Viale del tramonto

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Viale del tramonto
Swanson Viale del tramonto.JPG
Gloria Swanson interprete di Norma Desmond
Titolo originale Sunset Blvd.
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1950
Durata 110 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1.37:1
Genere drammatico
Regia Billy Wilder
Sceneggiatura Billy Wilder, Charles Brackett
Produttore Charles Brackett
Casa di produzione Paramount Pictures (con il nome A Paramount Picture)
Fotografia John F. Seitz
Montaggio Arthur P. Schmidt
Effetti speciali Gordon Jennings (effetti fotografici)
Tema musicale * Johann Sebastian Bach
Scenografia Hans Dreier, John Meehan

Sam Comer e Ray Moyer (arredamento)

Costumi Edith Head
Trucco Wally Westmore
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« - Siete Norma Desmond, sì!, la famosa attrice del muto. Eravate grande!
- Io sono sempre grande, è il cinema che è diventato piccolo! »
(Joe Gillis e Norma Desmond in un dialogo del film.)

Viale del tramonto (titolo originale Sunset Boulevard) è un film noir del 1950 diretto da Billy Wilder con William Holden, Gloria Swanson ed Erich von Stroheim.

Apprezzato dalla critica fin dalle prime proiezioni, il film ricevette 11 nomination agli Oscar, vincendo tre statuette. Uscito il 4 agosto 1950 negli Stati Uniti è ancora oggi uno dei film più noti e apprezzati del cinema americano.

La sceneggiatura, scritta dallo stesso Wilder in collaborazione con Charles Brackett e D.M. Marshmann Jr., non nasconde una forte critica ai cinici meccanismi e alle stravaganze di Hollywood, in particolare dello star system.

Nel 1989 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1] Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al dodicesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al sedicesimo posto.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Gloria Swanson e William Holden interpretano Norma Desmond e Joe Gillis

La vicenda narrata nel film ci viene presentata con un lungo flashback del protagonista, Joe Gillis, giovane soggettista di Hollywood, il cui cadavere galleggia nella piscina di una villa sul Sunset Boulevard, a Los Angeles. Il racconto in prima persona da parte di un morto fu un paradosso narrativo che aveva però una giustificazione poetica, poiché il film si poneva come grande omaggio al cinema del passato (espediente analogo tuttavia a quello utilizzato dallo stesso regista nel film da lui diretto nel 1944, La fiamma del peccato).

Il racconto di Gillis inizia spiegando come, sei mesi prima, fuggendo dagli emissari di una società finanziaria che volevano sequestrargli l'automobile come pagamento per i suoi debiti, egli trova casualmente rifugio nella villa di Norma Desmond, una cinquantenne ex-diva del cinema muto, ritiratasi a vivere in solitudine. La villa è immensa, ma ha un che di fatiscente come se fosse abbandonata. Accolto dal maggiordomo Max, Gillis viene scambiato dalla Desmond per uno dei necrofori incaricati del funerale della propria scimmietta.

Incuriosito dalla grottesca circostanza e dalla decadenza dell'ambiente, Gillis fa la conoscenza dell'attrice, che vive ormai di ricordi, attorniata da centinaia di sue fotografie e nel totale disprezzo per il cinema moderno, che considera rovinato e corrotto dall'avvento del sonoro e del Technicolor. Poiché sogna un ritorno alla celebrità, la Desmond impone a Gillis di visionare il copione di un film di cui lei ha curato la stesura, incentrato sul personaggio di Salomè, e per questo lo ospita, trattenendolo nella sua isolata e sfarzosa dimora. Le intenzioni dell'attrice vanno però al di là di un semplice rapporto di lavoro: essa, infatti, s'innamora di Joe, lo lusinga con costosi regali, ma viene da lui rifiutata. Durante il party di capodanno, in un impeto d'ira la Desmond colpisce Gillis, che fugge dalla villa.

Rifugiatosi in casa dell'amico Artie Green, v'incontra la giovane fidanzata di questi, Betty Schaefer, una ragazza conosciuta tempo prima negli uffici della Paramount. Durante la serata, Gillis telefona a Max, maggiordomo della Desmond, per farsi spedire indietro i propri effetti personali, ma scopre che l'attrice ha tentato il suicidio. Sconvolto, il giovane si precipita al suo capezzale, promettendole di non lasciarla ancora.

Nancy Olson interpreta Betty Schaefer

Da questo punto in avanti Gillis conduce una doppia vita: passa le giornate nella villa in compagnia della Desmond mentre, di sera, esce di soppiatto per recarsi presso gli studios della Paramount e scrivere insieme a Betty il soggetto per un film. Quando Betty gli confessa, però, il suo amore per lui e gli chiede di sposarlo, Joe rimane turbato e se ne va senza darle una risposta. Norma, scoperto il motivo delle misteriose uscite notturne di Gillis, ormai al culmine della pazzia e rosa dalla gelosia, telefona a Betty raccontandole della doppia vita di Joe. Questi la scopre durante la conversazione e invita la ragazza a recarsi alla villa di Sunset Boulevard per chiarire la faccenda. Quando la ragazza arriva, Gillis le spiega della sfarzosa vita che conduce con la matura Norma; scioccata e affranta, la ragazza fugge in lacrime. Gillis si reca dunque in camera, intenzionato a fare i bagagli e ad andarsene; Norma lo insegue fino in giardino e gli spara tre colpi di pistola, uccidendolo. Il corpo senza vita di Joe cade nella piscina.

