Ricky Gianco

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Ricky Gianco
Paese d'origine Bandiera dell'Italia Italia
Genere Rock and roll
Pop
Musica d'autore
Beat
Periodo di attività 1959in attività
Etichetta Excelsius, Italdisc, Tavola Rotonda, Round Table, Nuova Enigmistica Tascabile, Dischi Ricordi, Clan Celentano, Jaguar, Intingo, Ultima Spiaggia, Fonit-Cetra, New Enigma
Album pubblicati 23
Studio 19
Live 0
Raccolte 4
« Ricky Gianco è l'Andreotti della canzone italiana; provate a ricordarvi un qualsiasi evento degli ultimi 30 anni discografici e scoprirete che lui c'era o comunque sapeva e di certo non dormiva »

Ricky Gianco, nome d'arte di Riccardo Sanna (Lodi, 1943), è un cantante, chitarrista, compositore  e produttore discografico italiano.

Ha usato talvolta anche lo pseudonimo Ricky Sanna. Al pari di altri urlatori che hanno iniziato la carriera nei tardi anni cinquanta è considerato uno dei padri della musica rock made in Italy.


Definito dall'Enciclopedia del rock italiano come il "Pete Seeger" italiano, è uno dei precursori della chitarra rock and roll in Italia. Suo compagno di debutto fu Gino Santercole, nipote di Adriano Celentano e primo chitarrista del gruppo de I Ribelli.

Indice

[modifica] Biografia

Nel 1958 è stato chitarrista del trio Pepe, Pietruccio & Lallo (poi divenuti Dik Dik). Nel 1959 incide il suo primo disco sotto il nome di Ricky Sanna: "Ciao ti dirò" per l'Excelsius, casa discografica torinese legata alla Cetra, con sul retro una sua versione di Bye Bye Love degli Everly Brothers.

Il suo secondo disco è invece un rock all'italiana: "Precipito", inciso anche da Brunetta. Urlatore convertito al rock and roll, nel 1960 collabora con I Ribelli e, successivamente, con I Quelli, precursori della Premiata Forneria Marconi. Sempre in quell'anno fonda la propria band - Ricky Sanna e il suo complesso - assieme a Luigi Tenco al sax ed Enzo Jannacci al pianoforte; con i due musicisti pubblica il singolo Distrattamente.

Successiva è un'incisione con Gino Paoli - Come un bambino - pubblicata sotto il nome d'arte Ricky e un altro.

Dopo una stagione si unisce a Colin Hicks fondatore dei Cabin Boys, e nel 1961 entra nel Clan Celentano, esperienza che brevemente lo porterà ad una brusca rottura con il "molleggiato" dopo aver inciso per sé Vedrai che passerà e Non c'è pietà versione italiana di "Unchain my Heart".

Nel Cantagiro del 1962 accadde - secondo notizie di stampa - uno strano episodio che coinvolse Gianco in prima persona: Celentano, indisponibile a esibirsi, doveva farsi sostituire e per tale sostituzione venne designato il cantante lodigiano che, tuttavia, sarebbe stato ostacolato dallo stesso Celentano il quale non avrebbe gradito che venisse eseguita, in sua vece, la sua canzone hit del momento: Stai lontana da me. Prima dell'esibizione, un inganno sarebbe stato ordito dal gruppo che supportava all'epoca Celentano per far sì che Claudio Villa, Luciano Tajoli e Teddy Reno rinchiudessero Gianco in un camerino al fine di boicottare la sua presenza sul palco[2].

Cavallina Rock

Uno dei brani maggiormente trasgressivi e spiritosi di Gianco, indicativo anche dei cambiamenti di costume in corso all'epoca in cui fu pubblicato, è sicuramente Cavallina Rock. Si tratta di una canzone dal ritmo velocissimo a tempo di rock and roll il cui ritornello - Siamo tutti nella merda - viene ripetuto in maniera ossessiva fino a costituire di fatto, il contenuto centrale del testo[3]. La canzone fa parte della colonna sonora del film Liquirizia, girato nel 1979 da Salvatore Samperi. Nella sequenza che precede di poco il finale della pellicola, Gianco la esegue live su un palcoscenico di un teatrino di periferia, accompagnato dal suo gruppo rock. Sul palco un gruppo di indiavolati ballerini accompagna il motivo con movimenti coreografici che mimano il nuoto e l'immersione (simulando il contestuale - e quantomai necessario - gesto del turarsi le narici).

