Sovico

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Sovico
comune
Sovico – Stemma Sovico – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Monza e della Brianza-Stemma.png Monza e Brianza
Sindaco Alfredo Colombo (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°39′00″N 9°16′00″E / 45.65°N 9.266667°E45.65; 9.266667 (Sovico)Coordinate: 45°39′00″N 9°16′00″E / 45.65°N 9.266667°E45.65; 9.266667 (Sovico)
Altitudine 221 m s.l.m.
Superficie 3,25 km²
Abitanti 8 121[1] (31-12-2010)
Densità 2 498,77 ab./km²
Comuni confinanti Albiate, Lissone, Macherio, Triuggio
Altre informazioni
Cod. postale 20845
Prefisso 039
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 108041
Cod. catastale I878
Targa MB
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sovicesi
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Sovico
Posizione del comune di Sovico nella provincia di Monza e della Brianza
Posizione del comune di Sovico nella provincia di Monza e della Brianza
Sito istituzionale

Sovico (Sùvich in dialetto brianzolo) è un comune di 8.121 abitanti della provincia di Monza e Brianza.

Origine del nome e Storia[modifica | modifica sorgente]

La posizione elevata del centro abitato sembra avere dato origine al toponimo, che dovrebbe derivare dal latino "summus vicus"; il nome mutò poi in "Suigum" e "Suycum" (in dialetto "Suvigh" o "Suigh") volgarizzandosi infine nella forma attuale di Sovico. Il primo documento che attesta l’esistenza del paese è una disposizione testamentaria dell’Arcivescovo di Milano Ansperto da Biassono a favore del diacono Ariprando, suo nipote, datata 11 novembre 879. In un atto del 15 gennaio 998, riguardante una vendita intercorsa fra il Vescovo di Tortona Liutfredo e il Duca Ottone, figlio di Conone, vi è menzione di beni immobili posti in " valle summovico". Una pergamena conservata presso l’Archivio di Stato di Milano ci dà ulteriore notizia del luogo: essa contiene un altro atto di carattere patrimoniale registrato in Domaso nel 1028, che ha per oggetto la vendita di una pertica di terreno posta "in loco et fundo Suyco". Sul finire del secolo X l’Arcivescovo ambrosiano Landolfo II da Carcano, per guadagnarsi la fedeltà dei signori milanesi, concesse in feudo le pievi del contado e pose a capo di queste dei propri vassalli detti "capitanei" (capipieve). Le vicende del feudo di Sovico iniziano con la costituzione del Capitaneato di Agliate, di cui era investita la nobile famiglia Confalonieri. Nel secolo XI succedettero loro i conti Mandelli, che lo tennero, presumibilmente, fino a quasi tutto il secolo XIV. Passò poi per alcuni anni, fra la fine del Trecento e gli inizi del Quattrocento, ad Antonio Riva (Antonius de Rippa de Sovigo) ed ai suoi fratelli, figli di Ambrosio, originari di Galbiate. Il 9 giugno 1475 Galeazzo Maria Sforza infeudava la Pieve di Agliate all’ "egregio milite Francesco di Pietrasanta" al quale venne però revocata poco tempo dopo; nel corso del secolo XV fu concessa alla famiglia Balbiani originaria dell’Isola Comacina. Al feudo erano connessi il titolo di conte e la piena giurisdizione civile e penale su tutti i luoghi, ville, cascine e mulini, con diritto sui dazi, sui pedaggi e sull’imbottato; infine, fatto nuovo, il feudo diveniva territorio a se stante rispetto alla città di Milano. La camera ducale conservava l’esazione della tassa sul sale e il diritto di guado dei fiumi; nonostante questa specificazione, ai Balbiani veniva imposta una tassa annua di 635 lire imperiali: Georolamo Balbiani opponeva allora al Duca Massimiliano Sforza che la sua famiglia era stata investita dal feudo a titolo oneroso previa rinuncia alla metà del feudo di Chiavenna, incamerato dal Duca. Il ricorso ebbe buon esito e lo stesso Massimiliano Sforza decretava l’esenzione dal pagamento del tributo nel 1514. Le querele fiscali dovevano ripetersi anche a carico dei sudditi. La comunità di Sovico, insieme a quelle di Giussano e Albiate, rifiutò nel 1611 di pagare il dazio ai Balbiani e al suo posto corrisposte una somma di denaro annua. La controversia, portata davanti al magistrato delle entrate di Milano, si risolse a favore dei feudatari, i quali sostennero che i loro diritti erano conformi alle antiche prerogative della famiglia su quei luoghi. Ultimo dei Balbiani fu il conte Benedetto, canonico della Collegiata di Santo Stefano in Milano; alla sua morte i beni passarono dapprima al fisco (1760) poi furono smembrati e venduti con asta pubblica: Sovico fu acquistato nel 1770 da Pietro Andreoli. L'avvento della dominazione francese, nel 1796, significò l’abolizione di tutti i titoli nobiliari e di ogni privilegio feudale.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma del comune di Sovico è in uso dal XVIII secolo. Assieme al gonfalone è stato riconosciuto con Decreto del Presidente della Repubblica del 12 aprile 2001.

