Rapina a mano armata (film)

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Rapina a mano armata
Rapina a mano armata 1956 screen hd.png
Una scena del film
Titolo originale The Killing
Paese di produzione USA
Anno 1956
Durata 83 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere noir, thriller
Regia Stanley Kubrick
Soggetto Lionel White (romanzo)
Sceneggiatura Stanley Kubrick
Produttore James B. Harris
Fotografia Lucien Ballard
Montaggio Betty Steinberg
Effetti speciali Jack Rabin, Louis Dewitt, Paul Eayler
Musiche Gerald Fried
Scenografia Ruth Sobotka Kubrick
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Rapina a mano armata (The Killing) è un film del 1956 diretto da Stanley Kubrick, tratto dal romanzo omonimo di Lionel White.

Come nel romanzo da cui è tratto, il film racconta la storia di una complessa rapina a un ippodromo da più punti di vista. Quello principale è di Johnny Clay (Sterling Hayden), l'organizzatore del colpo, che pianifica un meccanismo criminale quasi perfetto che si inceppa solo per colpa del caso. Kubrick sceglie di privilegiare una struttura diegetica non lineare, con diversi e continui salti indietro e in avanti nel tempo, piuttosto che la classica consequenzialità temporale del racconto. L'impostazione del film ha trovato una rielaborazione moderna nella trama di Slevin - Patto criminale (2006).

Trama[modifica | modifica sorgente]

Johnny Clay ha scontato cinque anni di prigione. Appena uscito è pronto per un colpo all'ippodromo di Long Island, New York, che ha avuto tempo di organizzare nei minimi particolari. Uno dei punti di forza del colpo è l'eterogeneità della banda, composta da tutti incensurati e insospettabili, nessuno dei quali è a conoscenza della dinamica completa dell'azione criminosa. Tutto è in mano a Clay, mente e autore materiale di quella che dovrà essere una memorabile rapina a mano armata.

Si comincia con la presentazione dei membri del gruppo.

George Peatty è uno dei cassieri dell'ippodromo. Il suo compito è quello di aprire una porta dall'interno a Johnny, in un momento di confusione che sarà necessario per irrompere nella sala della cassaforte. È l'anello debole del gruppo. Innamoratissimo della moglie Sherry, la quale lo tradisce, non saprà nasconderle il piano. A seguito della confidenza, nell'avida donna si innescherà l'idea di un contropiano mirato a soffiare il bottino e scappare con l'amante, idea che risulterà fatale per il colpo.

Marvin Unger è un vecchio allibratore che ha approntato 2.500 dollari necessari per ingaggiare l'ex lottatore Boris, il cui compito sarà quello di inscenare la rissa che serve a distrarre i poliziotti facilitando l'ingresso di Clay nel forziere dell'ippodromo, e il tiratore Nikky Arcane, che per 5.000 dollari dovrà sparare ad un cavallo dell'ultima corsa, espediente necessario per permettere quel ritardo nel pagamento delle scommesse durante il quale Johnny entrerà in azione.

Randy Kennan è un poliziotto indebitato e insoddisfatto della propria condizione. Il suo ruolo sarà quello di raccogliere il sacco pieno di soldi che Johnny lancerà da una finestra a colpo completato. Quindi industurbato dovrà portarlo nel luogo previsto, vale a dire nel bungalow affittato da Johnny proprio a questo scopo.

Mike è l'anziano barista dell'ippodromo. Ha una moglie malata e bisognosa di cure che lui non può permettersi di offrirle. Dovrà introdurre il fucile che servirà a Johnny per la rapina.

Il giorno della rapina fila tutto liscio tranne che per Nikky che, un attimo dopo aver abbattuto il cavallo come previsto, è scoperto da un poliziotto che gli spara e lo uccide. A parte questo sembrano non esserci altri problemi; con i quasi due milioni di dollari nel nascondiglio di Clay e con l'intera banda che, come previsto, alla sera si riunisce in attesa di Johnny per spartirsi il bottino. Invece un problema c'è e a causarlo è l'avidità di Sherry, la moglie di George. Questa, saputo del colpo, ne ha informato il suo amante che, con un complice, si presenta al raduno della banda, armi alla mano, per sottrarre il bottino. Ma Clay, a causa del traffico, è in ritardo, dunque ancora non c'è nemmeno un dollaro né da dividere né da trafugare. Inoltre George, nella stanza accanto al momento dell'irruzione dei due rapinatori, accecato dalla gelosia e dalla rabbia, si scaglia pistola alla mano contro lo spavaldo amante della moglie innescando la strage (The Killing) della quale ci viene mostrato solo l'effetto finale. Tutti uccisi, tranne George che, ferito e stravolto esce da quella "stanza della morte" e mentre sta per dirigersi a casa è incrociato da Johnny che, capito che qualcosa è andato storto, fa appena in tempo ad allontanarsi ed evitare l'arrivo della polizia. George si trascina a casa per fare giustizia anche della moglie. Le dichiara il suo amore, le spara e poi crolla esanime.

