Arcobaleno
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L'arcobaleno è un fenomeno ottico e meteorologico che produce uno spettro (quasi) continuo di luce nel cielo quando la luce del Sole attraversa le gocce d'acqua rimaste in sospensione dopo un temporale, o presso una cascata o una fontana.
Visivamente è un arco multicolore, rosso sull'esterno e viola sulla parte interna; la sequenza completa è rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto. Esso è la conseguenza della dispersione e dalla rifrazione della luce solare contro le pareti delle gocce stesse.
In rari casi, un arcobaleno lunare, o notturno, può essere visto nelle notti di forte luce lunare. Ma, dato che la percezione umana dei colori in condizioni di poca luminosità è scarsa, gli arcobaleni lunari sono percepiti come bianchi.[1]
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[modifica] Spiegazione scientifica
Gli arcobaleni possono essere osservati ogni qualvolta ci sono gocce di acqua nell'aria e luce solare che brilla da dietro l'osservatore ad una bassa altitudine o angolo. L'arcobaleno più spettacolare si può vedere quando metà del cielo è ancora scuro per le nuvole di pioggia e l'osservatore si trova in un punto con il cielo pulito sopra. L'effetto dell'arcobaleno è anche comune vicino alle cascate o alle fontane. A volte si possono vedere frange di arcobaleno ai bordi delle nuvole illuminate da dietro e come bande verticali nella pioggia distante o nelle virghe. L'effetto si può anche creare artificialmente disperdendo goccioline di acqua nell'aria durante un giorno soleggiato.
Raramente, un moonbow, un arcobaleno lunare, o arcobaleno notturno, si può vedere in notti fortemente illuminate dalla luna. Siccome la percezione visiva umana per i colori è bassa in condizioni di scarsa illuminazione, i moonbow vengono spesso percepiti come bianchi.
L'aspetto di un arcobaleno è provocato dalla dispersione ottica della luce solare che attraversa le gocce di pioggia. La luce viene prima rifratta quando entra nella superficie della goccia, riflessa sul retro della goccia e ancora rifratta come lascia la goccia. L'effetto complessivo è che la luce in arrivo viene riflessa in una larga gamma di angoli, con la luce più intensa riflessa con un angolo di 40°–42°. L'angolo è indipendente dalla dimensione della goccia, ma dipende dal suo indice di rifrazione. L'acqua del mare ha un indice più alto di quella della pioggia, quindi il raggio di un arcobaleno negli spruzzi di acqua di mare è più piccolo di quello di un arcobaleno di pioggia. Questo è visibile a occhio nudo dal disallineamento di questi due archi.[2]
La quantità di quale luce viene rifratta dipende dalla sua lunghezza d'onda, e quindi dal suo colore. La luce blu (onde più corte) viene rifratta ad un angolo più grande di quella rossa, ma siccome l'area nel retro di una gocciolina ha un punto focale al suo interno, lo spettro lo attraversa, e così la luce rossa appare più alta nel cielo, formando i colori esterni dell'arcobaleno. Contrariamente alle credenze popolari, la luce dietro alle gocce di pioggia non va in riflessione interna totale e un poco di luce emerge dal retro. Tuttavia, la luce che viene fuori dal retro della goccia non crea un arcobaleno tra l'osservatore e il sole perché lo spettro emesso dal retro non ha un massimo di intensità, come hanno gli altri arcobaleni visibili, e quindi i colori si mescolano tra loro piuttosto che formare un arcobaleno.
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Raggi di luce entrano in una goccia di pioggia da una direzione (tipicamente una linea diritta dal sole), si riflette dietro alla goccia, e esce lasciando la goccia. La luce che se ne va dall'arcobaleno si sparge in un largo angolo, con la massima intensità di 40.6°–42°.
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La luce bianca si separa in diversi colori (lunghezze d'onda) quando entra nella goccia poiché la luce rossa viene rifratta da un angolo minore rispetto alla luce blu. Lasciando la goccia, i raggi rossi hanno deviato di un angolo minore rispetto a quelli blu, producendo un arcobaleno.