Crescita demografica[modifica | modifica sorgente]

  • 1530 – 24 fuochi (nuclei familiari)
  • 1569 – 230 abitanti
  • 1584 – 200 abitanti
  • 1589 – 289 abitanti
  • 1604 – 314 abitanti
  • 1759 – 621 abitanti
  • 1797 – 601 abitanti
  • 1861 – 1.219 abitanti[senza fonte]
  • 2004 - 7.328 abitanti
  • 2008 - 7.958 abitanti

Sindaci dall'Unità d'Italia ad oggi[modifica | modifica sorgente]

  • 1859-1869 Giovanni Battista Legnani
  • 1869-1872 Alberto Martini
  • 1872-1899 Francesco Recalcati
  • 1899 Galeazzo Viganò
  • 1899 Camillo Maggi
  • 1899-1905 Giovanni Viganò
  • 1905-1918 Michelangelo Viganò
  • 1918-1923 Alberto Rossi Martini
  • 1923 Giovanni Brambilla
  • 1924-1926 Gian Luigi Mallioni
  • 1926-1931 Gian Luigi Mallioni (podestà)
  • 1931 Luigi Ghezzi (commissario prefettizio)
  • 1932-1936 Luigi Ghezzi (podestà)
  • 1936 Alberto Colombo (commissario prefettizio)
  • 1937-1945 Angelo Farina (podestà)
  • 1945 Egidio Sala
  • 1945-1946 Arturo Riva
  • 1946-1951 Mario Canzi
  • 1951-1956 Arturo Riva
  • 1956-1970 Luigi Elli
  • 1970-1980 Ernesto Cazzaniga
  • 1980-1990 Pierluigi Sala
  • 1990-2004 Adriano Motta
  • 2005-2009 Pierluigi Sala
  • 2009- Alfredo Colombo

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Sovico è situato in quella parte della bassa Brianza dove le colline e i poggi caratteristici di questa zona vanno gradualmente spegnendosi nell’ampia pianura che si apre a settentrione di Milano, nella quale sorgono gli importanti centri di Desio, Seregno, Lissone, Monza.

Ad est è attraversato dal corso del fiume Lambro, che scorre da nord a sud, segnando il confine con Triuggio. Sempre lungo la direttrice nord-sud si snoda l’importante strada provinciale che collega Monza con Carate e che rappresenta, insieme con la linea ferroviaria, la più importante infrastruttura di comunicazione del territorio. Il 43% della superficie comunale è occupato da insediamenti residenziali ed industriali, mentre il rimanente 57% è rappresentato da aree non urbanizzate. Ad est della Via Giovanni da Sovico il tessuto urbano si frammenta in sparsi insediamenti residenziali, per la presenza della Valle del Lambro. Quest’ultima occupa 32 ettari ed è sottoposta a vincolo idrogeologico; è anche area di interesse paesaggistico ed include la Villa Visconti e la Cascina Belvedere.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Economia[modifica | modifica sorgente]

A Sovico sono presenti aziende internazionalmente conosciute, tra le quali:

Arte[modifica | modifica sorgente]

La storia della chiesa di Sovico è più che millenaria. Il Cardinale Schuster ebbe a dire che il "pagus" cui appartenne il paese fu tra i primi del Milanese ad abbracciare la fede cristiana dopo l’editto del 313 di Costantino. La prima notizia certa proviene dal "Liber Notitiae Sanctorum Mediolani" di Goffredo da Bussero, catalogo della Chiesa milanese della fine del XIII secolo: in esso si cita "in plebe Alliate, loco Somovico, ecclesia Sancti Fidelis". La conferma viene dalla "Notitia cleri mediolanensis de anno 1398" in cui si nomina la "Cappella de Sovico" cui è annessa la rendita di "lire 2, soldi 13, denari 7".

In un documento del 1562 la chiesa di Sovico viene ricordata come consacrata ai SS. Simone e Giuda: probabilmente i fedeli optarono per l’intitolazione a questi Apostoli, in luogo dell’originario S. Fedele, in occasione di qualche importante rimaneggiamento di cui fu oggetto l’edificio fra il XV secolo e il XVI secolo. Nella relazione della visita di due delegati arcivescovili nel 1569 abbiamo una descrizione della costruzione, che risulta misurare 22 passi in lunghezza e 12 in larghezza. Si trattava di una piccola cappella con abside, sulla cui facciata si aprivano due porte, fra le quali era interposto un piccolo campanile con due campane. Il 19 agosto 1578 ricevette la visita di S. Carlo Borromeo; il 17 settembre 1606 quella del Cardinale Federico Borromeo. L’edificio fu quindi oggetto di numerosi interventi volti a rinnovarne e ad ampliarne la struttura. Il 10 luglio 1827 crollò il campanile rovinando in gran parte sulla chiesa, che venne rifatta e riaperta al culto tre anni dopo. Nell’aprile 1838 veniva soppressa la Pieve di Agliate, una delle più antiche della diocesi ambrosiana, e da essa nascevano le due Pievi di Carate e di Besana: Sovico fu compresa nella prima.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Associazione culturale Beato Contardo Ferrini: è una compagnia teatrale amatoriale, nata a Sovico nel 1976. La compagnia propone commedie brillanti di autori contemporanei e non. Vai al sito della compagnia.

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

La Biblioteca Civica di Sovico fa parte del Sistema Bibliotecario BrianzaBiblioteche.

Persone legate a Sovico[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Eugenio Cazzani, "Storia di Sovico", Sovico, Edizione Lambro, 1974.
  • AA.VV., "Brianza itinerari e cenni storici sui 164 comuni brianzoli. ", Editore: A cura degli Amici della Brianza, 1964

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]