Brianza

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Brianza
Stati: Bandiera dell'Italia Italia
Regioni amministrative: Bandiera della Lombardia Lombardia (MB, CO, LC)
Territorio: Tutta la provincia di Monza e Brianza, la parte meridionale delle province di Como e di Lecco
Capoluogo: Monza (città principale)
Superficie: 879,8 km²
Abitanti: 1.207.150  (2006)
Densità: 1372 ab./km²
Status: {{{status}}}
Lingue: {{{lingue}}}

Evidenziati in giallo i comuni della Brianza
[ Sito Internet principale]


« Oh beato terreno del vago Eupili mio, ecco al fin nel tuo seno m’accogli; e del natìo aere mi circondi, e il petto avido inondi […] Austro scortese qui suoi vapor non mena: e guarda il bel paese alta di monti schiena, cui sormontar non vale Borea con rigid’ale […] Io de’miei colli ameni nel bel clima innocente passerò i dì sereni tra la beata gente, che di fatiche onusta è vegeta e robusta. »
(Giuseppe Parini, dal secondo libro delle Odi)
« La Brianza è il paese più delizioso di tutta l’Italia, per la placidezza dei suoi fiumi, per la moltitudine dei suoi laghi, ed offre il rezzo dei boschi, la verdura dei prati, il mormorio delle acque, e quella felice stravaganza che mette la natura ne' suoi assortimenti. »

La Brianza (in dialetto brianzolo Brianza o Briansa) è una regione della Lombardia, per la quale non esiste un vero e proprio riconoscimento politico-amministrativo. Per quanto concerne l’etimologia, il nome Brianza deriva probabilmente dal termine celtico brig (colle, altura) il quale si mantiene col medesimo significato ancora oggi – per lo più nella forma bricch – in molti dialetti settentrionali, tra cui il brianzolo. [1]. Come confini generali della regione si possono indicare il Canale Villoresi a sud, l’Adda a est, le valli prealpine a nord e il fiume Seveso a ovest. Nonostante la mancanza di un’istituzione territoriale, il senso d’appartenenza a quest’area è decisamente spiccato tra i suoi abitanti. Le diverse zone della Brianza presentano del resto numerosi tratti che le accomunano tra loro e le differenziano dal resto della Lombardia, di natura geografica, demografica, economica, sociale, culturale e linguistica.

Indice

[modifica] Geografia

I tre elementi paesaggistici tipici della Brianza: montagne, laghi, pianura.
I tre elementi paesaggistici tipici della Brianza: montagne, laghi, pianura.
Il Monte Regina
Il Monte Regina
Il colle di Montevecchia e il suo noto santuario.
Il colle di Montevecchia e il suo noto santuario.

Si possono individuare due grandi aree geografiche distinte all’interno della Brianza: una pianeggiante a sud e a ovest ed una collinare a nord e a est. La prima area coincide con la propaggine in assoluto più settentrionale – insieme alla Marca trevigiana – della Pianura Padana e occupa il settore milanese della Brianza, più la maggior parte di quello comasco e parte del Meratese. Questa porzione pianeggiante è ascrivibile al territorio dell’Alta pianura, caratterizzato da un suolo permeabile composto da sabbie e ghiaie, in contrapposizione al suolo argilloso e impermeabile della Bassa pianura. Nell’Alta pianura, vista l’incapacità del suolo di trattenere l’acqua, essa penetra per varie decine di metri finché non incontra uno strato impermeabile, sul quale scorre. Questa tendenza dà origine al fenomeno delle risorgive, che si rinvengono dove queste acque ritornano ad emergere, vale a dire nella bassa pianura a sud di Milano. La pianura brianzola, da sud a nord, sale molto gradualmente, con un dislivello altimetrico che va approssimativamente dai 160 metri di Monza ai 370 di Cantù, per una media di +10,5 metri s.l.m. al chilometro. Data la posizione molto settentrionale della pianura briantea, nelle giornate limpide qui si percepisce intensamente che le Alpi formano un “arco” attorno alla Pianura Padana. Infatti, oltre che dalle Grigne, dal Resegone e dalle Prealpi Orobiche il paesaggio è dominato dall’imponente mole del Monte Rosa, che compare esattamente a ovest, e non a nordovest come ci si aspetterebbe. La seconda area, quella collinare, si estende per lo più in Provincia di Lecco e nel settore nordorientale di quella di Como.

