Quartucciu

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Quartucciu
comune
Quartucciu – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Cagliari-Stemma.png Cagliari
Amministrazione
Sindaco Laura Pulga (lista civica) dall'11/06/2012
Territorio
Coordinate 39°15′00″N 9°11′00″E / 39.25°N 9.183333°E39.25; 9.183333 (Quartucciu)Coordinate: 39°15′00″N 9°11′00″E / 39.25°N 9.183333°E39.25; 9.183333 (Quartucciu)
Altitudine 14 m s.l.m.
Superficie 27,87 km²
Abitanti 13 131[1] (31-12-2013)
Densità 471,15 ab./km²
Frazioni Sant'Isidoro
Comuni confinanti Cagliari, Monserrato, Maracalagonis, Quartu Sant'Elena, Selargius, Settimo San Pietro, Sinnai
Altre informazioni
Cod. postale 09044
Prefisso 070
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 092105
Cod. catastale H119
Targa CA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti quartuccesi o quartucciai
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Quartucciu
Posizione del comune di Quartucciu nella provincia di Cagliari
Posizione del comune di Quartucciu nella provincia di Cagliari
Sito istituzionale

Quartucciu (Quartùcciu[2] o Cuartu Tùcciu o in sardo) è un comune italiano di 13.131 abitanti della provincia di Cagliari in Sardegna. È stato frazione di Cagliari dal 1928 al 1983.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nella zona tra Quartucciu e Quartu esistevano un tempo varie ville col nome Quarto.

L'attuale Quartucciu si trova dove un tempo sorgeva Quarto Suso, chiamato anche Quarto Toto o Quartutxo (da cui poi prese il nome), in quanto gli altri villaggi di nome Quarto vennero fusi nel 1327 insieme al villaggio di Cepola per formare l'attuale città di Quartu Sant'Elena.

Fin dal quinto decennio del V secolo, e cioè ancor prima della caduta dell'Impero romano d'Occidente (476), Quartucciu subì numerosi saccheggi da parte dei Vandali. Durante il medioevo appartenne al Giudicato di Cagliari e in seguito passò poi sotto le dipendenze di Pisa e subito dopo cadde in mano Aragonese.

Nel 1426 la Baronia di Quartu, che comprendeva anche Quartucciu, venne concessa da Alfonso d'Aragona ad Antonio de Sena. Alienata la Baronia ai De Sena nel 1491, il paese fu incorporato pochi anni dopo nel patrimonio regio. I secoli XVI e XVII furono tra i peggiori che il paese abbia mai vissuto, sia per le frequenti incursioni barbariche, sia per la peste che vi dilagò con frequenza.

Agli inizi del secolo XVIII Quartucciu (ancora facente parte della baronia di Quartu), concesso in feudo alla famiglia Pes, andò risollevandosi. Nel 1717 fu occupato assieme a Quartu dalle truppe inviate dall'Alberoni alla riconquista della Sardegna. Passata l'Isola ai Savoia nel 1720, il paese fu confermato come feudo dal re Vittorio Amedeo II e dal re Carlo Emanuele III alla famiglia Pes.

Quartucciu fu sempre comune anche se fece parte del mandamento di Quartu Sant'Elena fino al 1928, anno in cui per virtù dei poteri conferiti al Governo dal Regio Decreto 17 marzo 1927 n. 383, e Regio Decreto 26 aprile 1928 divenne con Pirri, Monserrato e Selargius, frazione di Cagliari. Tornò comune autonomo solo nel 1983.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Tomba dei giganti Sa Dom'è S'Orcu[modifica | modifica sorgente]

Si trova nella località di San Pietro Paradiso e risale al X-VI secolo a.C. È una delle Tombe dei giganti più importanti e meglio conservate in Sardegna e si trova nel parco del monte dei Sette Fratelli (S.S. 125 km 20,200). Ha un impianto a "protome taurina stilizzata" con un corpo rettangolare appena rastremato verso il giro del fondo. Veniva usata per dare sepoltura ai morti e per riti religiosi, come testimoniano i tre pozzetti a nord del monumento.

