Barry Lyndon

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Barry Lyndon
Barry Lyndon.jpg
La scena iniziale del film
Titolo originale Barry Lyndon
Lingua originale inglese, tedesco, francese
Paese di produzione Regno Unito, Stati Uniti
Anno 1975
Durata 184 min[1]
Colore colore
Audio mono
Rapporto 1,37:1 (negativo)[2]
1,66:1(designato)[2]
Genere drammatico, romantico, guerra[1]
Regia Stanley Kubrick
Soggetto William Makepeace Thackeray (romanzo)
Sceneggiatura Stanley Kubrick
Produttore Stanley Kubrick
Produttore esecutivo Jan Harlan, Bernard Williams
Casa di produzione Hawk Films Ltd., Peregrine, Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia
Fotografia John Alcott
Montaggio Tony Lawson
Musiche Leonard Rosenman
Tema musicale Sarabande Main Title (National Philharmonic Orchestra)
Scenografia Ken Adam
Costumi Milena Canonero
Trucco Alan Boyle
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
« Nessun ragazzo, per la prima volta libero e con venti ghinee in tasca, si sente veramente triste. E Barry partì alla volta di Dublino senza tanto pensare alla cara mamma rimasta sola e al focolare lasciato alle sue spalle, quanto al domani, con tutte le meraviglie che gli avrebbe portato »
(Narratore/Romolo Valli)

Barry Lyndon è un film storico-drammatico del 1975, diretto da Stanley Kubrick e tratto dal romanzo di William Makepeace Thackeray, Le memorie di Barry Lyndon.

Nonostante all'uscita nelle sale non abia prodotto incassi cospicui, Berri Lyndon è oggi considerato uno dei migliori film di Kubrick e una delle più grandi opere cinematografiche mai realizzate.[3][4]

Per creare un'opera il più possibile realistica, Kubrick trasse ispirazione dai più famosi paesaggisti del XVIII secolo per scegliere le ambientazioni dei set.[5] Le riprese vennero effettuate nei luoghi in cui è stato ambientato il film: Inghilterra, Irlanda e Germania.[6]

Le scene e i costumi vennero ricavati da quadri, stampe e disegni d'epoca; grazie a questa attenzione ai dettagli il film ottenne i premi Oscar alla migliore scenografia e ai migliori costumi (entrambi assegnati nel 1976).[7] Le riprese vennero invece girate con l'ausilio della luce naturale o, tutt'al più, delle candele e delle lampade a olio per le riprese notturne.[8] Barry Lyndon è un film che assume un ruolo particolarmente importante nella filmografia di Kubrick perché costituisce il momento di maggiore libertà e distanza dai temi sociali, filosofici e politici che a Kubrick sono sempre stati attribuiti: violenza, politica, sesso. È un film fortemente visivo, talmente ricco di immagini e riferimenti estetici (dovute alle vastissime ricerche condotte dall'autore) da farne la più ampia e rigorosa rappresentazione del Settecento che il cinema abbia mai prodotto. La storia viene continuamente ridotta a quadro, a immagine da mostrare, da guardare: una grande tessitura visiva iniziata in esterni, nella profondità di campi lunghissimi e nella fredda luce del nord, dove le figure si stagliano nette sugli orizzonti sconfinati, e chiusa nel fondo nero di una carrozza.

Questa scelta implicò l'utilizzo di lenti rivoluzionarie, studiate dalla Zeiss per la NASA, oltre a nuove macchine da presa messe a punto dalla Panavision.[8] Nel Regno Unito e negli Stati Uniti uscì il 18 dicembre 1975,[9] mentre in Italia il 1º gennaio 1976.[9]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film si divide in:

  • Parte I: Con quali mezzi Redmond Barry acquisì lo stile e il titolo di Barry Lyndon;
  • Parte II: Resoconto delle sventure e dei disastri che accaddero a Barry Lyndon.

Tra questi due tempi è stato posto un breve intervallo.

Parte I[modifica | modifica wikitesto]

In un piccolo villaggio irlandese, Redmond Barry, un giovane di bell'aspetto, s'innamora della cugina, la bella Nora Brady. Nel villaggio, qualche settimana più tardi, si ferma un reggimento militare del Regno Unito, che è in cerca di truppe per la guerra dei sette anni. Durante la sosta Nora intrattiene una relazione con uno degli uomini di stanza, il capitano John Quin. I fratelli di Nora, consci che l'ufficiale ha ampia disponibilità economica, cercano di distoglierla da Redmond e di spingerla verso l'ufficiale.

Redmond cerca con tutte le sue forze di porsi tra i due promessi sposi, a tal punto da offendere Quin in pubblico; a causa di tale oltraggio il capitano inglese decide di sfidarlo a duello. Redmond ferisce a morte il rivale e il giorno stesso, dietro consiglio di un giudice di gara, fugge verso Dublino per non essere catturato e condannato per omicidio. Barry si allontana dal villaggio in groppa a un cavallo, con in tasca venti ghinee d'oro donategli dalla madre.