[modifica] Orografia

I rilievi briantei sono i primi che il viaggiatore proveniente da Milano e dalla Valpadana scorge salendo verso la Svizzera, il Lario o la Valtellina. Essi si aggirano mediamente sui 500 – 600 metri, ma in alcuni casi raggiungono altitudini montane: il Monte Barro, 950 m; il monte Cornizzolo, 1241 m; il monte Bollettone, 1317 m; i Corni di Canzo, 1371 m e il Monte Palanzone, 1436 m.

Dall’area collinare principale, quella delle Prealpi del Triangolo Lariano, risulta staccato il circondario del Colle di Brianza, posto più a sud. A dividere le due zone è la Piana di Erba. Questa seconda area è caratterizzata da rilievi più dolci e meno elevati, che culminano con il Monte Crocione, alto 877 metri, anche se probabilmente il colle più famoso è il San Genesio (832 m), dove si trovano le sorgenti del torrente Molgora. Altro rilievo significativo è il Monte Regina (817 m). Le colline brianzole più meridionali sono quelle del Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, che raggiungono i 500 metri di altezza. Esse sono facilmente riconoscibili, quando il cielo è libero dalla foschia, dalle guglie del Duomo di Milano. I colli di Montevecchia sono le prime propaggini di un antichissimo anfiteatro morenico, ovvero la lingua più a sud di un enorme ghiacciaio risalente all’epoca delle glaciazioni.

[modifica] Idrografia

La Brianza è posta nel pieno centro della Regione dei Laghi italiana. Effettivamente, i numerosi specchi d’acqua di cui è costellata sono un elemento costituente insostituibile del suo paesaggio.

Il Lago di Annone o Oggiono diviso in due settori dalla penisola di Isella.
Il Lago di Annone o Oggiono diviso in due settori dalla penisola di Isella.
Il fiume Lambro a Triuggio.
Il fiume Lambro a Triuggio.

La regione briantea è solo marginalmente interessata dal Lago di Como, che costituisce semmai il suo confine con il Comasco e il Lecchese. Al sistema lacustre lariano appartiene comunque la maggior parte degli specchi d’acqua interamente compresi nel territorio brianzolo. Il più importante è sicuramente il Lago di Annone, ventunesimo lago italiano per estensione (5,71 kmq) che raggiunge la profondità massima di appena 11 metri [2]. Le dimensioni ridotte e la scarsa profondità possono dar luogo a ghiacciate di parte della superficie durante i mesi invernali. Il lago ha la forma somigliante a un cuore, determinata dalla penisola di Isella – tagliata da uno strettissimo canale – che lo divide in due parti. Lago altrettanto famoso è l’ Eupilio o Lago di Pusiano, che deve la sua celebrità alle descrizioni del Parini, nativo di quelle zone. La sua superficie è di poco inferiore ai 5 kmq – che lo rendono il 23°specchio d’acqua italiano per estensione – mentre la profondità massima raggiunta ammonta a 24 metri [3]. Altri laghi, in ordine di superficie, sono quello di Garlate (4,6 kmq), che segna il confine tra la Brianza, la Val San Martino e il distretto di Lecco; il Lago di Alserio (1,2 kmq) in provincia di Como; il Lago di Olginate (0,77 kmq) che si apre lungo il corso dell’Adda in provincia di Lecco; il Lago del Segrino (0,35 kmq) famoso per le sue acque verde-smeraldo e per le opere di numerosi scrittori e pittori internazionali ad esso dedicate, e il Lago di Sartirana (0,1 kmq) ameno specchio d’acqua del Meratese.

