Eyes Wide Shut

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Eyes Wide Shut
Eyes Wide Shut.jpg
Una scena del film
Titolo originale Eyes Wide Shut
Lingua originale Inglese
Paese di produzione USA, Regno Unito
Anno 1999
Durata 159 min
Colore Colore
Audio Sonoro
Rapporto 1,33:1
Genere drammatico, erotico
Regia Stanley Kubrick
Soggetto da Doppio sogno di Arthur Schnitzler
Sceneggiatura Stanley Kubrick, Frederic Raphael
Produttore Stanley Kubrick
Produttore esecutivo Jan Harlan
Fotografia Larry Smith
Montaggio Nigel Galt
Musiche Jocelyn Pook
Scenografia Leslie Tomkins
Roy Walker
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Eyes Wide Shut è un film del 1999 diretto da Stanley Kubrick.

Ultima opera del regista, tratta dal romanzo Doppio sogno di Arthur Schnitzler, uscì postuma negli Stati Uniti d'America il 16 luglio 1999 e fu presentata in anteprima europea alla 56ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il 1º settembre 1999.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

La trama del film traspone quella del romanzo dalla Vienna di inizio Novecento alla New York anni novanta. Il protagonista, il medico Fridolin diventa Bill Harford e la moglie Albertine è Alice.

Bill e Alice sono invitati a una sontuosa festa pre natalizia dal milionario Victor Ziegler. Bill, giovane e avvenente, avvicinato da due bellissime ragazze, viene improvvisamente chiamato per prestare le cure del caso a una giovane vittima di un'overdose mentre era in compagnia di Ziegler. Alice, nel frattempo, balla con un affascinante e maturo ungherese il quale non nasconde le proprie intenzioni. Lei però - pur stando al gioco - non cede ad alcuna lusinga ed è anzi prima ingelosita e poi preoccupata dell'assenza di suo marito visto poco prima in compagnia.

La sera successiva marito e moglie parlano della festa ma sotto l'effetto della marijuana la discussione assume toni rabbiosi, facendo affiorare la gelosia. Se Bill sostiene la propria fiducia nella reciproca fedeltà, Alice pare alterarsi raccontandogli di una loro precedente vacanza estiva quando, colpita dall'avvenenza di un giovane ufficiale di Marina intravisto in albergo, ne ha immaginato un rapporto sessuale nonché la fuga dal tetto coniugale. Bill ne resta fortemente turbato quando una telefonata dalla famiglia di un suo paziente appena deceduto, lo distoglie temporaneamente da una situazione critica. Recatosi a casa del defunto per porgere le condoglianze il medico inaspettatamente riceve dalla figlia un'esplicita dichiarazione d'amore che egli declina.

Oramai scosso dagli avvenimenti, Bill anziché rincasare vaga per la New York notturna, fino a farsi adescare da una giovane prostituta con la quale però non consuma alcun rapporto in quanto riceve una telefonata da Alice che non lo vede rincasare. Di nuovo in strada, Bill si reca nel locale dove si esibisce Nick Nightingale, un pianista amico ai tempi dell'università e nuovamente incontrato al party di Ziegler. Questi gli parla di un prossimo lavoro in un luogo segreto dove deve suonare a occhi bendati, dove per entrare occorrono una maschera e una parola d'ordine e trattasi di un convito orgiastico strettamente esclusivo. Bill più che mai curioso, nonostante le preghiere di Nick a desistere, riesce a conoscere alcuni dettagli come la parola d'ordine - "Fidelio" - e l'indirizzo, così di sua iniziativa si reca presso un noleggiatore di costumi slavo, il signor Milich, imbattendosi in un'ennesima situazione scabrosa. I due colgono la figlia adolescente del negoziante nascosta dietro un divano a intrattenersi con due uomini, con la conseguente ira del commerciante che giura di chiamare la polizia.

