oltre che seminare il terrore tra la popolazione inerme ed impreparata, fruttarono un grosso bottino anche in termini di risorse umane, infatti decine di abitanti furono rapiti e ridotti in condizione di schiavitù. Durante i successivi cinquant'anni gli attacchi seguiranno con intensità sempre maggiore: a questo periodo risale la costruzione delle prime torri e castelli lungo le coste della Sardegna.

In seguito anche i Giudicati sardi di Torres, di Cagliari, di Gallura e di Arborea - le forme di governo della Sardegna dall’VIII al XV secolo - e poi le repubbliche marinare di Pisa e di Genova, realizzarono numerose fortificazioni costiere di prima difesa che, all'inizio della dominazione spagnola (1479), ammontavano a circa una sessantina.

Con l'editto del 1502 che decretava la definitiva cacciata dei Moriscos dalla Spagna, la pirateria mediterranea ricevette un forte impulso: nell'Africa settentrionale si riversò un gran numero di musulmani, profughi della Penisola Iberica, i Saraceni si unirono ai Berberi del Nord Africa che già vivevano dei proventi della guerra di corsa e tutta la costa dall'Egitto a Gibilterra, divenne base di operazioni piratesche. Per tutta la prima metà del Cinquecento le incursioni si moltiplicarono portando terrore e distruzione tra le popolazioni costiere della Sardegna e di gran parte di quelle dell'Italia meridionale e della Spagna; addirittura, dal 1522, anno in cui il condottiero turco-ottomano Khayr al-Din detto Barbarossa si riprese la città di Peñón de Vélez de la Gomera - che insieme ad Algeri divenne la principale base dell'attività corsara, gli assalti diventarono pressoché quotidiani. Una lapide ne rammenta una delle tante scorrerie: A 5 de Arbili 1546 esti istada isfatta sa villa de Uras de manus de Turcus e Morus essendi capitanu de Morus Barbarossa ("Il 5 aprile del 1546 è stata distrutta la città di Uras per mano di Turchi e Mori essendo capitano dei Mori Barbarossa").

Il grande pericolo turco-barbaresco e l’estrema vulnerabilità delle coste sarde aumentava dunque il rischio della Corona di Spagna di perdere il controllo dell’isola. A partire dal 1570 iniziò allora a farsi strada l’idea di dotare le coste della Sardegna di una rete di torri simili a quelle di cui erano già provvisti i Regni di Granada e di Valencia e, nel mezzogiorno d’Italia, il Regno di Napoli e la Sicilia e fu probabilmente il saccheggio della città di Quartu Sant'Elena del 1582 da parte dei pirati barbareschi (che giunsero pericolosamente fino alle porte di Cagliari) ad indurre il re Filippo II di Spagna a concretizzare il nuovo progetto difensivo costituendo pochi mesi dopo, per l’occasione, la Reale Amministrazione delle Torri.

[modifica] La Reale Amministrazione delle Torri

Una mappa delle torri costiere del 1720

La Reale Amministrazione delle Torri, nata nel 1583 e paragonabile ad una moderna agenzia, aveva il compito di pianificare la costruzione di nuove torri oltre che provvedere alla loro manutenzione. Aveva inoltre la gestione del loro funzionamento, dall'arruolamento dei soldati al rifornimento delle armi per le guarnigioni. Rientrava tra i compiti istituzionali anche la ricerca dei fondi per il suo finanziamento.

L'amministrazione aveva sede a Cagliari e ne erano a capo, oltre al viceré, due consiglieri (uno per lo stamento del Capo di Sotto, Cagliari, ed uno per quello del Capo di Sopra, Sassari) ed un capitano con funzioni prettamente militari, da cui dipendevano alcaidi, artiglieri e soldati di stanza nelle torri. Il personale civile era composto da un contadore, un segretario ed un clavario, oltre ad un sindaco ed un portiere, per il Capo di Cagliari, ed un pagadore ed uno scrivano per il Capo di Sassari.