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Un arcobaleno non esiste effettivamente in una particolare posizione del cielo. Si trova, invece, un fenomeno ottico la cui posizione apparente dipende dalla locazione dell'osservatore e dalla posizione del sole. Tutte le gocce di pioggia rifraggono la luce solare nello stesso modo, ma solo la luce di alcune di esse raggiunge l'occhio dell'osservatore. Questa luce è quella che costituisce l'arcobaleno per quel determinato osservatore.
La posizione di un arcobaleno nel cielo è sempre dalla parte opposta rispetto al sole, e l'interno è sempre leggermente più luminoso dell'esterno. L'arco è centrato sull'ombra della testa dell'osservatore, e più precisamente nel nadir (che si trova sotto all'orizzonte durante il giorno), apparendo ad un angolo di 40°–42° rispetto alla linea tra la testa dell'osservatore e la sua ombra. Come risultato, se il sole è più alto di 42°, allora l'arcobaleno si trova sotto l'orizzonte e non può essere visto siccome di solito non ci sono abbastanza goccioline di pioggia tra l'orizzonte (che è l'altezza degli occhi) e la terra per contribuirvi. Eccezioni avvengono quando l'osservatore si trova sopra la terra, per esempio su di un aeroplano (vedi figura), su di una montagna o su di una cascata. Un arcobaleno può essere generato utilizzando uno spruzzino da giardino, ma perché vi siano abbastanza gocce, esse devono essere molto fini.
È difficile fotografare l'arco completo di un arcobaleno, poiché questo richiederebbe un angolo visivo di 84°. Per una fotocamera a 35 mm, una lente con una lunghezza focale di 19 mm sarebbe necessaria, mentre la maggior parte dei fotografi ha solo lenti con una larghezza angolare di 28 mm. Un sistema per aggirare questo limite è l'utilizzo di programmi appositi che realizzano automaticamente un "collage" di più immagini, che sono facilmente reperibili nella rete. Da un aeroplano, si ha l'opportunità di vedere un cerhio intero di arcobaleno, con l'ombra dell'aereo nel suo centro. Questo fenomeno potrebbe essere confuso con il fenomeno gloria, ma un gloria è solitamente molto più piccolo, coprendo solo 5°–20°.
[modifica] Varianti
A volte un arcobaleno secondario, più scuro e più grosso, è visibile all'esterno dell'arco primario. Gli arcobaleni secondari sono provocati da una doppia riflessione della luce solare dentro le gocce di pioggia, e appare ad un angolo di 50°–53°. Come risultato della seconda riflessione, i colori dell'arcobaleno secondario sono invertiti in confronto a quelli del primario, con il blu all'esterno e il rosso all'interno. L'area scura di cielo non illuminato posta tra l'arcobaleno primario e quello secondario viene chiamata banda di Alessandro, da Alessandro di Afrodisia che la descrisse per primo.
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Un arcobaleno doppio ha i colori inversi nell'arco esterno (secondario), con la banda di Alessandro più scura tra i due archi.
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Un terzo, o triplo, arcobaleno si può vedere in rare occasioni, e pochissimi osservatori hanno riportato l'avvistamento di arcobaleni quadrupli, nei quali l'arco più esterno, molto più fioco, aveva un aspetto increspato e pulsante. Questi arcobaleni apparirebbero dallo stesso lato nel cielo dove si trova il sole, rendendoli molto difficili da avvistare.
