San Verano tra due angeli e sei storie della sua vita

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San Verano tra due angeli e sei storie della sua vita
San Verano tra due angeli e sei storie della sua vita
Autore Anonimo di scuola pisana
Data 1270-1275 circa
Tecnica tempera e oro su tavola
Dimensioni 152 cm × 97 cm 
Ubicazione Pinacoteca di Brera, Milano

San Verano tra due angeli e sei storie della sua vita è un dipinto a tempera e oro su tavola (152x97 cm) di un anonimo di scuola pisana, databile al 1270-1275 circa e conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'opera, dal soggetto così inconsueto, proviene probabilmente dalla pieve di San Verano a Peccioli, vicino Pisa, dove doveva essere il dossale dell'altare maggiore. Probabilmente immesso sul mercato antiquario all'epoca delle soppressioni napoleoniche, lo ebbe in collezione Alfredo Gerli, che nel 1982 lo donò alla pinacoteca milanese.

Recentemente è stata attribuita al Maestro di Castelfiorentino.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

L'opera è tipica dell'arte duecentesca toscana, sia per formato che per impostazione iconografica: un santo a tutta figura in atto benedicente al centro e, ai lati, storie della sua vita, in questo caso sormontate da due angeli simmetrici che si affacciano a mezza figura. La figura è altamente monumentale, con quei giochi lineari nel panneggio lumeggiato d'oro che, nonostante la raffinatezza, finiscono per appiattire il volume.

Gli episodi vanno letti in senso orizzontale:

  • San Pietro battezza Verano
  • Verano e l'angelo e liberazione di un'indemoniata
  • Miracolo del fanciullo resuscitato
  • Miracolo in una basilica
  • Decollazione di san Verano
  • Seppellimento di san Verano

Le scene sono caratterizzate da una certa vivacità narrativa tipica dell'arte bizantina, evidente nelle scene dei miracoli: nella Resurrezione si vede ad esempio un fanciullo steso a terra e contemporaneamente in piedi a un gesto del vescovo, secondo uno schema eloquente che esplicita l'azione. I fondali sono variati ed eleganti, anche se indipendenti dalle figure, che si trovano sempre in primo piano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]