Shopping
Lo shopping è un termine inglese entrato nel vocabolario italiano per definire la spesa nei negozi, in generale, fatta dai cittadini.
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[modifica] Caratteristiche
La parola inglese shopping (gerundio del verbo to shop), o in italiano compere, significa l'andare in giro per negozi allo scopo di fare degli acquisti.
Lo shopping è considerato un'attività ricreazionale di natura psicologica.
Esso prevede prima la scelta e poi l'acquisto del bene che ci interessa. È utile a molte persone per distrarsi dal lavoro quotidiano o per in qualche modo, rallegrarsi.
Window shopping è un modo di dire inglese per indicare il guardare dentro le vetrine dei negozi per immaginare l'acquisto di un bene che ci alletta senza necessariamente doverlo comperare.
Questa attività viene svolta a titolo ricreativo per passare alcune ore al di fuori degli assilli della vita quotidiana. Va precisato che questa considerazione vale sia con i negozi alla moda come per i mercatini delle fiere e delle sagre di paese.
[modifica] Shop til you drop
Attualmente negli Stati Uniti viene promossa la moda dello "shop til you drop" (letteralmente: "comperare fino allo sfinimento"), specialmente nelle festività come Natale.
Del resto vi sono molti club negli USA che promuovono competenze tra i soci (specialmente casalinghe) con premi, allo scopo di aumentare al massimo le vendite e favorire l'economia di mercato statunitense.
Uno dei più popolari programmi televisivi americani degli anni novanta ha proprio questo titolo.[1]
[modifica] Prezzi al dettaglio
Il prezzo di vendita fissato dai dettaglianti è determinato dal prezzo di acquisto aumentato di una determinata percentuale che deve coprire le spese generali ed il proprio guadagno. Un'altra tecnica comune è quella di adottare il prezzo suggerito dal produttore del bene che rende così standard il costo del prodotto in tutti i negozi che lo vendono.
Nei paesi occidentali è invalsa l'abitudine di usare il prezzo limite. Ovvero si espone un prezzo di € 59,95 per un prodotto che in definitiva ne costa € 60,00. Questa è una tecnica che tutti conoscono ma che, al di là della differenza insignificante, riesce ad attrarre l'interesse dell'acquirente per un'azione sul suo subconscio.
Mentre nei paesi occidentali vige il sistema del prezzo fisso uguale per tutti, nei paesi orientali e particolarmente del medio oriente, si usa la tecnica di fare il prezzo in funzione di quella che è la valutazione del cliente fatta dal venditore. Se il venditore ritiene che il cliente possa spendere con facilità, sia molto interessato all'acquisto o non conosca il valore reale dell'oggetto, richiede spesso un prezzo maggiore del valore della merce. In questo caso può avvenire una contrattazione fra le parti e chi tra le due è più abile nel trattare può realizzare un buon affare.
Per gli economisti questa operazione può portare ad una mediazione del vantaggio fra le due parti interessate al commercio.
[modifica] Tipologia di negozi
I negozi possono essere suddivisi in categorie multiple che vendono un determinato tipo di beni o di servizi.
Molti negozi appartengono ad un singolo venditore mentre altri fanno parte di una catena di negozi. Questi ultimi possono essere gestiti direttamente dal proprietario del marchio o far parte di una catena in franchising[2].
Alcune negozi vendono beni di seconda mano, per la maggior parte oggetti di arredamento, ed in questo caso il prezzo è determinato più dal valore attribuito dal compratore che a quello reale dell'oggetto.
Per dettagli sui vari tipi di negozio si veda:
- Agenzia di viaggi
- Articoli da regalo
- Commercio elettronico
- Farmacia
- Ferramenta
- Fruttivendolo
- Grandi magazzini
- Ipermercato
- Libreria
- Macelleria
- Negozio a tempo
- Panificio
- Salumeria
- Supermercato
[modifica] Bibliografia
- Daniel Miller, Teoria dello shopping, Editori Riuniti, 1998.
[modifica] Note
- ^ La serie tv "Shop-til-you-drop"
- ^ Si tratta di negozi che acquisiscono il marchio di un genere di prodotto, pagando una determinata somma di danaro, e godono della pubblicità a livello nazionale che viene fatta dal proprietario del marchio; in questo caso il proprietario del negozio avrà un guadagno dato fra il prezzo di vendita imposto ed il prezzo di acquisto che solitamente comprende tutte le spese di immagine del prodotto commercializzato
[modifica] Altri progetti
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