Altre volte può essere osservato un altro meraviglioso fenomeno di arcobaleno, consistente in diversi deboli arcobaleni nel lato interno del'arco primario e, molto raramente, anche all'esterno di quello secondario. Sono leggermente separati ed hanno bande di colori pastello che non entrano nello schema classico. Questi sono conosciuti come arcobaleni "supernumerosi", e non è possibile spiegare la loro esistenza utilizzando la geometria ottica classica. I fiochi archi alternati sono provovati da interferenze tra i raggi di luce che seguono percorsi leggermente diversi con lunghezza d'onda leggermente diverse all'interno delle gocce di pioggia. Alcuni raggi sono in fase rinforzandosi l'un l'altro attraverso una interferenza costruttiva, creando una banda molto luminosa; altri sono fuori fase fino a mezza lunghezza d'onda, cancellandosi a vicenda attraverso interferenza distruttiva, creando un buco. Data la differenza tra gli angoli di rifrazione per raggi di diversi colori, i modelli dell'interferenza sono leggermente diversi per questi ultimi, così ogni banda luminosa è differenziata nel colore, creando un arcobaleno in miniatura. Gli arcobaleni supernumerosi sono meglio visibili quando le gocce di pioggia sono piccole e di dimensioni simili. L'esistenza reale di tale tipo di arcobaleno è stato storicamente un primo indizio della natura ondulatoria della luce e la prima spiegazione fu fornita da Thomas Young nel 1804.
Altre varianti di arcobaleno vengono prodotte quando la luce solare si riflette su una massa di acqua. Là dove la luce si riflette sull'acqua prima di raggiungere le gocce di pioggia, si produce un arcobaleno di riflesso. Questi arcobaleni condividono gli stessi punti finali del normale arcobaleno ma hanno un arco molto più grande quando tutto esso è visibile. Sia l'arco primario che quello secondario riflessi possono essere osservati.
Un arcobaleno riflesso, in contrasto, viene prodotto quando la luce che è stata prima riflessa dentro le gocce viene riflessa da una massa di acqua prima di raggiungere l'osservatore. Un arcobaleno riflesso non è una immagine specchiata dell'arco primario, ma è posizionata ad un angolo dipendente dall'altezza del sole. Entrambi i tipi si possono vedere nell'immagine a destra.
[modifica] Arcobaleno secondario
A volte, esterno al primo, è visibile un secondo arcobaleno, l'arcobaleno secondario". Quest'ultimo è formato dalla doppia riflessione della luce all'interno della gocciolina di pioggia. L'arcobaleno secondario ha la serie di colori invertita rispetto al primario (i rossi adiacenti ed i violetti contrapposti), è largo il doppio ed è luminoso circa la metà, a causa dell'indebolimento della luce dopo la seconda riflessione interna. Ancora più raramente si può formare un terzo e perfino un quarto arcobaleno.
[modifica] Cenni storici sugli studi sull'arcobaleno
Il filosofo greco Alessandro di Afrodisia nel II-III secolo descrive il fenomeno che si verifica quando si hanno due archi di arcobaleno: la zona di cielo al di sotto dell'arco principale, l'inferiore, appare più luminosa di quella al di sopra.
Si pensa che sia stato Qutb al-Din al-Shirazi (1236–1311), o forse il suo allievo Kamal al-din al-Farisi (1260–1320), ad aver dato per primo una descrizione abbastanza accurata del fenomeno dell'arcobaleno.
Nella prima metà del XIII secolo Ruggero Bacone misura l'angolo tra la luce incidente del Sole e la luce diffusa dai due archi ottenendo 138° e 130°.
Nel XIV secolo Teodorico di Freiberg ipotizza che il fenomeno dipenda dalla riflessione della luce solare e conduce esperimenti sopra bocce sferiche riempite d'acqua.
Marcantonio de Dominis pubblica nel 1611 l'opera Tractatus de radiis visus et lucis in vitris, perspectivis et iride sul telescopio e sull'arcobaleno: di questo da una spiegazione convincente. Egli dichiara anche di aver condotto esperimenti simili a quelli di Teodorico di Freiberg, ma è fondato il sospetto che conoscesse antiche opere sull'argomento.
