Mariangela Melato

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Mariangela Melato (Milano, 18 settembre 1943) è un'attrice teatrale italiana.

Indice

[modifica] Biografia

Figlia di un vigile urbano milanese, ebbe il suo primo impiego alla Rinascente come vetrinista a sedici anni, sessantamila lire al mese, ed un grande amore per il teatro.

Persona molto riservata al di fuori delle scene, della sua vita privata non si sa quasi nulla, a parte una lunga relazione, iniziata nel 1972 e proseguita durante gli anni Settanta ed Ottanta, con lo showman Renzo Arbore.

Agli inizi degli anni settanta la chiamavano: il volto del cinema italiano. La rivista Vogue le dedica una copertina (1972) e nello stesso anno al Festival di Cannes, unico caso forse per un'attrice italiana, è presente con tre film, due in concorso ed uno fuori.

Acuto il ritratto che ne fece Giulia Borgese "troppo pallida per essere bella, con i grandi occhi verdi troppo distanti, con i capelli decolorati e troppo simili alla parrucchina di Geppetto (dure esigenze del copione Mimì metallurgico), con la voce troppo roca per essere calda e lei stessa troppo malmessa, ma forse anche troppo simpatica per essere un'attrice nel senso classico".

[modifica] Carriera

Frequenta l'accademia serale a Brera e la scuola di Pubblicità nel Castello Sforzesco, qualche anno più tardi s'iscrive alla scuola di recitazione dei Filodrammatici.

Intrapresa l'attività teatrale nel 1964 dopo aver seguito i corsi di recitazione di Esperia Sperani, viene diretta da registi come Visconti (La monaca di Monza, 1967), Ronconi (nel ruolo di Olimpia ne L'Orlando Furioso, 1969), Fo e Patroni Griffi.

Fu l'incontro con questi tre maestri del teatro: Visconti, Ronconi e Dario Fo che portarono all'apice la Melato. In varie interviste ebbe parole di elogio e di ammirazione per i tre, disse di Dario Fo: mi ha insegnato il ritmo e la velocità di cui ogni tanto abuso, Visconti: un maestro del realismo uno da cui s'impara come si beve un caffè anche quando è coca cola. Ronconi: da cui ho preso il gusto dell'ironia, del grottesco, del risvolto dei personaggi.[1]

Notata da Pupi Avati esordisce nel campo cinematografico in Thomas e gli indemoniati (1969) e, da coprotagonista al fianco di Maria Grazia Buccella, in Basta guardarla (1970) di Salce.

Un anno dopo inizia la sua affermazione cinematografica: la si vede con Nino Manfredi in Per grazia ricevuta (1971) e affianco a Gian Maria Volontè nel film di Elio Petri La classe operaia va in paradiso (1971); ma soprattutto in coppia con Giancarlo Giannini nei film Mimì metallurgico ferito nell'onore (1972), Film d'amore e d'anarchia (1973) e Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto (1974), tutti di Lina Wertmüller. La vuole Chabrol per Sterminate "gruppo zero" (1974) e recita con Celentano nella commedia di Sergio Corbucci Di che segno sei? (1975). Con Todo modo di Petri e Caro Michele di Monicelli (entrambi del 1976) dimostra di saper miscelare i ruoli comici con quelli drammatici.

Dopo aver lavorato con Tognazzi in Il gatto (1977) di Comencini, interpreta, per il teatro, il ruolo di Cassandra nell'Orestea di Ronconi.

Dopo i film Oggetti smarriti (1980) di Giuseppe Bertolucci, Aiutami a sognare (1981) di Pupi Avati e Domani si balla! (1981) di Maurizio Nichetti, ritrova Ugo Tognazzi nel Il petomane (1983) di Pasquale Festa Campanile e diventa un'anima burlona in Mortacci (1988) accanto all'istrionico Gassman.

Negli anni novanta si dedica maggiormente al teatro, ma nel 1999 torna al cinema in Panni sporchi di Monicelli e Un uomo perbene con Michele Placido.
Tra i suoi film recenti: L'amore probabilmente (2001) di Giuseppe Bertolucci, nei panni di se stessa come la Sandrelli e Alida Valli, L'amore ritorna (2004) di Sergio Rubini e Vieni via con me (2005) di Carlo Ventura.

Il 1° dicembre 2006 ha ricevuto dalle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il Premio Gassman per la sua attività teatrale.

[modifica] Riconoscimenti

[modifica] Premi cinematografici

[modifica] Onorificenze

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana

— 28 maggio 2003. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[2]

[modifica] Filmografia

[modifica] Cinema

[modifica] Televisione

[modifica] Critica

Mariano Sabatini per Metro: «Talmente brava da risultare agghiacciante. La vorresti picchiare, per quanto è credibile nei panni dimessi della governante fedele alla prima moglie di Max De Winter. Grazie a Rebecca Mariangela Melato sarà una delle poche attrici di fiction a rimanere nella memoria collettiva».

[modifica] Note

  1. ^ Dizionario dei film, Rusconi editore 1980
  2. ^ Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig.ra Mariangela MELATO

[modifica] Bibliografia

  • Dizionario dei film, Rusconi editore 1980

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