Illuminazione

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Illuminazione della sala nel corso di un concerto d'opera

L'illuminazione è il risultato dell'illuminare mediante l'utilizzo di flussi luminosi, naturali (mediati da elementi architettonici) o emessi da sorgenti artificiali (apparecchiature generalmente elettriche) allo scopo di ottenere determinati livelli di luce (illuminamenti) sull'oggetto (in senso lato) da illuminare. La relativa tecnica si chiama illuminotecnica.

Ulteriori scopi dell'illuminazione sono anche creare effetti scenografici, di accento e con le sue apparecchiature generatrici (lampade) di fare arredo.

Il termine illuminazione è anche usato come semplificazione e con significato di "impianto di illuminazione".

[modifica] Tipi di illuminazione

Esistono vari tipi di illuminazione:

  • diretta: è un sistema nel quale il flusso luminoso incide direttamente sugli oggetti illuminati senza riflessioni alle pareti o al soffitto.
  • indiretta: sistema nel quale il flusso luminoso incide sugli oggetti illuminati solo dopo riflessione alle pareti o al soffitto, in misura superiore al 90%. Si ottiene così un'illuminazione dolce, priva di ombre, detta anche diffusa, di elevato costo in relazione alla luce assorbita.
  • semidiretta: mista o diretta-indiretta, semindiretta, sistemi di illuminazione intermedi fra i due precedenti, con percentuale di flusso luminoso che incide direttamente sugli oggetti illuminati.
  • senza ombre: quella prodotta da una sorgente di grande area, con forte riduzione delle ombre portate.
  • scialitica: illuminazione intensa, con assenza totale delle ombre portate, adottata nelle sale operatorie

[modifica] Storia

Illuminazione urbana

Nei tempi antichi la luce si otteneva dai focolari, da bracieri montati su treppiedi, da torce portate da persone o da lampade a olio, esempi delle quali risalgono ai Fenici. I Romani conoscevano l'uso dell'olio minerale quale sorgente per la produzione di luce, le candele di sego e le lanterne portatili.

Durante il medioevo non si ebbero innovazioni di rilievo; le torce e i candelabri, talvolta adoperati in gran numero, consentivano di ottenere una forte illuminazione. Alcuni miglioramenti alle lampade usate per molti secoli vennero apportati da Cardano; le materie prime utilizzate furono, oltre all'olio minerale e vegetale, la cera e i grassi animali.

Nel 1786 Lebon scoprì il gas illuminante, che però venne utilizzato solo vent'anni dopo; fra le prime applicazioni vi fu l'illuminazione delle fonderie nel 1798. Nel 1805 fu ideato il primo apparecchio che utilizzava gas illuminante per uso domestico; nel 1810 Windsor costruì la prima officina pubblica a Londra (Gas-Ling and Coke) per la produzione continua di gas che, convogliato in tubature, alimentava le lampade per illuminare Pali Mali, il Saint James's Park e il Golden Lane.

I primi esperimenti in Italia furono compiuti nel 1818 da Giovanni Aldini per l'illuminazione di un teatro; nel 1832 venne inaugurata l'illuminazione a gas della galleria De Cristoforis a Milano, alla quale seguì nel 1840 la prima illuminazione pubblica di Napoli. Solo nel 1847 il governo pontificio autorizzò l'installazione dell'illuminazione a gas a Roma.

L'illuminazione elettrica iniziò nel 1813 (lampada ad arco di Humphry Davy); questo determinò un ulteriore progresso con la messa a punto del sistema ad arco fra due carboni di storta affiancati (candela Jablochkov) o disposti frontalmente; nel 1878 Thomas Edison ideò la prima lampadina a incandescenza. L'affermazione di questo sistema di illuminazione è dovuta sia alla facilità di impiego, alla tonalità e alla costanza della luce, sia al rapido progredire dell'industria elettrica che ha consentito di portare ovunque l'energia elettrica. Il primo impianto di illuminazione pubblica a incandescenza fu montato a New York nel 1882. In Europa, a Milano nel 1884.

Successivamente anche il sistema di illuminazione a incandescenza venne superato dall'impiego dei tubi a scarica, di più elevata efficienza luminosa; attualmente è sostituita dai tubi e dalle lampade dette impropriamente fluorescenti.

[modifica] L'illuminazione per i cristiani

L'illuminazione nei riti della Chiesa primitiva è attestata dagli Atti degli Apostoli (20, 9): "Nella sala superiore dove erano riuniti erano accese parecchie lampade". Necessaria perché la celebrazione spesso avveniva durante le ore notturne, l'illuminazione era però particolarmente ricca per rendere più solenne il rito. Le moltissime lampade rinvenute nei cimiteri cristiani attestano l'uso della luce come simbolo del seguace di Cristo "luce del mondo"; i neobattezzati tenevano una lampada in mano; la tradizione apostolica della fine del II secolo prescriveva l'accensione di una lampada all'inizio del rito eucaristico.

Grande sviluppo dell'illuminazione si ebbe con la costruzione delle basiliche, sia per i frequenti riti vespertini o notturni, sia per sottolinearne la solennità.

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