Una volta ottenuto il costume, Bill in taxi raggiunge finalmente una sontuosa villa dove assiste al convito, caratterizzato da una bizzarra funzione con officiante e baccanti nude, tutti rigorosamente con il volto coperto da maschera. L'atmosfera è inquietante, Nick suona l'organo con gli occhi bendati, accompagnando un canto-parlato maschile che risuona cupamente nel salone. Nelle altre sale Bill assiste a scene di accoppiamenti di ogni tipo quando una delle vestali lo avvicina ammonendolo del grave pericolo che corre assistendovi e pochi istanti dopo, infatti, viene portato al cospetto della loggia per essere interrogato e smascherato come intruso. La donna inaspettatamente interviene offrendosi di espiare al suo posto e ottenendo che egli venga allontanato dalla villa senza danni, a condizione di non rivelare a nessuno quanto visto.

Spaventato a morte, Bill fa rientro a casa, dove ha la brutta sorpresa di trovare Alice in preda a un incubo. Ridestatasi, la donna piangendo gli racconta di aver sognato di essere stata posseduta prima dall'ufficiale incontrato l'estate precedente e poi anche da tanti altri uomini di fronte al marito impotente, uno scenario assai simile a quello da lui vissuto poche ore prima.

Il giorno dopo Bill inizia ad indagare e scopre che Nick è stato prelevato di forza dall'albergo dove alloggiava, senza però conoscerne il destino. Bill si reca poi a restituire il costume dal signor Milich dove nuovamente straniato si rende conto di come egli abbia infine accettato di far prostituire la figlia con i due individui scoperti la sera prima. Sempre più determinato, si reca all'ingresso della villa dove riceve un messaggio più perentorio che intimidatorio. La notizia della morte di una ragazza, appresa da un giornale, lo spinge a recarsi presso una camera mortuaria dove crede di riconoscere la salma della sua salvatrice mascherata.

La stessa sera Bill viene convocato a casa di Victor Ziegler il quale, imbarazzatissimo, rivela di essere stato presente al ricevimento in quanto membro di una setta di personaggi altolocati, dove Bill si è introdotto con l'inganno e la complicità di Nick, pesantemente redarguito e allontanato. La ragazza morta è effettivamente la salvatrice e Ziegler cerca in tutti i modi di tranquillizzarlo riguardo alle circostanze della morte, un'ennesima overdose, questa volta fatale. Quanto accaduto a Bill nel convito è stata solo una macabra messa in scena per terrorizzarlo.

Tornato a casa a tarda sera Bill ritrova la moglie che dorme accanto alla maschera da lui indossata la notte precedente e piangendo le racconta tutto. Epilogo in un grande magazzino dove è Alice a concludere, con parole quasi identiche a quelle del libro, dicendo che "è un bene essersi destati dai propri sogni e che sarà meglio rimanere svegli a lungo", aggiungendo una frase conclusiva assente nel romanzo, che la sola cosa che resta a loro due di importante da fare "è scopare".

Analisi del film[modifica | modifica sorgente]

Percorsi paralleli, quelli di marito e moglie, nello smarrimento e nella presa di coscienza di sé. Percorso tutto interiore e verbale quello femminile (Kubrick sceglie di non mostrare mai il corrispettivo di ciò che Alice racconta, se non per interposta persona, da parte di Bill), percorso oggettivo (empirico) quello maschile, di cui, tuttavia, non è mai chiaro quanto sia reale e quanto sia frutto della proiezione perturbata del protagonista.

Come gli spettatori del film, anche il protagonista di quest'opera definitiva si trova a sperimentare "mediante la coscienza del disorientamento… che cosa significa veramente guardare, imparare, conoscere, vedere".

"La coscienza del disorientamento" (Annette Michelson) è precisamente ciò che per il regista consente di giungere a una più profonda comprensione del mondo, e l'occhio è ovviamente lo strumento privilegiato attraverso cui tale conoscenza si rende possibile, poiché "occorre attraversare l'accecamento per imparare nuovamente a guardare, conoscere e riconoscere la scena del mondo". Il titolo diventa dunque metafora del film stesso e della visione in generale, racchiudendone il senso più intimo all'interno della contraddizione che esprime.