Per quanto riguarda i fiumi, il maggiore è decisamente l’Adda, di cui sia in passato che oggi (se pur in minor misura) sono sfruttate le correnti per la produzione di energia elettrica. L’Adda, quarto fiume italiano con 313 km di lunghezza, bagna la Brianza Orientale per circa 30 km, da Olginate (LC) a Cornate d’Adda (MB) segnando da Brivio (LC) in giù il confine con la Bergamasca. Un celebre passaggio de I Promessi Sposi narra la vicenda di Renzo che, ricercato, deve fuggire all’estero: per farlo decide di attraversare il fiume Adda, che a quel tempo costituiva il confine tra il Ducato di Milano e la Serenissima Repubblica di Venezia. In territorio brianzolo esistono tre ponti che mettono in collegamento le due sponde: quello di OlginateGarlate, quello di BrivioCisano Bergamasco e quello di Paderno d'Adda, che è una straordinaria opera di ingegneria (vedi ponte di Paderno). A Imbersago, nel Meratese, è invece attivo un piccolo traghetto costruito su un progetto di Leonardo da Vinci (vedi traghetto leonardesco), che permette il passaggio sia di pedoni che di auto, moto e bici. In Brianza l’Adda scorre impetuoso ed è incassato in una valle profonda, coperta da una vegetazione lussureggiante. Il corso del fiume, sia per la particolare irruenza delle sue correnti sia per convogliare le acque nelle centrali idroelettriche è incanalato in un complesso sistema di chiuse. L’altro fiume importante della regione è il Lambro, che scende dalla Vallassina ed entra in Brianza nella località di Ponte Lambro (CO). Dopo aver dato vita al Lago di Pusiano scorre in terra briantea per alcune decine di chilometri, fino a Monza. Dopo aver attraversato il “capoluogo brianzolo” questo corso d’acqua si addentra nell’area urbana di Milano. Degni di nota sono anche il fiume Seveso che scorre in Brianza per circa 40 km e ne segna il confine occidentale, da oltre Casnate con Bernate (CO) a Varedo (MB), e il Molgora, in terra briantea da Colle Brianza (LC), dove si trovano le sue sorgenti, fino a Caponago (MI), passando per la città di Vimercate.

[modifica] Clima

L’inverno rigido ha fatto ghiacciare il torrente Molgora a Osnago (LC).
L’inverno rigido ha fatto ghiacciare il torrente Molgora a Osnago (LC).

Il clima brianzolo varia da zona a zona: la pianura, e soprattutto le cinture urbane di Monza-Brugherio-Villasanta, Desio-Lissone e Seregno-Seveso-Meda risentono di un effetto di cappa di calore simile a quella del capoluogo lombardo, dovuto alle emissioni inquinanti e alla elevatissima densità abitativa. In collina o in aree meno densamente popolate si possono registrare anche cinque gradi in meno nello stesso momento. In via generale, si può classificare il clima della regione come un clima temperato continentale. Gli inverni sono abbastanza piovosi e rigidi (in pianura sono ricorrenti le ghiacciate notturne e la colonnina di mercurio può scendere fino a -10°C/-12°C), le mezze stagioni umide, brevi e miti e le estati torride e molto umide (con temperature massime che possono variare dai +30°C della collina ai +35°C/+37°C della pianura, e punte eccezionali di + 38°C/+40°C in città). L’effetto mitigatore dei laghi si fa sentire poco, viste le loro dimensioni ridotte.

[modifica] Confini e territorio

Tracciare i confini di una regione di cui non esiste un preciso riconoscimento politico è sempre piuttosto arduo, ma nel caso della Brianza esistono fattori di carattere geografico e culturale che permettono di individuare delimitazioni precise. A mezzogiorno la Brianza confina con la Provincia di Milano: a tale proposito è utile ricordare che pure dopo l’istituzione della Provincia di Monza permane la dizione di Brianza Milanese che è per certi versi impropria, visto che l’intero territorio brianteo appartenente alla Provincia di Milano è passato sotto Monza.

Il confine meridionale è segnato in parte dal Canale Villoresi (il canale artificiale più lungo d’Italia): se Caponago e Cavenago – situate a nord del canale – sono in Brianza, Gessate e Pessano con Bornago – che si trovano al di là – non lo sono. Costituiscono un’eccezione i comuni del Trezzese, che pur trovandosi a nord del Villoresi non appartengono alla propriamente alla Brianza . Da quella parte, i primi comuni briantei che si incontrano venendo da sud sono infatti Busnago, Roncello, Ornago e Vimercate. Sempre restando sul confine meridionale, ma spostandosi verso ovest, si possono includere nel territorio brianteo i comuni dell’area monzese, ed escludere quelli rimasti alla Provincia di Milano. Ormai è infatti opinione diffusa che i comuni dell'hinterland milanese costituiscano una realtà a sé stante. La Brianza dunque non comprenderebbe né il comune di Carugate né quello di Cologno Monzese, che pur avendo forti legami storico-geografici con l’area briantea non sono stati inclusi nel nuovo ente territoriale di Monza e Brianza.

Più a occidente, il confine tra la Brianza e il Milanese segue la linea MonzaNovaVaredoLimbiateCeriano Laghetto per poi attestarsi sul fiume Seveso fino a Casnate con Bernate e Fino Mornasco, nel Comasco. Appartengono alla Brianza – anche se Oltreseveso – i comuni di Cermenate e Vertemate con Minoprio.