Scavi archeologici di Pill'è Matta[modifica | modifica sorgente]

Parco archeologico della necropoli di Pill'è Mat(t)a.

Sito archeologico di epoca punico-romana con caratteristiche uniche in Sardegna. Si tratta di una necropoli scoperta per caso nel 2000, durante alcuni lavori nella zona industriale di Quartucciu. Le tombe individuate finora sono già più di 200, e i reperti recuperati più di 2000, tra cui bicchieri, piatti, lucerne. La tipologia delle tombe è varia, tra cui quelle "a fossa" dalla forma rettangolare, o alla "cappuccina" tipica romana, infatti la necropoli è stata frequentata sin dal periodo punico dal IV secolo a.C. sino al V secolo d.C., nel periodo tardo romano. Quasi tutte le sepolture erano intatte, e nessuno sospettava che in questa zona ci fosse una necropoli di queste dimensioni.
Lo scavo ha suscitato l'interesse di grandi studiosi di fama mondiale tra i quali il celebre antropologo forense Don Brothwell dell'Università di York, scopritore della mummia di Nefertiti. Per l'occasione, l'amministrazione di Quartucciu ha permesso l'apertura di una mostra-museo presso il centro culturale "Ex Casa Angioni", in cui vengono esposti oltre mille reperti trovati a Pill'e Matta. Una copertura della necropoli realizzata (nel 2009) su progetto di David Palterer e Norberto Medardi con Pietro Reali non si limita alla mera protezione del sito ma si propone, con eccellenza, come un luogo di riferimento storico-culturale per l'intero territorio. Il progetto fa convergere la struttura statica con quella 'metaforica', e se l'esterno confronta come tema l'anastilosi e il 'fuori scala', le flottanti passerelle interne sono sentieri evocativi di suggestioni e memorie.

Altri[modifica | modifica sorgente]

  • Nuraghe Nanni Arrù XIII-IX secolo a.C. in località Sant'Isidoro.
  • Centro Socio-Culturale Casa Angioni .
Chiesa di San Giorgio Martire

Chiese[modifica | modifica sorgente]

  • San Giorgio Martire. Costruita dagli Aragonesi nel XIV secolo su un impianto risalente al periodo pisano. Moltissime le opere d'arte presenti fra le quali il "Retablo" del Castagnetta XVI sec; nove crocifissi del XVIII secolo, tra cui il più suggestivo, è il crocifisso miracoloso detto anche "crocifisso della pioggia".;
  • San Luigi Gonzaga XVIII secolo;
  • San Biagio Vescovo di Sebaste XVII secolo;
  • San Pietro Pascasi' portata a termine nel 1989;
  • San'Efisio. Splendida opera d'arte romanica risalente al XII secolo oggi compresa nel cimitero di Quartucciu.
  • Sant'Isidoro XVIII secolo;
  • Sant'Antonio risalente alla fine del XIX secolo; inizialmente si affacciava su via Nazionale, è stata ricostruita successivamente in via Neghelli. Adesso fa parte dell'omonimo oratorio
  • San Gaetano XIX secolo; è situata lunga la strada 125 nel borgo di Corongiu; è chiusa al culto dagli anni '50.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Cittadini stranieri[modifica | modifica sorgente]

Al 31-12-2010 la popolazione straniera ammontava a 137 unità pari al 1,1% circa della popolazione totale. Le nazionalità principali erano[4]:

Persone legate a Quartucciu[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale comprende anche l'isola amministrativa di Sant'Isidoro, avente una superficie di 17,47 km².

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

A Quartucciu il trasporto pubblico di linea è svolto mediante autocorse CTM.

Dal 1893 al 1971 la località fu attraversata dalla tranvia extraurbana Cagliari-Monserrato-Quartu Sant'Elena, esercita dapprima con trazione a vapore e in seguito, incorporata nella rete tranviaria di Cagliari, con tram elettrici.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ Adottato con Delibera di Consiglio Comunale n. 59 del 27.10.2010 [1]
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ TuttItalia.it - Quartucciu cittadini stranieri 2011

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Sardegna Portale Sardegna: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sardegna