Johnny compra una grande valigia, vi trasferisce tutto il denaro e poi si reca all'aeroporto dalla sua Fay con la quale aveva già pianificato la partenza per Boston. Johnny vorrebbe portare la valigia come un bagaglio a mano ma le dimensioni della stessa fanno nascere una questione che lo mette in imbarazzo. Il responsabile della compagnia gli propone di pagare un biglietto a costo ridotto se vuole portarsela dietro mentre un altro impiegato suggerisce una soluzione più semplice, quella di farla viaggiare assicurata una volta denunciato il valore del contenuto. A malincuore Johnny sceglie di farla passare come bagaglio semplice, dopo aver minimizzato non senza nervosismo sul fatto che non contenga alcunché di valore.

Quando Johnny e Fay stanno per imbarcarsi, vedono con apprensione la propria grande valigia sopra un castello di tanti altri bagagli viaggiare su un vagone del trenino che un addetto sta dirigendo verso l'aereo in partenza. Un cagnolino sfugge dalle mani di una signora che sta per imbarcarsi, attraversa il piazzale e taglia la strada proprio a quel trenino facendo sterzare bruscamente il suo autista. La pesante valigia posta sopra a tutte le altre si sbilancia, cade sull'asfalto e aprendosi sparge al vento i due milioni di dollari.

Johnny e Fay si allontanano, escono dall'aeroporto, provano a prendere un taxi ma sono presto individuati e quando due poliziotti armati si avvicinano e la ragazza fa come per scappare, mentre Johnny, rassegnato e sconfitto, attende che vengano ad arrestarlo.

Commento[modifica | modifica sorgente]

Terzo lungometraggio del ventottenne Stanley Kubrick. Fu il primo film prodotto insieme ad Harris, col quale realizzò poi anche Orizzonti di gloria (Paths of Glory) (1957) e Lolita (1962). La sceneggiatura vide la collaborazione ai dialoghi di Jim Thompson (anche con lui il connubio si rinnovò per il successivo Orizzonti di gloria), e le riprese durarono circa 20 giorni, dunque molto poco, mentre per il montaggio furono impiegati diversi mesi.

Kubrick si immerge nel noir raccogliendone tutti i caratteri più significativi e al tempo stesso rivitalizza un genere già consolidato nella sua grammatica, inserendo un elemento di assoluta novità narrativa: il flashback sincronico. L'idea viene direttamente dal libro di Lionel White Clean break (uscito in Italia dopo il film, anch'esso con il titolo Rapina a mano armata) nel quale appunto la narrazione non segue un filo cronologico lineare ma ritorna sugli stessi avvenimenti della rapina più volte a seconda del personaggio che li descrive e che quindi dà di una stesso episodio un suo personale punto di vista. L'idea che questo si potesse tradurre in una narrazione cinematografica ha reso un ottimo romanzo noir (così lo definì Kubrick) un film che è entrato a far parte della storia del cinema. Si trattò infatti di una novità assoluta per un cinema che conosceva già la tecnica del flashback, utilizzato però sino ad allora, semplicemente per inserire nella narrazione presente un episodio passato. Con il flashback sincronico lo spettatore è aiutato nel poter rivivere una stessa scena osservando azioni che si svolgono in contemporanea e che una narrazione lineare rischierebbe di non sottolineare a sufficienza. In questo caso Kubrick vuole la massima attenzione sugli eventi strettamente connessi alla realizzazione del colpo, così da non perdere niente su come agiscono i vari soggetti. Lo stesso non avviene per le altre parti del film. Addirittura la strage, culmine drammatico ed evento centrale come dimostra lo stesso titolo nella versione originale, si risolve in un attimo, palesandosi solo con la visione, anche questa fugace, dei corpi inanimati al suolo.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Rapina a mano armata non ottenne il successo sperato da Kubrick e da James B. Harris; a due anni dalla sua uscita, infatti, il film aveva incassato appena 30.000 $ contro i circa 330.000 che aveva richiesto.[1]

Critica[modifica | modifica sorgente]

La critica americana accolse così bene questo film da parlare di Kubrick come del nuovo Orson Welles. Il successo della pellicola è da leggersi soprattutto nella grande influenza esercitata sulla cinematografia di questo genere. La statura del suo autore è sottolineata ancora di più dal fatto che è entrato di diritto tra i più grandi registi noir di tutti i tempi pur essendosi cimentato una sola volta in questo genere e, per di più, a soli 28 anni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ John Baxter, Stanley Kubrick. La biografia, Torino, Edizioni Lindau, 1999.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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