Cartesio, a partire dalle leggi di rifrazione che portano il suo nome (fra l'altro è sua la dotta dimostrazione matematica del perché l'arcobaleno ha forma semicircolare utilizzando il calcolo infinitesimale) presenta Les Météores del 1637 una spiegazione simile a quella di de Dominis senza citarlo, forse per non incorrere nella disubbidienza alla Damnatio memoriae pronunciata dalla Chiesa nei confronti dell'ex arcivescovo dalmata.
Isaac Newton riprende l'argomento nella sua opera Optics dando credito a de Dominis di aver spiegato il fenomeno per primo e in autonomia.
Immagini
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Un arcobaleno sopra Bristol |
Un arcobaleno sopra Orvieto |
Fenomeno di doppio arcobaleno in Italia |
Arcobaleno doppio sopra Catanzaro |
[modifica] Storia degli studi sugli arcobaleni
L'astronomo persiano Qutb al-Din al-Shirazi (1236–1311), o forse il suo studente Kamal al-din al-Farisi (1260–1320), si pensa che abbiano dato per primi una spiegazione ragionevolmente dettagliata per il fenomeno dell'arcobaleno.[3] Il lavoro di Roberto Grossatesta sulla luce fu continuato da Ruggero Bacone, che scrisse nel suo Opus Majus del 1268 sugli esperimenti con la luce che passa attraverso cristalli e goccioline di acqua che mostrano i colori dell'arcobaleno. Teodorico di Freiberg è anche conosciuto per aver dato una spiegazione teorica accurata di entrambi il primario ed il secondario arcobaleno nel 1307. Egli spiegò l'arcobaleno primario, notando che "quando la luce solare cade sulle singole gocce di umidità, i raggi subiscono due rifrazioni (una all'ingresso ed una all'uscita) ed una riflessione (sul retro della goccia) prima di essere trasmessa all'occhio dell'osservatore".[4] Spiegò l'arcobaleno secondario attraverso un'analisi simile che coinvolgeva due rifrazioni e due riflessioni.
Descartes, nel 1637, migliorò ulteriormente questa spiegazione. Sapendo che la dimensione delle gocce di pioggia non sembrava interessare l'arcobaleno osservato, egli sperimentò il passaggio di raggi di luce attraverso una grande sfera di vetro riempita di acqua. Misurando gli angoli dei raggi emergenti, egli concluse che l'arco primario era causato da una singola riflessione interna all'interno della goccia e che il secondario poteva essere causato da due riflessioni interne. Fu in grado di dedurre questo con una derivazione della legge della rifrazione (successivamente, ma indipendentemente da Snell) e calcolò correttamente gli angoli di entrambi gli archi. La sua spiegazione per i colori, tuttavia, era basata su una versione meccanica della teoria tradizionale la quale prevedeva che i colori erano prodotti da una modifica della luce bianca.
Isaac Newton fu il primo a dimostrare che la luce bianca era composta dalla luce di tutti i colori dell'arcobaleno, i quali potevano essere separati in uno spettro completo di colori da un prisma di vetro, respingendo la teoria che i colori erano prodotti da una modifica della luce bianca. Egli mostrò anche che la luce rossa veniva rifratta meno della luce blu, il che portò alla prima spiegazione scientifica delle maggiori caratteristiche dell'arcobaleno. La teoria corpuscolare di Newton non fu in grado di spiegare gli arcobaleni supernumerosi, ed una spiegazione soddisfacente non fu trovata prima che Thomas Young non capì che la luce si comporta come un'onda sotto certe condizion, e può interferire con se stessa.
Il lavoro di Young fu rifinito nel 1820 da George Biddel Airy, che spiegò la dipendenza della forza dei colori dell'arcobaleno dalla dimensione delle gocce di acqua. Le descrizioni fisiche moderne sono basate sullo Scattering Mie, un lavoro pubblicato da Gustav Mie nel 1908. Gli avanzamenti sui metodi computazionali e sulla teoria ottica continuano a portare ad una più piena comprensione degli arcobaleni. Per esempio Nussenzveig ne ha procurata una visione moderna.