L'etica di Kubrick non è mai impudica né oscena, non c'è niente di ammiccante nelle immagini delle orge. Piuttosto c'è una rappresentazione asettica di un sesso disanimato, artificiale. Kubrick analizza da maestro la povertà del sesso consumato come una ginnastica erotica o come una coazione consumistica. L'eros reale torna ad accendersi solo quando due persone che si amano, una donna e un uomo, che si illudevano di fuggire dalle secche del matrimonio, si ritrovano dopo aver provato la noia della trasgressione programmata[2].

Il tedio del vivere è un altro tema ricorrente nel film. Non esplicitamente espresso tramite stati d'animo o espressioni del protagonista, si può considerare tuttavia la forza movente che porterà Bill nell'ambigua situazione che costituisce le fondamenta sulle quali è costruito il film. Il dottore, per l'appunto, non sembra affatto turbato della banalità della festa di apertura, né scocciato, per esempio, della routine giornaliera, presentataci tramite il via vai di pazienti. Tuttavia, è il tedio che induce Bill a cercare diversità, cadendo in tentazione prima con la giovane Domino, lasciandosi sedurre, e con il rito esoterico poi. Un concetto di tedio che viene affrontato con leggerezza, poiché non inteso e sviluppato come concetto di "tedium vitae" ma divulgato più come una sorta di noia dovuta ad una vita povera di spunti e situazioni interessanti e inaspettate.

Inoltre, viene dipinto il quadro completo sulla figura umana. Kubrick ci mostra l'incongruenza tra le necessità mentali e quelle fisiche dell'uomo. Considerando il bisogno di vivere su delle certezze (l'origine della creazione della società), l'uomo, essendo l'animale dominante sulla terra, ma pur sempre un animale, non è in grado di resistere ai propri istinti. Illuminando l'ipocrisia del matrimonio, quindi, viene affrontato il discorso di come gli esseri umani (sia uomini che donne) soccombano alle tentazioni derivanti dall'istinto sessuale. Caratteristica prevalente nella scena della festa all'inizio del film, che si può catturare, quando Alice balla con l'ungherese e Bill gioca con le due modelle. Più che mai esaltata durante la confessione di Alice a Bill, quando gli spiega dei suoi desideri sessuali nei confronti di un ufficiale della Marina, ammettendo che l'impeto del desiderio fu forte a tal punto che sarebbe stata disposta a lasciare lui e sua figlia pur di fuggire con l'altro.

L'ultimo Kubrick[modifica | modifica sorgente]

"C'è inoltre un romanzo di Arthur Schnitzler, Doppio sogno, che vorrei fare ma su cui non ho ancora cominciato a lavorare". Così dichiarava Stanley Kubrick a Michel Ciment nel corso di un'intervista all'epoca dell'uscita di Arancia meccanica. Il testo di Schnitzler, scoperto agli inizi degli anni cinquanta, l'aveva profondamente affascinato ("Esplora l'ambivalenza sessuale di un matrimonio felice e cerca di equiparare l'importanza dei sogni e degli ipotetici rapporti sessuali con la realtà"), al punto di decidere di trasformarlo, dopo 2001: Odissea nello spazio, nel suo prossimo progetto cinematografico.

Nell'aprile del 1971 un comunicato della Warner Bros. (la casa di produzione con la quale Kubrick avrebbe realizzato tutti i suoi film a partire da Arancia meccanica), dichiarava che il nuovo film del regista sarebbe stato, appunto, Traumnovelle (titolo originale dell'opera di Schnitzler).

Distolto dal progetto dall'intenzione di portare sullo schermo il romanzo di Anthony Burgess (mentre nel frattempo pensava di realizzare, e accantonava il monumentale film su Napoleone Bonaparte) Kubrick avrebbe tenuto in serbo il testo schnitzleriano fino al 1994, quando decideva di contattare lo scrittore Frederic Raphael, già collaboratore di Stanley Donen e John Schlesinger, per trarne una sceneggiatura.

