Goy (ebraismo)

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Dizionario Yiddish-Ebraico- Latino-Tedesco del XVI secolo dove "גוי" è tradotto in latino come "ethnicus" ovvero "pagano".

La parola ebraica goy o goj (ebraico singolare goj גוי, plurale גוים; yiddish גוי goj, plurale גוים gojim) corrisponde come significato a quello di "popolo". Nella Bibbia esso possiede questo significato ed è riferito anche al popolo ebraico (Esodo: 19,16)[1]
In seguito venne usato per indicare i "popoli" non appartenenti alla religione ebraica.[2].

Nella Torah/Bibbia Ebraica, goy e le sue varianti appaiono oltre 550 volte in riferimento a Israeliti e alle altre nazioni. Il primo uso attestato di goy si trova nel Genesi 10,5 e si riferisce in generale alle popolazioni non-israelite. Il termine non ha sfumature peggiorative riferendosi, appunto, alle genti. Il primo uso del termine riferito agli Israeliti appare in Genesi 12,2, quando Dio promette ad Abramo che la sua discendenza diverrà un goy gadol ("grande nazione"). Mentre i primi libri della Bibbia Ebraica usano spesso goy per descrivere gli Israeliti, negli ultimi c'è una tendenza ad applicarlo alle altre nazionalità.

Alcune traduzioni della Bibbia lasciano il termine Goyim non tradotto e lo trattano come fosse il nome proprio di un paese in Genesi 14,1.

Esegesi religiosa ebraica[modifica | modifica wikitesto]

Esegesi ebraica sull'etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Nel giudaismo rabbinico[modifica | modifica wikitesto]

La letteratura rabbinica considera le nazioni non giudee settanta, ciascuna con la propria lingua.

Inizialmente ci riferisce ad Edom (ovvero Esaù) ed ai suoi discendenti come Goy per poi estenderne il significato d'identificazione per tutti i non-ebrei, ovviamente con l'esclusione di chi abbia compiuto il Ghiur ed appunto del popolo d'Israele.

A proposito del versetto “Egli [Dio] pose il limite delle genti secondo il numero dei Figli di Israele,”[3] Rashi spiega: “In virtù del numero dei figli di Israele che erano destinati a derivare dai figli di Shem, e al numero delle settanta anime dei figli di Israele che si recarono in Egitto, Egli stabilì che il ‘limite delle genti' [fosse caratterizzato da] settanta lingue.”

L'Ohr Hachayim[4] afferma che questo è il simbolismo che si cela dietro la Menorah: “Le sette candele della Menorah (nel Santo Tempio) corrispondono alle nazioni gentili, che sono settanta. Ogni candela allude a dieci Nazioni. Ciò allude al fatto che esse brilleranno tutte di fronte alla candela dell'ovest, che corrisponde al popolo ebraico.”

I popoli iniziarono a mischiarsi con matrimoni misti nell'epoca di Peleg valicando quindi i confini prestabiliti delle "Terre".

Metafore del "regno animale" per ebrei e "non" nella Torah[modifica | modifica wikitesto]

« Yehudah, figlio di Tema, diceva: "Sii forte come un leopardo e veloce come un'aquila, rapido come un cervo e possente come un leone per adempiere alla Volontà divina di tuo Padre che sta nel Cielo". »
(Pirqei Avot 5.21)

(In quanto tradotte, le versioni in altre lingue diverse dall'ebraico della Torah possono far sorgere la possibilità di errori di traduzione, anche sotto il profilo semantico).

I primi cristiani, in Terra d'Israele, vennero paragonati nel Talmud, non certo per conformazioni fisiche, all'animale capra (ciò comunque non riguarda chi aderisce alle religioni cristiane o cattoliche, ma a quanto sostiene la Torah riguardo ad essi veri propri); per fare ulteriori esempi, i casi del confronto di alcune tribù del popolo d'Israele con figure del mondo animale o di Edom al maiale (il suo Paese viene paragonato alla zampa di questo animale) e di vari re, che importunarono e perseguitarono Israel, vennero paragonati a Leoni, Aquile ed altro; la tribù di Giuda, invece ebraica, viene paragonata al leone e quella di Efraim, o della Casa di Giuseppe in genere, al Re'em.
Non per connaturata colpevolezza o come "offesa", i Goyim vengono nel Talmud spesso associati metaforicamente all'asino.

Queste ovviamente sono metafore infatti anche il Talmud "sottolinea" che esseri umani e bestie o animali non possono essere equiparati.

Nel Cantico dei Cantici, come prediletta, la Nazione d'Israel viene paragonata alla colomba: "...mia amata", ciò anche come metafora della vera profezia.

« Rabbi Eli'ezer diceva: "...riscaldati al fuoco dei Dotti ma sta' attento alla loro brace affinché essa non ti bruci, perché il loro morso è morso di volpe, la loro puntura è puntura di scorpione, il loro sibilo è sibilo di serpente ed anche le loro parole sono braci infuocate »
(Pirqei Avot 2.11)

...ma anche ad una cerbiatta ed ad un "gregge riscattato" (Shir haShirim).

Relazione del popolo ebraico con le altre Nazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi 7 precetti Noachici, Alleanza (Bibbia), Avodah, Ebreo, Mitzvah, Qedushah, Shekhinah e Torah.

Rivolgendosi al popolo ebraico, Dio lo avverte sul suo futuro:

« ...sarete per Me come popolo di sacerdoti »
(Pentateuco)

Nel Pentateuco si riporta la promessa fatta da Dio al popolo ebraico dicendo che, se degno, sarà come popolo di sacerdoti incaricato anche e soprattutto di diffondere la fede in Lui e le parole della Torah quando vi sia la reale e sincera intenzione di conoscerle, quindi non in modo "prepotente" quando non v'è un interesse voluto; questa promessa coincide con l'opposta punizione (cfr Hester Panim) nel caso contrario, che si vuole evitare.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Popolo eletto e Storia degli ebrei.

Buone relazioni[modifica | modifica wikitesto]

I Chakhamim hanno stabilito i mipnè darkey shalom (in italiano "vie e strade di pace"), educazione etica ebraica per aver buone relazioni con i non-ebrei, quando possibile, o con alcuni tra essi; per altri casi ancora è necessaria "pazienza"[5]. Esistono comunque differenti ambiti Halakhici.

Ricerca storico-fenomenologica[modifica | modifica wikitesto]

I commentari biblici suggeriscono che il termine derivi da Gutium.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piccolo dizionario dell'ebraismo a cura di Patrizia Sola. Milano, Gribaudi, 1999, p. 64.
  2. ^ Piccolo dizionario dell'ebraismo a cura di Patrizia Sola. Milano, Gribaudi, 1999, p. 64.
  3. ^ Deut., 32:8
  4. ^ On Numbers, 8:2
  5. ^ Tomer Devorah, Moses Cordovero
  6. ^ Goiim nell'International Standard Bible Encyclopedia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]