Si torna così all'inizio della vicenda, sul bordo della piscina. All'arrivo della polizia, Norma Desmond appare completamente estraniata dalla realtà e non comprende cosa stia succedendo veramente. Il fido maggiordomo Max, che si scopre essere il suo pigmalione e primo marito, le dice che sono arrivati gli operatori del cinegiornale per la produzione del film del suo rientro nel cinema. La diva, credendo che ci sia il suo regista Cecil B. DeMille pronto a filmarla, scende allora maestosamente le scale e, circondata dai reporter, si sente l'attrice acclamata di un tempo. Dopo aver ringraziato tutti i presenti, guardando la cinepresa pronuncia la famosa battuta finale:

« Mr. De Mille, sono pronta per il primo piano. »

Il tema[modifica | modifica sorgente]

Viale del tramonto è considerato uno dei più bei film di Hollywood sul divismo[2] e sul cinema del passato. Norma Desmond incarna un fantasma che sia il pubblico che lo studios system sembrano aver dimenticato, quello degli ex-divi, un tempo acclamati come semidei e ora ridotti a relitti abbandonati. Non a caso, la vita attuale di Norma Desmond ha qualcosa di funereo, di fatiscente, ma ha anche un fascino sublime, che strega il protagonista come anche lo spettatore.

Durante la scena della proiezione privata, Joe scopre tutta la potenza del cinema muto e la forza espressiva del primo piano, perdute con l'avvento del sonoro. «Non avevamo bisogno di parole, avevamo dei volti!» dice Norma a Joe. Il film mostra quindi con ambiguità sia la grandezza del divismo, sia i suoi orrori: Norma uccide Joe in preda alla pazzia e, mentre viene portata via dagli infermieri e dai poliziotti, crede di andare a girare in studio.

La scelta del cast[modifica | modifica sorgente]

A causa di numerose defezioni, la scelta degli attori non fu facile per Wilder. Il ruolo di Joe Gillis fu affidato inizialmente a Montgomery Clift, il quale ruppe il contratto due settimane prima dell'inizio delle riprese; fu quindi contattato Fred MacMurray, che non accettò di interpretare un personaggio con le caratteristiche di un gigolò; fu quindi proposto Marlon Brando, che la produzione scartò in quanto non abbastanza conosciuto. Gene Kelly firmò un pre-accordo ma la MGM, che aveva con lui un contratto di esclusiva, oppose il veto. William Holden fu dunque la classica scelta di ripiego, peraltro tenacemente contrastata da Wilder. Paradossalmente, Wilder scritturò successivamente Holden per altri suoi film, e fra loro proseguì una fruttuosa collaborazione professionale.

Altrettanto difficile fu la scelta dell'attrice protagonista, che si volle cercare tra vere dive del cinema muto; Mae West fu la prima a declinare, in quanto si giudicava troppo giovane per la parte, poi Mary Pickford diede forfait dopo che la sua richiesta di apportare alcune modifiche alla sceneggiatura, a tutela della propria immagine, venne rifiutata. Successivamente Pola Negri fu scartata a causa del suo forte accento polacco, mentre Greta Garbo non prese neppure in considerazione la proposta; solo alla fine fu contattata Gloria Swanson, diva del muto che negli ultimi quindici anni aveva girato un solo film e la cui situazione, dunque, aveva molti parallelismi con quella del suo personaggio, così come Erich von Stroheim, nei panni del maggiordomo ed ex-regista Max.

Altri tre divi del cinema muto, Buster Keaton, Anna Q. Nilsson e H.B. Warner, furono scelti per interpretare camei nei ruoli dei pochi amici di Norma Desmond (visibili nella scena della partita a bridge).

La sceneggiatura e le riprese[modifica | modifica sorgente]

Già nel 1948 Wilder e Brackett avevano iniziato a lavorare al film, non rimanendo però soddisfatti del risultato; determinante fu la collaborazione con D.M. Marshan Jr., un ex-giornalista di Life che aveva colpito i due autori per lo stile con cui aveva recensito in quell'anno Il valzer dell'imperatore. Fonte d'ispirazione per gli autori fu la vicenda di Mabel Normand, un'attrice morta nel 1930, travolta da uno scandalo nel 1922 poiché sospettata dell'omicidio del suo collega e amante William Desmond Taylor. Dai nomi dei due personaggi ebbe origine il nome di Norma Desmond.

Quando iniziarono le riprese solo un terzo della sceneggiatura era stata stesa. Wilder desiderava vedere che cosa sarebbe scaturito dall'alchimia fra gli attori, prima di decidere diversi particolari della storia. Originariamente il film iniziava in una camera mortuaria, dalla quale il cadavere di Gillis raccontava la sua storia. La scena non ebbe successo: durante un'anteprima ad Evanston, nell'Illinois, il pubblico scoppiò a ridere. Fu dunque elaborata l'idea della piscina.