A nord il confine tra Brianza e Comasco segue la linea Senna ComascoCapiago IntimianoLipomo per poi comprendere tutti i comuni del distretto di Erba fino a Canzo, l’ultimo centro prima della Vallassina. Più a est, nel Lecchese, il confine si attesta tra Civate e Valmadrera e tra Olginate/Galbiate e Pescate.

Il confine orientale è invece segnato nettamente dal fiume Adda.

La Brianza ha un’organizzazione territoriale particolare, dovuta al suo intenso grado di urbanizzazione. In questa regione, piuttosto che accorpare comuni e creare municipalità dotate di frazioni si è teso a rendere comune ogni centro. Ecco dunque che su una superficie di appena 880 km² si contano ben 141 comuni, di cui 55 in Provincia di Monza e Brianza, 47 in Provincia di Lecco e 39 in Provincia di Como. A confermare questa impressione concorre il dato sull’estensione media dei comuni: in Brianza un comune ha mediamente una superficie di 6,2 km², contro i 15,4 km² della Lombardia e i 37,19 km² nazionali. Il comune brianzolo più grande è Monza, con 33 km², seguito a distanza da Cantù con 23,2 km² e Vimercate con 20,2 km². Il più piccolo è invece Longone al Segrino (CO), con appena 1,5 km², seguito da Camparada (MB) e Viganò (LC), che hanno entrambi una superficie comunale di soli 1,6 km². [4].

[modifica] Demografia

La terra di Brianza è una delle regioni più densamente abitate d’Italia, d’Europa e del Mondo. [5] Del resto questo è un suo carattere distintivo già dal Medioevo e dal Rinascimento, quando qui si registravano densità prossime ai 40 abitanti per km², che costituivano una rarità per gli standard del periodo. Le ragioni sono da rintracciare innanzitutto nella fertilità del suolo e nella morfologia del territorio, pianeggiante o dolcemente collinare.

Il Segantini ci presenta lo scenario di una Brianza ancora rurale
Il Segantini ci presenta lo scenario di una Brianza ancora rurale

La presenza di numerosi corsi d’acqua, alcuni dei quali distinti da correnti vigorose come l’Adda, ha favorito l’agricoltura, l’industria tessile e la produzione di energia elettrica, determinando così un processo di industrializzazione deciso, seguito da una altrettanto decisa urbanizzazione. La Brianza conta 1.207.150 abitanti su 879,8 km² di superficie, per una densità popolativa di 1.372 ab./km² [6]

[modifica] Fenomeni migratori

La prosperità economica brianzola, a partire dagli anni del boom o miracolo, ha attirato consistenti flussi migratori dall’Italia Meridionale e dal Nordest. Infatti, in ambienti quali la scuola, la giustizia e le forze armate è ormai di gran lunga maggiore il numero di impiegati meridionali rispetto a quello dei lombardi. Se negli anni Sessanta si verificavano occasionali episodi di intolleranza e discriminazione, soprattutto nei centri della Brianza rurale, andando avanti con il tempo gli immigrati meridionali si sono integrati molto bene, fondendosi con la gente del posto e contribuendo così a formare un piccolo melting pot all’italiana. Del resto gli immigrati di seconda e terza generazione di meridionale hanno mantenuto ben poco oltre al cognome, acquisendo pure l’accento del luogo.

A partire dal 2000, dopo circa un decennio di pausa, il flusso migratorio dal sud del Paese è ripreso con una certa intensità. Contemporaneamente, è aumentato in modo esponenziale il numero di stranieri ospitati, che ammonta oggi al 5,2% della popolazione residente (il dato si riferisce ovviamente ai regolari) [7]. L’offerta lavorativa in Brianza è talmente ampia che praticamente tutti gli immigrati hanno trovato un impiego (la Provincia di Lecco si è confermata quella col tasso di disoccupazione inferiore d’Italia), anche se sfortunatamente si registrano casi di sfruttamento e caporalato in alcuni cantieri edili. Il processo di integrazione da parte degli extracomunitari e di accettazione delle diversità da parte della popolazione locale sta procedendo, ma molto lentamente, guastato da alcuni spiacevoli episodi e da certa propaganda populista e xenofoba. Per quanto riguarda il trend demografico, la crescita naturale della popolazione, come nella maggior parte delle società occidentali avanzate, è negativa o prossima allo zero. Tuttavia, a causa degli intensi flussi migratori il saldo demografico è positivo e molto superiore alla media nazionale, con picchi di crescita media annua vicini all’1%, a fronte di una media nazionale dello 0,1%. Negli ultimi decennio, la Brianza è stata interessata da un nuovo importante fenomeno demografico, ovvero il trasferimento di migliaia di persone da Milano e dal suo hinterland – che si stanno gradualmente spopolando – alle aree circostanti, che sono meno caotiche e inquinate e presentano prezzi leggermente inferiori. La Provincia di Como si è posizionata ottava nella classifica del saldo migratorio interno, con un dato pari a +0,58%, e che anche quella di Lecco ha presentato un saldo positivo (+0,32%) [8]. Questo significa che gli standard di vita dell’area continuano ad attirare persone residenti in altre regioni d’Italia.