Lungo la strada per Dublino, mentre attraversa un bosco, Barry viene fermato da due briganti che lo derubano di tutti i suoi averi e lo lasciano senza cavallo. Squattrinato e appiedato, giunge in un piccolo villaggio dove un soldato sta arruolando uomini per l'esercito britannico. Disperato per aver perso tutto e senza altre prospettive, Barry si arruola nell'esercito. L'inadeguatezza di Barry alla vita militare emerge subito: una mattina, al momento del rancio, l'ingenuo giovane chiede che gli venga sostituito il boccale perché sporco di grasso, suscitando così il sarcasmo dei commilitoni. Uno in particolare, Toole, lo prende in giro davanti a tutti. Barry non ci sta e riesce a irritarlo facendo riferimento al malo modo in cui la moglie di Toole tratta suo marito. Per decidere chi ha ragione si organizza un combattimento di pugilato, da cui, anche questa volta, l'irlandese esce vincitore.

Dopo averlo battuto, Barry ottiene la fiducia dei suoi superiori e viene dunque spedito in battaglia in prima linea. L'esercito si sposta in territorio tedesco, dove si sta svolgendo uno scontro decisivo tra le truppe francesi e gli inglesi. Un giorno Redmond viene informato dal capitano del suo battaglione, un suo vecchio amico, Grogan, già padrino del fatale duello, che il capitano Quin, il pretendente di Nora, è in realtà ancora vivo: la pistola di Barry era stata infatti truccata dai familiari di Nora, i quali non volevano perdere l'opportunità di imparentarsi con Quin dato che questi rappresentava una sicurezza economica. Nora quindi si era sposata con il rivale in amore del povero Redmond.

Doppiamente beffato, il giorno dopo Barry partecipa con il suo reparto a una sanguinosa battaglia e vede morire, sotto i suoi occhi, Grogan stesso. A questo punto, orfano del suo unico protettore, matura la volontà di disertare per fuggire dalla guerra, che l'avrebbe condotto con molta probabilità alla morte. L'occasione buona gli capita quando vede due ufficiali omosessuali intenti a dialogare sul loro amore mentre fanno il bagno in un fiume. Uno dei due è stato incaricato di condurre una delicata missione: recapitare un messaggio al generale Percival Williamson, che si trova a Brema. Barry approfitta dello scambio di effusioni tra i due militari: ruba l'uniforme e il cavallo di uno di loro e fugge verso Brema con i documenti dell'ufficiale.

Dopo essere entrato nel territorio controllato dai prussiani, alleati degli inglesi, si verificano due imprevisti. Il primo, positivo, consiste nel fatto che un giorno, alla ricerca di un luogo dove mangiare, Barry incontra una giovane donna che si offre di ospitarlo. I due diventano amanti, ma dopo qualche giorno Barry riprende la strada per Brema. Il secondo, negativo, vede Barry incrociare sulla sua strada un gruppo di soldati prussiani. Il capitano Potzdorf, che li comanda, si presenta e si offre di accompagnarlo. Il prussiano, che sospetta che Barry sia un impostore e un disertore, lo conduce in una taverna per soldati e, cercando di farlo parlare e ostentando un atteggiamento amichevole, fa cadere Barry in contraddizione: l'irlandese gli comunica che deve consegnare un messaggio al generale Percival Williamson, quando invece l'alto ufficiale è morto da dieci mesi. Ottenuta la prova che sta mentendo, lo fa disarmare immediatamente e gli offre un'alternativa secca: essere tratto in arresto (con sicura condanna a morte per diserzione), oppure arruolarsi nell'esercito prussiano; Barry è quindi costretto a scegliere la seconda.

L'addestramento nell'esercito prussiano è molto duro. Barry fatica ad ambientarsi e subisce numerose punizioni per la sua mancanza di disciplina. Durante una battaglia cruciale a colpi di cannone e fucile, cui Barry prende parte, il capitano rischia di morire sotto una trave caduta a causa di una cannonata. Barry lo salva e riceve la gratitudine di Potzdorf stesso (che lo premia con due federichi d'oro). Inoltre, il capitano gli affida un incarico di secondo piano e senza alcun rischio: un lavoro di spionaggio facendosi assumere come cameriere presso un giocatore d'azzardo francese, lo Chevalier de Balibari. In realtà egli è un irlandese: l'uomo vive sotto copertura; per questo i prussiani hanno buon motivo di sospettare che possa essere un informatore per conto dell'Austria. La missione di Barry è osservare l'uomo e fare rapporto tutti i giorni sui suoi movimenti al capitano Potzdorf.

