György Ligeti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il calciatore e allenatore ungherese nato nel 1905, vedi Jenő Ligeti.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
« Hai bisogno di tre o cinque mani per suonare Ligeti. »
(Alfred Brendel)

György Sándor Ligeti (pron. IPA: /'ɟørɟ 'ʃaːndor 'liɡɛti/; Târnăveni, 28 maggio 1923Vienna, 12 giugno 2006) è stato un compositore romeno naturalizzato austriaco, visto spesso come uno fra i più grandi compositori di musica strumentale del XX secolo.

La sua produzione va essenzialmente annoverata nell'ambito della musica contemporanea, ma al grande pubblico è probabilmente più noto per vari suoi brani che caratterizzano in modo rilevante i film di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio, Shining e Eyes Wide Shut.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Ligeti nacque a Dicsöszentmárton (ora Târnăveni, Romania) e ricevette le basi musicali al conservatorio di Kolozsvár (Cluj-Napoca), entrambe in Transilvania, oggi Romania. La sua educazione fu interrotta nel 1943, quando, essendo ebreo, fu costretto ai lavori forzati dal regime nazista. Nello stesso periodo i suoi genitori, suo fratello e altri parenti furono deportati nel campo di concentramento di Auschwitz; sua madre fu l'unica a sopravvivere.

Dopo la guerra, Ligeti riprese i suoi studi a Budapest, laureandosi nel 1949. Studiò con Pál Kadosa, Ferenc Farkas, Zoltán Kodály e Sándor Veress. Continuò il suo lavoro di musica etnica con la musica popolare rumena, ma dopo un anno tornò alla sua vecchia scuola a Budapest, questa volta come docente di armonia, contrappunto e analisi musicale. Tuttavia le comunicazioni tra l'Ungheria e l'occidente vennero interrotte dal governo comunista di allora e Ligeti doveva ascoltare segretamente le trasmissioni radio per tenersi aggiornato circa gli sviluppi musicali. Nel dicembre del 1956, due mesi dopo la repressione della rivolta ungherese attuata dall'esercito sovietico, fuggì a Vienna e infine ottenne la cittadinanza austriaca.

Lì ebbe la possibilità di incontrare personaggi importanti di avanguardia dai quali venne isolato in Ungheria. Tra questi, i compositori Karlheinz Stockhausen e Gottfried Michael König, entrambi innovatori di allora dediti alla musica elettronica. Ligeti lavorò nel loro stesso studio, a Colonia, e fu ispirato dai suoni che poteva creare lì. A ogni modo, produsse poca musica elettronica da sé, e non si concentrò su lavori strumentali che contenessero strutture elettroniche.

Da questo momento, l'opera di Ligeti divenne maggiormente conosciuta e rispettata, e si potrebbe dire che le sue più note composizioni abbraccino il periodo che va da Apparitions (1958-9) a Lontano (1967), sebbene la sua ultima opera lirica, Le Grand Macabre (1978), sia pure molto famosa. In anni più recenti, i suoi tre libri per pianoforte Études sono diventati abbastanza noti grazie alle registrazioni di Pierre-Laurent Aimard, Fredrik Ullén e altri.

Nel 1973 György Ligeti ottenne una cattedra ad Amburgo, lasciata nel 1989. Dagli anni ‘80 ha dovuto sopportare i problemi di una cattiva salute, che ha rallentato la sua produzione, per quanto abbia continuato a scrivere.

Ligeti ha anche espresso una passione per la geometria frattale di Benoît Mandelbrot, e gli scritti di Lewis Carroll e Douglas R. Hofstadter.