Nel proseguimento dell'attività (anno 1963) Gianco pubblica due album con la casa discografica "Jaguar", intitolati 1 e 2.

È in questo periodo che Gianco compone un considerevole numero di canzoni (fra cui Pugni chiusi, composta insieme a Luciano Beretta e Gianni Dall'Aglio, e portata al successo dai Ribelli di Demetrio Stratos), traduce testi inglesi (di canzoni di genere beat) mostrando un vivo interesse per la produzione dei Beatles. Degni di nota sono i singolari brani scritti con Gian Pieretti che Gianco eseguì manifestando un originale talento anche come chitarrista.

Con il bassista Guido Crapanzano ("Guidone"), nel 1964, entra a fare parte del nuovo gruppo "Ghigo e i Goghi" che faranno un tour di successo in Italia.

Negli anni '70 porta avanti alcuni progetti musicali (e in seguito teatrali) con il cantautore Gianfranco Manfredi, fra i quali spicca l'album Zombie di tutto il mondo unitevi pubblicato nel 1977 (lavoro pregevole del quale Ricky Gianco è autore di tutte le musiche).

Si dedica anche all'attività di discografico: fonda nel 1973 l'Intingo e poi, l'anno successivo (con Nanni Ricordi) l'Ultima Spiaggia.

Più tardi torna a collaborare con Paoli per la canzone Parigi con le gambe aperte ed alla tournée del 1989 da cui è stato tratto l'omonimo album live.

Nel 2004 ha portato in teatro uno spettacolo scritto a quattro mani con Alberto Tonti intitolato È rock'n'roll (dal titolo di una sua canzone inclusa nell'album omonimo del 1991) in cui racconta i primi dieci anni di vita della musica rock, dal 1954 al 1964, ovvero fino all'esplosione del fenomeno Beatles (che Gianco ebbe modo di conoscere durante la sua permanenza in Inghilterra nei primi anni sessanta e dei quali ha eseguito in disco e in concerto diverse cover).

Dal 2007 conduce la trasmissione Tuttifrutti su Radio24.

Il 9 maggio del 2009 è ospite d'onore al Premio Donida, al Teatro Derby di Milano, dedicato al M° Carlo Donida, insieme ad altri artisti quali Mogol, Mario Lavezzi, Platinette, e Michele Fenati quartetto

[modifica] Discografia

[modifica] 33 giri

[modifica] 33 giri con altri artisti

[modifica] CD

[modifica] 45 giri

[modifica] 45 giri con altri artisti

[modifica] Filmografia parziale

[modifica] Attore

[modifica] Colonne sonore

[modifica] Citazioni

Nel libro La terra della mia anima dello scrittore di noir Massimo Carlotto, il cantante viene individuato come il preferito di Beniamino Rossini, da cui l'autore ha preso spunto per uno dei protagonisti della serie de L'Alligatore, e vengono citate alcune delle sue canzoni come Precipito, Ogni mattina, Sei rimasta sola. Nell'incipit del libro Le irregolari, sempre di Massimo Carlotto viene citato il testo della canzone Fango. Ancora, nelle ultime pagine del libro, assieme a Massimo Carlotto e al musicista Maurizio Camardi, Ricki Gianco partecipa ad una azione di protesta in Argentina nel 1989, esibendosi in una milonga che narra la storia di un giovane desaparecido di fronte alla caserma in cui sono stai torturati migliaia di oppositori e sospettati.

[modifica] Note

  1. ^ Enciclopedia del Bitt Italiano, appendice alla Enciclopedia del Rock Anni '60, Quarta edizione, Arcana Editrice, 1989, p. 582
  2. ^ Enciclopedia del Rock Italiano
  3. ^ Video su YouTube

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Bibliografia

  • Umberto Bultrighini - Claudio Scarpa - Gene Guglielmi : Intervista approfondita di 8 pagine a Ricky Gianco effettuata da Claudio Scarpa e inserita nel libro “Al di qua, al di là del Beat” edito e pubblicato da Carabba Editore a luglio 2011 – 430 pagine.
  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Gianco, Ricky
  • Ursus (Salvo D'Urso), Manifesto beat, edizioni Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990; alla voce Gianco, Ricky
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