Il bacio (Hayez)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il bacio
Il bacio
Autore Francesco Hayez
Data 1859
Tecnica olio su tela
Dimensioni 112 cm × 88 cm 
Ubicazione Pinacoteca di Brera, Milano

Il bacio è un olio su tela di 112 × 88 cm, realizzato nel 1859 dal pittore italiano Francesco Hayez su commissione di Alfonso Maria Visconti di Saliceto, che alla propria morte lo regalò alla Pinacoteca dell'Accademia di Brera, dove è tuttora conservato ed esposto.

Oltre a questo dipinto, l'artista realizzò tre repliche con lo stesso soggetto, delle quali due versioni sono incollezioni private ed un'altra, in cui il vestito della donna è bianco, fu realizzata nel 1861 per la famiglia Mylius ed è stata venduta all'asta il 12 novembre 2008 da Sotheby's a Londra.[1]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

In questo quadro l'autore riunisce le principali caratteristiche del romanticismo storico italiano, ovvero un'assoluta attenzione verso i concetti di naturalezza e sentimento puro (l'amore individuale verso gli ideali risorgimentali). Ciò che colpisce immediatamente l'osservatore è la carica di sensualità che scaturisce dall'abbraccio dei due amanti.

Questo legame è tanto forte che riesce ad annullare ogni contrasto, come quello del freddo celeste della veste della donna e del colore caldo dell'abito dell'uomo (il quale ha le gambe posizionate in modo tale da assecondare la sensuale inclinazione del corpo femminile). L'uomo, mentre bacia la sua amata, appoggia la gamba sul gradino: Hayez comunica, con questo particolare, l'impressione che egli se ne stia andando, e dà più enfasi al bacio. La scelta dell'artista di celare i volti dei giovani scoraggia, dando importanza all'azione e le ombre che si possono scorgere dietro al muro, nella parte sinistra del quadro, indicano un eventuale pericolo. È però da non dimenticare il reale significato storico dell'opera, infatti Hayez attraverso i colori (il bianco della veste, il rosso della calzamaglia, il verde del cappello e del risvolto del mantello e infine l'azzurro dell'abito della donna) vuole rappresentare l'alleanza avvenuta tra l'Italia e la Francia (accordi di Plombières). Nel dipinto prevalgono di più i colori caldi (rosso, marrone ecc..). Bisogna ricordare che questo quadro venne presentato all'Esposizione di Brera del 1859, a soli tre mesi dall'ingresso di Vittorio Emanuele II e Napoleone III a Milano.

L'intera scena, a giudicare dagli abiti e dall'architettura, si svolge in un'ambientazione medioevale, ma in realtà è del tutto immersa nel presente a causa del significato e del soggetto iconografico (il bacio) del tutto nuovo.

Inoltre quest'opera non solo esprime il concetto sentimentale, ma crea al suo interno un vero e proprio spazio intimo di coinvolgimento emotivo dell'osservatore; la presenza di mistero legata alla figura in penombra dell'androne non appare primaria alla visione globale, in quanto l'osservatore viene catturato dall'intensità degli amanti che sono posizionati sull'asse di simmetria.

Gerolamo Induno: Triste presentimento (1862), il dipinto, eseguito tre anni dopo l'opera di Hayez, ne riporta una copia in un quadretto appeso alla parete, il simbolismo risorgimentale e' rimarcato dal piccolo busto di Garibaldi raffigurato nella nicchia

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Notizia riportata sul sito del quotidiano Sole 24 Ore.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • C. Bertelli, G.Briganti, A. Giuliano Storia dell'arte italiana, Electa-Mondadori vol. 4.
  • C. Castellaneta, S. Coradeschi. L'opera completa di Hayez, Classici dell'arte Rizzoli, Milano, 1966.
  • F. Mazzocca Hayez, Dossier Art Giunti, Firenze, 1998.
  • M. Monteverdi, Neoclassicismo e aspetti accademici del primo romanticismo italiano, in: Storia della pittura italiana dell'Ottocento. Vol. I. Bramante Editrice, Busto Arsizio, 1984.
  • La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze, 1986. poba

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]