La funzione delle torri costiere venne meno nei primi anni del diciannovesimo secolo quando Inghilterra e Russia, intervenendo decisamente presso i bey di Tunisi, Tripoli e Algeri, li costrinsero ad allinearsi ai dettami del Congresso di Vienna che sanciva l’abolizione della schiavitù e, di conseguenza, della pirateria. Coincide infatti col 1815, anno in cui si svolse il Congresso, l’ultima incursione barbaresca nelle coste della Sardegna. La perdita di interesse strategico delle torri comportò conseguentemente una sospensione dei finanziamenti per la loro manutenzione e la stessa Reale Amministrazione delle Torri avvenne soppressa, a firma di Carlo Alberto di Savoia, con Regio Editto del 17 settembre 1842. Secondo una relazione datata 20 marzo 1843, conservata nell'Archivio Storico di Torino, le torri ancora presidiate a quella data assommano a 63.

Soltanto alcune di esse conservarono una certa importanza tanto che vennero utilizzate fino alla Seconda guerra mondiale come presidio doganale o militare, come sede di impianti telemetrici e di segnalazione o di punti di avvistamento ottico. La definitiva dismissione delle torri costiere come sistema difensivo avvenne nel 1989, in concomitanza dell'intesa Stato-Regione.

[modifica] Ubicazione delle torri

L'ubicazione delle torri era imposta sia dalla natura stessa della costa - alta o bassa e di conseguenza diversamente accessibile agli invasori, che dalla presenza di importanti centri rivieraschi, tanto è vero che la densità maggiore di presidi si trova nei golfi di Cagliari, Oristano, Alghero e Asinara, oltre che a Bosa. In questi tratti di litorale le torri erano disposte in punti strategici da cui era possibile scrutare ampi tratti di mare; ciascuna di essere comunicava visivamente con le due adiacenti ed eventualmente, nelle giornate con bassa visibilità, i segnali luminosi potevano essere trasmessi servendosi dell'ausilio di guardie morte situate lungo la traiettoria tra un presidio e l'altro. Oltre ai fuochi segnaletici, costituiti da fiamme o fumate, ci si avvaleva dell'uso di segnali acustici prodotti da corni e campane e l'uso di un codice prestabilito permetteva il passaggio di informazioni piuttosto dettagliate sull'entità dell'eventuale attacco nemico. Per contro un ampio tratto di costa che va da Santa Teresa di Gallura a Siniscola non fu interessato dalla costituzione di una protezione costiera probabilmente per l'assenza di centri urbani importanti o forse per il fatto che la vicinanza della penisola italica fungeva da deterrente alle incursioni.

[modifica] Tipologia delle torri

Tutte le torri (ad eccezione di quella di Porto Torres, che è esagonale, e di quella della Salinas di Muravera, quadrata) hanno una pianta circolare; il 75% di esse hanno una forma, intesa come prospetto, tronco-conica (56%) o cilindrica (19%): una scelta decisamente opportuna in quanto questo modello costruttivo garantiva la migliore resistenza alle sollecitazioni sia statiche che dinamiche; in particolare permetteva una distribuzione più omogenea sulla struttura delle cannonate che arrivavano a segno e quelle che colpivano la parete in maniera obliqua potevano anche risultare non eccessivamente dannose.

La Torre Argentina, Bosa

Altro aspetto che incise sulla scelta di una struttura a sezione circolare fu la ricerca di criteri di massima economicità e questa poteva essere realizzata utilizzando maestranze non specializzate mentre la forma squadrata avrebbe necessariamente richiesto la presenza di maestri scalpellini. Tutti i materiali da costruzione erano, ovviamente, reperiti in loco e la stessa calce per la malta, se non disponibile per mancanza di calcare, piuttosto che essere trasportata da zone distanti, veniva sostituirla con impasti di sabbia e argilla.


Sin dal periodo bizantino le torri si presentavano in tre diverse tipologie:

  • le più grandi e di difesa pesante, come ad esempio la Torre di Calamosca a Cagliari e la Torre Grande ad Oristano, erano dette torri de armas o gagliarde. Erano comandate da un alcalde, che aveva a disposizione un artigliere e quattro soldati, ed erano armate tipicamente di quattro cannoni di grosso calibro, due spingarde e cinque fucili. Le dimensioni medie delle gagliarde erano di circa 17 metri di diamentro per 14 di altezza;
  • quelle di difesa leggera, chiamate senzillas, come la Torre di Chia, Malfatano e Canai, erano presidiate da un alcalde, un artigliere e due o tre uomini, e dotate tipicamente di due cannoni di medio calibro, due spingarde e cinque fucili. Le dimensioni erano di circa 13 metri di diamentro e 10 di altezza;
  • infine, le più piccole, come quelle di De Sa Mora, S.Elia e Lazzaretto, sono le torrezillas e fungevano quasi esclusivamente da punto di osservazione; erano presidiate da due soldati e la dotazione era una spingarda e due fucili. Le dimensioni medie erano di 5 metri di diametro e 7 metri di altezza.

