Baunei

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Baunei
comune
Baunei – Stemma
Baunei – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia dell'Ogliastra-Stemma.png Ogliastra
Sindaco Salvatore Corrias (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°02′00″N 9°40′00″E / 40.033333°N 9.666667°E40.033333; 9.666667 (Baunei)Coordinate: 40°02′00″N 9°40′00″E / 40.033333°N 9.666667°E40.033333; 9.666667 (Baunei)
Altitudine 480 m s.l.m.
Superficie 216,45 km²
Abitanti 3 693[1] (31-08-2012)
Densità 17,06 ab./km²
Frazioni Santa Maria Navarrese
Comuni confinanti Dorgali (NU), Lotzorai, Talana, Triei, Urzulei
Altre informazioni
Cod. postale 08040
Prefisso 0782
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 105003
Cod. catastale A722
Targa OG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti baunesi
Patrono san Nicola di Bari
Giorno festivo 6 dicembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Baunei
Posizione del comune di Baunei nella provincia dell'Ogliastra
Posizione del comune di Baunei nella provincia dell'Ogliastra
Sito istituzionale

Baunei è un comune italiano di 3.693 abitanti della provincia dell'Ogliastra in Sardegna.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Baunei, punteggiato quasi ovunque da rocce calcaree, si distende nel tratto centro-orientale della Sardegna, nella provincia dell'Ogliastra, un'area di cui rappresenta storicamente e geograficamente il confine a nord, a ridosso di Codula Elune, un'area incontaminata che sfocia nell'omonima cala, più nota ai turisti come cala Luna.

L'agglomerato più importante di Baunei si allunga su un costone calcareo esposto a sud-ovest, suddiviso dalla S.S. 125 (la cosiddetta "Orientale Sarda") che lo connette al quartiere di monte Colcau. A una distanza di 8 km si affaccia sul golfo di Arbatax la frazione di Santa Maria Navarrese, confinante con il borgo di Tancau sul Mare, frazione di Lotzorai.

Anche se Baunei si apre sempre di più a valorizzare turisticamente le sue coste, rimane il netto profilo montano del borgo principale, segnato dall'essere stato per secoli un paese di pastori e caprai. Nel particolare e ripido centro storico spicca la chiesa parrocchiale dedicata a san Nicola di Bari, il cui impianto seicentesco è stato rimaneggiato nel corso del XX secolo. La chiesa è caratterizzata da una copertura a cupola e da un portale ornato, separato dal corpo centrale con funzioni di finta facciata.

Una scoscesa strada asfaltata lunga 4 km si distacca dalla SS 125 e raggiunge Pedra Longa, un pinnacolo aguzzo di roccia calcarea di 128 m che si erge come una guglia direttamente dal mare. Dietro di esso spiccano le cime dei monti Argennas (711 m), Giradili (757 m), Ginnirco (811 m), che si affacciano ripidissimamente sul Mar Tirreno.

Grazie all'esposizione e all'altitudine di 480 m, Baunei si sporge sull'Ogliastra contemplando un anfiteatro di colline e montagne (fra le quali la punta S'Abbadorgiu) su cui si stagliano le vette più alte del Gennargentu.

Quasi tutto l'esteso territorio comunale, 216 km², si sviluppa oltre i 400 m di altitudine, ed è solcato da valli profonde e strette, le codule, tracce di torrenti che sfociano sul mar Tirreno punteggiando estese e ripidissime pareti calcaree, tra falesie, calette, rupi, doline, canyon e valli carsiche. Nell'altopiano di Golgo si apre Su Sterru, la voragine carsica più profonda d'Europa, nei cui pressi si trovano le antiche pozze denominate "As Piscinas" e la chiesa campestre dedicata a san Pietro.

In rapporto a questo territorio non particolarmente fertile, Baunei ha sempre bilanciato la sua economia fra terreni di proprietà comunale e terreni di proprietà privata, mantenendo pressoché incontaminati quasi 40 km di costa e un entroterra originale: tra zone dipinte di blu e di verde, è uno dei tratti più belli, aspri e selvaggi del litorale italiano, con qualità naturalistiche uniche nel mar Mediterraneo.

Il patrimonio faunistico e naturalistico è al centro di sentieri per il trekking, spesso non tracciati con segnavia, che richiedono un cauto approccio, dovuto alla conformazione e l'estensione del territorio stesso; la cosa ha fatto sì che oggi possiamo godere di paesaggi intatti, antichi e immutati. Fortunatamente le guide specializzate accompagnano ogni anno migliaia di esploratori attratti dai paesaggi aspri e dalla presenza di 120 insediamenti risalenti alla civiltà nuragica, 20 tombe dei giganti, 5 templi d'adorazione, e altre opere megalitiche antichissime.

