Santa Teresa Gallura

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Santa Teresa Gallura
comune
Santa Teresa Gallura – Stemma Santa Teresa Gallura – Bandiera
Santa Teresa Gallura – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Olbia-Tempio-Stemma.png Olbia-Tempio
Sindaco Stefano Ilario Pisciottu (lista civica) dal 31/05/2010
Territorio
Coordinate 41°15′00″N 9°11′00″E / 41.25°N 9.183333°E41.25; 9.183333 (Santa Teresa Gallura)Coordinate: 41°15′00″N 9°11′00″E / 41.25°N 9.183333°E41.25; 9.183333 (Santa Teresa Gallura)
Altitudine 40 m s.l.m.
Superficie 101,19 km²
Abitanti 5 003[1] (31-12-2012)
Densità 49,44 ab./km²
Comuni confinanti Aglientu, Palau, Tempio Pausania
Altre informazioni
Cod. postale 07028
Prefisso 0789
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 104022
Cod. catastale I312
Targa OT
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti lungonesi, teresini
Patrono santa Teresa
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Teresa Gallura
Posizione del comune di Santa Teresa Gallura nella provincia di Olbia-Tempio
Posizione del comune di Santa Teresa Gallura nella provincia di Olbia-Tempio
Sito istituzionale

Santa Teresa Gallura (Lungòni in gallurese, Lungone in sardo, Lungùn in bonifacino, Lùngoni o Santa Tiresa in corso, Santa Trèisa in piemontese) è un comune di 5.003 abitanti della provincia di Olbia-Tempio.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La penisola di Capo Testa

Il paese si snoda su un promontorio che guarda a Nord la costa meridionale della Corsica da cui è separata dalle Bocche di Bonifacio, distante appena 11 miglia da Capo Pertusato, a Nord-Est l'arcipelago della Maddalena, e ad ovest si affaccia sul Mar di Sardegna. Il centro abitato si sviluppa attorno a due insenature: quella di Porto Longone, in fondo alla quale c'è il porticciolo, e quella di Rena Bianca, che racchiude una spiaggia di sabbia finissima e bianca. Una delle caratteristiche peculiari della conformazione della cittadina è la pianta romana, ovvero un impianto urbano fatto di una rete di vie che si incrociano perpendicolarmente. La forma è tipica degli insediamenti piemontesi di origine militare (ad esempio come Carloforte e Calasetta costruiti per i tabarchini provenienti dalla Tunisia) e la dice quindi lunga sull'incidenza che ha avuto la presenza del contingente piemontese nei luoghi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La torre aragonese, simbolo del paese

Anticamente conosciuta col nome di Longosardo (o Longo sardo), era già in periodo romano un porto di notevole importanza per i traffici commerciali e dal quale veniva portato a Roma il granito estratto nei dintorni; queste informazioni la rendono una localizzazione plausibile dell'antica città di Tibula.

Le cave di Capo Testa hanno fornito granito per il Duomo e il Battistero di Pisa e, si racconta, anche per il Pantheon di Roma. Intorno al 1263, tale era l'importanza di Longosardo che lo stesso San Francesco di Assisi, che si trovava in Corsica, si recò a visitarla. Dopo le invasioni saracene, la località passò sotto i giudici di Arborea, che vi costruirono un munitissimo castello del quale restano oggi solo miseri resti. Il maniero fu distrutto dai genovesi che vollero così vendicare l'assedio mosso alla fortezza di Bonifacio (Corsica). Alla distruzione del castello seguì lo spopolamento della borgata. La zona divenne rifugio preferito di corsari, banditi e contrabbandieri.

Un luogo storico di particolare interesse è la Torre di Longosardo (edificata attorno al XVI secolo per ordine del re di Spagna Filippo II) situata sul lembo di roccia più estremo del paese. Quando nel 1720 l'isola passò ai Savoia venne inviato come comandante della torre Francesco Maria Magnon, che capì la necessità di creare un centro abitato nei pressi della fortezza. Il 12 agosto 1808 un decreto di Vittorio Emanuele I diede inizio alla fondazione di Santa Teresa, fu lo stesso re che disegnò la pianta del paese e decise il nome in onore di sua moglie: la regina Maria Teresa d'Asburgo-Este. A 3 km circa dal centro, nasce sotto una pineta secolare la Chiesa del Buoncammino, costruita nel XVII secolo: un luogo di straordinaria quiete e di natura incontaminata.

Di particolare interesse è la batteria Ferrero: ruderi della seconda guerra composti da postazioni di artiglieria, bunker, caserme, miniere a cielo aperto e collegamenti ferroviari costruiti principalmente per il trasporto di materiale bellico e roccia granitica. Di notevole importanza archeologica sono i siti nuragici di Lu Brandali e La Testa risalenti all'età del bronzo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Scorcio del mare di Santa Teresa.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Etnie[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati dell'ISTAT la popolazione straniera residente al 31 dicembre 2010 era di 505 persone. Le nazionalità più rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente, erano:

Romania Romania 273 5,22%

Qualità della vita e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Comune Riciclone 2011 - Raccolta RAEE: Santa Teresa di Gallura è il primo comune d'Italia più virtuoso nella raccolta di grandi elettrodomestici come lavatrici e lavastoviglie[3].

Economia[modifica | modifica sorgente]

Baia di Santa Reparata

Meta turistica molto ambita, il paese è caratterizzato da basse costruzioni. L'economia del borgo è fondata sulla forte presenza turistica, italiana e straniera. Il porto, che ha acquistato importanza diportistica ma ha di fatto perso la connotazione frontaliera con i trattati di libero scambio europei, assicura con collegamenti giornalieri i traffici turistici e merci per Bonifacio in Corsica.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Dossier comuni ricicloni 2011

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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