Durante il primo incontro con de Balibari, però, Barry non riesce a nascondergli di essere suo compatriota e di essere stato inviato a spiarne le mosse. Lo Chevalier apprezza la sincerità di Barry, dato che anche lui viveva un analogo esilio forzato, e i due diventano amici. De Balibari fa entrare Barry nel mondo del gioco d'azzardo, ed egli, tramite alcuni trucchi, aiuta il suo benefattore a vincere tutte le partite. Nei suoi rapporti quotidiani al capitano Potzdorf, Barry riporta cose vere ma totalmente ininfluenti al fine di svelare la reale identità dello Chevalier. Un giorno però la fortuna abbandona la coppia: un principe, conosciuto alla corte del re, accusa de Balibari di aver barato al gioco. Tra i due nasce un alterco, al termine del quale il principe annuncia la sua intenzione di ricorrere a un duello. Dopo che Barry riporta fedelmente l'accaduto ai suoi superiori, interviene il governo, che tramite il ministro di Polizia decide di espellere lo Chevalier dal territorio prussiano.

Ma i due sodali smontano il piano del governo prussiano: la mattina dopo, quando due soldati prussiani si presentano davanti alla residenza del giocatore, prendono in consegna Barry, travestito in modo da somigliare allo Chavelier, e lo scortano fino al confine. Il vero de Balibari è espatriato comodamente durante la notte. La carriera dei due giocatori procede con un successo dietro l'altro. Barry si rende famoso, oltre che al tavolo da gioco, per la sua bravura con la spada e per la sua bellezza, che attira diverse donne, tra cui la giovane Lady Lyndon, sposata con Sir Charles Reginald Lyndon da cui ha avuto un figlio, Lord Bullington, il cui precettore è il reverendo Runt.

Parte II[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte di Sir Charles, Barry si sposa con Lady Lyndon. La madre di Barry viene a vivere nel palazzo della coppia. Dal matrimonio con la donna, Barry ha un figlio, il piccolo Bryan Patrick Lyndon, ma si attira l'inimicizia del figliastro, Bullington, che lo ritiene un uomo rozzo e un opportunista. Sebbene Barry avesse cercato di trattarlo come un figlio, Bullington si rifiuta di vedere in lui un padre. Un giorno Bullington palesa il suo sentimento rifiutandosi di baciare Barry; per la mancanza di rispetto Barry gli infligge alcune frustate.

Passano gli anni: tra Barry e Lady Lyndon l'amore è già finito. Barry ha numerose amanti e i due vivono separati. Il conflitto tra Bullington (attaccatissimo alla madre) e Barry si fa sempre più aspro, mentre a consolare Barry è l'amore paterno nei confronti di suo figlio Bryan.

Un giorno la madre di Barry gli dice chiaramente che, nonostante abbia sposato una ricca nobildonna, non ha niente intestato a sé: è nullatenente. Inoltre, non sarà lui a ereditare, ma il figlio primogenito, che gli è particolarmente ostile. Tutto si risolverebbe se Barry ottenesse un qualsiasi titolo nobiliare. Barry si getta anima e corpo nell'impresa, finanziando opere e organizzando sontuosi ricevimenti. L'unico risultato tangibile che riesce a ottenere è partecipare a un ricevimento in cui è presente re Giorgio III. Il colloquio tra i due è però deludente. Quando il re viene informato che Barry ha reclutato a sue spese una compagnia per la guerra in America si limita a suggerirgli di reclutarne un'altra e partire con essa per combattere.

Un giorno i due fratellastri, mentre sono soli nell'aula di studio in assenza del reverendo Runt (istitutore di entrambi), vengono alle mani. Richiamato dalle urla di Bryan, Barry entra nella sala e vede che il figlio grande sta sculacciando il piccolo. Decide immediatamente di punirlo con sei scudisciate. Il figliastro, sconvolto, promette che la prossima volta che Barry lo toccherà, lo ucciderà.

Un giorno, durante un'esibizione musicale, dove Lady Lyndon suona il clavicembalo accompagnata da una piccola orchestra d'archi, Bullington mette in atto un piano per screditare la falsa immagine di Barry, sfruttando l'amore incondizionato che questi prova per il piccolo Bryan, e annunciare l'intenzione di lasciare la casa paterna e non ritornare più finché vi avesse abitato il patrigno. Questo suscita le ire di Barry stesso, che picchia selvaggiamente il figliastro davanti a tutti. Dopo questo episodio, Barry perde definitivamente ogni speranza di ottenere un titolo nobiliare, mentre tutti i suoi creditori si affrettano a chiedere il pagamento di quanto loro dovuto, gravando pesantemente sulla rendita di Lady Lyndon.

Approssimandosi la festa di compleanno di Bryan, il piccolo chiede al padre di avere in regalo un cavallo. Barry decide di fargli una sorpresa. Finge di non accontentarlo ma acquista in effetti un cavallo purosangue. È un puledro bellissimo che non è stato ancora domato. Nonostante Bryan avesse promesso ai genitori di non cercarlo, un giorno segue il padre di nascosto e trova l'animale. Ma, appena sale sulla groppa, l'animale, imbizzarrito, disarciona Bryan che, si ferisce al cranio mortalmente.

