Pinacoteca Ambrosiana

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Coordinate: 45°27′48.22″N 9°11′08.82″E / 45.463394°N 9.185783°E45.463394; 9.185783

Pinacoteca Ambrosiana
Il palazzo dell'Ambrosiana
Il palazzo dell'Ambrosiana
Indirizzo Piazza Pio XI 2, 20123, Milano, Italia
Sito http://www.ambrosiana.eu/

La Pinacoteca Ambrosiana è un museo di Milano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Venne fondata da Federico Borromeo nel 1618 nei pressi della Biblioteca Ambrosiana, istituita già nel 1609. L'istituzione nacque per assicurare una formazione culturale gratuita a chiunque avesse qualità artistiche o intellettuali. Alla Pinacoteca fu infatti affiancata, fin dal 1621, un'accademia di pittura e scultura, con calchi in gesso del Laocoonte e della Pietà di Michelangelo provenienti dalla raccolta di Leone Leoni. Il primo docente di pittura fu il Cerano; unico allievo di una certa importanza fu Daniele Crespi.

Una "Seconda Accademia Ambrosiana", riformata in senso classicista su impulso del pittore Antonio Busca e dallo scultore Dionigi Bussola, fu attiva tra il 1668 e la fine del Settecento.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La Biblioteca Ambrosiana e la Pinacoteca sono strettamente collegate. Anche la prima raccoglieva infatti una serie di dipinti con dotti e sapienti del mondo classico e della cultura cristiana e conteneva al suo interno disegni e codici miniati: nel 1637 furono donati da Galeazzo Arconati i manoscritti di Leonardo oggi all'Institut de France (attualmente, dopo le razzie di Napoleone resta in loco il solo Codice Atlantico). Un altro tesoro della Biblioteca è il manoscritto con l'opera di Virgilio già appartenuto a Petrarca (e da lui glossato) con una miniatura di Simone Martini.

Nella Pinacoteca si possono trovare oggi opere, provenienti dalla collezione di Federico Borromeo (nei quattro corridoi che circondano la sala di lettura della Biblioteca) e da numerosi lasciti successivi, tra cui dipinti di Leonardo, Botticelli, Bramantino, Bergognone, Bernardino Luini, Tiziano, Jacopo Bassano, Moretto, Caravaggio, Morazzone, Daniele Crespi, Andrea Appiani, Francesco Hayez.

Interessante dal punto di vista storico è la produzione di copie da dipinti celebri, promossa da Federico Borromeo per scopi didattici e documentativi, come la replica dell'Ultima Cena di Leonardo, che già nel XVII secolo era in condizioni assai precarie.

Percorso espositivo[modifica | modifica sorgente]

Collezione del cardinale Borromeo[modifica | modifica sorgente]

Le sale 1, 4, 5, 6 e 7 contengono la collezione dei dipinti donati nel 1618 da Federico Borromeo. Si tratta del nucleo originario della pinacoteca, per questo si è scelto di evidenziarlo in sale dedicate, ispirandosi nell'allestimento al Musaeum pubblicato dal cardinale a Milano nel 1625, dove è descritta la prima sistemazione della raccolta.

Le sale presentano dipinti leonardeschi e veneti del Cinquecento (sale 1 e 4), il cartone della Scuola di Atene di Raffaello, il Canestro di frutta di Caravaggio e dipinti del Cinquecento italiano (sala 5), lombardi contemporanei (sala 6) e fiamminghi contemporanei (sala 7).

