Il petomane
| Il petomane | |
|---|---|
| Paese | Italia |
| Anno | 1983 |
| Durata | 98 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Genere | Commedia |
| Regia | Pasquale Festa Campanile |
| Soggetto | Leo Benvenuti Piero De Bernardi Enrico Medioli |
| Sceneggiatura | Leo Benvenuti Piero De Bernardi Enrico Medioli |
| Produttore | Luigi De Laurentiis Aurelio De Laurentiis |
| Fotografia | Alfio Contini |
| Montaggio | Franco Fraticelli |
| Musiche | Carlo Rustichelli Paolo Rustichelli |
| Scenografia | Dario Cecchi |
| Interpreti e personaggi | |
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Il petomane è un film commedia del 1983, diretto dal regista Pasquale Festa Campanile e basato sulla vita dell'artista francese Joseph Pujol, soprannominato appunto "Il petomane".
[modifica] Trama
Agli inizi del Novecento, in piena Belle Epoque, Joseph Pujol è il "Paganini del peto": attraverso l'aria che fuoriesce dal retto è in grado di suonare qualsiasi melodia, imitare qualunque rumore e riprodurre marce, ballate e ogni tipo di musica. Insieme ai suoi quattro figli forma una particolare banda che si esibisce ogni sera in un teatro di Parigi con straordinario successo di pubblico.
Pujol, che prima del suo incontro con i cabaret faceva il panettiere, ritiene di essere un artista ma il figlio Michel gli comunica che egli è, a suo dire, soltanto "uno scorreggione": infuriato, il padre lo caccia del gruppo ed inizia le audizioni per trovare un nuovo violoncellista. Ai provini si presenta Catherine, donna raffinata ed elegante alla quale il petomane non vuole comunicare la sua vera "arte": finge di chiamarsi Joseph Edison ed al posto di farla entrare nel suo complesso le assegna un altro incarico.
Nel frattempo però alcuni artisti invidiosi fanno circolare la voce che le esibizioni di Pujol siano un oltraggio al buoncostume: all'entrata del Moulin Rouge il petomane viene aggredito, sculacciato e marchiato sul fondoschiena con un carbone ardente. Impaurito, decide di trasferirsi con Catherine a Capri e lì le confessa il suo amore, che viene ricambiato.
Mentre si trova a Capri Pujol viene a sapere che a Parigi si è aperto un processo nei suoi confronti per oltraggio al comune senso del pudore e che il suo caso è arrivato addirittura in Parlamento, dove i deputati di sinistra protestano per il trattamento subito dal petomane e chiedono le dimissioni del Ministro dell'Interno. Il processo si conclude con la completa assoluzione di Pujol che però torna a Capri da Catherine, ancora ignara di tutto.
Un giorno Pujol si reca a Parigi incuriosito dallo spettacolo di una signora che si fa chiamare "Madame Petomane": arrivato sul teatro, Pujol scopre che i peti effettuati dalla donna sono frutto del rumore di alcune trombette, dimostrando quindi di essere lui l'unico petomane. Stavolta però Catherine lo ha seguito, pertanto viene a scoprire la verità: convinto di aver suscitato disprezzo in lei, Pujol scappa via.
Sei mesi dopo si vede Pujol esibirsi ubriaco in una bettola di Le Havre, dove per quattro soldi si fa prendere in giro da tutti. Catherine lo incontra per caso, confessa il suo amore per lui e lo convince a tornare a Parigi per esibirsi con il suo vecchio gruppo (compreso Michel, che nel frattempo aveva fatto pace col padre). Il successo è talmente grande che Pujol, ormai proprietario di un teatro, viene invitato ad esibirsi pure all'Eliseo. Esilarante la scena degli inni nazionali di Francia, Germania e Gran Bretagna "interpretati" dall'ineffabile artista per l'alternanza di divertimento (quando ad essere "suonato" è l'inno altrui) e indignazione (quando tocca al proprio) degli ambasciatori e rappresentanti politici presenti. Su queste "note", si introduce la Grande Guerra, insinuando che ad avervi non poca parte sia stata la piccola esibizione di Pujol.
[modifica] Curiosità
- Alcuni aspetti della vita di Pujol sono raccontati fedelmente, altri invece sono romanzati: non è vero che egli lasciò la moglie per Catherine, non è vero che il suo processo raggiunse i banchi del Parlamento (anche se effettivamente alcuni politici locali di sinistra solidarizzarono con lui) e non è vero che gli venne offerta la possibilità di esibirsi di fronte agli ambasciatori di mezza Europa, come si vede alla fine del film.
- Il regista Luigi Magni fu molto critico con la scelta di Tognazzi tanto da lasciarsi scappare la dichiarazione: "Un petomane! Con questo ruolo si inizia una carriera, non la si finisce!"
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Il petomane dell'Internet Movie Database
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