Lo sceicco bianco

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Lo sceicco bianco
Lo sceicco bianco.jpg
Paese di produzione Italia
Anno 1952
Durata 85 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,37:1
Genere commedia
Regia Federico Fellini
Soggetto Federico Fellini, Tullio Pinelli, Michelangelo Antonioni
Sceneggiatura Federico Fellini, Tullio Pinelli, Ennio Flaiano
Produttore Luigi Rovere
Fotografia Arturo Gallea
Montaggio Rolando Benedetti
Musiche Nino Rota, diretta da Fernando Previtali
Scenografia Raffaello Tolfo
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Lo sceicco bianco è un film diretto dal regista Federico Fellini.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Due sposini, Ivan e Wanda, vengono a Roma dalla loro Altovilla Marittima (località immaginaria, situata in un’imprecisata provincia) a trascorrere il viaggio di nozze. Lui conta soprattutto di fare una buona impressione allo zio residente a Roma, grazie alla cui influenza spera di fare carriera; a questo scopo ha organizzato una serie di visite, fra cui un’udienza papale, insieme alla famiglia dello zio. Wanda invece, all'insaputa del marito, spera che a Roma potrà finalmente realizzare il suo sogno: fare la conoscenza con l'eroe del suo fotoromanzo preferito, lo "Sceicco bianco".

Arrivati in mattinata dal paese e sistemati in albergo, Wanda, col pretesto di fare il bagno, si allontana di nascosto verso la casa di produzione del fotoromanzo. Lì viene ricevuta dalla soggettista, che le dà indicazioni su come seguire la compagnia per le imminenti riprese, effettuate sul litorale romano: senza pensarci troppo e rimuovendo completamente l'idea delle visite programmate dal marito, Wanda accetta e segue il gruppo. Sul posto incontra finalmente l'attore Fernando Rivoli, interprete dello "Sceicco", che accetta di buon grado di conoscerla e le propone addirittura una piccola parte: in realtà l'uomo è abituato a trattare con le sue numerose ammiratrici, e sfrutta occasioni simili per avere delle brevi avventure con loro. In breve Fernando propone a Wanda una gita in barca e si allontana con lei dalla riva, ma la donna, pur infatuatissima, è troppo ligia ai suoi principi per concedersi. Anche il mito dello "Sceicco" del resto crolla bruscamente quando Wanda scopre che Fernando è sposato, e al ritorno sul luogo delle riprese assiste a una scenata di gelosia fra lui e la moglie, giunta nel frattempo. È quasi il tramonto, e la compagnia abbandona il litorale lasciando sola Wanda.

Nel frattempo, Ivan, all'oscuro di tutto, si preoccupa soprattutto di evitare uno scandalo con la famiglia dello zio: i parenti si mostrano affettuosi, ma decisamente invadenti e inclini al pettegolezzo. Lo sposo riesce a convincerli che Wanda è ammalata e non può lasciare la camera d'albergo, e si allontana con loro. La sera, avendo trovato una delle lettere che lo "Sceicco" aveva inviato a Wanda, Ivan capisce che la moglie si è allontanata per lui e teme una fuga definitiva, che lo screditerebbe senza rimedio di fronte allo zio e a tutto l'ambiente della provincia. Si reca al commissariato e dopo infinite esitazioni, terrorizzato da un possibile scandalo, accetta di fornire le generalità della scomparsa; poi, girovagando disperato a notte alta, incontra in una piazza romana due simpatiche prostitute, la romana Cabiria e la veneta Assunta, che lo consolano e con cui lui si intrattiene innocentemente.

L'indomani in albergo per Ivan si ripresenta il problema di giustificare l'assenza della moglie di fronte ai parenti, anzi è reso più grave dal fatto che lo zio è riuscito a rinviare l'udienza papale, ma si aspetta finalmente di conoscere la nipote acquisita; in precedenza questa, in preda a sensi di colpa, aveva ingenuamente tentato il suicidio gettandosi nel Tevere, con il solo effetto di cadere su un punto più basso dell'argine, e, notata da un "fiumarolo", aveva passato la notte in ospedale. Ivan, grazie a una segnalazione della polizia, riesce in extremis a raggiungere l'ospedale e a ritrovare la moglie: le spiegazioni sono rimandate a dopo, in quanto la prima cosa da fare è raggiungere al più presto Piazza San Pietro per l'incontro con gli zii e l'udienza papale.

Wanda è disperata e non sa se è ancora degna del perdono di Ivan: ma questo probabilmente avverrà, dato che lei non è arrivata al punto di darsi a un altro uomo, e soprattutto gli zii non sanno e non sospettano nulla. Il tradimento fisico non è avvenuto, le apparenze sono salve, e per la morale piccolo-borghese della provincia questo è sufficiente perché un matrimonio non sia compromesso; il film si conclude mentre tutti si avviano compostamente verso la Basilica.

La critica[modifica | modifica sorgente]

Alberto Sordi e Brunella Bovo

Giulio Cesare Castello in Cinema del 15 dicembre 1952: «Il soggetto de Lo sceicco bianco, dopo essere passato di mano in mano (ne avevano vagheggiato Antonioni e Lattuada) è ritornato come era in fondo giusto, tra quelle di Federico Fellini, che ne aveva ideato le linee maestre. Fellini era il più autorizzato a realizzarlo per due motivi: anzitutto la sua antica giovanile esperienza fumettista, a giorno di tutti i segreti e i retroscena di un mondo che ora si proponeva di deformare ironicamente; e poi la sua spiccata propensione per certo caustico osservare, per certo gusto della farsa di costume...»

Altre informazioni[modifica | modifica sorgente]

Manifesti e locandine[modifica | modifica sorgente]

I manifesti e le locandine del film furono realizzati dai pittori cartellonisti Carlantonio Longi e Enrico De Seta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rete degli Spettatori

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Guido Aristarco, Lo sceicco bianco, in: "Cinema Nuovo", n° 1, novembre 1952.
  • (EN) Frank M. Burke, "Variety Lights, The White Sheik, and Italian Neorealism", in Film Criticism, Inverno 1978, Volume 3, n° 2, p. 53-66.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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