György Ligeti è morto a Vienna il 12 giugno 2006 all'età di 83 anni.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Le prime composizioni di Ligeti sono un'estensione del linguaggio musicale del suo compatriota Béla Bartók. I pezzi pianistici, Musica Ricercata (1951-53), ad esempio, sono spesso confrontati con la raccolta di brani di Bartók Mikrokosmos. La raccolta di Ligeti comprende in totale undici pezzi. Il primo usa quasi esclusivamente una nota, il la, ascoltato in molteplici ottave. Solo veramente alla fine del brano si sente una seconda nota, il re. Il secondo brano aggiunge poi una terza nota a queste due, il terzo pezzo ne aggiunge una quarta, e così via, cosicché nell'undicesimo brano sono presenti tutte e dodici le note della scala cromatica. Già in questo primo livello della sua carriera, Ligeti venne colpito dal regime comunista presente in Ungheria in quel periodo. Il decimo pezzo di Musica Ricercata fu censurato dalle autorità a causa del suo stile "decadente". Sembra che fosse di conseguenza tacciato per il suo uso generoso degli intervalli di seconda minore.

Il Concert romanesc (1951), perfettamente tonale, costituito da temi in parte ripresi dal folclore rumeno e in parte scritti dallo stesso Ligeti sulla falsariga della musica popolare, venne bandito dalle autorità perché conteneva una modulazione non rispondente ai canoni del "realismo socialista" e quindi vietata: in un accordo di Fa maggiore era infatti contenuto un Fa bemolle, creando così una dissonanza non gradita al regime, il quale proibì l'esecuzione del pezzo. Data la direzione molto più radicale nella quale Ligeti voleva portare la sua musica, non è sorprendente che sentisse la necessità di lasciare l'Ungheria. Arrivato a Colonia, iniziò a scrivere musica elettronica accanto a Karlheinz Stockhausen. Produsse solo tre opere, che tuttavia includono Glissandi (1957) e Artikulation (1958), prima di riprendere la musica strumentale.

La sua musica sembra essere stata influenzata successivamente dai suoi esperimenti elettronici, e molti suoni che creò ne riproducono la caratteristica struttura. Apparitions (1958-59) fu il primo componimento che lo portò all'attenzione della critica, ma è la sua opera seguente, Atmosphères, che oggi risulta essere più nota. Venne impiegata, insieme ad alcuni estratti da Lux Aeterna e Requiem nella colonna sonora di 2001: Odissea nello spazio di Kubrick; in effetti, la musica fu adattata senza il permesso di Ligeti, il quale intentò (e vinse) una causa contro il regista americano reo di aver utilizzato una porzione di "Aventures" pesantemente rielaborata per la sequenza finale del film.

Atmosphères (1961) è scritto per una grande orchestra. È visto come un pezzo fondamentale nella produzione del compositore ungherese, poiché contiene molte delle innovazioni che avrebbe esplorato nel corso degli anni ‘60. Effettivamente abbandona melodia, armonia e ritmo, per concentrarsi invece puramente sul timbro del suono prodotto, una tecnica conosciuta come sound mass. Apre con i maggiori cluster mai scritti – viene suonata ogni nota di una scala cromatica nell'intervallo di cinque ottave. Il pezzo sembra poi perdere il suo massiccio accordo iniziale, ma molto lentamente, con un continuo mutare di struttura.
Ligeti coniò il termine "micropolifonia" per la tecnica di composizione usata in Atmosphères, Apparitions e in altri suoi lavori del periodo. Spiegò così la micropolifonia: «La complessa polifonia di ciascuna parte è incorporata in un flusso armonico-musicale nel quale le armonie non cambiano improvvisamente, ma si fondono l'una nell'altra; una combinazione distinguibile di intervalli sfuma gradualmente, e da questa nebulosità si scopre che una nuova combinazione di intervalli prende forma».

