Franchino Gaffurio

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Probabile ritratto di Franchino Gaffurio eseguito da Leonardo da Vinci nel 1485 (Pinacoteca Ambrosiana, Milano).

Franchino Gaffurio o Gafori (Lodi, 14 gennaio 1451Milano, 24 giugno 1522) è stato un teorico musicale e compositore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gaffurio nacque a Lodi il 14 gennaio 1451 (da madre appartenente alla famiglia Fissiraga) e fu avviato sin dall'infanzia alla carriera ecclesiastica. Si formò a Lodi, durante il periodo in cui fu vescovo l'umanista Carlo Pallavicino, nel convento benedettino di San Pietro; in breve tempo il giovane religioso dimostrò spiccate attitudini per la musica sotto la guida di Johannes Bonadies.[1] Insegnò armonia prima a Mantova, poi a Verona, Genova e, infine, a Napoli, dove conobbe il compositore fiammingo Johannes Tinctoris e dove diede alle stampe la sua prima pubblicazione di rilievo, il Theoricum opus musicae disciplinae (1480).

Ritornato a Lodi, compose la prima parte di Practica musicae, forse la sua opera più importante. Dopo essere stato maestro di cappella a Bergamo e nella Cattedrale di Verona (dal 1476 al 1478), il 22 gennaio 1484 fu nominato magister della Cappella Musicale del Duomo di Milano, dove rimase per quasi quarant'anni, fino alla morte, dando prova di «bona prudentia ac solicitudo». Qui Gaffurio non si limitò a insegnare canto polifonico, ma apportò anche alcune riforme al coro, imponendo una severa disciplina che prevedeva multe per chi mancava alle prove, ma soprattutto riorganizzando la schola puerorum con un'attenta selezione dei piccoli cantori e affiancando alla preparazione musicale anche l'educazione grammaticale[2]. Gaffurio è considerato il vero fondatore del coro del Duomo, di cui accrebbe considerevolmente il repertorio, la disciplina e il prestigio, tanto che nel 1492 Ludovico il Moro lo volle a corte come primo cantore, con compiti prevalentemente di insegnamento.

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Nella Milano sforzesca in cui operavano i grandi ingegni del tempo come Leonardo da Vinci, anche Gaffurio incarnò l'ideale umanistico dello studioso dedito a numerose arti. I suoi contributi fondamentali furono i due trattati, Theorica musicae, ripubblicato nel 1492, e Practica musicae, del 1496. Con queste due opere il teorico lodigiano portò a compimento un percorso di rinnovamento e di sistemazione della musica come arte, di cui egli fu il vero artefice. Riprendendo la tradizione medievale risalente al De institutione musica di Severino Boezio, Gaffurio sviluppò una sorta di "filosofia della musica" in cui l'arte dei suoni veniva assimilata alla scienza dei numeri e trattata in base a proporzioni matematiche, raccordandosi in tal modo alla tradizione pitagorica e neoplatonica che considerava l'armonia dei suoni come il risultato di precisi rapporti numerici. La musica dunque non era più e solo un'arte pratica, ma anche una disciplina speculativa le cui leggi erano simili a quelle che regolavano il moto dei corpi celesti.

Le due opere di Gaffurio, in particolare Practica musicae, ebbero grande diffusione e insieme contribuirono allo sviluppo di rigorose indagini filosofiche e scientifiche intorno alla musica. Se il canto polifonico raggiungerà poi grandi vette con Pierluigi da Palestrina, il merito va anche ascritto a Franchino Gaffurio che seppe porre le basi per tale sviluppo. All'epoca, tuttavia, per affermare le proprie idee musicali dovette affrontare una dura controversia con i teorici bolognesi che sostenevano invece le teorie dello spagnolo Bartolomé Ramos de Pareja. Nel 1491 Giovanni Spataro lo criticò aspramente nella sua Bartolomei Ramis honesta defensio in Nicolai Burtii parmensis opusculum, cui Gaffurio rispose con altrettanta durezza nel 1520 con l'Apologia Franchini Gafurii musici adversus Ioannem Spatarium et complices musicos Bononienses. Spataro gli replicò l'anno successivo con una Dilucide et probatissime demonstratione de maestro Zoanne Spatario musico bolognese contra certe frivole et vane excusatione da Franchino Gafurio (maestro de li errori) in lude aducte, ma qui la polemica s'interruppe per la scomparsa di un contendente.

La targa dell'Associazione musicale Franchino Gaffurio a Lodi.

Morte e persistenze[modifica | modifica wikitesto]

Franchino Gaffurio morì infatti a Milano nel 1522 e fu sepolto nella chiesa di San Marcellino a Porta Comasina, di cui era rettore, in un sarcofago realizzato dallo scultore Agostino Busti. Il Ritratto di musico, dipinto del 1485 in cui Leonardo da Vinci probabilmente lo raffigurò, è conservato nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano, città che gli ha dedicato anche una strada nella zona della Stazione Centrale.

