La spiaggia (film 1954)

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La spiaggia
La spiaggia (film 1954).JPG
Martine Carol con la piccola Anna Pisani
Titolo originale La spiaggia
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1954
Durata 100 min
Colore colore Ferraniacolor
Audio sonoro
Genere commedia, drammatico
Regia Alberto Lattuada
Soggetto Alberto Lattuada
Sceneggiatura Alberto Lattuada, Luigi Malerba, Rodolfo Sonego, Charles Spaak
Produttore Titanus Gamma, Film Francaise C.C.C.
Distribuzione (Italia) Titanus
Fotografia Mario Craveri
Montaggio Mario Serandrei
Musiche Piero Piccioni sotto lo pseudonimo di Piero Morgan, Ercole Pace (fonico)
Scenografia Dario Cecchi, Maurizio Serra
Costumi Dario Cecchi, Maurizio Serra
Trucco Carmen Brel
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La spiaggia è un film del 1954, diretto dal regista Alberto Lattuada ed interpretato da Martine Carol, Raf Vallone, Valeria Moriconi e Mario Carotenuto.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Estate 1953. Decisa a recarsi in Liguria con la figlioletta Caterina per una breve vacanza, Anna Maria Mentorsi (che è in realtà una prostituta), sul treno che la conduce in riviera viene convinta da un simpatico signore (il quale in seguito si rivelerà essere il sindaco di Pontorno) a non scendere a Terrazzi, come aveva intenzione di fare in un primo tempo, ma ad alloggiare appunto nella cittadina di Pontorno. Creduta una vedova perbene, è dapprima accettata dalla buona società, dagli altri clienti dell'Hotel Palace e dai frequentatori del relativo stabilimento balneare, ma quando si scopre il suo mestiere, le si fa il vuoto intorno. Il sindaco Silvio cerca di aiutarla, ma non ha potere sufficiente per contrastare l'ipocrisia ed il perbenismo. L'unica soluzione per Anna Maria sembra quella di accompagnarsi al miliardario locale Chiastrino, invidiato ed adulato da tutti.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il soggetto del film prendeva spunto da un fatto vero, accaduto agli albori degli anni cinquanta in una spiaggia "chic" di Alassio (provincia di Savona), nella Liguria di ponente. Alcuni villeggianti avevano riconosciuto in una frequentatrice dello stabilimento balneare una prostituta, che quindi era stata ripudiata, evitata come se fosse un'appestata, dai vicini di ombrellone e di cabina. Qualcuno, forse lo stesso Lattuada o il produttore Goffredo Lombardo della Titanus, venne a conoscenza di questo potenziale soggetto, il quale finì quindi nelle mani di Rodolfo Sonego. Almeno questa è una delle versioni della storia. Sonego, che era un simpatico "contaballe", ne raccontò una volta una variante, assai poco attendibile, che vedeva proprio lui in persona incontrare ad Alassio la vera protagonista della vicenda, in lacrime, alla quale lo sceneggiatore prometteva «Vedrai, ti vendicherò. Scriverò un film sulla tua storia! ».

La prima versione del soggetto s'intitolava L'isola, giacché in un primo momento Sonego aveva pensato di ambientare la storia sull'isola di Ischia (anche perché, inizialmente, il film avrebbe dovuto essere prodotto da Rizzoli…). Poi però, non se ne fece nulla, e il tutto passò nelle mani di Alberto Lattuada, che decise di andarlo a girare nella Liguria di ponente, in provincia di Savona (si vedano più avanti le informazioni più precise inerenti alle location), cioè a una trentina di chilometri di distanza dal paese (Alassio) dove era avvenuto il fatto che aveva ispirato il copione. Va inoltre puntualizzato che il film fu quasi interamente scritto da Sonego (con la sotto citata collaborazione di Spaak per alcune battute), giacché gli altri due sceneggiatori accreditati, Lattuada e Luigi Malerba, ben poco si occuparono dello script.