L'ultimo periodo[modifica | modifica sorgente]

Dagli anni ‘70 Ligeti scelse uno stile più melodico, concentrandosi nel contempo sul ritmo. Brani come Continuum (1970) e Clocks and Clouds (1973) furono scritti prima che il compositore ascoltasse la musica di Steve Reich e Terry Riley nel 1972, eppure il secondo dei suoi Tre pezzi per due pianoforti, "Autoritratto con Reich e Riley (e Fryderyk Chopin sullo sfondo)", sancisce questa influenza.
Ligeti si interessò anche degli aspetti ritmici della musica africana, specialmente quella dei pigmei. Nella metà degli anni ‘70 scrisse la sua prima opera lirica, Le Grand Macabre (da Gheldelrode), un'opera legata al teatro dell'assurdo con molti riferimenti escatologici. La musica degli anni ‘80 e ‘90 continuò enfatizzando complessi ritmi meccanici, spesso in un linguaggio cromatico meno denso (si possono notare triadi maggiori e quelle minori nonché strutture polimodali). Particolarmente significativi sono gli Études pour piano (libro I, 1985; libro II, 1988-94; libro III, 1995-2001) che nascono da fonti diverse come il gamelan, i poliritmi africani, Bartók, Conlon Nancarrow e il pianista jazz Bill Evans. Altri lavori degni di nota in questa vena sono il Trio per corno, violino e pianoforte (1982), il Concerto per pianoforte (1985-88), il Concerto per violino (1992) ed i Nonsense-Madrigals (su testi di Lewis Carroll, William Brighty Rands e Heinrich Hoffmann) per coro a cappella (198893). La più recente composizione di Ligeti è il Concerto di Amburgo per corno e orchestra da camera (1998-99, rivisto nel 2003).

Opere complete[modifica | modifica sorgente]