Opere nella sala 1
Opere nella sala 4
Opere nella sala 5
Opere nella sala 6
Opere nella sala 7
  • Jan Brueghel
  • Hendrik van Steenwijck il Vecchio, Interno della cattedrale di Anversa
  • Brueghel dei Velluti
    • Allegoria dell'acqua
    • Allegoria del fuoco
    • Boscaglia
    • Cisterna d'acqua e capanno d'eremiti
    • Eremita che legge presso rovine
    • Loth e le figlie fuggono da Sodoma in fiamme
    • Eremita in preghiera
    • Romitaggio
    • Eremita in preghiera davanti a un'immagine
    • Cerere
    • Scena infernale
    • Gesù con gli apostoli sul Lago di Tiberiade
    • Paesaggio con palude
    • Paese d'inverno con gloria d'angeli
    • Topolino con rose
    • Madonna col Bambino
    • Daniele nella fossa dei leoni
    • Vaso di fiori
  • Paul Brill
    • Prospettiva di mare
    • Paesaggio con due cappuccini
    • Paesaggio con pastori e pellegrini
    • Paesaggio con rovine e pastori
    • Paesaggio con il martirio di san Pietro da Verona
    • Paesaggio con Rebecca al pozzo
    • Paesaggio con la conversione di San Paolo
    • Paesaggio con Tobiolo e l'angelo
    • Paesaggio con san Giovannino
  • Hans Rottenhammer, Gloria d'angeli
  • Luca di Leida, Trionfo di Davide
  • David Vinckboons (attr.)
    • Paesaggio
    • Paesaggio

Pittura dei secoli XV-XVI[modifica | modifica sorgente]

Le altre sale ospitano dipinti ottenuti con altri lasciti. Un importante nucleo riguarda il XV secolo e ancora più consistente è quello del secolo XVI. La sala 2 è dedicata ai pittori soprattutto fiorentini, lombardi e veneti, tra cui anche il Ritratto di musico di Leonardo, la 3 ai lombardi, la 10 ai veneti, la 11 soprattutto ai toscani, la 12 ai bresciani e i veneti, la sala 29 a Bernardino Luini.

Opere nella sala 2
Opere nella sala 3
Opere nella sala 10
Opere nella sala 11
Opere nella sala 12

Pittura dei secoli XIV-XVI e oggettistica[modifica | modifica sorgente]

A partire dalla sala 8 (della Medusa), si entra negli spazi aggiunti nel 1928, già annessi della basilica di San Sepolcro, che vennero allestiti nel 1929-1931 sotto la direzione di Alessandro Minali.

La sala della Medusa, che prende il nome dalla fontana di Giannino Castiglioni, e quella successiva (9, delle Colonne), conservano dipinti e le raccolte di oggettistica.

Opere nella sala 8
  • Anonimo, Pietà
  • Alfredo Ravasco, teca con capelli di Lucrezia Borgia
  • Giovanni Mazone
    • Beato vescovo agostiniano
    • Beato vescovo agostiniano
    • San Giovanni Battista
    • San Giovanni Battista
  • Maestro delle Tavole Barberini, San Francesco d'Assisi
  • Armorario milanese
    • Pugnale con custodia
    • Pugnale con custodia
  • Armorario tedesco, quattro selle con staffe
  • Manfredo Settala, sfera armillare tolemaica
  • Giannello Torriani, sfera armillare tolemaica
  • Anonimo, sfera armillare tolemaica
  • Orafo tedesco, orologio
  • Scultore dell'italia settentrionale, Lare di Tormine
  • Artista bizantino, Encolpio
  • Artista limosino, Cristo crocifisso
  • Artista veneto, Cofanetto a figure
  • Artista dell'Italia centrale, borsa liturgica
  • Bartholomäus Spranger
    • Conversione di san Paolo
    • Lot e le figlie (attr.)
  • Artista milanese, Ecce Homo
  • Medaglista milanese, Ritratto di Manfredo Settala
  • Artista romano (?), Testa di vecchio
  • Artista mitteleuropeo, due Gruppi di mendicanti
  • Antonio Abondio (?)
    • Busto femminile
    • Busto dell'imperatrice Maria, moglie di Massimiliano
  • Artista spagnolo, Medaglione con Deesis
  • Cristoph Lencker, Coppa con Nautilus
  • Gerolamo Miseroni, Onfale
  • Artista italiano, piatto
  • Ceramografo dell'Italia meridionale, patera a figure rosse
  • Joachim Friess, Trofeo con Diana cacciatrice
  • Bottega degli Embriachi, cofanetto con le Virtù e scene agiografiche
  • Artista muranese, fruttiere
  • Scultore fiammingo, Figura virile
  • Giovanni Jacopo Caraglio, Ritratto di Bona Sforza, regina di Polonia
  • Josse Lieferinxe, Ecce Homo
Opere nella sala 9

Sala di Niccolò da Bologna[modifica | modifica sorgente]

La sala 13 è detta di Niccolò da Bologna, dal nome del miniatore trecentesco (autroe del Codice ambrosiano B 42 Inf.) che ha ispirato i rilievi di due lunette, opera rispettivamente di Domenico Buffa e Rodolfo Castagnini con pitture di Archimede Albertazzi, ed ospita opere fiamminghe e italiane del tardo Cinquecento e del Seicento, tra cui spicca il nome di Guido Reni.