Bryan muore, provocando una grave perdita in famiglia. Barry inizia a ubriacarsi, mentre la signora Lyndon tenta il suicidio con del veleno, e dell'accaduto viene informato il figlio Lord Bullington. Egli decide dunque di ritornare nella tenuta Lyndon, chiedendo soddisfazione per l'affronto subito qualche mese prima. In un pagliaio poco lontano Bullington e Barry si sfidano a duello con le pistole. Al primo tentativo Bullington, per l'emozione, esplode erroneamente il colpo mentre carica l'arma e spreca il suo colpo. Al suo turno Barry rimane colpito dal terrore di Bullington, e forse per compassione, spara a terra per chiudere la sfida. Bullington invece chiede di esplodere il secondo colpo. Al secondo sparo la sua mano poco ferma finalmente colpisce Barry, ferendolo a una gamba. La ferita appare subito grave e l'uomo viene portato immediatamente in una locanda, ove viene fatto giungere un chirurgo. La pallottola ha reciso l'arteria tibiale anteriore. Il rischio di emorragia è troppo alto: non rimane che amputare la gamba sotto il ginocchio.

Qualche giorno dopo, mentre Barry è ancora convalescente, riceve la visita dell'amministratore della casa. L'uomo comunica a Barry che Lord Bullington è disposto a versargli un vitalizio di 500 ghinee all'anno purché Barry lasci la casa e l'Inghilterra. L'amministratore fa presente a Barry che, se decidesse di rimanere in Inghilterra, finirebbe in prigione, nessun finanziatore e nessuna banca accorrerebbe per risanare i pesanti debiti contratti perché è completamente screditato. Pochi giorni dopo Barry, accompagnato dalla madre, lascia l'ospedale e ritorna in Irlanda. Il narratore commenta la scena dicendo che Barry si recherà successivamente in Europa a giocare d'azzardo, senza più, però, la fortuna di un tempo.

Lord Bullington ritorna nella casa paterna e affianca la madre nell'amministrazione dei beni di famiglia. Nell'ultima scena del film, lady Lyndon, con aria assente, firma la cedola relativa al versamento in favore di Barry per l'anno sotto gli occhi del figlio, brutto e precocemente invecchiato. 1789.

Il film termina con l'epitaffio:

Fu durante il regno di Giorgio III che i suddetti personaggi vissero e disputarono. Buoni o cattivi, belli o brutti, ricchi o poveri ora sono tutti uguali.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Dopo Arancia meccanica, Kubrick decise di dirigere un film a cui lavorava da tempo, Napoleon, biopic su Napoleone Bonaparte, con Jack Nicholson nel ruolo del protagonista.[10] Ma dopo il flop di un film simile, Waterloo di Sergej Fëdorovič Bondarčuk, Kubrick abbandonò il progetto,[11] senza discostarsi però dal film storico.[10] In questo periodo gli passò sottomano il romanzo di William Makepeace Thackeray, Le memorie di Barry Lyndon, e dunque decise di approfondirlo, iniziando a stendere una prima sceneggiatura.

« Mi ha sempre attirato un film in cui il destino del protagonista è già inciso sul primo fotogramma, e non ne avevo ancora fatti, quindi questa fu l'occasione migliore.[10] »
(Stanley Kubrick)

Una prima stesura dell'opera non comprendeva molti dei dialoghi e la voce narrante era in prima persona, come nel libro dal quale il film è tratto.[12] A questo proposito Kubrick disse:

« Thackeray usava l'osservatore 'imperfetto' – anche se sarebbe più corretto dire l'osservatore 'disonesto' – consentendo al pubblico di giudicare da sé la vita di Redmond Barry. Questa tecnica andava bene per il romanzo, ma non per un film, in cui hai dinanzi a te una realtà oggettiva per forza! Il narratore in prima persona avrebbe funzionato se il film fosse stato una commedia: Barry diceva il suo punto di vista, in contrasto con la realtà oggettiva delle immagini, e allora il pubblico avrebbe riso per questa contrapposizione. Ma Barry Lyndon non è una commedia».[13] »
(Stanley Kubrick)

Kubrick riferì di non avere scelto Le memorie di Barry Lyndon, tra i romanzi di Thackeray, a caso:

« Ho avuto l'intera collezione delle opere di Thackeray sulla libreria, a casa, per anni. Dovetti leggere i libri svariate volte prima di arrivare a Barry Lyndon. Prima, ad esempio, mi interessava La fiera della vanità, ma la storia era troppo intricata per essere spiegata solo in un film. Oggi ci sarebbero le miniserie televisive, ma non avevo assolutamente l'intenzione di girarne una».[13] »
(Stanley Kubrick)

Il regista asserì di amare i personaggi e di aver trovato un modo per non fare perdere l'impatto del libro nel passaggio dalla carta alla pellicola.[13]

« Barry Lyndon offriva l'opportunità di fare una delle cose che il cinema può realizzare meglio di qualunque altra forma d'arte: presentare cioè una vicenda a sfondo storico. La descrizione non è una delle cose nelle quali i romanzi riescono meglio, però è qualcosa in cui i film riescono senza sforzo, almeno rispetto allo sforzo che viene richiesto al pubblico».[13][14] »
(Stanley Kubrick)

Differenze fra libro e film[modifica | modifica wikitesto]

I costumi indossati durante le riprese del film. Nel 1976 il film ottenne due Premi Oscar ai migliori costumi e migliore scenografia.

