E la nave va

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E la nave va
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1983
Durata 132 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere commedia, drammatico, musicale
Regia Federico Fellini
Soggetto Federico Fellini, Tonino Guerra testi delle opere liriche di Andrea Zanzotto
Sceneggiatura Federico Fellini, Tonino Guerra
Produttore Franco Cristaldi
Fotografia Giuseppe Rotunno
Montaggio Ruggero Mastroianni
Musiche Gianfranco Plenizio
Scenografia Dante Ferretti, collaboratore Valeriano Trubbiani[1]
Costumi Maurizio Millenotti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

E la nave va è un film del 1983 diretto da Federico Fellini. Nella sceneggiatura originale il piroscafo "Gloria N." salpa dal porto di Napoli. Nel film compare la ballerina e coreografa tedesca Pina Bausch.

A E la nave va... è ispirato il monumento, sito nel cimitero di Rimini, sotto il quale riposano Federico Fellini, Giulietta Masina e il loro figlio Federichino, morto prematuramente. La scultura, opera di Arnaldo Pomodoro, è intitolata Le Vele.

Altro riferimento monumentale al film di Fellini è Mater amabilis, grande gruppo scultoreo opera di Valeriano Trubbiani, collocato in una piazza centrale di Ancona. Esso rappresenta il rinoceronte trasportato dalla nave ove si svolge tutta la storia; dopo il naufragio, come si spiega negli ultimi fotogrammi, il rinoceronte si salvò e riuscì ad arrivare nel porto di Ancona, dove, sulle banchine diede alla luce un figlio, rivelando di essere una femmina[2]. Valeriano Trubbiani ha collaborato con Dante Ferretti alla scenografia dell'opera[1].


Trama[modifica | modifica wikitesto]

1914: il piroscafo "Gloria N." salpa dal molo n. 10 di un non meglio definito porto italiano con a bordo le ceneri della "divina" cantante lirica Edmea Tetua. Meta della crociera: l'isoletta di Erimo nel Mar Egeo, nelle cui acque - per ottemperare alle ultime volontà del soprano - le ceneri dovranno essere sparse.

A bordo della nave, celebrità varie, nobili e amici della defunta artista, descritti con un'ironia comprensiva e impietosa al contempo stesso dal giornalista Orlando, a bordo per redigere una cronaca dell'evento. A bordo è presente persino un rinoceronte, ammalato di tristezza d'amore, che saltuariamente viene visitato dai passeggeri.

Il corso della storia irrompe però con forza: a Sarajevo il granduca Ferdinando è ucciso e la Prima guerra mondiale scoppia; contemporaneamente, il comandante della nave si trova costretto a dover soccorrere dei naufraghi serbi.

In vista della meta, il piroscafo italiano incrocia una corazzata austriaca e viene colpito ed affondato.

Nell'ultima scena Orlando, il giornalista informa il pubblico del fatto che i passeggeri non tutti sono morti[3]:

Un idrovolante ha recuperato i superstiti della scialuppa Aurora [...] La scialuppa Stella del nord è miracolosamente arrivata ad Ancona[...] Per quanto mi riguarda io ho una grande notizia da darvi: Lo sapevate che il rinoceronte dà un ottimo latte?

Nel dir questo il giornalista si scherma le labbra con la mano per non farsi sentire dal rinoceronte, il secondo passeggero della barca, che finalmente sereno, mangia un ciuffo d'erba.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Voce su Trubbiani dell'Enciclopedia Treccani
  2. ^ Scheda sul monumento dal sito dell'Università di Urbino
  3. ^ Paolo Fabbri - Semiotica online - Articoli

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