Le poche spiagge si raggiungono via terra attraverso mulattiere oppure via mare lungo tratti di costa incantevoli. Le più note sono cala Elune (o cala Luna), cala Sisine, cala Biriala, cala Mariolu (in sardo viene chiamata Ispuligedenie o Ispuligiadenie", cioè spulciata di neve) e cala Goloritzé.

La flora deriva dalla foresta primaria mediterranea. Predomina la macchia mediterranea, con esemplari di leccio che contano diversi secoli di vita. Diffuso è il ginepro, soprattutto nell'antica e intricata boscaglia che ricopre il capo di Monte Santo.

La fauna è contraddistinta da alcune specie rare, incluse alcune riportate nella Red List dell'Unione internazionale per la conservazione della natura poiché a rischio di estinzione. Sino a qualche decennio fa veniva spesso avvistata la foca monaca; ora questo accade raramente, pare si sia ridotta a pochi esemplari. La costa fa parte degli areali del gabbiano corso, che nidifica solo in ambienti particolarmente intatti. Nidifica inoltre il falco della regina (Falco Eleonorae), che in questo territorio ha la sua colonia mediterranea più popolosa. Sono altresì presenti l'aquila reale, il muflone, l'astore, il falco pellegrino, l'aquila del Bonelli.

Anche l'ecosistema marino non risente particolarmente del modesto inquinamento derivante dagli abitati di Santa Maria Navarrese e della frazione di Dorgali, cala Gonone. Le praterie sottomarine di fanerogame e posidonia oceanica si sviluppano estesamente per tutto l'arco del litorale a profondità non raggiunte in altri siti dalle specie, grazie alla qualità ambientale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le più antiche testimonianze della presenza dell'uomo in questo territorio risalgono all'epoca neolitica e sono state rintracciate nella grotta "de su marinaiu", a Cala Elune (Cala Luna). La prima volta che appare il nome Baunei in modo documentato risale al 1313 nell'elenco delle ville della curatoria d'Ogliastra, Quirra, Sarrabus e Colostri. L'archivio della corona d'Aragona, dentro il registro delle imposte esatte da Pisa, scrive di "Baunei de Montibus Judicatus Ullastre".

Baunei riappare nel ripartimento de Cerdeña del 1358, dove si elencano le imposte aragonesi spettanti ai locali feudatari. Tale documento registra un'economia debole in una realtà demograficamente modesta. Il paese crebbe con l'incorporamento dei territori dei villaggi di Osono ed Eltili, poi spopolatisi del tutto. La contea passò a essere marchesato nel 1603 (famiglia Centelles e poi Osorio).

Nel 1806 Baunei fu inglobato nella provincia di Tortolì, poi soppressa nel 1857, quando si creò il Circondario di Lanusei fino al 1927. In quell'anno fu costituita la provincia di Nuoro. Baunei ne fece parte sino all'istituzione della provincia dell'Ogliastra, operativa a partire dal 2005.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Tra le diverse ipotesi sul toponimo Baunei, una suppone che derivi da una voce affine al greco "bainos", ossia una fornace per la fusione dei metalli o per cuocere le tipiche rocce calcaree fino a ottenere calce.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]


Minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera conta 36 unità. I gruppi con più di un elemento sono:

http://www.demo.istat.it/str2010/

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Museo storico etnografico[modifica | modifica sorgente]

Il Museo espone ambienti tipici locali, vari oggetti e arredi tradizionali della storia di Baunei, riproponendo ai visitatori momenti interessanti della vita della comunità.

Golgo, lo Scultone e i fumetti[modifica | modifica sorgente]