  • Quartetto d’archi (un movimento) (1938)
  • Klavierstücke per pianoforte (1938-43)
  • Simfonía (1939-40)
  • Piccolo Trio per violino, violoncello (o viola) e pianoforte (1941-42)
  • Pièce per coro a cappella, (1941-1943)
  • Quaderno di esercizi per pianoforte e organo (1942-48)
  • Cantata n°1: Et circa horam nonam, per mezzosoprano 2 cori misti e accompagnamento musicale (1944)
  • Frühe Stücke (studi per i giovani) per pianoforte a 4 mani (1942-43-50-51)
  • Duo per violino e violoncello (1945)
  • Ajánlás (Dedica), Pueto senza parole per soprano, baritono o coro misto a cappella (1945)
  • Bicinia Biciae sette duetti per soprano e baritono o coro misto a cappella (1945)
  • Burját-Mongol aratódal (Confine di raccolto Buriate-Mongolo), per coro (1945)
  • Három József Attila-kórus, tre brani per coro, da Attila Jozef (1945)
  • Cantata n°2: Venit Angelus, per mezzosoprano, coro misto e accompagnamento musicale (1945)
  • Idegen földón (all'estero), da testi di Bálint Balassa e poemi popolari, per coro femminile a cappella (1945 – 46)
  • Duo per violino e pianoforte (1946)
  • Bujdosó (vagando), per coro misto a cappella (1946)
  • Két Balassa Bálint-kórus (due brani per coro da Balint Balassa), per coro misto a cappella (1946)
  • Magány (solitudine), da un poema di Sandor Weöres, per coro misto a cappella (1946)
  • Három Weöres-dal (Tre canti da Sandor Weöres), per voce e pianoforte (1946)
  • Invenzione per pianoforte (1947-48)
  • 2 Capricci per pianoforte (1947-48)
  • Ha Folyóvíz volnék (se fosse acqua del fiume), canone a 4 voci (1947-53)
  • Mifiso la sodo per piccola orchestra (1948)
  • Invenzione per pianoforte (1948)
  • Bölcsötöl a Sírig (dalla culla alla tomba), per soprano, mezzosoprano, oboe, clarinetto e quartetto d’archi (1948)
  • Sonata per violoncello solo' (1948-53)
  • Régi magyar társas táncok (antiche danze ungheresi) concerto per flauto, clarinetto e orchestra d'archi (1949)
  • Ballade und Tanz da canzoni popolari rumene per orchestra giovanile (1949-50)
  • Ballade und Tanz da canzoni popolari rumene per 2 violini (1950)
  • Andante e Allegro per quartetto d'archi (1950)
  • 2 movimenti per quartetto d'archi (1950)
  • Kállai kettös (danza doppia di Kallo), per coro misto a cappella (1950)
  • Lakodalmas (danza nuziale), per coro misto a cappella (1950)
  • Tél (inverno), 2 brani per coro misto a cappella (1950)
  • Három József Attila-dal (tre canti da Attila Jozsef), per voce e pianoforte (1950)
  • Négy Lakodalmi tánc (quattro danze nuziali), per 3 voci femminili e pianoforte (1950)
  • Petöfi bordala (canzone su Petöfi), per voce e pianoforte (1950)
  • Román népdalok és táncok (canti e balli folcloristici romeni), para mezzosoprano, baritono e orchestra (1950)
  • Sonatina per pianoforte a 4 mani (1951)
  • Grande sonata militare per pianoforte (1951)
  • Concert românesc (concerto romeno), per orchestra (1951)
  • Az Asszony ûs a katona (la donna e il soldato) per coro misto a cappella (1951)
  • Középlokon esik az esö (piove a Kozéplok), per coro misto a cappella (1951)
  • Musica ricercata, 11 pezzi per pianoforte (1951-1953)
  • Concert Românesc (Concerto Rumeno), per piccola orchestra (1952)
  • Haj, ifjèság (gioventù), per coro misto a cappella (1952)
  • Hortobágy, tre brani per coro misto a cappella (1952)
  • Pletykázó asszonyok (donne che … ), canone a 4 voci (1952)
  • Öt Arany-dal (cinque canti da Arany), per voce e pianoforte (1952)
  • 6 Bagatelle per quintetto di fiati (1953)
  • Hat inaktelki népdal (sei canti popolari da Inaktelke) per 3 cori femminili e piccola orchestra (1953)
  • Inaktelki nóták (canti da Inaktelke), per coro misto a cappella (1953)
  • Pápainé (la signora Pápai), Ballata popolare ungherese per coro misto a cappella (1953)
  • Omaggio a Girolamo Frescobaldi: Ricercare, per organo (1953-1984)
  • Quartetto d’archi n.1, "Métamorphoses nocturnes" (Metamorfosi notturne) (1953-54)
  • Sechs Miniaturen per doppio quintetto di fiati (1953-75)
  • Ejszaka, Reggel (notte, mattina), da poemi d Sandor Weöres per due cori misti a cappella (1955)
  • Mátraszentimrei Dalok (canti di Mátraszentimre), da poemi ungheresi per coro di voci bianche o femminile a cappella (1955)
  • Fehér és fekete (bianco e nero) per pianoforte (1955-56)