L'accesso alle torri avveniva attraverso una unica apertura posta sino a cinque metri di altezza e vi si accedeva con l'ausilio di semplici scale in corda o a pioli, che all'occorrenza venivavo ritirate all’interno con facilità dai soldati di guardia. Nelle torri più piccole la terrazza, detta piazza d'armi, si raggiungeva con le stesse modalità, mentre nelle senzillas e nelle torrezillas vi si accedeva attraverso scale in muratura poste lungo il muro perimetrale oppure a chiocciola, anch'esse poste a ridosso del muro.

[modifica] Postazioni mobili

A supporto del sistema difensivo fisso vi erano gli atalayas che erano soldati appiedati comandati alla perlustrazione delle porzioni di costa non dotate di torri. Nel periodo piemontese gli atalayas furono sostituiti con un sistema di guardie morte cioè punti di vedetta fissa poste nelle zone elevate e a maggiore visibilità. Vi erano inoltre le ronde marine, composte da tre uomini ciascuna che controllavano tratti prefissati di costa, e i bastonatieri i quali avevano il compito di recarsi, preferibilmente all'alba, in luoghi predeterminati per avvistare eventuali imbarcazioni nemiche. Il termine "bastoniere" deriva da bastone in quanto essi dovevano recarsi nei posti in cui, in precedenza, un funzionario aveva provveduto a depositare un bastone che essi dovevano riportare indietro per dimostrare che effettivamente si erano recati nel luogo prestabilito. Tuttora vi sono dei promontori che conservano la denominazione, come ad esempio Punta Sa Guardia de is Morus (“la guardia al moro“) e Punta Sa Guardia de is Turcus (“la guardia al turco“).

[modifica] Notizie economiche

Come già accennato in precedenza la Reale Amministrazione delle Torri aveva, fra i compiti istituzionali, quello di reperire i fondi per il suo funzionamento e per tale ragione venne istituita una specifica tassa sulle esportazioni di alcuni prodotti a carico delle popolazioni dei centri costieri. Inoltre, i comuni distanti dalla costa sino ad un raggio di qualche decina di chilometri, erano tenuti al versamento all'Amministrazione di quote, a titolo di contributo, per gli innegabili benefici tratti dal loro territorio grazie alla presenza delle torri. Malgrado però gli introiti fossero piuttosto consistenti i rendiconti dell'epoca, per la verita piuttosto generici soprattutto nella parte relativa alle uscite, chiudevano spesso in passivo e ciò comportava periodici aumenti dei dazi e istituzione di nuove tasse; per limitare le spese, nel 1701 venne addirittura presa in considerazione la proposta di "dimezzare la paga ai soldati e di abbandonare alcune torri".

La condizione in cui si trovavano i soldati era pessima, come si può rilevare da un documento del 1798 nel quale il relatore afferma che "lo stipendio è troppo basso perché possano campare" e, più avanti, che "si arruolano solo coloro che sono ridotti alla miseria". La gran parte di loro passava la propria vita negli spazi angusti delle torri, magari nascondendo le eventuali ferite o malattie per paura di essere riconosciuti inabili al servizio e, di conseguenza, "sospesi senza alcuna ricompensa". Sempre sui documenti dell'epoca si può leggere come non fosse improbabile trovare a presidio delle torri soldati di 60, 70 e anche 80 anni.

[modifica] Lo stato di conservazione attuale

Delle centocinque torri risultanti dai numerosi documenti storici, circa il 25 % è andato distrutto o si presenta oggi in forma di rudere, il 35% è in condizioni precarie, mentre il 40%, grazie ai lavori di restauro effettuati, è in buono od ottimo stato, tanto da poter essere visitate all'interno. Dal settembre del 2008 tredici torri costiere sono entrate a far parte del patrimonio della Conservatoria delle Coste grazie ad una delibera della Giunta regionale sarda che ha redatto un primo elenco delle aree di particolare rilevanza paesaggistica e ambientale che vengono affidate alla gestione integrata dell’Agenzia regionale Conservatoria delle coste, per le finalità e alle condizioni previste dalla Convenzione di Barcellona e dalla normativa regionale.