Versione di riferimento: William Makepeace Thackeray, Le memorie di Barry Lindon, traduzione di T. Giartosio, Editore Fazi 2003.

Dal confronto con il romanzo il film di Kubrick presenta varie innovazioni:

  • Redmond non viene derubato dai briganti durante la sua prima fuga a Dublino, ma viene ospitato nella città da una signora incontrata durante il viaggio (che si diceva aggredita dai banditi) e qui ingannato e derubato dalla donna stessa e da suo marito che si fingevano nobili;
  • si arruola poi nell’esercito inglese e partecipa alla guerra dei sette anni, ma non diserta rubando la divisa dell’ufficiale gay al fiume, bensì scambia la sua identità con quella del capitano inglese ferito, ospitato a casa della pastorella tedesca, che diviene sua complice;
  • l’ufficiale tedesco che lo smaschera e lo arruola nelle truppe prussiane muore in guerra e non è lo stesso che lo fa assumere come spia e lo presenta allo Chevalier de Balibarì;
  • lo Chevalier non è un estraneo, ma proprio suo zio, fratello del padre e fatto da lui diseredare con l’accusa di cattolicesimo;
  • il "vecchio" Sir Charles non muore sotto gli occhi di Redmond;
  • le trame per concludere il matrimonio con lady Lyndon, che nel film risulta quasi immediato, occupano uno spazio considerevole e sono inframmezzate al racconto dell’amore clandestino della Principessa di X e alla mediazione di Barry per far concludere un buon matrimonio ad un suo cugino;
  • per riuscire nel suo piano Redmond prima ferisce e minaccia di uccidere in duello Milord Gorge Poynngs, cugino e pretendente della vedova Lyndon (personaggio inesistente nel film), poi ricatta la Lady con delle lettere compromettenti da lei scrittegli quando era ancora in vita il marito;
  • nel complesso lo spazio dedicato al periodo coniugale è molto più ampio nel film;
  • risulta diverso anche il personaggio del primo figlio di Lady Lyndon, il Visconte Bullington, che nel romanzo sembra messo meno in rilievo: parte per la guerra nelle colonie americane, viene creduto morto e riappare solo nelle ultime pagine per bocca del narratore esterno, il quale dice che Bullington si opporrà ad ogni indulgenza della madre nei confronti di Barry e che lo punirà;
  • non viene affatto descritto il duello, molto importante nel film (Redmond manca volutamente il bersaglio mentre il figliastro, rispondendo al fuoco, lo colpisce alla gamba che gli dovrà poi essere amputata);
  • nel film, in seguito a questo intervento di Lord Bullington, Barry viene interdetto ed estromesso dalla famiglia Lyndon, mentre nel romanzo questo avviene per una trama ordita dalla stessa Lady, dai suoi parenti e dalla sua vecchia fiamma lord Georges.
  • Kubrick fa terminare la storia nel 1789, data della Rivoluzione Francese, mentre Thackeray prolunga la storia fino ad oltre il 1811.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Il cast del film comprende Ryan O'Neal nel ruolo di Redmond Barry Lyndon (inizialmente assegnato a Robert Redford),[15] Marisa Berenson nel ruolo di Lady Lyndon, Leon Vitali nel ruolo di Lord Bullington, Patrick Magee nel ruolo dello Chevalier de Balibari e Anthony Sharp nel ruolo di Lord Hallam.

Sharp e Magee avevano già collaborato con Kubrick in Arancia meccanica.[16] In particolare, in un'intervista con Michel Ciment, il regista rivelò le sue impressioni sull'attore protagonista del film, Ryan O'Neal, sino ad allora quasi sconosciuto: «Era l'attore migliore per la parte. Aveva l'aspetto giusto ed ero sicuro che avesse più dote di quanto non ne aveva mostrato sino ad allora. Penso di averci visto giusto, data la sua performance, e non riesco ancora neanche a concepire uno che avrebbe interpretato meglio Barry. Ad esempio, nonostante siano grandi attori, Al Pacino, Jack Nicholson o Dustin Hoffman sarebbero sicuramente stati errati in quel ruolo».[13]

Ken Adam si ispirò al Bacio di Hayez per realizzare una delle scene

Regia[modifica | modifica wikitesto]

Per il film, Kubrick cercò di essere quanto più realistico possibile,[10] utilizzando sul set solamente candele o lumi a olio.[8] Tutto ciò per ricreare l'atmosfera tipica del XVIII secolo.[8] A ricreare quest'atmosfera collaborarono anche i quadri di autori come Hayez (Il bacio è riproposto in una scena d'amore tra Barry Lyndon e una sua amante), William Hogarth, Joshua Reynolds, Chardin, Antoine Watteau, Zoffany e altri, come ha rivelato lo scenografo Ken Adam.[17]

