Piazza del Duomo (Milano)

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Coordinate: 45°27′50.99″N 9°11′24.93″E / 45.464164°N 9.190259°E45.464164; 9.190259

Piazza del Duomo
Vista panoramica della piazza
Vista panoramica della piazza
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Milano
Circoscrizione centro storico
Collegamenti
Luoghi d'interesse
Trasporti autobus, metropolitana (M1, M3)

Piazza del Duomo è la piazza principale di Milano, suo vero e proprio centro geometrico e commerciale da oltre sette secoli. È il centro vitale della metropoli, punto d'incontro dei milanesi per celebrare importanti eventi. La piazza ha una superficie di circa 17.000 metri quadrati e di forma rettangolare, con gli edifici disposti in funzione del Duomo che chiude la prospettiva di sfondo della piazza. Dominata dall'imponente fronte gotica del Duomo, e decorata al centro dal Monumento Equestre a Vittorio Emanuele II, la piazza è circondata da svariate architetture di periodi diversi: sorge di fronte alla mole del Duomo Palazzo Carminati, mentre ai lati maggiori della piazza si contrappongono simmetrici i Portici Meridionali e Settentrionali. In particolare questi ultimi danno accesso alla Galleria Vittorio Emanuele II.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Migliara, Veduta di piazza del Duomo in Milano (1819), sono visibili gli edifici preesistenti agli attuali portici
Piazza del Duomo, 1890 circa

Dall'Arengo alla piazza del Duomo[modifica | modifica wikitesto]

La nascita della piazza si può in un certo senso far risalire a Azzone Visconti, il quale, allo scopo di creare uno spazio utile alle attività mercantili da affiancare alle nutrita serie di botteghe che circondavano Santa Tecla, fece creare piazza dell'Arengo tra le basiliche di S. Maria Maggiore e Santa Tecla. Per creare lo spazio necessario alla piazza fece demolire, intorno al 1330, le taverne che si trovavano accanto alla cattedrale. I lavori per la realizzazione della piazza subirono un notevole rallentamento alla morte di Azzone.

La demolizione della basilica di Santa Tecla[modifica | modifica wikitesto]

Gian Galeazzo Visconti, nel 1385 fece abbattere le case del vescovo e dei canonici, nel 1387 fece abbattere anche il battistero di S. Giovanni alle Fonti. In ogni caso su piazza dell'Arengo avvengono pochi interventi, anche a causa del Duomo, i cui lavori stanno iniziando dietro S. Maria Maggiore. Nel 1458 con la benedizione di Papa Pio II, in seguito ad una bolla papale del 11 novembre, Francesco Sforza e la Fabbrica del Duomo ottengono il permesso per demolire la basilica di S. Tecla per creare una grande piazza degna del Duomo. Nel febbraio del 1477 Bona di Savoia accordò la piazza alla Fabbrica del Duomo.

La piazza nel XVI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1548 Vincenzo Seregni realizzò un nuovo progetto per la piazza del Duomo. Essendo questi anni di ristrettezze finanziarie, l'unica opera che viene realizzata tra tutte quelle previste dal Seregni è la demolizione del Paradiso e della nuova Santa Tecla (sorta nel 1481 sfruttando la facciata superstite della basilica originaria), creando così una piazza quadrata di fronte al Duomo.

Dall'epoca teresiana all’Unità d’Italia[modifica | modifica wikitesto]

La piazza prima del rifacimento del sagrato e della costruzione dell'Arengario

Con l'apertura del palazzo Reale del Piermarini, nasce una seconda piazza posta lateralmente alla prima e ad essa collegata.

In epoca napoleonica si pensa nuovamente ad un ampliamento della piazza, a scapito del Coperto dei Figini e dell'isolato del Rebecchino. Dai progetti presentati si evidenzia la volontà di sminuire il ruolo del Duomo a favore di edifici civili, quali archi di trionfo, e un grande edificio da adibire a tribunale e sede delle associazioni professionali. Anche in questo caso, per mancanza di soldi, il progetto sarà rinviato.

Anche durante il successivo periodo della Restaurazione (1814-1859), si realizzò un nuovo progetto per la piazza, commissionato dal nuovo imperatore Ferdinando I a Giulio Beccaria. Delle varie fasi previste dal progetto, l'unica che viene realizzata è quella nella zona dietro il Duomo, dove vengono demolite le case del cantiere della Fabbrica del Duomo, per costruire il nuovo palazzo della Fabbrica.

Il progetto del Mengoni[modifica | modifica wikitesto]

La piazza deve la sua fisionomia attuale alle ristrutturazioni fatte eseguire dall'architetto Giuseppe Mengoni che nel periodo compreso tra il 1865-1873 fece allargare notevolmente il precedente sagrato della cattedrale cittadina.