[modifica] Popolazione urbana e densità di popolazione

Se si considerano le convenzioni dettate dalle Nazioni Unite [9], risulta che la popolazione urbana in Brianza ammonta al 98,9% sul totale, contro una media nazionale del 67% [10].

Il duomo di Monza, capoluogo brianteo
Il duomo di Monza, capoluogo brianteo

La concezione di urbano è però piuttosto arbitraria e soprattutto varia da regione a regione (per la maggior parte degli stati europei, per esempio, sono considerati non urbani i centri con popolazione inferiore alle 2.000 unità). Il dato certo di cui siamo in possesso è quello della densità abitativa, che in Brianza tocca quota 1372 ab./km². Si può avere un’idea di quanto questo dato sia impressionante confrontandolo con la media regionale (397 ab./km²), con quella nazionale (195 ab./ km²) e con quella dell’Unione Europea (113 ab./ km²) [11].

[modifica] Centri principali

Tradizionalmente si considera la città di Monza come "capoluogo brianzolo", già da prima che venisse istituita la Provincia di Monza e della Brianza. Effettivamente, la città della Villa Reale è di gran lunga la più popolata della zona, con i suoi 121.506 abitanti. Nel giro di pochi chilometri quadrati ci sono ben 28 centri urbani che superano i 10.000 abitanti. Il centro meno abitato è invece Proserpio (CO) con una popolazione di 933 unità. [12]

Comune Comune (in brianzolo) Provincia Popolazione
Monza Munza MB 121.961
Seregno Serégn MB 40.644
Lissone Lizôn MB 38.088
Desio Dés MB 37.742
Cantù Cantü CO 37.111
Cesano Maderno Cesàn Madernu MB 34.923
Brugherio Brugheri MB 32.839
Limbiate Limbiaa MB 32.680
Vimercate Vimercaa MB 25.869
Mariano Comense Mariaan CO 23.500
Giussano Giüssaan MB 22.814
Nova Milanese Nôva Milanees MB 22.652
Meda = MB 22.232
Seveso Séves MB 20.152
Carate Brianza Caraa MB 17.414
Arcore Arcur MB 16.984
Erba = CO 16.928
Bovisio-Masciago Buviis MB 15.334
Lentate sul Seveso Lentaa in sul Séves MB 14.774
Besana in Brianza = MB 14.714
Concorezzo Cuncurèss MB 14.593
Merate Meraa LC 14.359
Agrate Brianza Agraa MB 14.270
Villasanta La Santa MB 13.313
Varedo Vareet MB 12.544
Casatenovo Casanööf LC 12.331
Biassono Biasòn MB 11.324

[modifica] Elenco completo dei comuni

Per approfondire, vedi la voce Elenco completo dei comuni della Brianza.

[modifica] Parlate locali

Il brianteo è affine al dialetto milanese. In definitiva si parlano ancora il dialetto degli abitanti di Brugherio e Villasanta (i paltitt per gli abitanti dell'alta brianza; termine non traducibile che ha a che vedere con il fango), il monzese grass (monsciasch) e quello più propriamente brianteo (brianzoeu) (dai Milanesi definito dei falchett). Le varianti locali sono diverse, variano financo da quartiere a quartiere, ma sono sempre tra loro immediatamente comprensibili. In parte si distinguono dal dialetto parlato nel Lecchese (quello dei cavritt) e nel Comasco (quello dell'erba). Questi dialetti fanno tutti parte della lingua insubre, detta anche Lingua Milanese o Lombarda occidentale.

