Parco delle Cave

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Parco delle Cave
Cave pesca.JPG
La cava Aurora
Localizzazione
Stato Italia Italia
Indirizzo Milano, Zona 7, a Baggio, a occidente della città
Informazioni generali
Tipo parco urbano
Superficie 135 ettari
Inaugurazione a partire dal 2002
Apertura senza recinzione
Ingressi
  • via delle Forze Armate
  • via Fratelli Zoia
  • via *Caldera
Note Il parco ha spiccate caratteristiche naturali. Rientra nei confini del parco Sud e ne fa parte

Il Parco delle Cave è il secondo parco di Milano per dimensioni, dopo il parco Nord, con un'estensione pari a 135 ettari.

Situato nella parte ovest della città, compreso nel quartiere di Baggio, è caratterizzato da quattro laghi, boschi, corsi d'acqua, orti urbani, un'area agricola con marcite e soprattutto la cascina Linterno.

Insieme al Boscoincittà e al Parco di Trenno costituisce parte del Parco Agricolo Sud Milano.[1]

Storia delle cave[modifica | modifica sorgente]

A partire dagli anni venti l'estrazione di ghiaia e sabbia, in un territorio di vaste aree agricole, provoca la nascita di quattro cave: Cabassi, Casati, Ongari-Cerutti, Aurora. Negli anni sessanta, alla cessazione delle attività estrattive e di molte attività agricole segue un lento abbandono della zona. Dagli anni trenta la Cava Aurora (1929), Il Bersagliere (1933) e la Cabassi (1996) oltre all'attività di pesca sportiva, presidiano e difendono il territorio.

È dalle stesse Associazioni, con l'allora Consiglio di Zona 18, alcuni cittadini ed il primo Assessore all'Ambiente del Comune di Milano Ercole Ferrario, che si determinò la volontà di dare attuazione al piano regolatore del 1976, che destinava l'area delle Cave a Parco. Si blocca il riempimento della Cava Cabassi e si inizia il risanamento dell'area con l'immissione di acque del Ticino, tramite il Canale Villoresi.

Voluto dall'allora Assessore ai Parchi del Comune di Milano Cinzia Barone, realizzato dagli architetti Reggio e Lodola di Milano, venne prodotto sul finire degli anni ottanta il progetto "Parco delle Cave", tale progetto vide il coinvolgimento di tutte le Associazioni della Zona 18, che lo approvarono. Suddiviso in lotti, nei primi anni novanta si dette inizio alla realizzazione del Parco. Realizzati dal Comune di Milano i primi tre lotti, dal 1992 al 1994, la giunta Formentini nel 1997 decise di terminare la collaborazione con i sopracitati architetti e affidare la realizzazione dei successivi lotti e gestione del parco all'associazione Italia Nostra, già gestore del Boscoincittà.

Nel 2002, al termine di ingenti lavori di riqualificazione, una grande festa promossa dalle Associazioni facenti parte dell'allora Comitato di Salvaguardia, presenta il parco alla città e lo promuove come parco cittadino, parte della cintura verde che il Comune intende realizzare nella periferia ovest di Milano.

Italia Nostra imprime al parco una gestione di tipo naturalistico, basata sull'ecosistema del bosco, con un intervento umano soft, il minimo necessario per rendere fruibile l'area. Molti alberi morti o caduti non vengono neppure rimossi, perché forniscono "nicchie" per il rinnovamento dell'ecosistema. Al contempo mobilita la partecipazione attiva della cittadinanza (associazioni, scuole, volontari) nella costruzione e manutenzione del parco. La gestione di Italia Nostra terminerà il 31 dicembre 2009, a seguito di propria e autonoma decisione di sospendere la collaborazione con il Comune di Milano.

Da parte del Comune di Milano fu affidata l'elaborazione del Parco, alla facoltà di biologia della Statale. Tale studio è stato presentato nel 2010 a Palazzo Marino- La manutenzione del verde attorno alla Cava Cabassi, è oggi curata da un insieme di Aziende private, specializzata in igiene ambientale, che già si occupa degli altri parchi cittadini. Mentre la parte boschiva e Agricola, è oggi affidata (in base alla legge 228 del 2001), a quattro esperte Aziende Agricole di Milano Ovest, raggruppate nell'AGRI-PARCO. Con l'introduzione di prati fioriti, altri a fienagione e la cura delle ultime "marcite" (prati bagnati tutto l'anno con acque di Fontanile), il Parco delle Cave, sta vivendo un nuovo e apprezzato momento.

Le Associazioni presenti nel Parco: Cava Cabassi, Cava Aurora, Cava il Bersagliere, Associazione di tiro con l'arco, che per decenni hanno difeso, voluto e collaborato al progetto di Lodola e Reggio, sono state dal 2007 riconosciute dal Comune di Milano, atte ad avere un contratto di collaborazione di 8 anni rinnovabile.[senza fonte]

Le cascine[modifica | modifica sorgente]

All'interno del parco si trovano due cascine, la Linterno e la cascina Caldera.[2] La prima, carica di storia, ha cessato le attività agricola nel 2002, la seconda è ancora in attività e mantiene, attraverso l'irrigazione di un fontanile, dei prati a marcita.