[modifica] Elenco delle torri

Le torri sono elencate seguendo un percorso lungo la costa compiuto in senso orario con partenza dalla città di Cagliari.

Legenda: C. = condizioni, O = ottime, B = buone, M = medie, S = scadenti, R = rudere, D = distrutta, P. = numero di piani
Le torri contrassegnate con l'asterisco fanno parte del patrimonio della Conservatoria delle Coste della Sardegna
Per "anno" non si intende la data di costruzione della torre; viene invece riportato l'anno meno recente della sua esistenza attestato dai documenti storici.

N. Denominazione Pr. Comune Anno C. P. Coordinate
1 Torre della Scafa * CA Cagliari 1639 O 2 39°12′53″N 9°05′47″E / 39.21472°N 9.09639°E / 39.21472; 9.09639
2 Torre Su Loi o degli Ulivi CA Capoterra 1578 S 1 39°07′50″N 9°00′45″E / 39.13056°N 9.0125°E / 39.13056; 9.0125
3 Torre Antigori CA Sarroch 1591 R - 39°05′26″N 9°00′58″E / 39.09056°N 9.01611°E / 39.09056; 9.01611
4 Torre Zavorra CA Sarroch 1578 D - 39°03′25″N 9°02′40″E / 39.05694°N 9.04444°E / 39.05694; 9.04444
5 Torre del Diavolo CA Sarroch 1639 S 1 39°02′37″N 9°02′27″E / 39.04361°N 9.04083°E / 39.04361; 9.04083
6 Torre di San Macario CA Pula 1639 M 1 39°00′14″N 9°01′56″E / 39.00389°N 9.03222°E / 39.00389; 9.03222
7 Torre del Coltellazzo o di Sant'Efisio CA Pula 1639 O 2 38°59′04″N 9°01′12″E / 38.98444°N 9.02°E / 38.98444; 9.02
8 Torre di Cala d'Ostia CA Pula 1600 B - 38°57′12″N 8°57′47″E / 38.95333°N 8.96306°E / 38.95333; 8.96306
9 Torre di Baia di Chia * CA Domus de Maria 1639 B 1 38°53′43″N 8°53′06″E / 38.89528°N 8.885°E / 38.89528; 8.885
10 Torre di Capo Spartivento CA Domus de Maria 1639 D - -
11 Torre di Capo Malfatano * CA Teulada 1639 B 1 38°53′12″N 8°48′03″E / 38.88667°N 8.80083°E / 38.88667; 8.80083
12 Torre di Pixini * CA Teulada 1639 B 1 38°54′15″N 8°46′40″E / 38.90417°N 8.77778°E / 38.90417; 8.77778
13 Torre del Budello * CA Teulada 1601 B 1 38°55′57″N 8°43′22″E / 38.9325°N 8.72278°E / 38.9325; 8.72278
14 Torre di Porto Scuro * CA Teulada 1601 S 1 38°53′56″N 8°39′58″E / 38.89889°N 8.66611°E / 38.89889; 8.66611
15 Torre di Cala Piombo CA Teulada 1639 R - 38°53′47″N 8°37′16″E / 38.89639°N 8.62111°E / 38.89639; 8.62111
16 Torre di Porto Pino CI Sant'Anna Arresi 1785 D - 38°57′28″N 8°35′16″E / 38.95778°N 8.58778°E / 38.95778; 8.58778
17 Torre di Palmas CI Giba 1577 R - 39°03′32″N 8°34′49″E / 39.05889°N 8.58028°E / 39.05889; 8.58028
18 Torre di Cannai CI Sant'Antioco 1746 O 1 38°58′07″N 8°26′34″E / 38.96861°N 8.44278°E / 38.96861; 8.44278
19 Torre di Calasetta CI Calasetta 1746 O 1 39°06′35″N 8°21′59″E / 39.10972°N 8.36639°E / 39.10972; 8.36639
20 Torre San Vittorio CI Carloforte 1767 O - 39°08′14″N 8°18′42″E / 39.13722°N 8.31167°E / 39.13722; 8.31167
21 Torre di Portoscuso CI Portoscuso 1577 O 1 39°12′17″N 8°22′34″E / 39.20472°N 8.37611°E / 39.20472; 8.37611
22 Torre di Porto Paglia CI Gonnesa 1577 R - 39°15′59″N 8°25′09″E / 39.26639°N 8.41917°E / 39.26639; 8.41917
23 Torre di Fontanamare CI Gonnesa 1799 D - 39°17′35″N 8°26′20″E / 39.29306°N 8.43889°E / 39.29306; 8.43889