[modifica] Arcobaleni in mitologia e religione
L' arcobaleno ha avuto un posto nelle leggende dovuto alla sua bellezza e alla difficoltà nello spiegare il fenomeno, anche dopo gli studi antichi e prima che Galileo studiasse le proprietà della luce.
- Nella Genesi 9:13, l'arcobaleno è un segno dell'unione tra Dio e l'umanità. Dopo che Noè sopravvive al diluvio universale nella storia dell'Arca di Noè Dio inviò un arcobaleno per promettere che non avrebbe mai più inviato un tale diluvio per distruggere la terra.
- Nella mitologia greca, si tratta di un sentiero fatto da un messaggero (Iris) tra terra e paradiso.
- Il nascondiglio segreto del folletto (leprechaun) Irlandese col suo pentolone pieno d'oro è generalmente alla fine di un arcobaleno.
- Nella mitologia cinese, l'arcobaleno era una spaccatura nel cielo sigillata dalla dea Nüwa con pietre di sette colori differenti.
- Nella mitologia Hindù, l'arcobaleno è chiamato Indradhanush- l'arco di Indra, il dio del fulmine e del tuono.
- Nella mitologia norrena, un arcobaleno chiamato il ponte bifröst collega Ásgarðr e Miðgarðr, dimore di dei e umani, rispettivamente.
[modifica] Gli Arcobaleni nella Cultura
[modifica] Arcobaleni in mitologia ed in religione
L'arcobaleno ha un posto nelle leggende a causa della sua bellezza ed alla difficoltà di spiegare il fenomeno prima del lavoro di Descartes nel diciassettesimo secolo (anche se, come menzionato sopra, Teodorico di Freiberg aveva dato una spiegazione soddisfacente nel tredicesimo secolo).
Nella mitologia greca, l'arcobaleno era considerato un sentiero fatto da un messaggero (Iris) tra la Terra ed il Paradiso. Nella mitologia cinese, l'arcobaleno era una fessura nel cielo bloccata dalla dea Nüwa utilizzando pietre di cinque diversi colori. Nella mitologia Hindu l'arcobaleno è chiamato Indradhanush, con il significato di arco di Indra, il dio del fulmine e del tuono.
Nella mitologia norrena, un arcobaleno chiamato Ponte di Bifröst collega i regni di Ásgard e Midgard, case degli dei e degli uomini, rispettivamente. Il nascondiglio segreto del leprechaun irlandese per la sua pentola di oro si dice si trovi alla fine dell'arcobaleno (la quale è impossibile da raggiungere).
Nella Bibbia, l'arcobaleno è un simbolo del Patto tra Dio e l'uomo, e la promessa di Dio a Noè che non avrebbe mai più inondato l'intera Terra. L'arcobaleno è anche diventato il simbolo per un movimento moderno nella religione Ebraica chiamato B'nei Noah (figli di Noè). I B'nei Noah sono non-Ebrei che continuano a professare nel modo del loro antenato Noè. Il movimento di Noè ha le sue radici nella tradizione Ebrea, specificamente nel Talmud. Il Corpo di Arcobaleno è un concetto importante nel Buddismo Tibetano.
[modifica] Arcobaleni nell'arte e nella fotografia
Molti pittori hanno rappresentato l'arcobaleno. Frequentemente questi hanno una importanza simbolica o programmatica. (Vedi, per esempio, la Melencolia I di Albrecht Dürer). In particolare, l'arcobaleno appare spesso nell'arte religiosa (Vedi L'offerta di ringraziamento di Noè di Joseph Anton Koch e il Giudizio Finale di Roger van der Weyden mostrate sotto). Tuttavia, i pittori di paesaggi del Romanticismo come William Turner e John Constable si sono preoccupati maggiormente nel registrare gli effetti momentanei della luce (Vedi ad esempio la Cattedrale di Salisbury dai Prati di Constable). Altri esempi degni di nota appaiono in lavori di Hans Memling, Caspar David Friedrich e Pieter Paul Rubens.