Kubrick rivelò di non avere usato quasi nessuno storyboard, per la realizzazione del film, asserendo che sono poche le riprese provenienti da idee lampanti,[13] aggiungendo che anzi il preparare una scena prima di essere sul set può soltanto danneggiarla: «L'ispirazione giusta viene in un momento e basta. Non c'è alcuna alchimia alle spalle, la si riconosce e ci si ispira a essa».[13]

L'imbarco per Citera servì come ispirazione per alcuni esterni del film[17]

Le riprese durarono 300 giorni, in un arco complessivo di due anni: con un budget di circa 11 milioni di dollari, iniziarono nel giugno 1973 e finirono nel settembre 1975.[15] Per ispirare gli attori, Kubrick faceva ascoltare sul set le musiche che avrebbero fatto da sottofondo, nel montaggio finale, alla scena, come fece Sergio Leone con il cast di C'era una volta il West.[15]

La pellicola venne girata alla Powerscourt Estate, una famosa tenuta del XVIII secolo nella contea di Wicklow, in Irlanda.[18] La casa venne distrutta in un incendio diversi mesi dopo l'inizio delle riprese (nel novembre 1974): per questo il film viene considerato, oltretutto, una sorta di documentario sull'aspetto della dimora prima della sua distruzione.[18] Tra le altre location, il castello di Howard, in Inghilterra (in cui vennero girati gli esterni della tenuta Lyndon), il castello di Dublino, in Irlanda, dimora dello Chevalier e alcuni edifici governativi a Potsdam, vicino Berlino.[18]

Alcune tecniche di ripresa ricollegano direttamente ad altri lavori precedenti del regista: lo zoom e il grandangolo, elementi-chiave in 2001 e Arancia meccanica. Inoltre, alcuni elementi riportavano direttamente al cinema muto: «Penso che il cinema muto avesse molte più qualità del cinema sonoro», asserì Kubrick.[13][14] Poi, aggiungendo, disse: «[La scena nel terrazzo tra Lady Lyndon e Barry] è tutta molto romantica, però nello stesso tempo credo che suggerisca quell'attrazione vuota che sentono l'uno per l'altra e che scomparirà con la stessa rapidità. Prepara cioè il terreno a tutto quello che seguirà nel loro rapporto».[13][14]

Con questo film, Kubrick si aggiudicò un BAFTA al miglior regista 1976.[7]

Fotografia[modifica | modifica wikitesto]

Alla fotografia lavorarono John Alcott e Stanley Kubrick: Kubrick aveva già lavorato con Alcott per 2001: Odissea nello spazio e Arancia meccanica e avrebbe continuato in Shining.[19] Alcott venne premiato per il lavoro svolto su Barry Lyndon con un premio Oscar 1976.[7]

L'intento di Kubrick era quello di girare il film senza alcun ausilio di luci artificiali, così da donare alla pellicola un aspetto realistico, «quello di un dipinto o un affresco».[10] Per questo, durante la fase di pre-produzione del film, il regista girò in lungo e in largo alla ricerca di obiettivi molto luminosi.[8] Il compito non fu difficilissimo per Kubrick, che aveva lavorato per diverso tempo alla rivista statunitense Look.[10] Ed DiGiulio, presidente della Cinema Products Corp., rivela che Kubrick giunse un giorno con una proposta quasi "assurda": «Mi chiamò per chiedermi se [...] era possibile adattare per la BNC l'obiettivo Carl Zeiss Planar 50mm f/0.7 che si era appena procurato e che aveva una focale da 50 millimetri e un'apertura massima di f/0.7.[20]. Quando lessi le specifiche delle dimensioni, conclusi che sarebbe stato impossibile collegarlo alla sua BNC a causa del diametro e anche perché la parte posteriore sarebbe arrivata a soli 4 mm dal piano della pellicola».[8] Nonostante questo Kubrick insistette sino a quando DiGiulio non accettò di approfondire la questione.[8]

Distribuzione e accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

All'uscita, nel dicembre 1975, il film venne apprezzato particolarmente,[21] per le sue atmosfere barocche, la fotografia e la scenografia.[21] Nonostante tutto, l'accoglienza da parte del pubblico non fu delle più calorose[21] e il critico italiano Enzo Ungari, ad esempio, nel 1976, la definì «svagata»[21] e asserì che Barry Lyndon aveva avuto un po' ovunque degli apprezzamenti «grigiamente positivi».[21]

Brian Koller scrisse che il film è il secondo più bello di Kubrick, successivo solo al Dottor Stranamore, che cattura e fa saltare lo spettatore in un mondo sin troppo realistico.[22] In seguito al successo - quantomeno sotto il punto di vista critico - del film, negli anni successivi molti registi sfornarono una serie di film storici ambientati nel '700, che cercavano di ricreare le atmosfere realistiche: tra questi, I duellanti di Ridley Scott, in cui per altro i duelli svolgono un ruolo fondamentale.