24 Torre di Cala Domestica CI Buggerru 1577 B 1 39°22′33″N 8°22′31″E / 39.37583°N 8.37528°E / 39.37583; 8.37528
25 Torre di Flumentorgiu MC Arbus 1577 S 1 39°41′01″N 8°26′43″E / 39.68361°N 8.44528°E / 39.68361; 8.44528
26 Torre di Capo Frasca MC Arbus 1577 M 1 39°45′09″N 8°28′14″E / 39.7525°N 8.47056°E / 39.7525; 8.47056
27 Torre Vecchia di Marceddì OR Terralba 1577 M 1 39°43′44″N 8°30′16″E / 39.72889°N 8.50444°E / 39.72889; 8.50444
28 Torre Grande OR Oristano 1572 M 2 39°54′25″N 8°30′59″E / 39.90694°N 8.51639°E / 39.90694; 8.51639
29 Torre di Cabras OR Cabras 1577 O 1 39°55′13″N 8°30′42″E / 39.92028°N 8.51167°E / 39.92028; 8.51167
30 Torre Pischeredda OR Cabras - O 1 39°55′13″N 8°30′42″E / 39.92028°N 8.51167°E / 39.92028; 8.51167
31 Torre di Capo San Marco OR Cabras 1577 R - 39°51′57″N 8°26′25″E / 39.86583°N 8.44028°E / 39.86583; 8.44028
32 Torre di San Giovanni OR Cabras 1591 O 1 39°52′24″N 8°26′20″E / 39.87333°N 8.43889°E / 39.87333; 8.43889
33 Torre del Seu OR Cabras 1720 B 1 39°53′56″N 8°24′15″E / 39.89889°N 8.40417°E / 39.89889; 8.40417
34 Torre di Sa Mora * OR San Vero Milis 1639 S 1 40°02′02″N 8°22′40″E / 40.03389°N 8.37778°E / 40.03389; 8.37778
35 Torre di Capo Mannu o Sa Mesa Longa* OR San Vero Milis 1639 R - 40°02′40″N 8°23′17″E / 40.04444°N 8.38806°E / 40.04444; 8.38806
36 Torre delle Saline OR San Vero Milis 1639 R - 40°02′04″N 8°24′45″E / 40.03444°N 8.4125°E / 40.03444; 8.4125
37 Torre di Scab'e Sai * OR San Vero Milis 1639 R 1 40°03′08″N 8°26′15″E / 40.05222°N 8.4375°E / 40.05222; 8.4375
38 Torre Su Puttu OR Cuglieri 1639 R 1 40°05′11″N 8°29′22″E / 40.08639°N 8.48944°E / 40.08639; 8.48944
39 Torre di Santa Caterina di Pittinuri OR Cuglieri 1578 M 1 40°06′20″N 8°29′13″E / 40.10556°N 8.48694°E / 40.10556; 8.48694
40 Torre di Capo Nieddu OR Cuglieri 1578 R - 40°09′18″N 8°27′34″E / 40.155°N 8.45944°E / 40.155; 8.45944
41 Torre di Foghe OR Tresnuraghes 1591 S 1 40°10′40″N 8°27′31″E / 40.17778°N 8.45861°E / 40.17778; 8.45861
42 Torre di Ischia Ruja OR Tresnuraghes 1591 S 1 40°11′47″N 8°28′01″E / 40.19639°N 8.46694°E / 40.19639; 8.46694
43 Torre di Colombargia OR Tresnuraghes 1577 M 1 40°13′47″N 8°27′46″E / 40.22972°N 8.46278°E / 40.22972; 8.46278
44 Torre di Bosa OR Bosa 1572 O 1 40°17′16″N 8°28′28″E / 40.28778°N 8.47444°E / 40.28778; 8.47444
45 Torre Argentina OR Bosa 1578 M 1 40°19′11″N 8°26′39″E / 40.31972°N 8.44417°E / 40.31972; 8.44417
46 Torre di Badde Jana SS Alghero 1639 R - 40°26′46″N 8°23′47″E / 40.44611°N 8.39639°E / 40.44611; 8.39639
47 Torre di Poglina o della Speranza SS Alghero 1572 R 1 40°30′02″N 8°20′25″E / 40.50056°N 8.34028°E / 40.50056; 8.34028
48 Torre di Capo Galera o del Lazzaretto SS Alghero 1572 O 1 40°34′38″N 8°14′51″E / 40.57722°N 8.2475°E / 40.57722; 8.2475
49 Torre di Punta Giglio SS Alghero 1572 D - 40°34′7″N 8°12′14″E / 40.56861°N 8.20389°E / 40.56861; 8.20389
50 Torre di Porto Conte SS Alghero 1572 B 1 40°35′38″N 8°15′16″E / 40.59389°N 8.25444°E / 40.59389; 8.25444
51 Torre di Tramariglio SS Alghero 1591 B 1 40°35′15″N 8°10′18″E / 40.5875°N 8.17167°E / 40.5875; 8.17167