Opere nella sala 13

XVII e XVIII secolo[modifica | modifica sorgente]

L'allestimento delle successive sale, sempre relativo ai lavori degli anni trenta, ricrea un ambiente signorile milanese di fine Sette-inizi Ottocento. Nella sala 14 si trova un ballatoio con una finta biblioteca e cento stemmi di famiglie nobili lombarde, opera di Archimede Albertazzi, restaurati da Francesco Manzoni dopo i danni bellici. La vetrata è di Domenico Buffa e raffigura Sant'Ambrogio. Le sale 15 e 16 sono dedicate al Seicento lombardo, la 17 al Sei e Settecento

Opere nella sala 14
Opere nella sala 15
Opere nella sala 16
Opere nella sala 17

Collezione De Pecis[modifica | modifica sorgente]

La sala 18 ospita le opere più importanti della collezione donata dal conte Giovanni Edoardo De Pecis nel 1827 e accresciuta nel 1828 e nel 1830 dai lasciti di sua sorella Maria, vedova Paravicini. Comprende dipinti italiani e fiamminghi e una ricca raccolta di bronzetti neoclassici.

La sala 21 è composta da tre ambienti in successione aperti sulla sala della Medusa e quella delle Colonne, ospitanti un gruppo di dipinti fiamminghi e tedeschi dei secoli XV, XVI e XVII secolo, in larga parte dalla Collezione De Pecis. Sul finestrone centrale, rivolto verso l'aula di lettura della Biblioteca, si trova la vetrata dantesca di Giuseppe Bertini, già nell'attuale sala Borromeo (già sala Stocchetti) e qui posta dal 1929.

Opere nella sala 18
  • Arte milanese
    • Cavallo al galoppo
    • Centro tavola con pescagione
    • Centro tavola con selvaggina
    • Zuccheriera
    • Testa equina
    • Allegoria del fiume
    • Vaso
    • Anfora
    • Anfora
    • Testa equina
    • Leone
    • Monumento ad Andrea Appiani
    • Modello di arco di trionfo per Porta Orientale
    • Ebe
    • Coppa
    • Coppa
    • Cavallo che s'impenna
    • Ingresso a Milano dell'imperatore Francesco I (modello)
    • Ingresso a Milano dell'imperatore Francesco I
    • Promulgazione del decreto Imperatore Francesco I (modello)
    • Promulgazione del decreto Imperatore Francesco I
  • Arte romana
    • Colonna Traiana
    • Colonna Antonina
    • Obelisco egizio di piazza del popolo
    • Obelisco egizio di San Giovanni in Laterano
    • Pio VI in viaggio verso Vienna
  • Gaspare Landi, Giovinetta con urna funeraria
  • Antonio Canova, Autoritratto
  • Bertel Thorvaldsen, Autoritratto
  • Antonio Moglia, Tigre che allatta i tigrotti
  • Anton Raphael Mengs, Ritratto di Leopoldo II d'Asburgo Lorena
  • Anonimo, Vecchia filatrice con pollame
  • Giambattista Gigola
    • Bradamante nella grotta di Merlino
    • L'addio di Lodovico il Moro alle ceneri...
    • La brigata del Boccaccio ...
    • Bernabò Visconti condotto al Castello di Trezzo
    • Giovanni Edoardo e Maria DePecis
  • Andrea Appiani, Ritratto di Carolina Pitrot Angiolini
Opere nella sala 21

Arte del XIX e XX secolo[modifica | modifica sorgente]

La sala 19 presenta una selezione degli oltre duecento dipinti ottocenteschi e dei primi anni del Novecento della galleria, fino alla guerra modniale interamente esposti nel percorso. Si tratta soprattutto di opere di artisti attivi a Milano, con nomi dei migliori maestri quali Andrea Appiani, Francesco Hayez, Mosè Bianchi. La sala 20 è occupata dal peristilio.