[modifica] Economia

Per approfondire, vedi la voce Economia della Brianza.

Protagonista della seconda rivoluzione industriale, vertice della Blue banana, della Sunbelt, del Pentagono industriale LondraParigiAmburgoMonaco di BavieraMilano e del Triangolo industriale TorinoMilanoGenova la Brianza è una delle regioni più produttive del continente.

[modifica] Trasporti

Per approfondire, vedi la voce Trasporti della Brianza.

[modifica] Collegamenti stradali

Elenco dei collegamenti stradali passanti per il territorio brianzolo.

Autostrade e tangenziali

Superstrade e Strade Statali

[modifica] Collegamenti ferroviari

Elenco dei collegamenti stradali passanti per il territorio brianzolo.

Rete Ferroviaria Italiana

LeNord

Servizio ferroviario suburbano di Milano

[modifica] Storia

[modifica] Tradizioni e cenni di note storiche e linguistiche

Si suppone che la Brianza (Brigantia,Italice Brianza: inter Suesi et Addua flumina ac montes apud Larium lacum collocata est) sia stata ritenuta una entità burocratico-territoriale, inizialmente, a partire circa dall'anno mille.

Il brianzolo (o meglio brianteo ed ancor meglio brianzoeu, dialetto della lingua regionale lombarda occidentale chiamata anche lingua Milanese: meneghino e varianti 'ariose') è ancora usato e compreso dai Briantei sia pur con le parlate leggermente diversificate da paese a paese e financo da quartiere a quartiere.

Economicamente la Brianza, che nel XIX secolo aveva una fiorente economia agricola, si è trasformata in una delle più industrializzate regioni d'Italia, con molte piccole e medie imprese, talora a carattere artigianale/familiare, a partire dalla seconda metà del XX secolo ed è stata oggetto di una intensa immigrazione interna, dalle regioni meridionali italiane, stimolata dalle numerose opportunità di lavoro disponibili.

[modifica] Ipotesi sul nome Brianza

Il nome della regione - secondo antichi romani - era da riportare a Brianteo, uno dei generali al seguito delle truppe di Belloveso, che nel IV sec a.C. avrebbe portato gli Insubri in Italia settentrionale, fondando l’antica Mediolanum (l'odierna Milano). Brianteo pare si stanziò appunto in questa zona, che da lui prese il nome. Un altra ipotesi sull 'origine del nome brianza si ricollega ai Briganti popolazione celtica che abitava la Britannia tra i fiumi Tyne e Humber : potrebbero avere origini comuni con quelle di tribu' di Briganti Celti delle Alpi Orientali e quello di tribu' celtiche della Brianza . Altri collegano il nome Brianza a quello del brigantaggio, quello dei 'bravi' di manzoniana memoria che qui avrebbero trovato rifugio tra le colline ed boschi di allora dove vi erano i 'malcanton' ove i viandanti potevano incontrare dei briganti che li affrontavano dicendo il 'famoso' 'o l bursa o la vita o ul canèn da la pipa'. Per altri ancora l'origine sarebbe terra di brik'kone persone scaltre, chiuse , ma anche scherzose.

La via forse piu' conosciuta al mondo che si richiama ai Lombardi e quindi anche ai Briantei è la “Lumbard Street”, la strada più tortuosa del mondo, situata in San Francisco. Lumbard street , (rue,strasse etc), è comune anche in Francia, Paesi Bassi, Germania e soprattutto in Inghilterra , ( nel film 'L'uomo che sapeva troppo', di Alfred Hitchcock viene ricollega Londra alla Lombardia Ambrosiana; coloro che hanno visto il film si ricordano infatti di una "Ambrose Chapel" ), come in Usa ed anche Canada. Nel passato specie nei paesi anglosassoni Lumbard era parola spesso dispregiativa verso i Lombardi, quindi anche i Briantei: poteva infatti essere inteso come strozzino. Ora in perfetto aplomb si sono ristabiliti i termini storici: 'il soprannome lumbard era usato per denominare i primi emigranti dediti spesso ad attività bancarie e di concessione di prestiti. Il termine divenne quindi sinonimo di persona che lavorava nella finanza, mentre per 'tasso lombard' viene denominata la percentuale applicata dalle banche di deposito inglesi e tedesche sulle anticipazioni sui titoli. Il termine è usato anche in Francia e Olanda.[citazione necessaria] ( Spinelli F. ,I lombardi in Europa. Nomi, sedi, operatività, rapporti con le autorità ; 2006)