Registi italiani come Bernardo Bertolucci, però, sottolinearono il fatto che anche questo film, come già accadeva in 2001: Odissea nello spazio e Arancia meccanica, metteva in risalto il sentimento di amore/odio che Kubrick prova verso la civiltà umana.[23]

Anacronismi[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la cura maniacale che Kubrick usò per i dettagli del film, come del resto per ogni altra sua regia, nel film compaiono quattro evidenti anacronismi. Il primo riguarda una cartina geografica che viene mostrata, sulla quale compare un treno a vapore, che però all'epoca ovviamente non esisteva. In scene successive, compare un cane di razza Labrador Retriever, che però fu allevata solo a partire da fine Ottocento e riconosciuta nel 1903. Il terzo riguarda una frase detta dalla voce narrante che si riferisce al regno del Belgio dopo la scena della morte di Sir Charles Reginald Lyndon. Il Belgio non è esistito prima del 1830. Il quarto riguarda gli strumenti ad arco dell'orchestra, che sono montati "alla moderna": sono presenti i puntali di violoncello e contrabbasso, comparsi solo nel secolo successivo ed affermatisi solamente nel XX secolo, inoltre gli archetti sono anch'essi moderni.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Per Barry Lyndon, Kubrick abbandonò pezzi di colonna sonora originale, preferendo autori come Händel o Bach.[24] «Per quanto i compositori di colonne sonore possano essere bravi, non saranno mai un Beethoven, un Mozart o un Brahms. Perché usare una colonna sonora discreta quando c'è dell'ottima musica disponibile dal nostro passato più recente?».[13] «Quando completai il montaggio di "2001", avevo fatto registrare alcune musiche originali che volevo usare nel film. Lo stesso compositore, però, davanti al 'Bel Danubio blu' rimase esterrefatto e allora cambiò idea e inserì queste tracce nelle scene. Con "Barry Lyndon" non ricaddi nell'errore e usai direttamente musiche non originali».[13]

Molte delle tracce, nonostante siano tratte da composizioni di Bach, Schubert e altri, sono state riscritte e riorchestrate da Leonard Rosenman, che collaborò con Kubrick nella scelta dei brani.[13] «La musica del XVIII secolo non è molto drammatica. Sentii il tema di Handel, che fa da sottofondo a molte scene del film, suonato con una chitarra, e stranamente, mi faceva pensare a Ennio Morricone. Allora aggiungemmo i bassi e la musica si adattò perfettamente alla drammaticità della pellicola».[13] Il tema di Handel è la Sarabanda dalla Suite num. 4 in re minore HWV 437 tratta da Nove suite per clavicembalo, scritta per clavicembalo e che Leonard Rosenman arrangiò per orchestra.

La colonna sonora comprende diversi brani composti in epoche posteriori alle vicende narrate, come quelli di Franz Schubert (tra i quali il più famoso è l'Andante con moto dal Trio n. 2 in mi bemolle maggiore per violino, violoncello e pianoforte D. 929).

La cavatina del Barbiere di Siviglia di Paisiello viene sfruttata per due distinte scene di gioco d'azzardo. Una prima volta, senza accompagnamento vocale, nella scena in cui Barry aiuta lo Chevalier a truffare il principe di Tubingen; una seconda, con accompagnamento vocale, poche scene dopo, al tavolo da gioco di Spa in cui Barry e lo Chevalier, tenendo banco, vincono contro Lord Ludd.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Sarabanda dalla Suite n. 4 in re minore, HWV 437 (Georg Friedrich Händel) (versione per i titoli di testa) National Philharmonic Orchestra
  2. Women of Ireland (Seán Ó Riada) The Chieftains
  3. Piper's Maggot Jig (Paddy Moloney e Sean Potts) The Chieftains
  4. The Sea-Maiden (Paddy Moloney e Sean Potts) The Chieftains
  5. Tin Whistles (Seán Ó Riada) Paddy Moloney And Sean Potts
  6. British Grenadiers (tradizionale) Fifes And Drums
  7. Hohenfriedberger March (Federico II di Prussia)
  8. Lilliburlero (tradizionale) Fifes And Drums
  9. Women Of Ireland (Seán Ó Riada) Derek Bell
  10. Marcia da Idomeneo, re di Creta, opera, KV 366 (Wolfgang Amadeus Mozart)
  11. Sarabanda dalla Suite n. 4 in re minore, HWV 437 (Georg Friedrich Händel) (versione per il duello) National Philharmonic Orchestra
  12. Lilliburlero (tradizionale) arrangiata e diretta da Leslie Pearson
  13. Danza tedesca n. 1 in do maggiore (Franz Schubert) National Philharmonic Orchestra
  14. Sarabanda dalla Suite n. 4 in re minore, HWV 437 (Georg Friedrich Händel) (versione per il duello) National Philharmonic Orchestra
  15. Cavatina dal Barbiere di Siviglia (Giovanni Paisiello) National Philharmonic Orchestra
  16. Terzo movimento dal Concerto in mi minore (trascrizione della Sonata per violoncello RV 40) (Antonio Vivaldi) Pierre Fournier, Festival Strings Lucerne diretti da Rudolf Baumgartner
  17. Concerto in do minore per due clavicembali, BWV 1062 (Johann Sebastian Bach) Karl Richter, Hedwig Bilgram, Münchener Bach-Orchester
  18. Andante con moto dal Trio in mi bemolle maggiore n. 2 op. 100, D 929 (Franz Schubert) Ralph Holmes, Moray Welsh, Anthony Goldstone
  19. Sarabanda Suite n. 4 in re minore, HWV 437 (Georg Friedrich Händel) (versione per i titoli di coda) National Philharmonic Orchestra