52 Torre del Buru SS Alghero 1572 M 1 40°34′21″N 8°09′55″E / 40.5725°N 8.16528°E / 40.5725; 8.16528
53 Torre della Pegna * SS Alghero 1572 S 1 40°35′47″N 8°08′57″E / 40.59639°N 8.14917°E / 40.59639; 8.14917
54 Torre del Porticciolo SS Alghero 1572 O 1 40°38′39″N 8°11′12″E / 40.64417°N 8.18667°E / 40.64417; 8.18667
55 Torre Bantine Sale SS Sassari 1572 R - 40°40′42″N 8°11′50″E / 40.67833°N 8.19722°E / 40.67833; 8.19722
56 Torre Bianca o di Airadu SS Sassari 1572 S 1 40°41′22″N 8°12′07″E / 40.68944°N 8.20194°E / 40.68944; 8.20194
57 Torre Negra SS Sassari 1578 B 1 40°41′21″N 8°11′53″E / 40.68917°N 8.19806°E / 40.68917; 8.19806
58 Torre del Falcone SS Stintino 1577 B 1 40°57′22″N 8°11′49″E / 40.95611°N 8.19694°E / 40.95611; 8.19694
59 Torre della Pelosa SS Stintino 1578 M 1 40°58′16″N 8°12′25″E / 40.97111°N 8.20694°E / 40.97111; 8.20694
60 Torre dell'Isola Piana SS Porto Torres 1572 M 2 40°58′53″N 8°13′10″E / 40.98139°N 8.21944°E / 40.98139; 8.21944
61 Torre di Trabucato (Asinara) SS Porto Torres 1639 B - 41°03′11″N 8°19′41″E / 41.05306°N 8.32806°E / 41.05306; 8.32806
62 Torre di Cala d'Oliva (Asinara) SS Porto Torres 1639 M - 41°04′44″N 8°20′07″E / 41.07889°N 8.33528°E / 41.07889; 8.33528
63 Torre di Cala d'Arena (Asinara) SS Porto Torres 1720 S - 41°06′35″N 8°19′41″E / 41.10972°N 8.32806°E / 41.10972; 8.32806
64 Torre delle Saline SS Stintino 1572 M 2 40°54′41″N 8°13′58″E / 40.91139°N 8.23278°E / 40.91139; 8.23278
65 Torre del Porto SS Porto Torres 1572 O 2 40°50′23″N 8°24′05″E / 40.83972°N 8.40139°E / 40.83972; 8.40139
66 Torre di Abbacurrente SS Porto Torres 1577 B 1 40°49′16″N 8°27′15″E / 40.82111°N 8.45417°E / 40.82111; 8.45417
67 Torre di Frigiano SS Castelsardo 1577 S 1 40°54′52″N 8°42′11″E / 40.91444°N 8.70306°E / 40.91444; 8.70306
68 Torre di Isola Rossa OT Trinità d'Agultu 1578 O 1 41°00′54″N 8°52′21″E / 41.015°N 8.8725°E / 41.015; 8.8725
69 Torre di Vignola OT Aglientu 1572 B 1 41°07′53″N 9°03′21″E / 41.13139°N 9.05583°E / 41.13139; 9.05583
70 Torre di Santa Reparata OT Santa Teresa G. 1639 D - -
71 Torre di Santa Teresa OT Santa Teresa G. 1577 O 1 41°14′45″N 9°11′33″E / 41.24583°N 9.1925°E / 41.24583; 9.1925
72 Torre di San Giovanni di La Caletta NU Posada 1591 B 1 40°36′56″N 9°45′09″E / 40.61556°N 9.7525°E / 40.61556; 9.7525
73 Torre di Santa Lucia NU Siniscola 1639 B - 40°34′57″N 9°46′39″E / 40.5825°N 9.7775°E / 40.5825; 9.7775
74 Torre di Santa Maria Navarrese * OG Baunei 1591 O 2 39°59′19″N 9°41′28″E / 39.98861°N 9.69111°E / 39.98861; 9.69111
75 Torre Spagnola di Arbatax OG Tortolì 1572 O 2 39°56′13″N 9°42′23″E / 39.93694°N 9.70639°E / 39.93694; 9.70639
76 Torre di Capo Bellavista OG Tortolì 1639 D - 39°55′40″N 9°42′44″E / 39.92778°N 9.71222°E / 39.92778; 9.71222
77 Torre di San Gemiliano OG Tortolì 1639 B 1 39°55′09″N 9°42′12″E / 39.91917°N 9.70333°E / 39.91917; 9.70333
78 Torre di Barì OG Bari Sardo 1639 O 1 39°49′51″N 9°40′59″E / 39.83083°N 9.68306°E / 39.83083; 9.68306