Il progetto di Giuseppe Mengoni

In seguito alle vittorie franco-piemontesi, e con l'avvicinarsi della nascita del nuovo regno d'Italia, la nuova giunta, già nel 1860 ipotizza di rifare completamente l'intera piazza. Nell'aprile del 1860, i cittadini milanesi vengono invitati a presentare idee per la nuova piazza e per la nuova strada da intitolare a Vittorio Emanuele II. I progetti presentati, serviranno per determinare meglio i contorni del progetto e per indire pubblicamente un concorso il 1º maggio 1861. I 18 progetti presentati vengono esaminati nell'estate del 1862. La commissione ne premierà 4, giudicandoli però non del tutto validi. Benché non presente tra i progetti premiati quello del Mengoni riscuote notevoli consensi.

Nel 1863 si indice un nuovo concorso, che verrà per l'appunto vinto dal Mengoni, il cui progetto verrà approvato dal Consiglio comunale il 15 settembre 1863. Dopo alcune modifiche al progetto, approvate nel 1864, il 7 marzo 1865 Vittorio Emanuele II può porre la prima pietra della Galleria, che verrà realizzata in soli tre anni. L'apertura al pubblico avviene infatti il 15 settembre 1867.

1926: La circolazione in Piazza Duomo vista dall'inizio di Via Torino
Piazza Duomo in una foto d'epoca: si noti il monumento equestre a Vittorio Emanuele II

Terminata la Galleria, si procede con i lavori per la Piazza, ma la società vincitrice dell'appalto, la londinese City of Milan Improvements Company Limited, inizia a mostrare segni di fragilità finanziaria, costringendo il Comune ad acquistare la Galleria e le aree al di sopra delle quali stanno sorgendo le nuove quinte della piazza, ossia i palazzi dei Portici Settentrionali e Meridionali. L'area ad est della galleria viene invece ceduta a privati, i quali vengono tuttavia obbligati a proseguire i lavori secondo quanto previsto nel progetto del Mengoni. I portici e i relativi edifici vengono terminati nel 1875.

Restano da realizzare soltanto i due archi di trionfo, sulle cui sorti le autorità comunali appaiono subito piuttosto titubanti, a causa dell'assenza di fondi. Il Mengoni tuttavia, agognando il compimento della propria opera, si impegna finanziariamente nel relativo appalto. Tuttavia il 30 dicembre 1877 durante un sopralluogo precipita tragicamente dai ponteggi, in circostanze decisamente poco chiare. La morte viene fatta passare come un incidente, ma fin dall'inizio corrono varie voci su un possibile suicidio del grande architetto, o addirittura su un omicidio.

Con Mengoni muore per sempre lo stesso progetto e le speranze di portarlo a compimento: dalla sua morte la piazza rimase praticamente immutata; solo nel 1896 venne inaugurato al suo centro il monumento equestre a Vittorio Emanuele II.

Secolo XX[modifica | modifica wikitesto]

Piazza del Duomo nel 1909

Nel 1928 l'architetto Portaluppi realizzò il nuovo sagrato e la pavimentazione della piazza. Nel 1936, nel luogo in cui dovevano sorgere i due archi di trionfo, viene realizzato il palazzo dell'Arengario, rivestito col marmo rosa di Candoglia, lo stesso con cui è costruito il Duomo, con bassorilievi scolpiti ed usato da Mussolini come luogo da cui affacciarsi per arringare la folla durante i suoi discorsi pubblici milanesi.

Piazza del Duomo nel 2011

Del progetto originario è rimasto irrealizzato il palazzo di fondo, rimane infatti ancora oggi visibile il Palazzo Carminati, da cui sono state recentemente rimosse le insegne pubblicitarie luminose che ne coprivano interamente la facciata.

Con la costruzione della linea 3 della metropolitana, attivata nel 1990, l'architetto Ignazio Gardella progettò un monumento sul lato ovest, così da riportare la piazza alle proporzioni previste dal progetto mengoniano[1]. Il progetto non fu tuttavia realizzato.

Piazza del Duomo costituisce anche il punto da cui tradizionalmente inizia la Stramilano.

Uso dell'area[modifica | modifica wikitesto]

La piazza, oggi quasi completamente pedonalizzata, oltre a fungere da sagrato della cattedrale, è spesso utilizzata per la celebrazione di eventi sociali e culturali, quali comizi politici e sindacali, concerti, visione di importanti eventi sportivi su maxi schermo, e talvolta per iniziative commerciali, quali ad esempio il lancio di nuovi prodotti.

Monumenti, musei e palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Galleria Fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ignazio Gardella, Per la Stazione Duomo a Milano in Zodiac, nº 1, Milano, Zodiac Archtecture, 1º semestre 1989, pp. 160-177.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Milano, T. C. I., Milano 1999.
  • (Carlo Cattaneo?), "Sul progetto d'una Piazza pel Duomo di Milano", Il Politecnico fasc. III, vol 1 (1839), pp. 237–253
  • (Carlo Cattaneo?), "Sulla Piazza del Duomo di Milano. Osservazioni ad un Articolo inserito nel fascicolo d'Ottobre degli Annali di Statistica", Il Politecnico fasc. X, vol. 2 (1840), pp. 343–356
  • (Carlo Cattaneo?), "Alcune altre parole sulla parte anteriore della piazza del Duomo di Milano", Il Politecnico fasc. XXIII, vol. 4 (1841), pp. 441–448
  • Piazza Duomo e dintorni in Arte Lombarda, numero monografico, nº 72, 1985.

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