Il clamore e la curiosità morbosa intorno al progetto del regista, di nuovo al lavoro nove anni dopo Full Metal Jacket (le riprese di Eyes Wide Shut iniziano il 4 novembre del 1996 e si concludono il 3 febbraio 1998[3]), il fatto di avere scelto come protagonisti due star come Tom Cruise e Nicole Kidman, ai tempi sposati anche nella realtà (si sarebbero separati a breve, restando questo film l'apice della carriera in coppia), nonché la sua morte improvvisa meno di una settimana dopo averne completato il montaggio, hanno fatto del suo ultimo film, prima ancora di essere visto, uno dei più chiacchierati e attesi della storia del cinema. Alla sua uscita il film suscita l'ormai scontata (per ogni opera del regista a partire da 2001: Odissea nello spazio) contrapposizione tra gli entusiasti e i detrattori, spartiti da una folta schiera di perplessi.

Ancora una volta la critica e il pubblico si trovano al cospetto di un oggetto spiazzante, impervio (alla pari di 2001: Odissea nello spazio, Barry Lyndon, Shining, Full Metal Jacket), la cui mancata collocazione nell'ambito canonico di un genere di appartenenza non ne facilita l'avvicinamento. Insieme a Shining, nel giudizio di Enrico Ghezzi, "il film più lavorato e complesso che sia dato di vedere", un film "che richiede espressamente un "di più" di uno sguardo attento", Eyes Wide Shut (di cui si può dire esattamente lo stesso, non a caso, essendogli Shining coessenziale), opera postuma, definitiva, resta tra tutte quelle di Kubrick una delle più sofisticate.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Dai due mesi previsti per le riprese si arrivò ad abbracciare ben due anni (due settimane solo per filmare la scena dell'acquisto e la lettura del giornale[4]). Kubrick morì appena completato il montaggio. Per la colonna sonora dovette ultimare il lavoro il regista suo amico Steven Spielberg.
  • Il film è fitto di rimandi extratestuali ad altre opere di Kubrick, tanto da poter essere considerato una vera e propria summa di autocitazioni, da Lolita, a 2001: Odissea nello spazio, da Arancia meccanica a Shining, e nel pedinamento notturno di cui Tom Cruise è oggetto da parte di un uomo calvo, a Rapina a mano armata (il pedinatore è praticamente il sosia di Kola Kwariani, l'attore che in quel film interpreta la parte di Maurice, il lottatore e giocatore di scacchi).
  • Il celebre quartiere newyorchese del Village è ricostruito negli studi cinematografici londinesi di Borehamwood. Secondo un'intervista a Cruise, la ricostruzione manca della grande sporcizia e dei numerosi sacchi della spazzatura presenti sui marciapiedi. Da notare un cestino dei rifiuti ricorrente in diverse scene e recante il medesimo graffito.
  • Il cognome del protagonista, Harford, è un omaggio ad Harrison Ford.
  • Sky Dumont, nel ruolo del maturo corteggiatore ungherese di Alice, è un caratterista tedesco interprete di diversi episodi della celebre serie poliziesca L'ispettore Derrick.
  • Secondo Frederic Raphael, la scena dell'orgia (o del consesso mascherato) trae in parte la sua ispirazione da una presunta festa organizzata dal duca Valentino, Cesare Borgia, e tenutasi in Vaticano il 31 ottobre 1501, giorno di Ognissanti, a cui parteciparono ben cinquanta cortigiane. A proposito di questa festa, Richard Sennett, nel suo libro Flesh and Stone, racconta che per l'occasione erano presenti il Papa (Alessandro VI), il duca e sua sorella Lucrezia Borgia, e che agli uomini presenti in grado di copulare con il numero maggiore di cortigiane venivano offerti in premio vari capi di abbigliamento pregiato, tra cui giustacuori di seta, scarpe e cappelli.
  • Nel celebre libro Il codice da Vinci l'autore Dan Brown descrive le cerimonie segrete del Priorato di Sion citando esplicitamente la similitudine con la scena del film di Kubrick.
  • La parola d'ordine che Tom Cruise carpisce dall'amico pianista, necessaria per entrare nella villa, è Fidelio, diversamente da quella presente nel libro, "Danimarca". Ha un significato nascosto? Alcuni l'hanno semplicemente visto come traduzione di "fedele". Altri fanno invece riferimento al Fidelio, opera lirica musicata da Beethoven, che parla della fedeltà coniugale ma che tratta anche il tema della lotta contro la tirannia dei potenti.