Opere nella sala 19
  • Giovanni Migliara
    • La Certosa di Pavia
    • L'arco della Pace a Milano
  • Massimo D'Azeglio
    • Scena alpestre
    • Paesaggio
  • Natale Schiavoni, Giovinetta con colomba
  • Francesco Hayez
    • Ritratto di Giovanni Battista Morosini
    • Ritratto di Giuseppina Negroni Prati Morosini
    • Ritratto di Emilia Morosini Zeltner
    • Ritratto di Alessandro Negroni Prati Morosini
    • Ritratto di Giuseppina Negroni Prati Morosini
    • Ritratto di Giovanni Battista Morosini
    • Maddalena
  • Mosè Bianchi
    • La Flora
    • Paolo e Francesca
    • In barca
    • Cavalcando
    • Monache al lido (La benedizione del mare)
    • La casa del pastore
    • Pecore al ruscello
    • Maternità
  • Gaetano Previati
    • Fiori
    • I tre cipressi
  • Girolamo Induno
    • Visita al campo
    • Vecchio con cane
    • Ragazza al fonte
    • Porta San Pacrazio a Roma
  • Emilio Gola, Le lavandaie nel Naviglio
  • Giuseppe Bertini, Incontro di Maria Stuarda con la R. Elisabetta
  • Emilio Longoni, Chiusi fuori scuola
  • Andrea Appiani
    • Ritratto di Napoleone
    • Ritratto femminile
    • Ritratto di Monsignor Stefano Bonsignori

Corridoio[modifica | modifica sorgente]

La sala 22 è il lungo corridoio decorato da sculture e affreschi, secondo l'allestimento del 1966. Spiccano le opere del Bambaia, provenienti dal Monumento funebre a Gaston de Foix e da un'altra tomba, e quattro affreschi dalla chiesa di Santa Maria della Rosa, demolita nel 1831 per ampliare gli spazi dell'Ambrosiana. I reperti lapidei, antichi, medievali e rinascimentali, sono stati selezionati dal portico del Cortile degli Spiriti Magni.

Opere nella sala 22
  • Anonimo
    • Santa monaca
    • Santa Caterina da Siena
    • San Bartolomeo da Briganze
    • Santo vescovo domenicano
  • Scultore lombardo
    • Figure femminili
    • Figure femminili
    • Figure femminili
    • Figura maschile e animale fantastico
    • Bassorilievo figurato
  • Arte romana
    • Iscrizione paleocristiana
    • Frammento di sarcofago
    • Testa maschile
    • Testa di fanciullo
  • Giovanni Antonio Piatti, Platone
  • Bambaia
    • Quattro rilievi del monumento sepolcrale di Gaston de Foix
    • Gesù davanti a Caifa ed Ecce Homo
    • Salita al Calvario e Gesù spogliato

Quadreria del Museo Settala[modifica | modifica sorgente]

La sala 23 ospita il Museo Settala, ovvero la collezione di Manfredo Settala (1600-1680) donata all'Ambrosiana con acquisto definitivo nel 1751. Si tratta di una raccolta scientifica di gusto enciclopedico, con animali esotici imbalsamati, scheletri di uccelli e pesci rari, conchiglie, crostacei, coralli, cristalli, pietre dure, fossili, strumenti scientifici, orologi, astrolabi, reperti di civiltà precolombiane e altri oggetti. A ciò vanno aggiunti arredi, dipinti, libri e manoscritti che costituiscono una vera e propria Wunderkammer. Di tale raccolta è oggi esposta solo la quadreria.

Opere nella sala 23
  • Salvator Rosa, Paesaggio con apostolo che predica
  • Maniera di Salvator Rosa, Paesaggio con il martirio di sant'Andrea
  • Anonimo
    • Madonna col Bambino
    • Epifania
    • Concerto
    • San Pietro Apostolo
    • Visitazione di Maria a Elisabetta
    • Incredulità di Tommaso

Anonimo

Altre sale[modifica | modifica sorgente]

Opere nell'ingresso
Opere nello scalone

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Silvana Modena, "La seconda Accademia Ambrosiana", Arte Lombarda 5, no. 1 (1960): 84-92.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Ambrogio De Predis, Ritratto di una dama (1490 circa)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]