A Lodi invece, sua città natale, nel 1917 venne fondata dal compositore Giovanni Spezzaferri la Scuola musicale Gaffurio di Lodi, poi Civico istituto musicale Franchino Gaffurio, che oggi prosegue la propria attività sotto il nome di Accademia di musica e danza.[3] La scuola è gestita dall'omonima Associazione musicale, che ha come fine statutario «la diffusione dell'interesse per tali arti (musica e danza) in tutte le loro espressioni».[4]

Il portale d'ingresso della sede dell'Associazione a Lodi.

Dal 1983 inoltre, nella chiesa parrocchiale di Quartiano di Mulazzano, in provincia di Lodi, sotto la direzione artistica di Giovanni Acciai si svolge ogni anno il "Concorso corale di esecuzione polifonica" dedicato a Franchino Gaffurio che, fra i suoi scopi prioritari, ha quello di riscoprire e mettere in risalto la sua opera musicale anche con l'esecuzione di brani obbligatori (Gran premio Franchino Gaffurio).[5]

Al nome del maestro lodigiano è anche intitolato il Coro Polifonico Franchino Gaffurio di Ostia Lido, fondato nel 1985 da Luciano Luciani.[6]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Umanista eccelso, Gaffurio scrisse una serie di trattati musicali dalla vasta popolarità: trattati che approfondiscono il fenomeno musicale sotto ogni aspetto, ma soprattutto promuovono una concezione dell'armonia che influirà notevolmente sul pensiero di Gioseffo Zarlino.

  • Clarissimi ac praestantissimi musici Franchini Gaffori laudensis Theoricum opus musice discipline, ad reverendissimum in Christo patrem dominum Johannem Arcimboldum cardinalem novariensem. Neapolis, per magistrum Franciscum di Dino florentinum, anno domini 1480 die octavo octobris. Il trattato fu ripubblicato con dedica a Ludovico il Moro nel 1492: Theorica musice. Mediolani, opera et impensa Joannis Petri de Lomatio per Philippum Mantegatium dictum Cassanum, 1492 die XV decembris.
  • Practica musice Franchini Gafori laudensis (quatuor libris), Mediolani, opera et impensa Joannispetri de Lomatio per Guillermum Signerre Rothomagensem, 1496 ultimo septembris. A quest'edizione milanese, fecero immediatamente seguito quelle bresciane del 1497 (Musice utriusque cantus practica eccellentis Franchini Gaffori laudensis, libris quatuor modulatissima, Brixiae, opera et impensa Angeli Britannici, 1497 nono kalen. octobris), del 1502 (Practica musicae utriusque cantus eccellentis Franchini Gaffori laudensis, quatuor libris modulatissima, Brixiae, per Bernardinum Misintam de Papia sumptu et impensa Angeli Britannici, 1502 idibus sextilibus) e del 1508, nonché quella veneziana del 1512 (...modulatissima summaque diligentia novissime impressa Venetiis, multisque erroribus expurgata per Augustinum de Zannis de Portesio bibliopolam accuratissimum, 1512 die XXVII Iulii).
  • De harmonia musicorum instrumentorum opus. Mediolanum. Gotardum Pontanum calcographum, 1500. Ripubblicato nel 1518 (Franchini Gafurii laudensis regii musici publice profitensis, Delubrique Mediolanensis phonasci, de harmonia musicorum instrumentorum opus. Impressum Mediolani, per Gotardum Pontanum calcographum, die XXVI Novembris, 1518) e nel 1520 a Torino, da Agostino da Vimercate.
  • Angelicum ac divinum opus musice Franchini Gafurii laudensis regii musici, ecclesieque Mediolanensis phonasci, materna lingua scriptum. Impressum Mediolani, per Gotardum de ponte, 1508 die sextadecima septembris.
  • Apologia Franchini Gafurii musici adversus Ioannem Spatarium et complices musicos Bononienses. Impressum Taurini, per magistrum Augustinum de Vicomercato, 1520 die XX aprilis.

Gaffurio fu un compositore fecondo, specialmente nello stile dei maestri fiamminghi. A noi sono pervenuti 11 magnificat, 37 mottetti e 15 messe, che sono conservati in alcuni codici dell'archivio capitolare milanese, oltre a madrigali e altre opere. Le sue composizioni non denotano un approfondimento della tecnica polifonica, ma un tentativo di semplificazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scarse le notizie su questo frate carmelitano, il cui nome latinizzato potrebbe corrispondere al fiammingo Goedendag. Cfr. il relativo articolo di Paola Ciarlantini sul Dizionario Biografico degli Italiani della Treccani, 2002, vol. 57.
  2. ^ L'impostazione data da Gaffurio si è perpetuata nei secoli fino ad arrivare ai nostri giorni, in cui la schola puerorum ambrosiana rappresenta una prerogativa unica nel panorama musicale italiano, paragonabile solo ai pueri cantores della Cappella Sistina.
  3. ^ Sito dell'Accademia.
  4. ^ Dall'articolo 1 dello statuto societario, consultabile sul Sito dell'Associazione.
  5. ^ Valerio Barghini, "Gaffurio, ricordandolo tutti in coro", il Giornale, 17 maggio 2008. URL consultato in data 22 agosto 2012.
  6. ^ Sito del Coro.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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