79 Torre di San Giovanni di Sarrala OG Tertenia 1639 B 2 39°40′06″N 9°39′33″E / 39.66833°N 9.65917°E / 39.66833; 9.65917
80 Torre di Murtas CA Villaputzu 1798 B 1 39°33′06″N 9°38′58″E / 39.55167°N 9.64944°E / 39.55167; 9.64944
81 Torre di San Lorenzo CA Villaputzu 1639 S 1 39°29′25″N 9°38′28″E / 39.49028°N 9.64111°E / 39.49028; 9.64111
82 Torre Morta o di Monte Rosso CA Villaputzu 1578 S 1 39°27′40″N 9°38′31″E / 39.46111°N 9.64194°E / 39.46111; 9.64194
83 Torre di Porto Corallo CA Villaputzu 1639 O 1 39°26′21″N 9°38′10″E / 39.43917°N 9.63611°E / 39.43917; 9.63611
84 Torre della Porta o dei Dieci Cavalli CA Muravera 1720 S 1 39°23′34″N 9°36′24″E / 39.39278°N 9.60667°E / 39.39278; 9.60667
85 Torre Salinas CA Muravera 1720 S 2 39°21′56″N 9°36′06″E / 39.36556°N 9.60167°E / 39.36556; 9.60167
86 Torre di Monte Ferru - Capo Ferrato CA Muravera 1639 B 1 39°18′16″N 9°36′11″E / 39.30444°N 9.60306°E / 39.30444; 9.60306
87 Torre di Cala Pira CA Castiadas 1639 B 1 39°10′23″N 9°34′29″E / 39.17306°N 9.57472°E / 39.17306; 9.57472
88 Torre di San Luigi CA Villasimius 1639 S 1 39°08′35″N 9°36′25″E / 39.14306°N 9.60694°E / 39.14306; 9.60694
89 Torre di Porto Giunco CA Villasimius 1578 M 1 39°06′38″N 9°31′18″E / 39.11056°N 9.52167°E / 39.11056; 9.52167
90 Torre dell'Isola dei Cavoli CA Villasimius 1591 M 2 39°05′19″N 9°32′01″E / 39.08861°N 9.53361°E / 39.08861; 9.53361
91 Torre di Cala Caterina CA Villasimius 1581 D - 39°06′14″N 9°30′49″E / 39.10389°N 9.51361°E / 39.10389; 9.51361
92 Fortezza Vecchia CA Villasimius 1639 O - 39°07′00″N 9°30′13″E / 39.11667°N 9.50361°E / 39.11667; 9.50361
93 Torre di Capo Boi CA Villasimius 1591 M 1 39°07′32″N 9°26′14″E / 39.12556°N 9.43722°E / 39.12556; 9.43722
94 Torre di Su Fenugu CA Sinnai 1578 M 1 39°08′45″N 9°23′36″E / 39.14583°N 9.39333°E / 39.14583; 9.39333
95 Torre di Cala Regina CA Quartu Sant'Elena 1578 M 1 39°10′42″N 9°21′12″E / 39.17833°N 9.35333°E / 39.17833; 9.35333
96 Torre di Mortorio CA Quartu Sant'Elena 1591 R - 39°11′55″N 9°19′27″E / 39.19861°N 9.32417°E / 39.19861; 9.32417
97 Torre di Sant'Andrea CA Quartu Sant'Elena 1591 D - 39°12′46″N 9°16′24″E / 39.21278°N 9.27333°E / 39.21278; 9.27333
98 Torre di Foxi CA Quartu Sant'Elena 1578 S 1 39°13′04″N 9°14′41″E / 39.21778°N 9.24472°E / 39.21778; 9.24472
99 Torre di Carcangiolas CA Quartu Sant'Elena 1591 R - 39°13′35″N 9°12′27″E / 39.22639°N 9.2075°E / 39.22639; 9.2075
100 Torre di Mezza Spiaggia CA Cagliari 1591 B 1 39°12′37″N 9°10′15″E / 39.21028°N 9.17083°E / 39.21028; 9.17083
101 Torre del Poetto * CA Cagliari 1591 R 1 39°11′23″N 9°10′05″E / 39.18972°N 9.16806°E / 39.18972; 9.16806
102 Torre di Sant'Elia CA Cagliari 1572 S 1 39°11′23″N 9°10′05″E / 39.18972°N 9.16806°E / 39.18972; 9.16806
103 Torre di Cala Fichera CA Cagliari 1639 D - 39°10′54″N 9°09′37″E / 39.18167°N 9.16028°E / 39.18167; 9.16028
104 Torre di Calamosca o dei Segnali CA Cagliari 1638 O 2 39°11′03″N 9°08′52″E / 39.18417°N 9.14778°E / 39.18417; 9.14778
105 Torre del Prezzemolo o del Lazzaretto * CA Cagliari 1720 B 1 39°11′14″N 9°08′32″E / 39.18722°N 9.14222°E / 39.18722; 9.14222