La prima documentazione scritta sulla cascina Linterno risale a una pergamena del 1154 (Carta Investiture) conservata nella canonica di Sant'Ambrogio. Da allora, pur mantenendo sempre le funzioni agricole, ebbe un ruolo anche come ostello, affidato ai Templari, per i pellegrini della via francigena e crebbe nel tempo sino a diventare prima una grangia e poi un piccolo borgo quale si è conservato fino a oggi. Oggi il borgo-cascina è tutelato dal ministero dei Beni culturali e un'efficiente associazione[3] vigila e collabora alla sua protezione con molteplici iniziative: il parere prevalente è che la migliore salvaguardia si otterrebbe con il ripristino dell'attività agricola.

Negli anni quaranta, la cascina fu il rifugio di un singolare prete-taumaturgo, il pret de Ratanà, controverso ma seguitissimo a Milano e protetto dall'allora arcivescovo, il cardinale Ildefonso Schuster. Sepolto al Monumentale, alcuni suoi seguaci ne celebrano ogni anno l'anniversario della morte.

Fauna e flora[modifica | modifica sorgente]

I laghi, lasciati dalle attività di escavazione con la looro superficie complessiva di ben ventinove ettari, caratterizzano significativamente il paesaggio del parco che nelle acque ha un elemento di unicità rispetto a tutti gli altri della città.

Il parco presenta grande interesse faunistico per la presenza ricca e varia di anfibi, rettili ed uccelli, conigli e addirittura volpi, dovuta alla varietà degli ambienti di spiccata naturalità.

Corso d'acqua del parco

Numerose sono le specie di uccelli presenti e avvistabili nel parco: Tuffetto, Cormorano, Airone, Garzetta, Germano reale, Gallinella d'acqua, Folaga, Gabbiano comune, Ballerina bianca, Svasso maggiore, Tarabusino, Airone rosso, Nitticora, Moriglione, Voltolino, Gabbiano reale, Piro piro piccolo, Martin Pescatore, Usignolo di fiume, Forapaglie, Pendolino, Migliarino di palude, Fagiano, Colombaccio, Rondone, Rondine, Balestruccio, Pettirosso, Merlo, Capinera, Luì piccolo, Cinciallegra, Cornacchia, Storno, Fringuello, Cardellino, Picchio rosso maggiore, Gheppio, Scricciolo, Poiana, Upupa, Torcicollo, Prispolone, Regolo, Pigliamosche, Balia nera, Verzellino, Verdone, Allodola, Beccaccia, Quaglia, Picchio verde, Codirosso, Beccafico, Codibugnolo.

Flora: le principali specie arboree presenti sono la robinia, l'acero campestre, il carpino bianco, il frassino, i pioppi bianchi e neri, le querce, e il salice.

La fruizione[modifica | modifica sorgente]

  • Correre nel parco: all'interno del parco è presente un percorso di cinque chilometri.
  • Andare in bicicletta: numerosi percorsi ciclabili.
  • Percorsi vita: presente un percorso vita, con le classiche sedici postazioni, otto con attrezzi e otto da affrontare a corpo libero.
  • Attività sportive: sono disponibili ampi spazi per attività sportive all'aperto, campi per il calcio, basket, campi bocce e percorsi equestri; tesserandosi presso le associazioni locali è possibile praticare la pesca nei laghi.
  • Quattro campi per il gioco delle bocce, con pavimentazione in erba sintetica.
  • Attività educative: corsi di giardinaggio e orticoltura, passeggiate alla riscoperta delle lucciole, cantieri di lavoro volontario, “boschi del tempo libero” per la cura del bosco e “fiori del tempo libero” per la valorizzazione delle fioriture di campo.
  • Percorsi botanici: tra le numerose iniziative si segnalano visite e animazioni itineranti per scoprire la flora e la fauna del parco.
  • Orti urbani: sistema di sei aree di orti urbani che sono stati trasformati in piccoli giardini.
  • Area giochi: uno spazio giochi per bambini.
  • Eventi sportivi: gare di tiro con l'arco e di pesca.
  • Area cani: due per una superficie di circa 10.000 metri quadrati; nel parco è possibile portare i cani al guinzaglio raccogliendone gli escrementi.
  • Sicurezza: il parco è videosorvegliato dalla Polizia Locale,[4] lungo i percorsi sono installate colonnine di SOS. Nel parco operano le guardie ecologiche volontarie e i Rangers d'Italia.
  • Parcheggi: via Caldera, via Rossellini, via Cancano Milesi, via Fratelli di Dio, Via Capri.
Il Linterno nell'inverno 2005.
  • Punto Parco Agricolo Sud-Parco delle Cave, presso l'Associazione Archery Team Shadow di Via Broggini.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ con il Parco dei Fontanili e altri tre minori della zona, il parco del Deviatore Olona, il parco Calchi Taeggi e il Parco Blu non ancora ultimati
  2. ^ cascine. URL consultato il 19 febbraio 2011.
  3. ^ cascinalinterno. URL consultato il 19 febbraio 2011.
  4. ^ sicurezza, comune di Milano. URL consultato il 19 febbraio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Comune di Milano - Arredo, Decoro Urbano e Verde - Settore Tecnico Arredo Urbano e Verde, 50+ parchi giardini, Comune di Milano / Paysage. ed. 2010/2011
  • Ad ovest di Milano, le cascine di Porta Vercellina, Amici di Cascina Linterno, Milano
  • Petrarca a Milano, Amici di Cascina Linterno, Milano
  • AA. VV., Cascine a Milano, a cura dell'Ufficio editoriale del Comune di Milano, 1987
  • AA. VV. La magia delle piante, 1987, Segrate, Milano, Roland ed Elfie E. Wolf editore.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]