La cicala (film 1980)

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La cicala
Virna Lisi La Cicala.png
Virna Lisi in una scena del film.
Paese di produzione Italia
Anno 1980
Durata 101 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, erotico
Regia Alberto Lattuada
Soggetto Marina D'Aunia, Natale Prinetto
Sceneggiatura Alberto Lattuada, Franco Ferrini
Produttore Ibrahim Moussa
Produttore esecutivo Manolo Bolognini; produttore associato: Bianca Lattuada
Casa di produzione NIR Film
Distribuzione (Italia) PIC Distribuzione
Fotografia Danilo Desideri
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Fred Bongusto
Scenografia Vincenzo Del Prato
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

La cicala è un film del 1980 diretto da Alberto Lattuada, tratto dal romanzo omonimo di Natale Prinetto e Marina D'Aunia.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Wilma Malinverni è una donna in là con l'età che ha alle spalle una prestigiosa carriera come cantante, ma ormai è caduta da tempo in disgrazia e viene chiamata ad esibirsi soltanto in miseri locali di provincia tra cui La Palma d'oro, il locale gestito da Ermete in cui lavora Cicala, una sensuale zingarella orfana di entrambi i genitori, conosciuta in paese per i suoi costumi parecchio libertini, che rimane affascinata dalla donna. Ermete, quando il pubblico mostra di non gradirla, caccia Wilma dal suo locale assieme a Cicala, che era intervenuta in difesa della cantante ed è dunque stata licenziata in tronco. Le due si stabiliscono quindi provvisoriamente in una pensione dove Wilma inizia a prostituirsi per mantenere sé stessa e la giovane Cicala, a cui si è molto affezionata. In una balera vengono scoperte per caso da Ulisse che le invita ad aiutarlo nella gestione di un complesso di sua proprietà che comprende un albergo-ristorante con annesso un distributore di benzina sito nella Bassa Padana, in cui le due iniziano anche ad esibirsi (Wilma nel canto e Cicala nel ballo). Visti i buoni affari che immediatamente seguono, Ulisse si sposa con Wilma e ribattezza la sua proprietà La cicala. Tuttavia, essendo l'hotel frequentato da camionisti affamati di donne (tra i quali spiccano Carburo e Bretella), sia Wilma che Cicala si trovano ben presto a subire numerosi assalti di natura sessuale. La situazione si aggrava ancora di più quando, all'indomani del matrimonio, viene a vivere nell'albergo anche Saveria, la figlia diciottenne di Wilma, la quale ha sempre covato un forte astio nei confronti della madre, che inizia a provare un sentimento per il suo patrigno Ulisse, arrivando a sedurlo...

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il film conquistò il primo posto degli incassi al botteghino anche se ebbe all'uscita alcuni problemi con la censura tanto che fu sequestrato per un mese per oscenità (a causa di una scena di nudo integrale con la Goldsmith e la De Rossi) per poi essere nuovamente ridistribuito nelle sale.[1]
  • La cantante Carla Boni presta la sua voce al personaggio di Wilma quando quest'ultima canta.
  • Nonostante il successo ottenuto dal film sia da parte del pubblico che da parte della critica, il regista Alberto Lattuada non fu soddisfatto di questo suo lavoro: considerò infatti questo film un fallimento artistico definendolo un banale fotoromanzo cinematografico

Premi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Callisto Cosulich, I film di Alberto Lattuada, Gremese editore.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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