A San Pietro in Golgo, a pochi chilometri dalla chiesa omonima, si trova un'ampia e profonda voragine nota col nome di Su Sterru. Secondo una leggenda locale, anticamente un essere chiamato Scultone, simile a un drago e capace di uccidere chiunque incrociasse il suo sguardo, terrorizzava le popolazioni locali, ma l'intervento di San Pietro, che giunse in quei luoghi e, dopo aver usato l'accorgimento di guardare lo Scultone solo tramite un piccolo specchio, prese il mostro per la coda sbattendolo ripetutamente a terra, fece sì che il suolo cedette sotto il peso dello Scultone, che precipitò nella fenditura così originatasi. Questa leggenda è nota ai lettori del celebre fumetto Martin Mystère, dato che nella storia intitolata "Il mistero del nuraghe",[3] il "detective dell'impossibile" si reca proprio in quei luoghi, discendendo nella voragine e affrontando a sua volta lo Scultone! La città di Baunei appare nella saga di Martin Mystère anche nella storia intitolato "La Macchina Invincibile":[4] nella stessa voragine difesa dallo Scultone (la cui origine nel fumetto è di natura tecnologica essendo una mutazione generata da un apparecchio di una antica civiltà) si trovava infatti una base, costruita da un gruppo di Atlantidei naufragati nella zona durante il conflitto con Mu, contenente un particolare prodotto della tecnologia atlantidea, chiamato dalla popolazione locale Grande Madre, una vera e propria arma in grado di restituire la mortalità a una cliente del Buon Vecchio Zio Marty. Aiutati da Bepi Vigna (personaggio che porta il nome dell'omonimo sceneggiatore Bepi Vigna e viene mostrato come gestore di un locale di Baunei veramente esistente, Il Muflone), i nostri riescono nella loro missione dopo un delicato procedimento, ma subito dopo il termine dell'operazione irrompono nella base prima Sergey Orloff, arcinemico di Mystère, quindi gli Uomini in Nero uno dei quali, clone di un atlantideo, uccide la cliente di Martin. Nel successivo scontro, che vede Orloff aiutare Mystère, un laser difensivo andato in corto circuito causa un disastro con l'esplosione della Grande Madre e il crollo della base. Solo Mystère e i suoi riescono a scappare (anche se il detective dell'impossibile è convinto che Orloff se la sia cavata). Alla fine Mystère e i suoi prendono commiato da Bepi Vigna, mentre al Cairo gli Uomini in Nero distruggono la villa della fu donna immortale dopo avere fatto sparire i preziosi reperti, di importanza incredibile in quanto provenienti da un'epoca ignorata dalla storia convenzionale.

Personalità di Baunei[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Santa Maria Navarrese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santa Maria Navarrese.

La frazione è un luogo di vacanze e villeggiatura di crescente prestigio, con un porticciolo turistico e numerose ville che si affacciano sul Golfo di Arbatax. A circa un miglio nella rada splendono le rocce rosse porfiriche dell'isola dell'Ogliastra.

Una chiesetta spagnola dell'XI secolo dedicata a Santa Maria, è all'origine dell'aggettivo "Navarrese".

Nei pressi della chiesa si incontra un gruppo di imponenti olivastri millenari, un pozzo antico e la Torre che sovrasta la spiaggia centrale. La Torre fu edificata alla fine del XVIII secolo su un precedente posto di guardia spagnolo del XVI secolo. Di forma troncoconica, ha un diametro di base di 12 metri e un'altezza di 10 metri.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2012.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ MM #34 - Il mistero del nuraghe
  4. ^ MM #80 - La Macchina Invincibile

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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  • Giampaolo Porcu, "Guida storico-turistica di Baunei e Santa Maria Navarrese", Cagliari: Edizioni Pittoresche 2011.
  • Michele Calia, "La lingua sarda di Baunei, Grammatica e Vocabolario", Nuoro: Studiostampa 2010.
  • Sebastiano Cappai, "Il Trek delle Sette Cale" 2001.
  • Gianluigi Anedda, “Gli antichi cuiles del supramonte di Baunei”, in Sardegna antica: culture mediterranee: rivista semestrale di archeologia, etnologia, storia. - Vol. 8 A. 1999, N. 15, 06/1999, Nuoro: [S.n.], Nuoro: Studiostampa 1999.
  • Gianluigi Anedda, “L'antica viabilità nel supramonte Baunese”, in Sardegna antica: culture mediterranee: rivista semestrale di archeologia, etnologia, storia, Vol. 9 A. 2000, N. 17, 06/2000, Nuoro: Studiostampa 2000.
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  • Alan Batzella, Baunei selvaggia, Cagliari: Punto di fuga, 2000.
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  • Innocenzo Cannas, Relazione sulle grandiose cave di calcare litografico, ornamentale e decorativo: site in territorio del comune di Baunei e nella regione Forrola, Cagliari: Montorsi, 1904.
  • Peppino Cicalò, Mario Verin, Baunei sentieri: carta escursionistica - parco naturale di Baunei, Firenze: Nuova grafica fiorentina, 1989
  • Circolo culturale Giovanile Baunei, Sardegna oggi: No! al parco del Gennargentu: No! al piano regionale della pastorizia: relazione al pubblico dibattito tenuto a Baunei il 4.5.1969, Milano: Feltrinelli, 1969.
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  • Corrado Conca, Il sentiero Selvaggio Blu, Sassari: Edizioni Segnavia, 2007
  • M. Gabriella Da Re, “Gli eredi della Santa: una festa di parenti a Baunei (Sardegna)” in La ricerca folklorica: contributi allo studio della cultura delle classi popolari, p. 43-51, 04/1993, Brescia: Grafo 1993.
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  • Jo De Waele [et al.], Attuali conoscenze speleologiche nel supramonte di Baunei, Cagliari: Anthèo 1995.
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  • Colleen McVeigh, Tourism and development in highland Sardinia: an economic and socio-cultural impact study of tourism in Baunei, Tesi di specializzazione dattiloscritta, Montreal: McGill university, Department of anthropology, McGill University Press 1992.
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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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