  • Rade Šerbedžija, nel ruolo del negoziante di costumi, doppia se stesso nella versione italiana.
  • Nella sequenza dell'orgia, il cerimoniere mascherato che officia il rito è interpretato da Leon Vitali, collaboratore abituale di Kubrick e già interprete di Lord Bullingdon in Barry Lyndon. Altro assistente del regista, Emilio D'Alessandro, anch'egli di origine italiana, appare fuggevolmente e non accreditato, come l'edicolante di giornali.
  • La litania dell'officiante è presa da una registrazione di un rito pasquale ortodosso rumeno ed eseguita al contrario.
  • Sul giornale che Bill compra durante la scena del pedinamento, è possibile notare la scritta, a caratteri cubitali, sul fronte del giornale, "Lucky to be alive", "fortunato ad essere vivo", riferimento, probabilmente, da collegarsi al protagonista stesso e ai fatti della notte precedente.
  • Originariamente la parte interpretata da Marie Richardson era stata interpretata da Jennifer Jason Leigh. Dopo avere visto il girato, Kubrick, insoddisfatto del risultato, decise di convocare nuovamente l'attrice, la quale era però impegnata sul set di Existenz di David Cronenberg. A causa dell'indisponibilità della Leigh, la scena venne girata nuovamente con la Richardson al suo posto.
  • La parte di Victor Ziegler, l'amico faccendiere di Tom Cruise, era stata inizialmente assegnata a Harvey Keitel, il quale abbandonò a metà riprese, esasperato dalla certosina lentezza del regista, e venne poi sostituito da Sydney Pollack.
  • Nel novembre del 1999 la Warner Bros. dichiarò pubblicamente che con un guadagno globale di 155.655.000 $, Eyes Wide Shut si assestava come il maggiore successo commerciale di Kubrick.
  • La scena dell'orgia, nella versione per il mercato americano, è stata censurata elettronicamente nei punti più scabrosi, per esempio apponendo dell'indumento intimo alle due baccanti altrimenti totalmente nude e coprendo degli individui in copula con delle sagome di persone spettatrici.
  • Il protagonista del film è un medico newyorchese, l'autore del romanzo era un medico austriaco, e Stanley Kubrick era figlio di un medico austriaco emigrato da Vienna a New York.
  • Il titolo del film è un gioco di parole: l'usuale espressione eyes wide open (occhi largamente aperti, cioè spalancati) diventa "Occhi largamente, completamente chiusi". e richiama l'ambiguità del tema trattato, il matrimonio.
  • Nel film Nicole Kidman dichiara di essere sposata da nove anni, come di fatto erano Tom Cruise con la stessa Nicole Kidman prima della loro separazione.
  • Nella versione cinematografica si evidenzia un errore di ripresa, incredibile per Kubrick, nella scena della sala da bagno di Ziegler: in uno scaffale in ottone è riflessa la troupe, errore ovviato elettronicamente in post produzione per la versione home video.
  • Com'era oramai consuetudine dei film di Stanley Kubrick, i testi scritti come lettere o giornali, erano tradotti nella lingua della rispettiva versione, per esempio il delirante dattiloscritto in Shining. Per la versione italiana Kubrick si avvaleva dei suoi amici e stretti collaboratori Riccardo Aragno e Mario Maldesi. Purtroppo nell'edizione DVD, il cognato Jan Harlan - secondo alcuni, per invidia nei loro confronti - ha fatto eliminare tutte le parti tradotte e l'accreditamento dei loro nomi.
  • Sulla lettera che l'uomo passa a Bill attraverso il cancello c'è scritto: "Al Dr. William Harford. Rinunci alle sue indagini, sono completamente inutili e consideri questo un secondo avvertimento. Speriamo, per il suo bene, che sia sufficiente“.
  • Lo stesso soggetto venne messo in scena alcuni anni prima nel film di serie B italiano di Mario Bianchi Ad un passo dall'aurora, del 1989, ambientato a Venezia e interpretato da Tinì Cansino. Qui il convito è casto ma il protagonista diviene vittima totale del ricatto.
  • Nel 2009 esce una parodia del film a carattere pornografico prodotto dalla casa Brazzers con protagonista la pornostar Lisa Ann, dal titolo "Eyes Wide Slut".
  • Le maschere presenti sulla copertina dell'album "Dance Of Death" degli Iron Maiden ricordano notevolmente quelle apparse nel film.