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

  • 1975 - Barry Lyndon (Music From The Soundtrack) (Warner Bros. Records, LP)
  • Barry Lyndon. (Music from the Academy Award Winning Soundtrack) (Warner Bros. Records, CD)

Singolo[modifica | modifica wikitesto]

  • 1975 - Barry Lyndon (Warner Bros. Records, 7")

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Barry Lyndon (1975) – Info principali, Internet Movie Database. URL consultato il 24 dicembre 2011.
  2. ^ a b Barry Lyndon (1975) – Specifiche tecniche, Internet Movie Database. URL consultato il 24 dicembre 2011.
  3. ^ (EN) 100 Best Films - Village Voice, filmsite.org. URL consultato il 14 febbraio 2014.
  4. ^ (EN) Barry Lyndon, entertainment.time.com. URL consultato il 14 febbraio 2014.
  5. ^ Barry Lyndon (1975). URL consultato il 5 gennaio 2008.
  6. ^ Filming locations for Barry Lyndon (1975). URL consultato il 10 gennaio 2008.
  7. ^ a b c Premi a Barry Lyndon (1975). URL consultato il 10 gennaio 2008.
  8. ^ a b c d e f g Due obiettivi speciali per 'Barry Lyndon'. URL consultato il 10 gennaio 2008.
  9. ^ a b Barry Lyndon (1975) – Date di uscita, Internet Movie Database. URL consultato il 24 dicembre 2011.
  10. ^ a b c d e f Gene D. Phillips, Stanley Kubrick: Interviews, Boston, Roundhouse Publishing, 2001, ISBN 1-57806-297-7..
  11. ^ La meccanica dell'arancia, documentario su [[Arancia meccanica (film)|]], in onda su La7 il 25 settembre 2007.
  12. ^ Script del film: la sceneggiatura di "Barry Lyndon". URL consultato il 10 gennaio 2008.
  13. ^ a b c d e f g h i j k l m Kubrick on "Barry Lyndon" - Interview with Michel Ciment. URL consultato il 10 gennaio 2008.
  14. ^ a b c Stanley Kubrick: Alcuni estratti da passate interviste con riferimenti a "Barry Lyndon". URL consultato il 10 gennaio 2008.
  15. ^ a b c Curiosità for Barry Lyndon (1975). URL consultato il 10 gennaio 2008.
  16. ^ Full cast and credits for A Clockwork Orange (1971). URL consultato il 10 gennaio 2008.
  17. ^ a b Adam on "Barry Lyndon" - Interview with Michel Ciment, disponibile su L'express del 30 agosto 1976.
  18. ^ a b c Filming locations for Barry Lyndon (1975). URL consultato il 26 febbraio 2008.
  19. ^ (EN) John Alcott in Internet Movie Database, IMDb.com Inc..
  20. ^ "Omaggio all'immortale Kubrik e al mitico Planar 50mm f/0,7" (Marco Cavina)
  21. ^ a b c d e Barry Lyndon: L'Ultimo Kubrick ha Cervello e Bellezza. URL consultato il 10 gennaio 2008.
  22. ^ Barry Lyndon - Reviewed by Brian Koller. URL consultato il 10 gennaio 2008.
  23. ^ Emanuela Martini, Lo sguardo vuoto dell'umanità. URL consultato il 10 gennaio 2008.
  24. ^ Soundtracks for Barry Lyndon (1975). URL consultato il 10 gennaio 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gene D. Phillips, Stanley Kubrick: Interviews, Boston, Roundhouse Publishing, 2001, ISBN 1-57806-297-7.
  • Mario Falsetto, Stanley Kubrick: A Narrative and Stylistic Analysis, New York, Greenwood Press, 2001, ISBN 0-275-96974-6.
  • Paul Duncan, Stanley Kubrick: A Visual Poet, Londra, Taschen, 2005, ISBN 3-8228-1592-6.
  • Sergio Bassetti, La musica secondo Kubrick, 2002, Lindau, Torino, ISBN 88-7180-467-8.
  • William Makepeace Thackeray, Le memorie di Barry Lindon, traduzione di T. Giartosio, Editore Fazi, 2003.
  • Enrico Ghezzi, Kubrick, Il castoro cinema, La nuova Italia, Firenze 1983.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]