Cabras
| Cabras comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Cristiano Carrus (centrodestra) dal 16-6-2008 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 39°56′0″N 8°32′0″E / 39.93333°N 8.53333°ECoordinate: 39°56′0″N 8°32′0″E / 39.93333°N 8.53333°E | ||||
| Altitudine | 6 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 122,18 km² | ||||
| Abitanti | 9 169[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 75,05 ab./km² | ||||
| Frazioni | Funtana Meiga, San Giovanni di Sinis, San Salvatore di Sinis, Solanas, Su Cungiau de Gerrusso, Porto Suedda | ||||
| Comuni confinanti | Nurachi, Oristano, Riola Sardo | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 09072 | ||||
| Prefisso | 0783 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 095018 | ||||
| Cod. catastale | B314 | ||||
| Targa | OR | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | crabarissusu (in sardo pl.) (IT) cabraresi |
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| Patrono | santa Maria | ||||
| Giorno festivo | 24 maggio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Cabras all'interno della provincia di Oristano |
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| Sito istituzionale | |||||
Cabras (Crabas in sardo) è un comune italiano di 9.134 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna. Si trova nella regione del Campidano di Oristano sulla riva sinistra dello Stagno chiamato Mari Pontis.
Indice |
Geografia [modifica]
Il territorio comunale si estende per 122,18 km2, confina a nord con i comuni di Riola Sardo e Nurachi e a est con Oristano. A ovest invece il territorio si affaccia sul mare, con un'articolazione costiera di circa 30 km che comprende al suo interno la penisola del Sinis e i due isolotti disabitati di Mal di Ventre e del Catalano.
Storia [modifica]
I primi insediamenti documentati nell'attuale centro di Cabras risalgono al XI secolo, quando la città di Tharros si spopolò definitivamente a causa delle incursioni dei corsari nordafricani. I primi abitanti si stabilirono intorno al castello di cui oggi rimangono solo alcuni resti vicino alla chiesa parrocchiale. Nulla vieta di pensare che Cabras sia stata sempre abitata fin dal neolitico, contemporaneamente al villaggio di Cuccuru is Arrius. La presenza continua della popolazione che qui viveva in sicurezza e benessere, essendo circondata da difese naturali, non ha lasciato che deboli tracce delle precedenti culture. Sicuramente i Romani stabilirono in Cabras un Oppidum.I Latini chiamavano oppidum (plurale latino: oppida) una città fortificata priva di un confine sacro. In senso lato gli oppida erano gli insediamenti cittadini fortificati, più grandi del semplice vicus, ma non ancora abbastanza estesi per essere indicati come civitas.Cabras era detta perciò "Oppidum Caprarum" poiché le fortificazioni nuragiche presenti ove oggi sorge la parrocchiale di S. Maria, furono successivamente riutilizzate per scopi difensivi. Nel periodo giudicale viene menzionato un castello successivamente distrutto ed i cui resti sono stati lentamente dilavati dall'acqua della laguna.[senza fonte]
Durante il periodo giudicale guadagnò una discreta importanza poiché spesso la corte del Giudicato d'Arborea risiedeva nel castello. Dopo la caduta del giudicato, il paese passò sotto il dominio di numerosi feudatari anche se spesso gli abitanti cercarono di liberarsi dal vincolo feudale anche con rivolte.
Nella prima metà del XIX secolo il paese fu incluso nella provincia di Oristano come capoluogo di mandamento, sino al 1859 quando passò alla provincia di Cagliari. Nel 1974 tornò infine a far parte della provincia di Oristano appena ricreata.
Monumenti e luoghi di interesse [modifica]
Fra i principali luoghi di interesse del centro abitato di Cabras vi è la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, una costruzione barocca del XVII secolo dedicata alla santa patrona. A fianco ad essa si possono ancora trovare alcuni resti del castello di Casa di Regno (o Mar'e Pontis), che dopo l'utilizzo nel periodo giudicale andò rapidamente in rovina a partire dal XV secolo. Altra chiesa da segnalare è quella dello Spirito Santo, costruita nel 1601 con una sola navata e due cappelle laterali in stile tardo gotico.
Nel territorio del comune si trova il villaggio punico di Tharros, uno dei più importanti siti archeologici della Sardegna, oltre alle antiche chiese di San Giovanni di Sinis e San Salvatore. I reperti archeologici trovati a Tharros e nei due villaggi prenuragici che sorgevano sulle rive dello stagno sono conservati al Museo archeologico comunale Giovanni Marongiu.
Di grande interesse sono anche le spiagge della penisola del Sinis, un litorale ancora per larghi tratti non costruito nel quale spiccano per bellezza le bianche distese di sabbia di Is Arutas.
Lo stagno di Cabras è infine noto per la presenza di numerosi uccelli acquatici fra cui i fenicotteri rosa.
Cultura [modifica]
Personalità legate a Cabras [modifica]
- Michela Murgia, scrittrice, vincitrice del Premio Campiello 2010
- Mario Sechi, giornalista, direttore del quotidiano romano Il Tempo
- Francesco Cesare Casula, docente universitario, storico e scrittore.
- Giovanni Marongiu, docente universitario, già Ministro per il Mezzogiorno nel VII governo Andreotti.
- Giovanni Casu, rinomato maestro e costruttore di launeddas.
- Stefano Pinna, affermato suonatore di "launeddas".
La Processione di San Salvatore [modifica]
Una delle ricorrenze più suggestive che coinvolge tutta la comunità di Cabras è legata alla Processione di San Salvatore. Questa, che si svolge durante il primo fine settimana di settembre, consiste nella rievocazione del salvataggio del simulacro di San Salvatore (Il Cristo nella Sua Trasfigurazione) da un attacco dei Saraceni alle coste del Golfo di Oristano. I partecipanti, circa 800 uomini, indossano il saio bianco dei penitenti e trasportano il simulacro da Cabras al villaggio di San Salvatore, percorrendo circa 7 km lungo le polverose strade del Sinis. Tutto questo rigorosamente a piedi nudi e di corsa, secondo un ordine prestabilito. Il giorno dopo, la prima domenica di settembre, il rito si ripete in senso inverso e Il Santo fa' il suo ritorno a Cabras.
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[2] 
Economia [modifica]
L'economia del paese è basata principalmente sulla pesca, che viene svolta nello stagno in cui sono presenti numerosi allevamenti ittici. I pescatori sono riuniti in cooperative e pescano soprattutto muggini. Prodotto tipico della zona è infatti la bottarga, uova di muggine essiccate e salate che vengono commercializzate in tutta Italia come prodotto tipico.
Note [modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
Bibliografia [modifica]
- Manlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2006. ISBN 8-871-38430-X
- Francesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- La scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna
- Area marina protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre
- Sito informativo sulla spiaggia di Is Aruttas
- Sito informativo sull'isola di Mal di Ventre
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