Gas illuminante

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Un impianto per la produzione del gas illuminante degli Stati Uniti d'America.

Il termine gas illuminante (o gas di città, in inglese "town gas") si riferisce al gas ottenuto per distillazione del litantrace, che opportunamente scaldato si trasforma in carbone spugnoso (detto coke), liberando nel contempo una miscela di gas che (opportunamente depurata) poteva essere utilizzata per l'illuminazione. Questo processo di produzione fu messo a punto da Samuel Clegg.

La miscela di gas fornita ai lampioni era composta da 50% di idrogeno, 35% metano, 10% monossido di carbonio e 5% etilene.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Il gas illuminante veniva distribuito lungo le strade tramite sistemi di tubazioni per garantire l'illuminazione pubblica notturna. Inizialmente i lampioni contenevano unicamente dei bruciatori (o "becchi") dai quali fuoriusciva il gas e dava origine ad una fiamma per diffusione. La luminosità era prodotta in massima parte dalle impurità carboniose (o "polverino") sospese nel gas che incendiandosi emettevano una luce brillante caratteristica.

Poiché tali impurità erano causa di incrostazioni e depositi lungo le tubazioni ed i becchi stessi (obbligando i gasisti a quotidiane operazioni di manutenzione), si misero a punto tecniche di depurazione sempre più perfezionate.

Un tipico scheletro di gasometro

Allo stesso tempo, la diffusione della corrente elettrica favorì l'uso dell'illuminazione elettrica, per cui il gas (purificato quasi completamente dalle particelle carboniose) trovò altri impieghi (cucine, scaldacqua, ferri da stiro, tostacaffè, ecc.)

I lampioni vennero dotati di combustori "a reticella" con luminescenza termoindotta di alcuni materiali (ad esempio l'ossido di torio),[senza fonte] i quali, grazie al consumo ridotto, garantivano un'efficienza decine di volte superiore a quella ottenibile con la fiamma libera del gas illuminante.

La successiva distribuzione di gas naturale, in prevalenza metano, ha portato alla pressoché scomparsa del primitivo uso del gas di città. Ancor oggi nelle periferie di molte città è possibile vedere i tipici scheletri metallici dei vecchi gasogeni.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • V. Calzavara, L'industria del gaz illuminante, Milano, Hoepli, 1899
  • A.A.V.V., Tecnica del gas, Milano, Hoepli, 1941
  • A.A.V.V. Cento anni di gas, Genova, 1950

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]