Allo script collaborò anche Charles Spaak, famoso sceneggiatore d'oltralpe, padre di Catherine Spaak. Vera e propria istituzione del cinema francese dell'epoca, Spaak si limitò ad impreziosire la sceneggiatura con alcune battute aforistiche, assiomatiche. Come quella che pronuncia Chiastrino dopo aver premiato, nella sequenza della gara di castelli di sabbia, il castello di Caterina: « È il meno bello... Ma i bambini debbono abituarsi all'ingiustizia... e il più presto possibile! ». Sonego si ricorderà di questa battuta quando scriverà la sceneggiatura di un altro film, Il vigile con Alberto Sordi, e la riutilizzerà a suo modo: nella scena del processo che contrappone il vigile Otello Celletti (Alberto Sordi) al sindaco (Vittorio De Sica), Otello compie un vigliacco voltafaccia ritrattando quanto aveva sino ad allora sostenuto. Suo figlio commenta: «Però è un'ingiustizia... », e la madre (Marisa Merlini) aggiunge: « È meglio che t'abitui da piccolo alle ingiustizie, perché poi da grande, non te c'abitui più ».

Forse attribuibili a Spaak sono anche alcune battute finali dello stesso Chiastrino, quando egli invita Anna Maria a passeggiare sottobraccio per Via San Pietro e tutti ipocritamente li salutano: «Il mondo è fatto in una certa maniera, e non saremo noi a cambiarlo. Nessuno le rimprovera di essere quella che è, ma di non avere avuto successo ». O ancora: « Non creda che salutino noi. Non salutano né me, né lei... salutano il miliardo. Impari a giudicarli per quello che sono: questi uomini avrebbero voluto diventare dei "grandi ladri", ma in genere non ci sono riusciti [...]. Le loro donne sono delle povere creature che si sono "vendute" ai mariti. E l'unica forma di ribellione si riduce a qualche tradimento».

La spiaggia fu uno dei primissimi film in Ferraniacolor - ma non il secondo in assoluto dopo Totò a colori (1952), come sostenuto da molti: presumibilmente fu il terzo o il quarto - ed è tuttora considerato uno dei migliori risultati ottenuti sino ad allora con quel sistema di colore. Mario Craveri, il direttore della fotografia, fece dei piccoli miracoli di tecnica con un sistema di colore che (come ben sanno gli addetti ai lavori) era tutt'altro che facile da usare. Alcune sequenze furono addirittura girate di notte - per evitare curiosi e turisti - utilizzando enormi riflettori (detti in gergo "madame") che funzionavano con gruppi elettrogeni ed emettevano una luce di tipo solare. Curiosamente, quando in anni recenti la RAI trasmetteva La spiaggia, ne mandava in onda una copia in bianco e nero[1].

Gli interpreti[modifica | modifica sorgente]

Martine Carol è, all'epoca (primi-anni cinquanta), l'attrice francese sexy di moda (la stella di Brigitte Bardot inizierà a brillare solo dal 1956). Martine ha interpretato eroine quali Caroline Chérie e Lucrezia Borgia in pellicole, come le ha definite un critico, di un «cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato». Ne La spiaggia viene doppiata dalla ottima Dhia Cristiani.

Oltre ad attori noti come la Carol, Raf Vallone, Mario Carotenuto, Valeria Moriconi, Carlo Romano, Enrico Glori, Clelia Matania ed altri, nel film vi sono alcune curiose presenze - come il regista Marco Ferreri in una particina - e molti veri e propri sconosciuti. Il misterioso "Carlo Bianco", per esempio, era in realtà un nobile decaduto, Wassili D'Angiò, che adottò appunto tale pseudonimo (anche se poi, nei titoli di testa, Lattuada fece mettere entrambi i nomi, Carlo Bianco e Wassili D'Angiò, generando una certa confusione e facendo così pensare che fossero due attori ben distinti, quando invece si trattava della stessa persona).

L'anziano pescatore "Maso" (Tommaso "Maso" Cerisola) non era neppure lui un attore professionista, ma piuttosto un personaggio caratteristico del luogo, la classica figura folcloristica di vecchio pescatore ligure (tanto da essere spesso ritratto in numerose cartoline - accanto alle usuali vedute turistiche - reperibili nei tabacchini e cartolerie del savonese…). D'altra parte, anche il cameriere coi baffetti e il bagnino non erano altri che un vero cameriere dell'Hotel Palace (Giovanni Bonasera) e l'effettivo bagnino (Ugo Garzoglio) dello stabilimento balneare antistante l'hotel[2].