L'arcobaleno è il soggetto preferito dei fotografi, fino ad un limite tale per cui i fotografi di arcobaleni sembrano più ordinari degli stessi arcobaleni. A volte, una foto di arcobaleno è sorprendentemente artistica e bella, come l'"Harpe de Lumière" di Georges Noblet mostrata sotto.
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La Ragazza cieca, dipinto ad olio (1856) di John Everett Millais. L'arcobaleno – una delle bellezze della natura che la ragazza cieca non possono vedere – viene utilizzato per sottolineare il pathos della sua condizione.
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Paesaggio con personaggi (c.1632-5), dipinto a olio da Peter Paul Rubens
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[modifica] Arcobaleni in Letteratura
Virginia Woolf nel To the Lighthouse (Verso il Faro) evidenzia la caducità della vita e la mortalità dell'Uomo attraverso il pensiero della signora Ramsey: "Era tutto effimero come un arcobaleno".
Una poesia di William Wordsworth del 1802, "My Heart Leaps Up When I Behold The Rainbow" ("Il mio cuore batte più forte quando intravedo l'arcobaleno"), comincia così:
- My heart leaps up when I behold
- A rainbow in the sky:
- So was it when my life began;
- So is it now I am a man;
- So be it when I shall grow old,
- Or let me die!…
- (Il mio cuore batte più forte quando intravedo)
- (un arcobaleno nel cielo:)
- (Così fu quando cominciò la mia vita;)
- (Così è ora che sono un uomo;)
- (Così sia quando invecchierò,)
- (O lasciatemi morire!…)
Tuttavia, la spiegazione Newtoniana dell'arcobaleno si dice abbia provocato la lamentela di John Keats nella sua poesia "Lamia" nel 1820:
- Do not all charms fly
- At the mere touch of cold philosophy?
- There was an awful rainbow once in heaven:
- We know her woof, her texture; she is given
- In the dull catalogue of common things.
- Philosophy will clip an Angel's wings,
- Conquer all mysteries by rule and line,
- Empty the haunted air, and gnomed mine –
- Unweave a rainbow
- (Non tutti gli incantesimi volano)
- (Al mero tocco della fredda filosofia?)
- (Ci fu un terribile arcobaleno un tempo in paradiso:)
- (conosciamo il suo guaito, la sua struttura; è data)
- (nel noioso catalogo delle cose comuni).
- (La filosofica taglierà le ali di un Angelo,)
- (Conquisterà tutti i misteri con leggi e linee,)
- (Aria vuota ed infestata, e miniere di gnomi –)
- (disfare un arcobaleno)
In contrasto con questa visione c'è Richard Dawkins che parla del suo libro Unweaving the Rainbow: Science, Delusion and the Appetite for Wonder (Disfare l'arcobaleno: Scienze, Delusioni e l'Appetito per la Meraviglia):
- "Il mio titolo viene da Keats, il quale redeva che Newton avesse distrutto tutta la poesia dell'arcobaleno riducendolo ai colori prismatici. Keats non avrebbe potuto essere più in errore, e il mio scopo è guidare tutti colore che sono tentati da una simile visione dei fatti, verso la conclusione opposta. La scienza è, o dovrebbe essere, l'ispirazione per grandi poemi".
The Rainbow (L'Arcobaleno) è il titolo di una favola del 1915 dell'autore Britannico David Herbert Lawrence;
- L'alba ed il tramonto erano i piedi dell'arcobaleno che misuravano il giorno, e lei vide la speranza, la promessa.
[modifica] Gli arcobaleni nella Cultura Popolare
L'arcobaleno è stato usato anche in contesti più contemporanei, come nella canzone "Over the Rainbow" o nel film musicale Il Mago di Oz, la canzone "The Rainbow Connection" dal The Muppet Movie, e nella vendita dei "Lucky Charms" (un cereale per la colazione) alludendosi pesantemente alla mitologia del leprechaun.