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Bibliografia

  • Ignoto, Della costruzione e mantenimento delle torri del Regno di Sardegna, 1738
  • Ignoto, Mezzi per affrontare le spese per la costruzione di nuove torri, 1784, Archivio Storico di Torino
  • Ignoto, Piano ragionato per migliorare la difesa del litorale del Regno di Sardegna, 1788, Archivio Storico di Torino
  • Filippo Vivalda, Bilancio e spese per la Reale Amministrazione delle Torri del Regno di Sardegna, 1798, Archivio Storico di Torino
  • Alberto Della Marmora, Proposta per il riordinamento delle torri di Sardegna e di un nuovo servizio costale per quell’isola, Torino, 1849
  • Evandro Pillosu, Le torri litoranee in Sardegna, Cagliari, Tipografia La Cartotecnica, 1957
  • Foiso Fois, Torri spagnole e forti piemontesi in Sardegna, Cagliari, La Voce Sarda, 1981
  • Massimo Guidetti, Storia dei Sardi e della Sardegna: L'età moderna, dagli Aragonesi alla fine del dominio spagnolo, Milano, Editoriale Jaca Book, 1989
  • Gianni Montaldo, Le torri costiere in Sardegna, Sassari, Carlo Delfino, Sassari 1992 - ISBN 88-7138-059-2
  • Flavio Russo, La difesa costiera del Regno di Sardegna dal XVI al XIX secolo, Roma, Stato maggiore dell'Esercito, Ufficio storico, 1992
  • Gianni Montaldo, Forti e Torri Costiere, in Le Architetture fortificate della Sardegna centro-meridionale. Atti della Giornata di Studio, Cagliari 16 ottobre 1999
  • Massimo Rassu, Guida alle torri e forti costieri della Sardegna, Cagliari, Artigianarte, Cagliari 2000
  • Giuseppe Serra, Villasimius - Dalle capanne del Neolitico al paese del Novecento, Dolianova, 2005. ISBN 88-88246-60-6
  • Massimo Rassu, Sentinelle del mare. Le torri della difesa costiera della Sardegna, Cagliari, 2005

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