Pola Negri

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Pola Negri (1923)

Pola Negri, nome d'arte di Barbara Apolonia Chałupiec (Lipno, 31 dicembre 1894San Antonio, 1º agosto 1987), è stata un'attrice cinematografica, cantante e ballerina polacca che, trasferitasi negli Stati Uniti, diventò a Hollywood una stella di prima grandezza, conosciuta e ammirata in tutto il mondo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1913 si trasferisce a Varsavia per studiare arte drammatica e fa le sue prime apparizioni sul palcoscenico nel Balletto Imperiale. Nel 1914, debutta nel film di produzione russo-tedesca Niewolnica zmyslów (in russo Raba strastei, raba poroka).

I film tedeschi[modifica | modifica wikitesto]

Tre anni dopo, nel 1917, si trasferisce in Germania su richiesta dell'impresario e regista teatrale Max Reinhardt. Il suo primo film tedesco è un cortometraggio, Zügelloses Blut, prodotto dalla Saturn-Film, una casa di produzione per cui girerà anche Die toten Augen, diretta da Kurt Matull. Continua, comunque, a lavorare ancora in Polonia con Aleksander Hertz. In Germania, Ernst Lubitsch, il celebre regista berlinese, la vuole come protagonista in diversi film: Gli occhi della mummia, Sangue gitano, Madame du Barry, Sumurun, Lo scoiattolo. L'attrice è diretta da Lubitsch anche in Die Flamme, cupa storia di una mondana parigina, l'ultimo film che il regista gira a Berlino prima di imbarcarsi per gli Stati Uniti dove viene chiamato da Mary Pickford[1]. Il film, distribuito dalla Paramount Pictures, apre la strada all'attrice polacca, facendola conoscere al grande pubblico americano.

Hollywood[modifica | modifica wikitesto]

Pola Negri saluta gli ammiratori

Il produttore Jesse L. Lasky aveva assistito, nel 1919 a Berlino, alla prima di Madame du Barry e, nel 1921, invitò Pola Negri a Hollywood, facendole firmare un contratto per la Paramount. Il 12 settembre 1922, l'attrice, accolta in maniera trionfale, sbarca a New York. In California, dove si trasferisce, si ritrova a lavorare ancora una volta, l'ultima, con Lubitsch in La zarina: il film, quando esce nelle sale, è un tale successo che la pellicola - grazie allo stile recitativo inconfondibile e alle eccelse doti drammatiche di Pola - procura fama internazionale all'attrice, che diventa una star.

Nel 1927, diede la sua interpretazione migliore nel ruolo della cameriera che si innamora di un soldato in L'ultimo addio di Mauritz Stiller.

Il cinema sonoro[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire degli anni '20, con l'avvento del sonoro, iniziò il suo declino: la voce di Pola Negri risultava infatti piuttosto dura e la sua recitazione eccessivamente enfatica. Nel 1930 tornò in Europa dove prese parte a qualche film di scarso rilievo. All'inizio della seconda guerra mondiale tornò nuovamente in America e apparve nella parte di una cantante d'opera in Hi Diddle Diddle. La sua ultima interpretazione è stata nel film Giallo a Creta nel 1964.

Il matrimonio col principe Mdivani

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1921 divorziò dal suo primo marito, Eugene Dambski, col quale aveva vissuto dieci anni. In seguito venne ingaggiata per recitare con il grande Rodolfo Valentino, col quale visse un'intensa storia d'amore: "Insieme, potevano veramente restaurare la coppia regale infranta. Pola era una vera grande attrice, persa in quel grosso tritacarne che poteva diventare in ogni momento Hollywood, che la fece infatti a pezzi. Di lei, con Valentino, ci resta un disco registrato nel 1924: lei aveva una voce splendida, da grande cantante, meglio forse di Marlene o di Zarah Leander"[2]. Il suo secondo matrimonio, nel 1927, fu col principe russo Serge Mdivani, unione che durò però solo quattro anni. Negli ultimi tempi l'attrice condusse un'esistenza ritirata, concedendo solo poche apparizioni in pubblico, fino alla sua morte avvenuta nell'agosto del 1987, all'età di novantadue anni. Nel 1970, era uscita la sua autobiografia, intitolata Memoirs of a Star.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Per il suo contributo all'industria cinematografica, le fu assegnata una stella nella Hollywood Walk of Fame al 6140 di Hollywood Blvd.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Film o documentari dove appare Pola Negri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guido Fink, Ernst Lubitsch, Il castoro cinema, La nuova Italia ed., Firenze - maggio 1977
  2. ^ Loredana Leconte, Fascino Latino in "A sud della passione", ed. Charta, dicembre 1995 pag. 93 ISBN 88-8158-048-9

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