Parco Lambro

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Parco Lambro
Lambro parco Lambro 035.JPG
Uno scorcio del parco col fiume
Localizzazione
Stato Italia Italia
Indirizzo Milano, Zona 3, confina con Segrate
Informazioni generali
Tipo parco urbano
Superficie 773.000 m2
Inaugurazione 1936
Apertura senza recinzione
Ingressi *via Passo Rolle
Note è "scavalcato", in direzione nord-sud, dalla Tangenziale Est che lo divide praticamente in due metà. Rientra nei confini del Parco Agricolo Sud Milano e ne fa parte

Il Parco Lambro è uno dei più grandi della città di Milano. Per anni, coi suoi oltre novecentomila metri quadrati, è stato il maggiore in assoluto. Oggi il comune ne dichiara una superficie minore, tenendo conto di quanto perduto negli anni con la costruzione della tangenziale e l'ampliamento e la sistemazione del cimitero di Lambrate.

È situato a nordest della città, nella zona 3, e confina con il territorio di Segrate. La sua caratteristica principale è l'omonimo fiume che lo attraversa e ne traccia l'andamento.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Il progetto di Enrico Casiraghi si poneva l'obiettivo di riprodurre una sintesi del tipico paesaggio lombardo, dalla collina alla pianura ricca di acque e dalla vegetazione tipica dei diversi ambienti: la collina con le valli e due piccoli laghi, la pianura intersecata dal fiume e da innumerevoli rogge immissarie ed emissarie; boschi di querce e carpini bianchi, salici lungo le sponde, cascine con prati irrigui e arativi. Purtroppo del parco originale rimane molto poco, perché molti alberi furono tagliati per ricavarne legna da ardere, durante la guerra, e ripiantati in seguito con una piantumazione non selettiva.

È nota la storia dell'inquinamento del fiume, dagli anni settanta in avanti, con le acque "biologicamente morte", di colore variabile a seconda degli scarichi, perennemente ricoperte di schiume dense e maleodoranti. Anche i caratteristici laghetti alimentati dalla fitta rete di rogge sono stati prosciugati a causa dell'inquinamento chimico da molti anni. A tutto ciò si sommarono gli effetti dell'incuria e dell'abbandono e persino della compromissione dell'ordine pubblico, con prostituzione, spaccio e consumo di droga.

Exodus, la svolta[modifica | modifica sorgente]

La cascata del Lambro nel parco

Oggi la situazione è cambiata dal punto di vista ambientale, da quello sociale a quello della manutenzione del patrimonio arboreo e delle strutture. Il punto di svolta coincise con l'entrata nel parco della comunità Exodus. Dalle siringhe infilzate nei tronchi di un ferito Parco Lambro degli anni ottanta alla rinascita e riconquista di questo polmone verde, grazie proprio all’impegno di Exodus. La storia di questi venticinque anni è raccontata in diversi libri del fondatore della comunità, don Antonio Mazzi: l'ultimo del 2010, Oddio, cosa ho fatto[1] ne è un po' il riepilogo e nel presentarlo al sindaco di Milano, Letizia Moratti, don Mazzi ha messo sul tavolo un altro progetto che riguarda il Parco: il recupero della "Capanna dello zio Tom"[2] per farne un centro ricreativo per i giovani.[3]

I festival del proletariato giovanile[modifica | modifica sorgente]

Nel 1974, 1975 (a partire dal 29 maggio) e nel 1976 (26-30 giugno) si svolsero al Parco Lambro le uniche tre edizioni del Festival del Proletariato Giovanile, organizzato dalla rivista Re Nudo: era la più importante manifestazione musicale e controculturale italiana dell'epoca.

Le cinque cascine[modifica | modifica sorgente]

Le cascine ricomprese nell'area del parco sono cinque: cascina San Gregorio Vecchio, cascina Mulino Torrette, cascina Cassinetta San Gregorio, Cascina Bibliotec e cascina Mulino San Gregorio. Solo la prima, situata in viale Turchia, è ancora attiva come azienda agricola, con seminativi e aree a foraggio che rammentano le tradizionali marcite, mentre gli edifici (nuclei abitativi, stalle e fienili) sorgono attorno ad una corte quadrata; puntando in particolare su queste attività, il comune ha promosso una campagna per rilanciare il ruolo di succursale campestre dell'intero parco nei confronti della città.

In via Marotta, si trova la seconda cascina, completamente ristrutturata, che è diventata la sede di Exodus e che ha conservato le ruote a pale e le macine dell'antico mulino. Nella stessa via si trovano altri due edifici radicalmente ristrutturati e appartenenti alla cascina Cassinetta San Gregorio. La Cascina Biblioteca in via Casoria, che è stata in attività fino agli anni settanta, è diventata la sede di una comunità per disabili, mentre la cascina Mulino San Gregorio, in via van Gogh, ospita le guardie ecologiche volontarie (GEV).

Flora e attrezzature[modifica | modifica sorgente]

Parco Lambro: salici piangenti nell'avvallamento che ospitava un laghetto
Parco Lambro innevato. Dicembre 2012

Nella vasta estensione del parco, sono molte le specie arboree presenti. Tra le tante, segnaliamo la robinia e la sofora, albero dei tulipani, il mirabolano a foglia rossa, il ciliegio da fiore giapponese, il cipresso calvo, faggio, il ginkgo, l'ippocastano, lo storace americano, il noce nero d’America, alcune varietà di olmo[4], pioppo cipressino e pioppo nero, platani, querce[5], il tiglio, il bagolaro e il salice piangente.

I viali del parco superano lo sviluppo di quattro chilometri e una parte è dedicata anche alla viabilità ordinaria che viene parzialmente limitata nei giorni festivi. Esistono due aree attrezzate per il gioco dei bambini, una pista di skateboard, che i giovani frequentatori hanno oramai designata come Lambrooklyn, e campi da calcio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Libri: Don Antonio Mazzi firma "Oddio, cosa ho fatto", Adnkronos. URL consultato il 17 febbraio 2011.
  2. ^ Oggi, dopo anni di abbandono, è una discoteca.
  3. ^ Don Mazzi: "Al Parco Lambro una casa per accogliere gli adolescenti" in Corriere della Sera, 13 aprile 2010. URL consultato il 17 febbraio 2011.
  4. ^ Ulmus minor, Ulmus laevis e Ulmus pumila
  5. ^ Quercus rubra e Quercus coccinea

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV., Enciclopedia di Milano, Milano, Franco Maria Ricci Editore, 1997.
  • Liliana Casieri, Lina Lepera, Anna Sanchioni, Itinerari nel verde a Milano, Comune di Milano, settore ecologia, GAV, 1989.
  • Alma Lanzani Abbà, Pia Meda, Alberi a Milano, Milano, CLESAV, giugno 1985, ISBN 978-88-7064-118-9.
  • EXODUS - AA.VV. Oddio, cosa ho fatto, ELECTA MONDADORI, Milano, 2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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