Diegesi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Diegesi è ciò che concerne l'andamento narrativo di un'opera letteraria, teatrale o cinematografica. Per estensione vi rientrano anche i personaggi e altri dispositivi narrativi come l'ambientazione o il "tempo".

La parola ha origine aristotelica, laddove si usa per descrivere una forma di racconto narrativo indiretto rispetto alla mimesi (μίμησις) del racconto drammatico diretto. Cioè nella seconda i discorsi dei personaggi si riproducono direttamente (in inglese viene usato anche il termine showing), mentre nella prima i discorsi si sintetizzano e si sistemano secondo la necessità di chi racconta (corrispondente teorico telling). In questo senso, Gérard Genette distinguerà la "descrizione" dalla "narrazione".

Nell'analisi critica strutturalistica è dunque l'insieme delle vicende narrate, il contenuto narrativo o la "storia" di un'opera. In questo vista nella successione dei suoi elementi che non per forza devono seguire uno sviluppo causale o di successività: è il caso delle coppie filosofiche di "fabula" e "intreccio" (altrove dette rispettivamente "story" e "plot" o "storia" e "discorso") secondo cui un racconto può dislocare gli episodi secondo la sua esigenza di organizzazione del materiale (in termini di ordine, durata e frequenza), oltretutto decidendo di dare peso temporale diverso agli avvenimenti (per esempio con il passaggio di molti anni risolto in una sola frase o pagine intere che raccontano di pochissimi minuti).

In letteratura il termine "extradiegetico" è riferito alla voce dell'autore che si pone al di fuori e al di là dell'universo narrativo (la maggior parte dei testi narrativi è così, come nei Promessi Sposi); "intradiegetico" si riferisce alla voce dell'autore che è dentro al testo (voce di secondo grado, racconto nel racconto, come l'allegra brigata di Boccaccio).

Quest'ultima non va confusa con la possibilità di una narrazione in prima persona - Dante nella Commedia - o in terza persona - il Dr. Watson di Sherlock Holmes - : in questi casi, nonostante la voce narrante appartenga al racconto, essa è extradiegetica, perché la sua narrazione è di primo livello. Invece, l'Ulisse dantesco non solo è una prima persona narrante all'interno del racconto, ma è una voce di secondo grado, intradiegetica, perché narra un racconto nel racconto. In questo senso extra- ed intra-diegetico si riferiscono al livello del racconto.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grammatica del cinema#Suono diegetico ed extradiegetico.

La diegesi è una costruzione spazio-temporale che riporta azioni ed eventi portati di personaggi. È l'insieme di tutti gli elementi che appartengono alla storia raccontata e al mondo proposto e supposto dalla finzione. La diegesi è dunque sempre raccontata da un narratore che può essere più o meno visibile all'interno del racconto stesso.

Genette nei suoi studi sulla narrazione letteraria distingue due tipi di narratori: "extradiegetico", quando chi narra è fuori della storia che racconta, e "diegetico", quando chi racconta è parte della storia narrata, ma riferendosi ai personaggi, il narratore può anche essere "omodiegetico" (cioè il narratore è presente nella storia come personaggio), o "eterodiegetico" (cioè non è presente nella storia raccontata). Il cinema usufruisce delle categorie di Genette per analizzare un film. Christian Metz aggiunge un terzo tipo di narratore, il "peridiegetico", una voce narrante che appartiene al mondo della storia ma non è personificata. Un esempio di quest'ultimo è la voce narrante de L'età dell'innocenza di Martin Scorsese. Un esempio cinematografico con un narratore eterodiegetico è il film La terra trema di Luchino Visconti ed un esempio di narratore omodiegetico si trova nel film Il gabinetto del Dottor Caligari di Robert Wiene.

Nel cinema[1] l'aggettivo "diegetico" riferito al sonoro è utilizzato specificatamente per definire il suono avvertito dai personaggi della narrazione. Se un personaggio entra in una stanza dove vediamo qualcuno che sta suonando, il suono è diegetico. Tale specificazione è fondamentale per distinguere tra sonoro fuori campo e suono off (oppure off-screen), cioè non percepito dal personaggio. È il caso per esempio di una musica di commento durante una cavalcata nella prateria. Certamente in questo caso non vi sono musicisti nascosti che suonano da dietro i cactus. E in questo caso il sonoro è detto appunto "extra-diegetico". Un parodistico ma esemplificativo spiazzamento fra suono diegetico e suono off si ha in una scena del film di Woody Allen Il dittatore dello stato libero di Bananas, in cui lo spettatore viene tratto in inganno da una tipica musica di commento che si rivela invece essere udita anche dal protagonista (Fielding Mellish, interpretato dallo stesso Allen), il quale infine ne scopre la fonte: un'arpista nascosta nell'armadio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Treccani, Enciclopedia del Cinema (2003) alla voce corrispondente

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gérard Genette, Figure III, Einaudi, Torino 1976
  • Cesare Segre, Avviamento all'analisi del testo letterario, Einaudi, Torino 1985
  • Noël Burch, Il lucernario dell'infinito, Il Castoro, Milano 2001