  • Istar pokoljárása (In attesa degli inferni di Istar), per solista, coro misto e orchestra (1955–56)
  • Fantasia cromatica, per pianoforte (1956)
  • Vízlók (visioni), per orchestra (1956)
  • Variations concertantes, per 18 strumenti (1956)
  • Brano elettronico n.3, musica elettronica (1957)
  • Glissandi, musica elettronica (1957)
  • Artikulation, musica elettronica (1958)
  • Apparitions, per orchestra (1958-59)
  • Frammento, per orchestra da camera (1961)
  • Atmosphères, per grande orchestra (1961)
  • 3 Bagatelle, cerimoniali musicali per pianoforte (1961)
  • Die Zukunft der Musik (il futuro della musica) composizione collettiva, provocazione musicale per altoparlanti in auditorium (1961)
  • Volumina, per organo (1961-62, rivista 1966)
  • Poema Sinfonico per 100 metronomi (1962)
  • Aventures et nouvelles aventures, Azione scenica in 14 scene, per 3 voci soliste e 7 strumenti (1962-66)
  • Requiem, per soprano e mezzo soprano solista, 2 cori misti e orchestra (1963-65)
  • Concerto per violoncello e orchestra (1966)
  • Lux Aeterna, per 16 voci soliste (1966)
  • Lontano, per grande orchestra (1967)
  • Due studi: Harmonies e Coulée, per organo (1967-69)
  • Continuum, per clavicembalo (1968)
  • Ramifications, per per orchestra d'archi o 12 archi solisti (1968-69)
  • Quartetto d’archi n. 2 (1968)
  • Dieci pezzi per quintetto di fiati (1968)
  • Concerto da camera per 13 strumentisti (1969-70)
  • Melodien, per orchestra (1971)
  • Concerto doppio per flauto, oboe e orchestra (1972)
  • Clocks and Clouds (Orologi e Nuvole), per 12 voci femminili e orchestra (1973)
  • Polifonia di San Francisco, per orchestra (1973-74)
  • Le Grand Macabre Opera in due atti. Libretto Michael Meschke e György Ligeti da Michel de Ghelderode(1974-77/1996)
  • Monument. Selbstportrait. Bewegung (monumento, autoritratto, movimento), per 2 pianoforti (1976)
  • Rondeau, monologo per voce recitante e banda (1978)
  • Passacaglia ungherese per clavicembalo (1978)
  • Rock ungherese per clavicembalo (1978)
  • Scènes et interludes du Grand Macabre, per quattro voci soliste, coro misto e orchestra (1978)
  • Omaggio a Hilding Rosenberg, per violino e pianoforte (1982)
  • Trio per violino, corno e pianoforte (1982)
  • Drei Phantasien nach Friedrich Hölderlin (tre fantasie da Friedrich Hölderlin), per coro misto a cappella (1982)
  • Magyar Etüdök (studi ungheresi), da Sandor Weöres, per coro misto a cappella (1983)
  • Studi per pianoforte, primo libro (n.1-6) (1985)
  • Die große Schildkrötenfanfare vom Südchinesischen Meer (la fanfara della grande tartaruga del mare del sud della Cina) per tromba (1985)
  • Concerto per pianoforte e orchestra (1985-88)
  • Mysteries of the Macabre, per tromba e orchestra (1988)
  • Nonsense Madrigals, per 6 voci maschili (1988–89)
  • Der Sommer (l'estate), da Friedrich Hölderlin per voce e pianoforte (1989)
  • Macabre Collage, estratto dall'opera “Le Grand Macabre” per grande orchestra, adattamento di Elgar Howarth in collaborazione con l'autore (1974-1977/1991)
  • Studi per pianoforte, secondo libro (n.7-14)(1988-90-93-94)
  • Concerto per violino e orchestra (1990-92)
  • Sonata per viola sola (1991-94)
  • Mysteries of the Macabre, per soprano e orchestra (1992)
  • Studio n. 14a «Coloana Fara Sfârsit», per pianola meccanica (1993)
  • L'arrache coeur (il cuore strappato), per pianoforte solo (1994)
  • Studi per pianoforte, terzo libro (n.15-18) (1995-2001)
  • Concerto di Amburgo, per corno e orchestra da camera con 4 corni naturali (1998-99, rivista 2003)
  • Síppal, dobbal, nádihegedűvel, da versi di Weöres Sándor per mezzosoprano e quartetto d'archi (2000)
  • Fantasia in la min. per pianoforte a 4 mani (op. postuma)

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gyorgy Ligeti, Eckhard Roelcke, Lei sogna a colori?, Alet edizioni, 2004 – ISBN 88-7520-005-X
  • Autori vari, Ligeti, a cura di Enzo Restagno, EDT, Torino, 1985
  • Alessandra Morresi, György Ligeti: "Études pour piano, premier livre": le fonti e i procedimenti compositivi, EDT, Torino, 2003
  • Paolo Tortiglione, Semiography and Semiology of Contemporary Music, Rugginenti, Milano, 2012 - ISBN 9788876656163

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 61732409 LCCN: n80021715