Cesare Polacco

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« Di tutte le fantastiche investigazioni dell'ispettore Rock pochissimo ci importa; e chi sia l'assassino di turno, e come lui pervenga a smascherarlo, conta quasi nulla rispetto al piacere che proveremo quando egli, per l'ennesima volta, ci dirà che anche lui ha commesso un errore. »
(Da "La sfida della pubblicità" Di Vanni Codeluppi.[1])
Cesare Polacco nel 1956

Cesare Polacco (Venezia, 14 maggio 1900Roma, 2 marzo 1986) è stato un attore e doppiatore italiano. Nasce a Venezia da famiglia di religione ebraica, si sposa in prime nozze con l'attrice Eugenia Zorn e rimasto vedovo nel 1940, sposa la doppiatrice Clelia Bernacchi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce nel 1920 nella compagnia di Emilio Zago, con la quale interpreta gran parte del repertorio goldoniano e nel gruppo veneziano di Gianfranco Giachetti, che spazia dal repertorio in italiano a quello in veneto.

Nel 1928 si trasferisce a Roma, dove recita nelle compagnie di Alda Borelli, Tatiana Pavlova e Virgilio Talli.

Muore il 2 marzo del 1986 in seguito alle complicazioni di una broncopolmonite.

Il cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1936 prese parte al kolossal Lo squadrone bianco di Augusto Genina, accanto a Guido Celano e Fosco Giachetti. La sua carriera artistica, a causa delle leggi razziali fasciste del '38, subisce un drastico rallentamento costringendo l'attore ad operare nel cinema e nel doppiaggio sotto falsa identità. Nel 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale, continuò a lavorare soprattutto alla radio ed a teatro, dove lavorò nella Compagnia del Teatro Nazionale di Guido Salvini e al Piccolo Teatro di Palermo. Inoltre, nel 1950, interpretò il ruolo di Mohamed nel film Totò sceicco di Mario Mattòli al fianco di altri grandi attori dell'epoca (tra cui Totò).

Il doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Molto attivo come doppiatore, inizia a frequentare gli studi di registrazione all'inizio degli anni trenta. Tra gli attori cui presta il suo caratteristico timbro di voce, dai toni particolarmente gravi, ci sono Ward Bond, Boris Karloff, Anthony Quinn, Buster Keaton e personaggi come il nano Gongolo in Biancaneve e i sette nani (doppiaggio originale), un corvo in Dumbo, l'araldo in Alice nel Paese delle Meraviglie, i pirati ne Le avventure di Peter Pan (doppiaggio originale). Per circa 40 anni continuerà in questa attività, alternandola con quella di attore di teatro e cinema. Nel 1938 Cesare Polacco prestò la voce ad alcuni personaggi nei film di Larry Semon nella versione sonorizzata per la MINIATURA FILM.

Film cinema[modifica | modifica wikitesto]

Film d'animazione[modifica | modifica wikitesto]

La brillantina Linetti[modifica | modifica wikitesto]

Cesare Polacco a Carosello 1959

Dal 1957 al 1968 diventò celebre grazie a Carosello nel ruolo dell'infallibile ispettore Rock, protagonista delle scenette della brillantina Linetti. Coinvolto in piccole avventure gialle, concludeva immancabilmente le sue inchieste con una celeberrima frase pubblicitaria; in risposta al suo fedele assistente (interpretato dall'attore Giuliano Isidori) che gli diceva stentoreo: "Lei è un fenomeno, ispettore. Non sbaglia mai!", Polacco si toglieva con studiata lentezza il cappello e rispondeva "Non è esatto! Anch'io ho commesso un errore, non ho mai usato la brillantina Linetti" (era quasi calvo). Ogni volta il pubblico televisivo invariabilmente attendeva le immancabili battute finali.

La televisione[modifica | modifica wikitesto]

Caratterista dotato di una naturale eleganza, partecipò a diverse produzioni televisive, ricoprendo ruoli non di primo piano ma ai quali fornì il suo tratto originale: nel 1958 fu fra gli interpreti de Il teatro dei ragazzi, uno dei primi tentativi della RAI di coniugare la didattica del teatro all'intrattenimento giovanile; nel 1964 fu tra i conduttori di Biblioteca di Studio Uno.

Nel 1966 prese parte a Le avventure di Laura Storm mentre l'anno successivo fu nel cast de I promessi sposi di Bolchi, nella parte del Conte Zio. Sempre con Bolchi fu poi l'anno seguente anche ne Le mie prigioni, sceneggiato televisivo tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Silvio Pellico.

Nel 1969 vestì i panni di Grigorij Vasil'evic ne I fratelli Karamazov, mentre per la tv dei ragazzi recitò nello stesso anno nel ciclo Il leone di Venezia.

Fra le altre sue interpretazioni per il piccolo schermo si ricorda quella fornita in Anna Karenina, sceneggiato televisivo del 1974 diretto ancora da Bolchi.

Prosa radiofonica RAI[modifica | modifica wikitesto]

Prosa televisiva RAI[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "La sfida della pubblicità" Di Vanni Codeluppi, Max Horkheimer, 3ª edizione, editore FrancoAngeli, 1995, ISBN 978-88-204-8578-8

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]