La fiamma del peccato

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La fiamma del peccato
Double indemnity screenshot 10.jpg
I titoli originali del film
Titolo originale Double Indemnity
Paese di produzione USA
Anno 1944
Durata 107 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere thriller, noir
Regia Billy Wilder
Soggetto James M. Cain (romanzo)
Sceneggiatura Billy Wilder, Raymond Chandler
Produttore Buddy G. DeSylva, Joseph Sistrom
Fotografia John Seitz
Effetti speciali Farciot Edouart
Musiche Miklós Rózsa
Scenografia Hans Dreier, Hal Pereira
Costumi Edith Head
Trucco Wally Westmore
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

La fiamma del peccato (Double Indemnity) è un film del 1944 diretto da Billy Wilder e da lui sceneggiato, insieme a Raymond Chandler, sulla base di un rinomato romanzo breve di James Cain.

Pellicola esemplare del genere noir, nel 1992 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1] Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al trentottesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[2] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al ventinovesimo posto.[3]

La pellicola è una tra le preferite da Woody Allen, che le rende omaggio nel suo film Misterioso omicidio a Manhattan riportandone una breve sequenza e alcune citazioni</ref>

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Barbara Stanwyck e Fred MacMurray

Il film è strutturato come un continuo flash-back: inizia infatti dalla fine della storia, quando il protagonista maschile, l'agente assicurativo Walter Neff, rientra in tarda serata nel suo ufficio presso la compagnia assicuratrice Pacific-All Risk. Nonostante sia stato gravemente ferito da un colpo di rivoltella, Neff riesce a narrare la sua storia al dittafono del collega Barton Keyes.

La trama si svolge quindi come in un racconto, con la voce del protagonista che rievoca la vicenda, interrotta solo dalle scene di dialogo: Neff racconta di come sia stato sedotto da Phyllis Dietrichson,[4] una moglie insoddisfatta, che lo convince a eliminare il marito, parecchio più anziano di lei, scontroso e avaro, dopo averle fatto stipulare a suo beneficio (con uno stratagemma) una cospicua polizza d'assicurazione sugli infortuni.

Per limitare al minimo i sospetti e rendere al contempo valida la clausola di doppia indennità (il capitale liquidato in caso di morte viene raddoppiato se si tratta di infortunio ferroviario, da cui il titolo originale del film), Neff elabora un piano che prevede l'uccisione del marito, il trasporto del cadavere con l'auto da parte della complice Phyllis lungo i binari poco prima che transiti il treno su cui Neff (vestito come la vittima) sia stato visto salire e dal quale scenderà non visto, approfittando di un rallentamento usuale in quel tratto.

Ma Neff non ha tenuto conto della doppiezza della sua complice, né del fiuto e della tenacia del suo collega Barton Keyes, responsabile dell'Ufficio Sinistri della compagnia presso cui Neff lavora. Famoso l'incipit del racconto-confessione, a voce del protagonista-narratore: «Io ho ucciso per denaro... e per una donna. E non ho preso i soldi... e non ho preso la donna».[5] Altrettanto indimenticabile è l'ultima battuta di Phyllis prima della resa dei conti: «No, io non ti ho mai amato, non ho mai amato nessuno. Sono guasta dentro.»

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Rifacimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei decenni il lungometraggio di Billy Wilder ispirato a La morte paga doppio di James Cain è stato oggetto di vari rifacimenti e di nuove trasposizioni, sia sul grande sia sul piccolo schermo, più o meno fedeli all'originale. Tra questi vi è l'intrigante ed erotico Brivido Caldo, film noir del 1981 diretto da Lawrence Kasdan, che rese celebre l'allora sconosciuta e bellissima Kathleen Turner facendola immediatamente diventare una star di prima grandezza nel firmamento di Hollywood.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  2. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  3. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  4. ^ Famoso il braccialetto indossato alla caviglia da Barbara Stanwyck che divenne il simbolo della femme fatale, sensuale, perversa, letale
  5. ^ La scena finale in origine prevedeva l'esecuzione nella camera a gas di Walter Neff, Wilder dopo aver effettivamente girato la scena, la ritenne superflua ed eccessivamente macabra, inoltre pensò che come finale funzionasse meglio la scena che precedeva l'esecuzione, di conseguenza cambiò l'ultima frase del film (la versione precedente prevedeva una frase che serviva da transizione) e eliminò dal film la scena della camera a gas. Some Like It Wilder: The Life and Controversial Films of Billy Wilder Di Gene D. Phillips. Google Libri. Riportato il 19 luglio 2012.

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