Versione in Blu-ray[modifica | modifica sorgente]

La successiva edizione in blu-ray (2008), anziché rispettare il formato voluto da Kubrick per l'home-video (cioè il 4:3), è stata tagliata in formato 16:9, avvicinandosi così al formato originale di sala (ovvero 1.85:1 in America e 1.66:1 in Europa). Infatti, sebbene il regista avesse girato il film per il formato widescreen, marcò l'obiettivo di ripresa in modo tale da lasciare abbastanza "zona sicura" sopra e sotto l'inquadratura, ottenendo così direttamente il formato 4:3 necessario al mercato home-video dell'epoca (i tv widescreen non erano ancora diffusi); al contempo, in sala cinematografica veniva utilizzato un soft matte per ritagliare l'immagine al formato widescreen originario voluto dal regista per le sale.

Per rispettare fedelmente come il regista voleva fosse vista la versione home-video, la versione blu-ray avrebbe dovuto essere rimasterizzata in formato 1440x1080 (con due bande nere laterali, a destra e a sinistra) anziché in 1920x1080 che dà sì il full HD (rispetta la specifica tecnica del Full HD), ma taglia in basso le inquadrature (cosa particolarmente evidente nella inquadrature della cerimonia del castello). Gli autori della rimasterizzazione in formato blu-ray full HD, preferendo rispettare il formato orizzontale di 1920 pixel avrebbero dovuto avere in verticale 1440 pixel, ma disponendo in verticale di soli 1080 pixel ne hanno dovuto tagliarne 360, che in alcune inquadrature corrispondono appunto al taglio di gambe e mani, alterando le scelte di messa in quadro operate da Kubrick per l'home-video. In Italia sono state commercializzate tre differenti versioni in DVD; la prima del 2000, una seconda del 2001 entrambe in formato originale 4:3 completo, e una terza del 2007 contenente due DVD. Quest'ultima versione adotta un formato di masterizzazione errato: anamorfico 16:9 che dunque presenta il fotogramma dell'inquadratura monco di un parte superiore e soprattutto inferiore, proprio come la versione in Blu-ray. Per vedere la versione completa originale in 4:3 di Kubrick dedicata all'home-video bisogna ricorrere alle vecchie copie in DVD del 2000 o del 2001.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Premi[modifica | modifica sorgente]

Vinti[modifica | modifica sorgente]

  • French Syndicate of Cinema Critics

Candidature[modifica | modifica sorgente]

  • Costume Designers Guild Awards

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.radio.rai.it/grr/archivio_storico/arca/servizi/baobab/set99/050bao2.htm.
  2. ^ Liberal, 12 novembre 2008.
  3. ^ Emilio D'Alessandro con Filippo Ulivieri, Stanley Kubrick e me. Trent'anni accanto a lui. Rivelazioni e cronache inedite dell'assistente personale di un genio, Milano, il Saggiatore, 2012, pp. 301 e 319.
  4. ^ Intervista all'assistente di Kubrick Emilio D'Alessandro nella trasmissione RAI Uno mattina.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]