La nave di Greenpeace, la Rainbow Warrior (letteralmente Guerriero dell'Arcobaleno) fu battezzata da una profezia dei Nativi Americani Cree che diceva "Quando il mondo sarà malato e morente, la gente si alzerà come Guerrieri dell'Arcobaleno…".
La Rainbow Coalition è un gruppo di azione sociale nato a Chicago in Illinois da Jesse Jackson dal quale egli lanciò la sua piattaforma nazionale di riforme politiche e sociali.
I Rainbow Gathering (Raduni Arcobaleno), sono raduni di hippie che si incontrano su terreni pubblici con la missione di esporre le idee di pace, amore, libertà e comunione. Negli anni '60, artisti come Peter Blake fecero uso dei colori dell'arcobaleno in stampe iconiche come Babe Rainbow, e successivamente, Bobbie Rainbow.
Storicamente, una bandiera arcobaleno fu usata nella Guerra dei contadini tedesca nel sedicesimo secolo come segno di una nuova era, di speranza e cambiamento sociale. Le bandiere arcobaleno sono anche state usate come simbolo del movimento Cooperativo; come un simbolo di pace, specialmente in Italia; per rappresentare il Tawantin Suyu, o il territorio Inca, in Peru ed in Ecuador; da alcune comunità Drusi nel Medio Oriente; e dallo Oblast autonomo ebraico.
L'arcobaleno è diventato il simbolo universale di Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali (LGBT), che sono anche conosciuti come le 'persone arcobaleno', un riferimento alla loro diversità. L'arcobaleno appare nella bandiera del Gay pride, disegnata da Gilbert Baker per la Celebrazione della Libertà dei Gay a San Francisco del 1978. I colori dell'arcobaleno sono disegnati come strisce orizzontali, con il rosso in cima e il violetto in basso. La bandiera arcobaleno è stata ispirata dalla canzone Somewhere Over the Rainbow di Judy Garland, che è lei stessa una icona LGBT.
Gli arcobaleni svolgono un ruolo fondamentale all'interno del videogioco Rainbow Islands della Taito, in cui vengono usati dai protagonisti sia come arma sia come mezzo per arrampicarsi sulle piattaforme che costituiscono i livelli.
[modifica] La sequenza di colori
Isaac Newton, originariamente (1672), nominò solo cinque colori primari: rosso, giallo, verde, blu e violetto. Solo più tardi introdusse l'arancione e l'indaco, dando sette colori in analogia con il numero di note in una scala musicale. Adesso alcune fonti omettono l'indaco, in parte a causa della scarsa capacità degli esseri umani di distinguere i colori nella porzione blu dello spettro visivo. C'è anche qualche prova che l'uso da parte di Newton dei termini blu e indaco si possono mappare in tonalità moderne come turchese e blu rispettivamente. Questo sembrera credibile, dato che molta gente troverebbe più facile accettare una settima tonalità (turchese) tra verde e blu, piuttosto che tra blu e violetto. Siccome gli arcobaleni sono composti da uno spettro praticamente continuo, persone diverse, specialmente tra culture diverse, trovano differenti numeri di colori negli arcobaleni.
La sequenza di colori di un arcobaleno potrebbe anche essere richiamata dai tecnici elettronici attraverso la loro esperienza nell'identificare il codice di colori elettronico per i resistori.
[modifica] Note
- ^ Keith S. Walklet. Lunar Rainbows - When to View and How to Photograph a "Moonbow". The Ansel Adams Gallery, 2006. URL consultato il 07-06-2007.
- ^ Anonimo. Sea Water Rainbow. Atmospheric Optics. URL consultato il 07-06-2007.
- ^ O'Connor, J. J.; Robertson, E. F.. Kamal al-Din Abu'l Hasan Muhammad Al-Farisi. University of St. Andrews, novembre 1999
- ^ Roger Bacon's Theory of the Rainbow: Progress or Regress?. Isis 57 (2). URL consultato il 2007-06-07.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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