Il critico Richard Corliss paragonò il personaggio di Norma Desmond a quello di Dracula perché seduttrice e assassina, mentre la figura di Max è associata a Il fantasma dell'opera di Gaston Leroux. Wilder rifiutò l'etichetta di commedia nera per Sunset Boulevard.

Elemento di notevole importanza nel film sono le luci, per le quali Wilder contattò John F. Seitz, che era già stato suo collaboratore per La fiamma del peccato. Particolare attenzione fu data, sotto questo punto di vista, alle scene del funerale della scimmia della Desmond e della proiezione privata del film. Particolarmente difficile fu la preparazione della scena in cui, dal fondo della piscina, si vede il cadavere di Gillis galleggiare sull'acqua: un primo esperimento fu fatto con una cinepresa che venne immersa nell'acqua con la protezione di una speciale scatola, ma Wilder non ne fu soddisfatto; la soluzione definitiva fu dunque quella di piazzare sul fondo della piscina uno specchio, e filmare il riflesso del corpo galleggiante di Gillis-William Holden. Questo secondo tentativo ebbe successo, anche per l'effetto distorto che le immagini dei poliziotti sul bordo della grande vasca assumevano nello specchio.

Per dare all'abitazione di Norma Desmond l'aspetto di un luogo in decadenza, Wilder chiese inoltre ad alcuni cineoperatori di soffiare della pietra pomice sbriciolata sull'obiettivo della cinepresa, prima del ciak.

Nella versione italiana, Joe Gillis giunge a casa dell'amico e questi lo presenta come sospettato di spionaggio; nell'originale, però, egli veniva presentato come sospettato di avere ucciso la Dalia Nera.

L'oggettistica originale[modifica | modifica sorgente]

DeMille e Swanson negli studios

Le fotografie che ricoprono le pareti della casa di Norma Desmond provenivano dalla collezione di Gloria Swanson; un particolare curioso riguarda il film proiettato nella sala privata della villa della Desmond, che nella finzione vedeva protagonista la stessa diva: si tratta de La regina Kelly (1927), con la stessa Swanson protagonista e diretto peraltro da Erich von Stroheim, rimasto poi incompiuto proprio a causa del licenziamento del regista da parte dell'attrice, che era anche produttrice, e poi per l'avvento del sonoro. Il film era inedito all'epoca e le immagini apparse in Viale del tramonto furono per decenni le uniche mai mostrate al pubblico.

Durante la visita agli studi Paramount, la Desmond viene accolta dal regista Cecil B. DeMille, nel ruolo di se stesso, il quale sta effettuando delle riprese. La sequenza è stata filmata sul vero set del film cui il regista stava lavorando all'epoca: Sansone e Dalila. La grande limousine di proprietà della Desmond è un'Isotta-Fraschini Tipo 8A degli anni venti ed è oggi conservata al Museo dell'automobile di Torino.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora, vincitrice del premio Oscar e del Golden Globe, fu composta da Franz Waxman e pubblicata su CD solo nel 2002, in un’edizione in cui l’intera colonna sonora fu ri-registrata da Joel McNeely e dalla Scottish Symphony Orchestra.[3]

Il musical[modifica | modifica sorgente]

Una versione musicale del film, intitolata Sunset Boulevard è stata realizzata dal barone Andrew Lloyd Webber con liriche e libretto di Don Black e Christopher Hampton ed esordì al Sydmonthon Festival nel 1992 prima di aprire a Londra, l'anno successivo. La trama del musical segue fedelmente quella del film, eliminando la gran parte dei dialoghi per rimpiazzarli con canzoni (le più famose sono With One Look, As If We Never Said Goodbye e The Perfect Year) e con una scenografia molto simile.

La produzione piacque molto a Billy Wilder, che definì Patti LuPone, la cantante che ricopriva il ruolo di Norma Desmond, una "vera diva".

Le reazioni[modifica | modifica sorgente]

Il film provocò grande malcontento nello show-business: Louis B. Mayer sottolineò il disappunto che provava nel vedere Wilder criticare l'industria che gli dava da vivere. Mae Murray, diva del muto, contemporanea della Swanson, si dichiarò offesa dal personaggio di Norma Desmond.

Di parere opposto furono i critici: tra gli altri, Time lodò il film, definendolo «...il lato peggiore di Hollywood raccontato nel modo migliore». Il film fu proiettato al Radio City Music Hall per sette settimane, nel corso delle quali guadagnò oltre un milione di dollari e divenne un grande successo anche grazie alla tournée di Gloria Swanson, che visitò 33 città statunitensi per promuovere la pellicola.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 3 gennaio 2012.
  2. ^ Bernardi, cit., pag. 151.
  3. ^ Soundtrack details: Sunset Blvd, SoundtrackCollector. URL consultato il 17 marzo 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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