[modifica] Toponomastica

Origine di diffusi suffissi di nomi di città e paesi briantei:[13]

  • ate: suffisso di origine celtica;
  • ano: suffisso la cui origine è la desinenza aggettivale latina -anus, -a, -um; serviva per formare i nomi delle proprietà dai nomi personali (es. «Cornegliano Laudense» "proprietà di Avius");
  • asco: suffisso di origine simile ad -ano; è il suffisso la cui origine è la desinenza aggettivale latina -aticus, serviva per proprietà di ...;
  • ago: suffisso di origine celtica-romanizzata (acos-> pagus);
  • engo: suffisso di origine germanico-longobarda esprimente comunque un rapporto di appartenenza;
  • nomi che iniziano in Li possono ricollegarsi all'antico celto-ligure col significato di "popolo" o in semplice celtico col significato di "posto"; dunque, luogo caratterizzato dalla presenza di una determinata popolazione o gente.
  • fare, ferano famiglie longobarde quasi sempre imparentate tra loro, resta tutt'oggi il ricordo nei nomi di alcune località, come Fara d'Adda.

[modifica] Brianza romana ed altomedievale

A Milano, e nelle sue terre circostanti come la Brianza , nel 313 Costantino si accordò con Licinio per consentire, con l'Editto di Milano, la pratica del culto cristiano. Subito si iniziò a costruire numerose basiliche paleocristiane. Nel periodo del vescovo Ambrogio e dell'imperatore Teodosio I . Milano divenne il centro più influente della Chiesa d'Occidente (qui Sant'Agostino fu convertito al cristianesimo nel 386 e ricevette il battesimo l'anno seguente). Vi fu poi l’influsso dei cattolicesimo celtico. L’originalità del monachesimo celtico si manifesta attraverso molte caratteristiche: era consueto in questo periodo portare avanti la cosiddetta peregrinatio pro Domino per mare, ovvero la partenza in nave e l'arrivo in una terra dove sarebbe sorto un nuovo monastero.

Nell'XI secolo acquistò una crescente importanza ed indipendenza dal Sacro Romano Impero. Distrutta Milano nell'aprile del 1162 da Federico I Barbarossa, rinacque dopo la vittoria della Lega Lombarda nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176 con Alberto da Giussano ed il ‘Carroccio’. Sul finire del XIII secolo Milano vide la lotta tra le famiglie dei Della Torre e dei Visconti per il possesso della città con il predominio di quest'ultima (vedi Battaglia di Desio) che lascerà il passo solo alla metà del XV secolo, all'alba del Rinascimento, alla famiglia Sforza.

[modifica] Brianza dalla dominazione straniera al Regno d'Italia

Nel 1898, a circa 30 anni dall'annessione della Lombardia al Regno d'Italia, la situazione economica era gravissima. Si ricorda che in questi 30 anni emigrarono circa 519.000 lombardi [14]. A Milano, a seguito dell'aumento del costo della farina e del pane, gravati dall'esosissima tassa sul macinato, imposta dal regno sabaudo, il popolo affamato insorse e assaltò i forni del pane. L'insurrezione durò vari giorni e fu repressa nel sangue con i fucili e i cannoni al comando del generale piemontese Fiorenzo Bava-Beccaris, che poi per questa azione di ordine pubblico fu insignito con la Croce di grand'ufficiale dell'ordine militare di Savoia, "per rimeritare il servizio reso alle istituzioni e alla civiltà" da Umberto I re d'Italia. Nella feroce repressione militare si calcola che vi furono più di cento persone uccise (i dati non sono precisi) e centinaia di feriti. Tra le vittime vi furono i miserabili in fila per ricevere la minestra dei frati, sui quali si sparò a mitraglia. Moti antisavoia e le conseguenti repressioni vi furono anche in Brianza. Vi fu una caccia a persone in condizioni di vita miserabili, innocue ma definite BRIGANTI. Gaetano Bresci, secondo la filosofia di un certo anarchismo militante non pacifista, intese vendicare l'eccidio e rendere giustizia, perciò uccise il re Umberto I di Savoia a Monza in quanto responsabile in capo di questi tragici avvenimenti. Tutti gli amici più stretti e i parenti di Bresci vennero arrestati. L'Avanti, divenuto capro espiatorio nonostante non fosse affatto vicino agli anarchici, subì un'aggressione , in seguito alla quale vennero arrestati alcuni lavoratori del giornale e nessun aggressore. Molti anarchici in tutta Italia vennero arrestati, colpevoli di apologia di regicidio.

