Via Monte Napoleone

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Via Monte Napoleone
Nomi precedenti Contrada del Monte
La via addobbata per Natale
La via addobbata per Natale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Milano
Circoscrizione Zona 1
Codice postale I-20121
Caratteristiche
Intitolazione Trae il nome dal Monte Napoleone, che aveva sede al civico 12
Collegamenti
Luoghi d'interesse Quadrilatero della moda
Trasporti Montenapoleone, San Babila
Mappa
Mappa di localizzazione: Milano
Via Monte Napoleone

Coordinate: 45°28′06.65″N 9°11′41.46″E / 45.468513°N 9.194849°E45.468513; 9.194849

Via Monte Napoleone, precedentemente contrada del Monte, è una via del centro di Milano, considerata una delle zone più lussuose e uno dei maggiori centri degli acquisti del prêt-à-porter.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il vecchio elegante edificio ad angolo con piazza San Babila, successivamente demolito

La via prende il nome dall'omonima istituzione finanziaria sorta in epoca napoleonica per gestire il debito pubblico. Aveva sede all'odierno civico 12. Caduto il Regno d'Italia, la gestione di quest'organo passò agli austriaci protagonisti della Restaurazione, ma la via non mutò il proprio nome.

Via Monte Napoleone segue l'antico tracciato delle mura romane, che a loro volta seguivano il corso del Seveso, che tuttora scorre come Grande Sevese tombinato sotto il manto stradale, sul lato dispari della via.

La via nel corso della sua storia ha ospitato diversi illustri personaggi milanesi: a Palazzo Taverna (civico 2) visse e morì lo scrittore Carlo Porta, mentre sul fronte opposto, il civico 1, era la casa in cui viveva ed era morto il poeta e scrittore Tommaso Grossi. Sempre in questa via Giuseppe Verdi avrebbe composto nel 1840 il suo Nabucco. Storicamente in passato la strada aveva il soprannome di el Quartier de Riverissi, in riferimento all'usanza dei signori milanesi di togliersi il cappello in segno di riverenza, per salutare una signora che qui aveva la propria dimora.

La via fu teatro durante le Cinque Giornate di Milano dell'insurrezione dei patrioti contro gli Austriaci: qui aveva infatti sede il coordinamento delle forze cittadine in gioco e da qui partivano gli ordini verso tutta la città. Già dalla fine dell'Ottocento la via si caratterizza sempre più per essere una via del lusso: sempre più famiglie ricche e importanti vi si trasferiscono, e al tempo stesso aprono una dopo l'altra diversi antiquari e gioiellieri di fama internazionale. Fra questi vale la pena ricordare Annibale Cusi, con la sua gioielleria divenuta la fornitrice ufficiale di Casa Savoia, le gioiellerie Buccellati, Faraone e Pederzani, la coltelleria dei Lorenzi, aperta nel 1929.[1]

A partire dagli anni cinquanta via Monte Napoleone s'impone come una delle vie più importanti del commercio mondiale; prosegue la sostituzione delle attività di produzione e l'espulsione definitiva della componente più popolare della via: resistono tuttavia la drogheria Parini, il fruttivendolo Moretti e il Salumaio di Monte Napoleone, divenuti in qualche modo dei punti saldi della tradizione e dell'identità stessa della strada.

Via Monte Napoleone si caratterizza oggi per la larghissima presenza di negozi e saloni delle più prestigiose case di alta moda mondiale, inserendosi nel celebre Quadrilatero della Moda e producendo il 12% del PIL di tutta Milano.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

È costellata da negozi e saloni dei più importanti nomi della moda, come Armani, Dolce & Gabbana, Prada, Versace, Alberta Ferretti ecc. Assieme alle sue traverse e parallele via della Spiga, via Sant'Andrea e via Pietro Verri, costituisce il cosiddetto Quadrilatero della moda.

Viene spesso associata, non casualmente, alla borghesia milanese ricca o presunta tale; in questo modo viene rappresentata, per esempio, nel film omonimo di Carlo Vanzina del 1987, in cui viene rappresentato in chiave comica il fenomeno degli yuppies.

È un punto di riferimento dei Personal shopper in quanto ricca di lussuosi negozi e showroom.

Nel 2002 con l'Associazione della via nasce il progetto "Media", con Radio e Portale, allo scopo di rilanciare il made in Italy e tutto ciò che fa tendenza nel mondo attraverso Milano capitale indiscussa della moda. Patrocinato dall'Assessorato Moda, Turismo Grandi Eventi del Comune di Milano, Sistema Moda Italia, Assomoda, oggi è il primo strumento di rilancio e d'informazione sul made in Italy a livello mondiale.

A differenza di via della Spiga, che è in gran parte zona pedonale, via Monte Napoleone è aperta al traffico automobilistico ed è dotata di un marciapiede su ciascun lato della strada per la sua intera lunghezza. La strada è asfaltata e a senso unico sull'intero tratto, ma la direzione consentita cambia ad un certo punto è possibile solo andare verso le sue estremità dal suo centro, ma non è pertanto possibile entrare in auto in via Montenapoleone dalle sue estremità. Dall'incrocio con via Verri e via Sant'Andrea è sia possibile andare verso corso Matteotti (in direzione di piazza San Babila) sia verso via Manzoni. Inoltre data la configurazione di via Verri e di via Sant'Andrea l'accesso automobilistico è possibile solo da via Verri.

In direzione nordovest la strada termina con un incrocio, con semaforo, in via Manzoni. Oltre l'incrocio si trova la via Croce Rossa, una via che ha assunto la fisionomia di una piazzetta, oggi interamente pedonalizzata, di cui una grande parte è occupata da un monumento fontana, il cui gusto è spesso stato soggetto di critiche. In questa stessa piazzetta si trovano le scale che portano alla stazione della metropolitana della linea 3, denominata Montenapoleone (il cui nome è usualmente scritto tutto attaccato).

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Via ieri | Associazione della Via MonteNapoleone
  2. ^ Via oggi | Associazione della Via MonteNapoleone

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]