Le location[modifica | modifica sorgente]

Sfortunatamente, il bel libro scritto sul film da Tatti Sanguineti (vedi bibliografia), sebbene indubbiamente interessante sotto molti aspetti, d'altra parte non ci aiuta a individuarne le esatte location. Escludendo la sequenza iniziale - chiaramente girata nella stazione centrale di Milano - dove Anna Maria incontra la figlia Caterina accompagnata dalle due suore, va precisato che in Liguria non esistono due paesi chiamati "Pontorno" e "Terrazzi". Lattuada ha semplicemente "inventato" un paese rivierasco di pura fantasia, che ha chiamato "Pontorno", assemblando con un astuto lavoro di montaggio scorci di tre note cittadine balneari della provincia di Savona, vale a dire Spotorno (di cui ha utilizzato l'Hotel Palace, il ristorante-dancing Sirio e la spiaggia vera e propria con relativo panorama della vicina Isola di Bergeggi) e Finale Ligure (di cui ha usato invece la stazione ferroviaria, il palazzo del Comune, piazza Vittorio Emanuele II, e l'allora mitica Via San Pietro, conosciuta anche come Viale delle Palme o semplicemente Passeggiata a mare). Infine, gli scogli posti ad Est di "Punta Crena", presso Varigotti, simulano la spiaggia scogliosa di Pontorno dove Bruno Albertocchi conduce Caterina a conoscere "gli inglesi". Fatto curioso: queste stesse zone (nella fattispecie Finale Ligure) verranno nuovamente usate come location tre anni dopo (estate 1956) da Antonio Pietrangeli, per alcune brevi sequenze iniziali del suo Souvenir d'Italie (1957).

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Girata nell'estate del 1953, in 82 giorni di riprese, la pellicola venne distribuita in Italia il 25 febbraio 1954. Nel 2001 il film è stato restaurato e parzialmente restituito alla bellezza degli originali colori Ferrania.

Titoli e date di distribuzione all'estero:

La critica[modifica | modifica sorgente]

Da un punto di vista critico, La spiaggia è uno dei film più importanti del cinema italiano degli anni cinquanta, e non è semplicemente una "commedia di costume alla francese" come fu definita da alcuni critici poco attenti. Per la prima volta nel cinema nostrano, i ricchi non erano rappresentati solo come dei cinici pescecani, avidi e crudeli (così erano visti nei precedenti film neorealisti). Infatti, cosa allora decisamente innovativa - in questo senso La spiaggia fu una pellicola rivoluzionaria per l'epoca - il vero tema del film era l'ipocrisia, il filisteismo e la cattiva coscienza dei piccolo-borghesi. Quei "piccoli ladri" (per parafrasare le parole di Chiastrino) che invidiano e tentano d'emulare, quasi sempre senza riuscirvi, i "grandi ladri". Il personaggio di Anna Maria, la prostituta, è centrale solo in apparenza: in realtà è semplicemente un pretesto, un elemento perturbatore utile allo svolgimento della vicenda, assolutamente perfetto per far emergere le ipocrisie borghesi. La pellicola, molto innovativa anche sotto l'aspetto del costume (si ricordi che siamo nel 1953-54!), ebbe notevoli problemi con la censura, che tagliò o accorciò alcune scene di bikini, la doccia di Valeria Moriconi, una sequenza di petting notturno, e varie altre cosette.

Ha detto il regista Lattuada a proposito del film:

« C'era in quel film la voglia di rovesciare di nuovo certi falsi valori. Analizziamo allora una puttana. Mettiamola vicino alle signore cosiddette perbene e che, viceversa, scopano tutta la settimana e poi il sabato ricevono il marito al mare. Ma fanno l'ostracismo a quella che è siglata puttana. E, al di sopra di questo verminaio, il miliardario... È la battaglia contro l'ipocrisia che mi è stata sempre a cuore. Che talvolta appare nei miei film e talvolta non è tanto evidente, perché scorre come una vena sotterranea. Come la vena erotica. Si tratta di scovarle. »

Il film è stato poi selezionato tra i 100 film italiani da salvare[3].

Home video[modifica | modifica sorgente]

  • Uscito a suo tempo in vhs (Mondadori video, 1991)
  • In data 31 agosto 2011 edito in dvd per l'etichetta 01 Distribution.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Notizie sulla produzione e sul "making" del film desunte principalmente da: Tatti Sanguineti, La spiaggia, Le Mani-Microart's, Recco 2001
  2. ^ Notizie estrapolate da: Giuliano Cerutti, Sogni di celluloide. Il cinema a Sportorno 1922-1996, novembre 1996.
  3. ^ Rete degli Spettatori.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]