[modifica] L'alba del fascismo

Forti ripercussioni in relazione al risultato del voto non gradito a Mussolini si ebbero a Milano e in diversi Comuni della Brianza.

A Seregno (G. Picasso e M. Tagliabue (a cura di) - Seregno. Una comunità di Brianza nella storia (secoli XI – XX) – Comune di Seregno - Seregno 1994))(G. Ferrarini, A. Stadiotti, M. Stadiotti (a cura di) – Seregno: Un paese, la sua storia, la sua anima – Telesio editrice – Carnate 1999) e Lissone, ad esempio , fra i pochi comuni in cui il fascismo faticava ad affermarsi per la forte ed organizzata presenza dei socialisti e, soprattutto, dei cattolici. Nelle elezioni politiche dell’aprile 1924, mentre i risultati nazionali avevano visto la vittoria di Mussolini, a Seregno e Lissone si affermavano ancora una volta i Popolari e non cedevano i Socialisti: a Lissone venne distrutto il Circolo ‘San Filippo Neri ‘ e la casa del Popolo del ‘circolo’ Socialista}}.

[modifica] Rito Romano e Rito Ambrosiano della Chiesa Cattolica

Nella giurisdizione ecclesiastica della Chiesa Cattolica, pressoche' tutti i Comuni del territorio della BRIANZA (vedi Arcidiocesi di Milano: zone e decanati;rito; storia. Vedi provincia di Monza e della Brianza) fanno parte della all'Arcidiocesi di Milano (chiamata anche Diocesi Ambrosiana o Ambrosiano-Borromaica ). Questa Arcidiocesi segue lo specifico rito ambrosiano cui aderiscono quasi tutti i Comuni ad eccezione di pochi fra cui , in prossimita' di Milano, il Comune di Monza e il Monzese (Villasanta e Brugherio) , che in considerazione di peculiarità storiche seguono invece il rito romano. A 'Monza Parco' la suddivisione tra i due riti segue il tracciato di "viale Cavriga", che unisce le due porte principali del Parco, Porta Monza e Porta Villasanta: a nord del viale si segue il rito ambrosiano e a sud quello romano}}.

[modifica] Epoca contemporanea

Gagliardetti di Comuni Briantei sono presenti nelle basi Antartiche e sono stati presenti nello Spazio. In alcune regioni italiane il termine Brianza è utilizzato per definire persone che si distinguono per lo stile. Peraltro nel dopoguerra i briantei erano chiamati i 'Giapponesi' d'Italia.

[modifica] Sport

[modifica] Impianti sportivi

L'Autodromo di Monza
L'Autodromo di Monza
Lo stadio Brianteo di Monza
Lo stadio Brianteo di Monza

Autodromi

Campi da golf

Stadi

Palazzetti dello sport

[modifica] Società sportive

Calcio

Pallacanestro

Hockey su pista

Rugby

[modifica] Competizioni agonistiche

Ciclismo

Atletica leggera

Automobilismo

Motociclismo

  • Tappa Italiana del Campionato Mondiale Superbike

[modifica] Note

  1. ^ Sezione "Storia" in [1]
  2. ^ Calendario Atlante De'Agostini, 2007
  3. ^ Calendario Atlante De'Agostini, 2007
  4. ^ [2]
  5. ^ [3]
  6. ^ Dati Istat, 2006
  7. ^ Ufficio Statistica Monza e Brianza, [4]
  8. ^ Dati Istat, 2006
  9. ^ I criteri utilizzati dalle Nazioni Unite sono riportati in [5]
  10. ^ Calendario Atlante De'Agostini, 2007
  11. ^ Calendario Atlante De'Agostini, 2007
  12. ^ Dati Istat, 2006.
  13. ^ L. Cassi, P. Marcaccini, Toponomastica, beni culturali e ambientali: gli "indicatori geografici" per un loro censimento, Roma, Memorie della Società Geografica Italiana,vol. LXI, 1998.
  14. ^ Fonte: Centro Studi sull'emigrazione, di Roma

[modifica] Bibliografia

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  • Beretta C. Grammatica del milanese contemporaneo - Libreria milanese, 1998.
  • Beretta C. ,Dizionario milanese-italiano - Vallardi, 2002
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  • Tacito, Annali, Tacito, Storie
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