La violenza: quinto potere

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La violenza: quinto potere
Violenza quinto potere.png
Enrico Maria Salerno e Ciccio Ingrassia in una scena del film
Paese di produzione Italia
Anno 1972
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere thriller
Regia Florestano Vancini
Soggetto La violenza (di Giuseppe Fava)
Sceneggiatura Massimo Felisatti, Fabio Pittorru e Florestano Vancini
Musiche Ennio Morricone
Interpreti e personaggi
« La violenza, quinto potere nello Stato, che tutti gli altri riunisce e manovra e che tutti gli altri sottomette e corrompe! »
(Pubblico Ministero)

La violenza: quinto potere [1] è un film italiano del 1972 diretto da Florestano Vancini e prodotto da Dino De Laurentiis.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La costruzione di una diga in Sicilia scatena interessi e appetiti inconfessabili che trovano immediata ripercussione in una faida tra due cosche mafiose che appoggiano due diversi gruppi di potere, l'una facente capo al costruttore Barresi, che aspira ad assicurarsi l'appalto dei lavori, l'altra all'ingegnere Crupi, un ricco proprietario terriero, che in seguito alla realizzazione del progetto perderebbe i suoi agrumeti. Dopo una lunga serie di delitti dei quali sono vittima non solo alcuni membri delle cosche rivali, ma anche molti innocenti, si arriva al processo che vede imputati esponenti di maggiore e minore spicco delle due organizzazioni criminali. Dei due unici imputati decisi a confessare, uno viene costretto a uccidersi in carcere, l'altro viene fatto passare per demente. Sono così soltanto due figure minori a pagare per tutti gli altri, che invece vengono assolti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Da non confondersi con il film americano di Sidney Lumet, Quinto potere, del 1976

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